Il colesterolo troppo basso fa piu’ male di quello troppo alto?

Ti sei mai domandato se mettere in giro notizie false sia fonte di guadagno per qualcuno? Me lo domando da quando scrivo informazioni mediche e scientifiche su questa pagina ed ho scritto spesso di quanto sia stupido ascrivere tutte le malattie dell’uomo e della donna ad un singolo fattore – il colesterolo – senza andarsi a studiare a cosa serve davvero e senza cercare altri fattori, come dieta, fumo, sedentarietà, diabete o polifarmacia. .

Il Colesterolo, a parte produrre tutti gli ormoni del corpo (compreso quelli sessuali) ed essere un fattore di stabilizzazione delle membrane cellulari è tra i piú potenti antiossidanti esistenti nel corpo. Ma continuo a sentir dire da chiunque (medici compresi!) che l’unica forma di colesterolo buono è quello basso. Come se fosse scritto nella pietra!

Peccato che nessun lavoro scientifico ad oggi dimostri, oltre ogni ragionevole dubbio, che il colesterolo basso sia benefico per la salute di chiunque.

E leggendo i lavori scientifici più recenti c’è da avere il ragionevole dubbio che chi ti fa terrorismo psicologico per un colesterolo all’ 1% oltre la norma, forse ci guadagna dalla prescrizione perché ti liquida in 3 minuti e nemmeno ti degna di attenzione o di spiegazioni.

Ma tu dirai: il dott. Prinzi è impazzito?
Non lo sa che il colesterolo basso serve a proteggersi da infarti e ictus? Non lo sa che la statina (santa e unica!) è prescritta da protocollo a tutti, e che salva miliardi di vite?

Ebbene, il dott. Prinzi legge articoli scientifici e si pone delle domande.
Quali articoli legge?

Per esempio, quello pubblicato dalla dott.ssa Pamela Rist (maggio 2019) che ha tenuto sotto controllo 28.000 donne dai 45 anni in su per 19 anni dimostrando che quando il colesterolo “cattivo” e’ troppo basso, raddoppia il rischio di ictus (2,2 volte in più).

O quello pubblicato a luglio 2019 dal dott. Xiang Gao (Harvard Medical School di Boston) che ha coinvolto 96.000 individui con misurazioni annuali del colesterolo per 9 anni, e ha dimostrato è il colesterolo cattivo “troppo basso” è legato a maggior rischio di ictus emorragico. .

Possiamo ritenere che 28.000 + 96.000 è un numero piu’ che sufficiente di persone per fare statistiche.

Meno consistente come numeri, ma più recente (quest’anno) un lavoro italiano in cui il colesterolo troppo basso viene descritto come fattore di rischio per la salute mentale ed è associato ad incremento del rischio suicidario.

I risultati dello studio pubblicato su “Frontiers in Psychiatry”, e condotto su 632 persone – di cui 432 avevano tentato il suicidio – rivelano che in certi soggetti, i livelli di colesterolo minori di 200 mg/dl sono associati a maggior rischio suicidario. In particolare se tutto il quadro lipidico di Colesterolo e Trigliceridi è sbilanciato verso valori bassi. Curioso no?
Ictus  e Rischio Suicidario, tutto collegato al cervello. Curioso o prevedibile? Sono certamente fatti prevedibili, se si sa che la statina, usata per abbassare il colesterolo,  passa la barriera ematoencefalica – la barriera che protegge il cervello dalle sostanze dannose – e una volta nel cervello blocca la sintesi del colesterolo (di cui è fatto circa il 50% del cervello, e il 97% del cristallino).

Se devi prendere la statina a vita, perché è un salvavita, devi aver pazienza e aspettarti il peggio. Ma se la stai prendendo per un motivo sbagliato che ora sai, potresti per favore chiedere al tuo curante di metterti per iscritto che sei obbligato a prenderlo, quali rischi ci sono e come evitarli?

