I “carboidrati” arricchiscono il Microbiota Intestinale. Ma quali ?

I benefici delle fibre alimentari sono stati a lungo sottovalutati e incompresi nelle classiche diete che si basano sulla favoletta delle chilocalorie…

Assunzioni elevate di alcuni tipi di fibre alimentari sono connesse a:

👍 riduzione di incidenza di malattie cardiovascolari e cura dell’ipertensione;
👍 Riduzione del peso corporeo;
👍 Riduzione e risoluzione della stitichezza;
👍 Prevenzione primaria o secondaria di diverticoli o emorroidi …
… E altre ancora.

Ma… quali fibre esattamente?

Quelle fibre che consideriamo a “caloria zero”, fibre che non siamo capaci di assorbire.
Sono i Polisaccaridi (zuccheri non digeribili) e gli Oligosaccaridi.

Questa famiglia “emulsiona” zuccheri e grassi e ne riduce “meccanimente” l’assorbimento.

Questa famiglia di sostanze non digeribili, è capace allo stesso tempo di stimolare la crescita e/o l’attività delle “famiglie di batteri buoni” presenti nel Colon.
E per tale motivo vengono chiamate Prebiotici.

In pratica, mangiando le aiuti e ti prendi cura del tuo Microbiota, così poi il tuo microbiota si prende cura di te.
Interessante no?

Quali sono complessivamente gli effetti positivi?

❤️INIBIRE la progressione del CANCRO INTESTINALE,
❤️influenzare l’assorbimento dei minerali,
❤️effetti sul metabolismo dei grassi,
💙regolazione del sistema immunitario,
💜stimolare la sintesi di alcune vitamine – ad es. Vitamina B,
💚RIDURRE il COLESTEROLO.

Dove troviamo queste fibre?
E come inserirle nell’alimentazione per averne benefici?

    1. tutti i tipi di lattuga (se sei allergica al nichel scegli quella con meno “costa” possibile, come lattughino, rucola eccetera)
    2. il cacao extrafondente (almeno 40 gr al giorno, dal 72% a salire)
    3. patate e riso, cucinati e raffreddati da almeno un giorno (in estate ottime per le insalate fredde)
    4. nella cicoria (anche caffè di cicoria, o come Inulina da aggiungere ad acqua e cibi)

Perché “amidacei” raffreddati?

Per la presenza dell'”amido resistente”, così chiamato perché resiste alla digestione.

Cucinando un certo cibo amidaceo (pseudocereali, cereali, riso, patate) toglilo dal fuoco “al dente”, lavalo sotto l’acqua (toglie amido in eccesso) poi raffreddalo per almeno un giorno e “ricotto” (ovvero la cottura viene ripetuta . O completata).

E mentre il cibo si raffredda, rende l’amido resistente per poterlo veicolare nel colon.

Amido e carboidrati raffinati sono di solito privi di fibre. Alimentano quindi solo la parte numericamente più piccola del Microbiota intestinale e possono facilitare SIBO (sovracrescita batterica del piccolo intestino) o SIFO.

E lasciano “a digiuno” i batteri buoni del Colon, ghiotti di fibre insolubili, cioè fibre e zuccheri che non possiamo digerire.

Facendo mangiare bene i batteri del Colon, si rende acido l’ambiente intestinale e si rende difficile la crescita dei batteri cattivi, quelli che invece ci rendono tristi.

Terminato il processo di raffreddamento, riscaldare il cibo, ricuocerlo o anche “ripassarlo” rende l’amido ancora più resistente.

Se posso permettermi di consigliarti:

    1. Quando ti siedi a tavola, ricorda che non mangi da sola, non ci sei solo tu ma trilioni di batteri che “pendono” letteralmente dalle tue labbra.
    2. Se proprio non riesci ad eliminare la farina di grano, allenati a sostituirla gradualmente e definitivamente con pseudocereali integrali.
    3. Re-Impara a cucinare in funzione dell’amido-resistenza e rispettosa delle tue “fragilità individuali” (allergia al nichel solfato, allergie al cibo, ipersensibilità a certi cibi, sensibilità al glutine, diabete eccetera)

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Rivoluzione Microbiota:
Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Dott.ssa Livia Emma – dietistaStudio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Alcuni carboidrati agiscono come Pre-Biotici. Ma come?

Con L’ESTATE e l’aumento della temperatura sicuramente è SCONSIGLIATO CONSUMARE PIATTI CALDI, specie nelle ore infuocate della giornata.
Entrano così in gioco le INSALATE FREDDE di pasta, riso, orzo, quinoa, amaranto.

Queste, oltre ad essere più gustose – e sicuramente più digeribili della pasta al forno e della parmigiana di melanzane (particolarmente presenti nelle spiagge palermitane!) – nascondono un altro grande beneficio: la presenza dell'”amido resistente”, così chiamato perché resiste alla digestione.

L’amido e i carboidrati raffinati – presenti ovunque nella nostra dieta – essendo privi di fibre, vengono assorbiti velocemente nella prima parte dell’intestino (il tenue) senza raggiungere il colon.
Quindi, “alimentano” solo la parte numericamente più piccola del Microbiota Intestinale e possono – in caso di Disbiosi – condurre ad una SIBO.
Dall’altro lato, lasciano a digiuno i batteri Probiotici del Colon, perché vengono consumati prima.
Li lasciamo praticamente a digiuno, poveri animaletti 🙁

Ma i batteri nel Colon hanno bisogno di energia e di cibo perché LA LORO SALUTE è fondamentale per LA NOSTRA SALUTE.

Non appena “mangiano bene”, rendono acido l’ambiente intestinale e così è difficile la crescita dei batteri cattivi, quei batteri che ci rendono tristi. (Avevo già scritto in altri post di disbiosi e depressione).

Comportandosi come fibre vegetali – cioè diminuendo l’assorbimento degli zuccheri – prebiotici e amido resistente sembrano essere indicati nella prevenzione del diabete.
Alcuni studi hanno dimostrato infatti un miglioramento relativo alla variazione dell’insulina dopo 4 settimane in cui sono stati consumati 15/30 grammi di amidi resistenti al giorno.

Dove si trova l’amido invertito?
Negli “avanzi”!

Quando si cucina un certo cibo amidaceo, come riso bianco, pasta o patate e poi si raffredda in frigorifero, il cibo sviluppa amidi resistenti.
Mettilo nel frigo e, mentre il cibo si raffredda, li rende resistenti per essere poi digerito nel colon.
Anche se il cibo lo riscaldi di nuovo, mantiene la presenza di amido resistente. . Avevo già scritto sui Prebiotici qui:

Il Microbiota intestinale, come i pesci dell’acquario, per vivere ha bisogno del suo “mangime”.
I “Pro-Biotici”.

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