Hai il Colon (Intestino, prego) Irritabile?

Se la risposta è si, c’è da farsi un paio domande:

    1. Cosa irrita il tuo colon (?)
      e …
    2. perchè NESSUNO ha mai dimostrato INTERESSE nel guarirti?

Nella mia attività ambulatoriale in giro per l’Italia, vedo molti pazienti “etichettati” come affetti da due strane patologie dai contorni misteriosi.
Usciti da un romanzo di Arthur Conan Doyle (il padre di Sherlock Holmes).

Sembra di leggere dei trattati di medicine dell’800 quando leggo “gastrite nervosa” e “colite nervosa”.

Si usa forse l’aggettivo “nervosa” per scostarsi dal precedente – famoso grazie al lavoro di Freud – e meno politicamente corretto di “ISTERICA”?
E cosa le caratterizza?

Sintomi sfumati – intestinali ed extraintestinali – che spesso si sovrappongono.
Quasi fossero parte di una “sindrome”…

A conferma, la loro presentazione “classica” è una combinazione di sintomi simili o SOVRAPPONIBILI alla “sindrome dell’intestino irritabile” (non colon, per favore).

Tra questi :

    • dolore addominale (definito “colite” o “colica” o “intestino infiammato”)
    • GONFIORE addominale con digestione lentissima
    • Gastrite e reflusso,
    • anomalie della popò (diarrea o stitichezza)
    • Manifestazioni sistemiche o extra-intestinali come: “mente annebbiata”, mal di testa, astenia, dolori articolari e muscolari, intorpidimento alle gambe o alle braccia, dermatite (eczema o eruzione cutanea), depressione e anemia.

Siamo seri adesso.
Siamo nel 2020.
Siamo a 40 anni dalla scoperta dell’Helicobacter Pylori.

Siano a 15 anni dall’assegnazione del premio Nobel ai due scopritori.
Non perchè LO HANNO SCOPERTO ma perchè hanno dimostrato che le malattie Gastriche e Intestinali SONO LEGATE AD INFEZIONI e non hanno origini “nervose”.
Con buona pace di Freud e di Charcot.

E di sicuro non necessitano di “Psicofarmaci” o goccine o pilloline per l’ansia.

Perché le motivazioni del NOBEL sono chiare e leggibili da tutti: questi due grandi ricercatori Australiani HANNO TOTALMENTE CAMBIATO IL PARADIGMA della scienza moderna.
E non possiamo dimenticarlo se siamo aggiornati ed INTELLETTUALMENTE onesti…

Per alcuni, siamo fermi all’800, famoso per la diagnosi di ISTERIA e l’invenzione del vibratore – dopo che Freud vi identificó una delle cure migliori.

E TROPPI DIAGNOSTI sono ligi al vecchio paradigma – quello di prima del 1979, quello prima del 1984 e quello prima del Nobel del 2005.
Quale paradigma?
Questo:

🦖  Un sintomo ➡ un farmaco.
🦖 🦖  Due sintomi ➡  due farmaci.
🦖 🦖 🦖Tre sintomi… ➡ PSICOFARMACI .

Il risultato?

Nulla ovviamente cambia della patologia di base o dei sintomi.
Nulla cambia delle capacità digestive.
Nulla cambia nella forma o frequenza della popó.

Se non un peggioramento.
Perché gli psicofarmaci agiscono come antibiotici.

E se il problema è un’infezione (1979…1984 … 2005…) ovviamente nessun miglioramento è prevedibile.
Mentre è d’obbligo – per il paziente ligio alle prescrizioni – di diventare schiavo della terapia….

E il paziente che si presenta all’ennesimo medico per una SECOND OPINION … con una precedente prescrizione di Psicofarmaci … viene subito etichettato come ansioso, esagerato, matto.
Ma… MAI VISTO NELLA SUA SOFFERENZA (tacci loro!).

Quindi visto alla luce di una precedente diagnosi, visto con un “preconcetto”… ascoltato a metà… Forse sottovalutato…

E per un attimo mi schiero coi medici.
Forse hanno ragione nel vedere la persona ansiosa o depressa… O confusa.