Ci sono tre modi semplici per abbassare il Colesterolo:

  1. assumere grassi buoni come frutta secca, olio d’oliva evo, e pesce azzurro (non affumicato, per carità!) in generose quantità, ma anche togliendo le farine raffinate e lo zucchero.
  2. fare moderata attività fisica (negli anziani va anche bene 30-40 minuti di tapis roulant a bassa velocità, tre volte la settimana), .
  3. affidarsi a chi vuole il tuo bene e non ci guadagna dalla vendita di “certi” veleni (farmacon in greco vuol dire veleno) che, se serve, ti prescrive statina vegetale, vitamina D, Curcuma, Axastantina, Coenzima Q10, eccetera…

Condividi liberamente a chiunque sia interessato.
Perché, come sai già, se mi segui…

La tua salute vale!

Fonti:

dott.Ssa Pamela Rist

dott. Xiang Gao

Rischio Suicidario

Colesterolo elevato, farmaci ed effetti collaterali

Ci sono alternative alle statine?
Si, almeno due.

Da quando il dott. Keys ha iniziato la sua battaglia contro gli infarti – vedendo nel colesterolo alto l’unica fonte di pericolo – le aziende farmaceutiche hanno investito tempo e risorse nello studio di farmaci che bloccano l’enzima principale della produzione di colesterolo.

Da allora, i livelli di colesterolo considerati pericolosi si sono via via ridotti con gli anni, facendo aumentare a dismisura i “malati” che hanno “bisogno” di essere sottoposti a terapia. Partiamo subito con due considerazioni preliminari:

  1. Ad oggi nessuno studio scientifico ha dimostrato oltre ogni dubbio che abbassare il Colesterolo LDL abbassi la frequenza degli infarti. Anzi, troppo spesso le prove scientifiche smentiscono questo assunto. E puntano il dito contro Zucchero e Carboidrati raffinati.
  2. Come ogni farmaco (che in greco vuol dire veleno), le statine provocano effetti collaterali devastanti, perché il colesterolo serve in un mucchio di reazioni interne ed è parte integrante di cellule e sistema nervoso (giusto per citarne due). Gli effetti collaterali colpiscono fino al 25% dei pazienti (uno su quattro!!) sotto forma di Miotossicità (tossico per i muscoli) come Miopatie, Mialgie, Miosite o la temibile Rabdomiolisi. Sarà quindi per la presenza di effetti collaterali, o per la paura di averli, che molto spesso i pazienti preferiscono gli “integratori”.

Ma anche perché oggi in rete trovi tutte le informazioni che cerchi, e perché sul territorio italiano si stanno affacciando validi professionisti che si apprestano a sostituire i “dinosauri”.

La Nutraceutica è un’area di farmacologia riguardante integratori alimentari (che integrano la normale dieta), alimenti funzionali (cioè arricchiti con componenti con funzioni terapeutiche o protettive specifiche) e preparazioni a base di erbe medicinali.

La maggior ha origine vegetale, ma esistono anche sostanze di origine animale (ad esempio olio di pesce). Studi recenti hanno mostrato risultati promettenti per questi farmaci in varie patologie come Diiabete, Arteriosclerosi, Malattie Cardiovascolari, Cancro e Disturbi Neurologici.

Pertanto, i Nutraceutici sono considerati fonti di promozione della salute.

Ma non farti trarre in inganno dal “naturale” perché non vuol dire “privo di effetti collaterali”, dal momento che molti farmaci classici derivano dalle piante e, in natura, ci sono anche un certo numero di sostanze tossiche (come quelle derivate dai funghi (per esempio).

Pertanto, tra tutti i Nutraceutici, è necessario vedere quali hanno un’efficacia veramente documentabile.

