Antibiotico resistenza? Battaglia su tre fronti!

“Per contenere l’antibiotico-resistenza dobbiamo combattere contemporaneamente su tre fronti: l’uomo, l’animale e l’ambiente”. Questo è quanto affermato da Vytenis Andriukaitis, Commissario Europeo per la salute e la sicurezza alimentare, commentando il rapporto della Joint Interagency Antimicrobial Consumption and Resistance Analysis (JIACRA) del Luglio di quest’anno (qui il report in inglese).

“Questo rapporto conferma il legame tra consumo di antibiotici e resistenza agli antibiotici negli esseri umani e negli animali destinati alla produzione alimentare”.

Infatti, l’uso degli antibiotici è più frequente negli animali da produzione alimentare che nell’uomo, benché la situazione vari a seconda dei Paesi e del tipo di antibiotico.  Per esempio, rileva che la resistenza dei batteri ai quinoloni (antibiotici contro la salmonellosi e la campilobatteriosi nell’uomo) è direttamente connessa all’uso di antibiotici negli animali da allevamento.

Dal 2005 l’OMS produce un elenco regolarmente aggiornato di tutti gli antimicrobici (e antibiotici) utilizzati nell’uomo (e in veterinaria) consigliando che tutti gli antibiotici/antimicrobici vengano utilizzati il più prudentemente possibile sia nella medicina umana che veterinaria (vedi tabella qui).

Il rapporto – frutto dell’intensa collaborazione tra tre agenzie dell’UE – consiglia di sensibilizzare cittadini e pazienti all’uso razionale degli antibiotici, da usare solo quando c’è una diagnosi precisa ovvero quando serve veramente. Perché viviamo in un mondo in cui i farmaci sono venduti liberamente; ed essendo “iperconnessi” alla rete è facile che con una ricerca su google farsi da soli una diagnosi (SBAGLIATA) e darsi da soli una prescrizione terapeutica (DANNOSA).

Infatti, quanti cittadini e pazienti prendono un antibiotico nel sospetto di una influenza (causata da un virus) o di un banale raffreddore (causato da un virus)? E quanti sanno che gli antibiotici sono efficaci solo sui batteri ma sono INUTILI contro i virus? Ma abbiamo miliardi di miliardi di “batteri buoni” nell’intestino, necessari alla nostra salute: digeriscono per noi, ci proteggono dalle infezioni.

Ci troviamo già parecchi antibiotici nella carne e nel pollo (anche nei pesci di allevamento); se aggiungiamo l’uso indiscriminato degli antibiotici, facciamo un danno doppio. Se consideri anche l‘uso indiscriminato e sbagliato dei “farmaci per la gastrite” (inibitori di pompa protonica e altri…) hai la ricetta perfetta per rovinare la salute dell’intestino in una cronica e lenta progressione verso le malattie della digestione (gastrite, colite) e quelle infettive.

Ricorda: l’acido dello stomaco serve a sterilizzare il cibo e ad assorbire certe sostanze fondamentali (sali minerali e vitamine), quindi l’uso indiscriminato dei “farmaci della gastrite” non risolve il problema (anzi, lo cronicizza) ma in compenso facilita il passaggio dei batteri cattivi nell’intestino; l’eccesso o l’abuso di antibiotici fanno fuori i batteri buoni e lasciano vivi quelli cattivi, o peggio quelli resistenti agli antibiotici.

Il tuo medico curante o lo specialista non ti avvisano dei pericoli? Non to informano? Non fanno diagnosi di infezione oppure non rivalutano se la terapia è giusta oppure no? Male, molto male.

Affidati a un professionista capace di ascoltare e preparato ad istruire, ha un valore incalcolabile. Perché la tua salute vale!