Ma per un attimo facciamo insieme un esercizio di “immaginazione”.
Immagina con me che il problema di ANSIA o DEPRESSIONE non sia tanto una causa, quanto una conseguenza.
Un fenomeno.

Causato da che??

    1. DA BOMBARDAMENTO MEDIATICO finalizzato a produrre terrorismo psicologico nel popolo, per Vendere farmaci sintomatici (farmaco… Veleno… Ti dice nulla?) che nulla hanno a che fare con l’atto medico e la salute;
    2. DA NOMADISMO DIAGNOSTICO: con Google e Facebook speriamo sempre di aver trovato la strada giusta, il guru giusto. Inizia così spesso il “giro delle 7 chiese”, alla ricerca del “MEDICO/Mago” che ascolti il paziente, comprenda la causa e imposti la terapia PER GUARIRE.
    3. DA RIDONDANZA-PRESSIONE SOCIALE perchè ormai TUTTI sono medici, TUTTI sono diagnosti, TUTTI hanno capacità di fare diagnosi e impostare una terapia.

Ma, tutti chi?
Il vicino di casa, il testimone di nozze, il carnezziere, il verdurario, la suocera, la nuora o il LEONE DA TASTIERA..

Ma non è così…

Siamo la media delle 5 persone che frequentiamo più spesso, e se le tue frequentazioni sono “pessime”… non aspettarti miglioramenti.
Non aspettarti miglioramenti da chi ha la pancia gonfia, la pelle grigia, la lingua larga…o LUNGA 😅

E anche tra i più grandi professionisti la qualità della conoscenza può essere diversa. Diversa per il tipo di scuola.
DIVERSA per il tipo di esperienza fatta e per la qualità di aggiornamento…
Sono aggiornati al 1979, al 1984, al 2005 o al 2020?

Perché SE SAI COME FUNZIONA IL CORPO (anatomia, biochimica, fisiologia, patologia) e SE SAI COSA ANDARE A CERCARE… lo puoi gestire, spegnere, educare.

Sempre ligi al dettame di #Ippocrate che sulla relazione di aiuto ci ricorda che “PRIMA DI GUARIRE QUALCUNO CHIEDIGLI SE E’ DISPOSTO A CAMBIARE LE ABITUDINI CHE LO HANNO FATTO AMMALARE.”

Amico o amica della pagina, quando hai un sintomo o una patologia gastrointestinale, ricorda che IL TUBO DIGERENTE É LUNGO 8 METRI.
Ricorda che parte dalla bocca e arriva all’ano.
Ricorda che è ricoperto dal Microbiota (orale, esofageo, gastrico, intestinale).

E che i sintomi SONO SPESSO CONNESSI AL CIBO CHE ENTRA IN CONTATTO (anche piccole quantità) con la mucosa dell’intestino.

Perché se mi dici che hai IL COLON (intestino, prego) IRRITABILE, io in automatico ti chiederò: COSA ESATTAMENTE IRRITA IL TUO INTESTINO?

Se il tuo diagnosta non te lo chiede, o ti prescrive esclusivamente GASTROPROTETTORE o goccine per l’ansia… sei autorizzato a uscire velocemente da quello studio e cercare consulenza altrove ….

Facciamocele le domande giuste:

    1. Ma la mia dispepsia/gastrite/reflusso/colite da cosa dipende?
    2. sulla base dei miei sintomi, è il gastroprotettore (o le goccine per l’ansia) il FARMACO più adatto?
    3. Ma da quando prendo il farmaco (gastroprotettore o goccine) sto meglio o noto dei peggioramenti?

Perdonami questo sfogo e questa riflessione.
Ma è giusto che qualche “medico delle panze” ti ricordi che solo tu hai potere sulla tua salute, solo tu puoi scegliere di stare bene e che tu sei la persona più interessata a farlo.

E sei anche la persona MAGGIORMENTE interessata a sapere le informazioni che puoi ANCHE mettere in pratica in autonomia.