Un articolo scientifico dell’università di Palermo del 2015 ha analizzato le caratteristiche delle più interessanti molecole con effetto Ipolipemizzante. Tra tutte le sostanze utili (Polifenoli, Aglio, Policosanoli, Steroli vegetali, Guggul eccetera) due hanno una robusta letteratura scientifica: la Berberina e il Riso Rosso Fermentato.

BERBERINA

Tradizionalmente usata per per le sue proprietà antimicrobiche e antisecretive, negli ultimi anni la maggior parte delle attenzioni sono state sulle proprietà metaboliche.

  • Nel 2004, Kong et al. Hanno dimostrato che riduceva il Colesterolo plasmatico del 29% (l’ldl del 25%!) e i Trigliceridi del 35%, senza modificare l’ hdl.
  • Nel 2012 Bertolini nell’uomo dimostrava effetti superiori a quelli delle statine. – altri studi hanno persino evidenziato effetti ipoglicemici della Berberina in pazienti con Diabete Mellito di tipo 2 miglioramendo l’insulino-resistenza. La Berberina ha un meccanismo d’azione diverso da quello delle Statine: la sua capacità di operare su più livelli e l’assenza di significativi effetti collaterali, suggerisce che rappresenti uno dei farmaci Nutraceutici disponibili più interessanti .

RISO ROSSO FERMENTATO

La fermentazione del riso rosso da parte del Monascus Purpureus produce la Monacolina K (anche conosciuta come Lovastatina) che inibisce la sintesi del Colesterolo. Agisce insieme ad altre Monacoline e, rispetto alla Lovastatina, ha una biodisponibilità maggiore allo stesso dosaggio (cioè ne basta meno).

  • Nel 1999 Heber e colleghi hanno trattato 83 soggetti Iperlipidemici con ampie riduzioni del Colesterolo LDL(tra 20 e 60 mg/dl).
  • In una meta-analisi del 2006 (su 93 studi randomizzati!!) Liu e colleghi hanno riportato risultati simili, dimostrando un effetto significativo sui livelli di colesterolo totale e LDL ma non sui Trigliceridi o concentrazioni di colesterolo HDL.
  • In uno studio del 2009, sulla prevenzione secondaria condotta per 5 anni in 5000 soggetti cinesi, Liu e colleghi hanno dimostrato che l’estratto di Riso Rosso Fermentato – oltre a una riduzione del 20% del colesterolo LDL – ha portato a una significativa riduzione di eventi coronarici rispetto al placebo e un’elevata tollerabilità del trattamento.
  • In uno studio del 2009 pazienti con Colesterolo alto con storia di Mialgia da statine è stato trattato per 12 settimane con il Riso Rosso Fermentato mostrando una riduzione del colesterolo sovrapponibile alla Simvastatina da 40 mg ma con buona tollerabilità rispetto al farmaco classico.
  • Nel complesso, il Riso Rosso Fermentato sembra avere un’incidenza più bassa di disturbi muscolari rispetto alle statine. Quindi potrebbe essere una vera alternativa terapeutica nei pazienti intolleranti alle statine (o quelli che hanno subìto effetti collaterali).

Lo studio scientifico palermitano da cui traggo questi dati conclude che:

  • I Nutraceutici rappresentano un valido trattamento ipolipemico alternativo e quindi hanno un ruolo nelle strategie di prevenzione cardiovascolare.
  • I Nutraceutici hanno molteplici vantaggi fisiologici e il loro uso può essere una valida alternativa o una terapia complementare al trattamento convenzionale in molti campi.
  • Un uso corretto e ragionato può aiutare a prevenire le malattie croniche, aumentare l’aspettativa di vita, sostenere la struttura o la funzione del corpo, ritardare il processo di invecchiamento e aiutare a mantenere una buona salute generale. Pur non citando i Probiotici, le considerazioni scientifiche che legano il Microbiota e le placche arteriosclerotiche saranno oggetto di un prossimo articolo.

Approfondisci l’argomento se vuoi. So benissimo che con Google è Facebook tutti sono bravi, ma in medicina e nella nutrizione evita i “dinosauri” che credono ancora alle chilocalorie oppure ti propongono le statine non appena hai il colesterolo a 181 (ai bambini anche a 130). La dieta aiuta molto ed anche lo stile di vita.

Se hai dubbi affidati all’esperto!

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Perchè la tua salute vale!

Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/pmc4671351/

Colesterolo alto, uso di statine, bassa vitamina D e rischio fratture.

Perché è importante conoscere i rischi dei farmaci che assumi?

La scienza medica negli ultimi anni ha fatto tantissimi passi avanti. Tutta una serie di malattie possono essere curate con la terapia farmacologica più appropriata.
Ma siccome farmacon, (in greco) vuol dire veleno, non esiste farmaco senza effetti collaterali.

È il caso dei farmaci più usati in Italia per abbassare il Colesterolo LDL:
le STATINE. 

Esse inibiscono l’intera sequenza biochimica della produzione di Colesterolo nel nostro corpo, bloccando anche molti processi interni indispensabili alla salute, tra qui la produzione di CoEnzima Q10 e il metabolismo delle vitamine liposolubili (che hanno bisogno di grassi per essere assorbite e trasportate).

Questi farmaci sono quindi associati ad un ampio spettro di disturbi, tra cui quelli muscolo-scheletrici, che colpiscono fino al 25% dei pazienti (1 su quattro!!) sotto forma di miotossicità (tossico per i muscoli) MIOPATIE, MIALGIE, MIOSITE o la temibile RABDOMIOLISI. .

I pazienti che ne soffrono lamentano DOLORI MUSCOLARI ed OSSEI e siccome sono spesso pazienti di età avanzata – affetti da Osteoporosi o Osteopenia – il dolore può generare instabilità nel camminare, aumentando così rischio di fratture  con tutte le conseguenze che puoi immaginare…

Quindi, come puoi ovviare agli effetti collaterali se sei “obbligata” a prendere questi farmaci?
La risposta arriva dalla recente ed interessante interazione tra la Miopatia da Statine e la VITAMINA D.

I recettori della vitamina D sono presenti sulle cellule muscolari, e quando è molto bassa si associa a Ipotonia e debolezza dei muscoli, alterazione della risposta muscolare (sia in contrazione che in rilassamento) oltre a “dolore muscolo-scheletrico non specifico”…
Curioso, no?

Giacché i recettori per la questa vitamina si trovano nei muscoli, in studi recenti, è stato dimostrato che il deficit di vitamina D può essere associato ad un aumentato rischio di disturbi muscolari legati all’assunzione delle statine. In particolare, uno studio del 2015 che coinvolgeva 2420 pazienti trattati con statine fornisce la prova, giacché i pazienti con mialgia associata alle statine avevano livelli significativamente più bassi di vit. D rispetto ai pazienti asintomatici.

E hanno dimostrato che – tramite supplementazione orale – AUMENTARE i livelli di VITAMINA D può RISOLVERE LA MIALGIA!

Quindi, se soffri di dolori muscolari, se hai osteoporosi o sei a rischio cardiovascolare o se hai una “necessità” di salute e devi assumere le statine… Devi essere consapevole degli effetti collaterali a breve e lungo termine. Indipendentemente dal motivo per cui assumi una statina, c’è più di un motivo per INTEGRARE la tua TERAPIA CON VITAMINA D e CoEnzima Q10 ogni giorno!

E se i motivi non te li dice il tuo curante, ci penso io 🙂

Ho già scritto parecchio in questa pagina di GRATUITA DIVULGAZIONE MEDICA riguardo agli effetti collaterali di parecchi farmaci di uso comune e a come EVITARE gli EFFETTI COLLATERALI noti alla comunità scientifica internazionale. .
Tramite integrazione e supplementazione.

Quindi leggi, approfondisci e condividi liberaMente ciò che pubblico in quanto di pubblica utilità.
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