Continua a commentare, seguire la pagina e
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Perché la tua salute vale!

Rivoluzione Microbiota Comicost – Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

La Dieta Senza Glutine per Hashimoto e “Colon Irritabile”. La conferma dell’Università di Palermo.

Come probabilmente sai, sono Palermitano.
Non manco occasione per sottolinearlo.

E quando trovo lavori scientifici prodotti all’Università di PALERMO – e significativi a LIVELLO INTERNAZIONALE – gli do la giusta rilevanza su questa pagina.

Questo lavoro di cui oggi ti parlo è stato pubblicato nel 2015 su Gastroenterology – una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali di Gastroenterologia – ed è firmata dall’equipe del professor Carroccio.

In questo studio, 130 pazienti “sensibili al glutine” (NCGS, sensibilità al glutine non celiaca) sono stati confrontati con pazienti affetti da Celiachia e “Colon irritabile” (IBS).

Lo studio ha dimostrato che la dieta priva di glutine RISOLVEVA COMPLETAMENTE i disturbi intestinali di tutti e tre i gruppi e la reintroduzione del glutine scatenava nuovamente i sintomi.

Curioso no?
Eh no… nemmeno tanto.

Ed è “celiachia”?
No.
È sensibilità al glutine NON CELIACA (NGCS).

Una entità clinica che include i pazienti che hanno problemi causati dall’ingestione di grano e/o glutine MA non hanno diarrea, non hanno Allergia al Glutine o al grano e sono negativi agli Anticorpi Anti-glutine.

E magari non hanno nemmeno la predisposizione genetica alla Celiachia (Alleli HLA DQ2 DQ8).

La comunità scientifica ANNI FA ha coniato il termine di “Non-celiac gluten sensitivity” (sensibilità al glutine non CELIACA o NGCS) per questa EPIDEMIA NOTA dal 1984…
… Ma che spesso sembra non far parte del bagaglio culturale di molti….

Ma qual’è il dato più rilevante?

I pazienti “sensibili al glutine” hanno mostrato di avere CONTEMPORANEAMENTE una ELEVATA FREQUENZA DI PATOLOGIE AUTOIMMUNI associate. Fra esse vi è un’alta prevalenza di TIROIDITE di HASHIMOTO (un paziente su tre).

Ma anche elativamente comuni in questi PAZIENTI vi era presenza di PSORIASI, DIABETE TIPO 1 e SPONDILOARTRITE.
Tutti mostravano SIGNIFICATIVA TENDENZA alle MALATTIE AUTOIMMUNI.

Si fa interessante, no?

I ricercatori Palermitani – ribadendo la necessità di una diagnosi fatta in centri specializzati – suggeriscono però che una ALIMENTAZIONE PRIVA di FRUMENTO/GLUTINE riesce a risolvere cronici sintomi gastrointestinali come diarrea, stipsi, e dolore addominale ricorrente.

Quale è il quadro clinico tipico di questi pazienti “figli-di-nessuna-diagnosi” ?

      1. Dolore addominale, gonfiore, anomalie dell’intestino (diarrea o stitichezza)
      2. manifestazioni sistemiche come:
        – stanchezza,
        – mal di testa,
        – fibromialgia/dolore muscolare ,
        – intorpidimento alle gambe o alle braccia,
        – “annebbiamento mentale”
        – dermatite o eruzione cutanea,
        – depressione, ansia,
        – stomatite aftosa,
        – anemia (da carenza di ferro, di folati o di VITAMINA B12),

TI SUONA FAMILIARE??

Più di un terzo di questi pazienti erano stati etichettati genericamente come affetti da “colon irritabile” (IBS)… per tacere delle farlocche diagnosi di Fibromialgia …
Oltre all’IBS, un terzo dei pazienti con NGCS mostrava ALMENO una intolleranza alimentare (la più frequente è al lattosio).
Circa il 20% aveva un’allergia IgE-mediata; gli allergeni più frequenti erano ACARI, GRAMINACEE, peli di cane/gatto e MOLLUSCHI.

E oltre il 20% mostra segni biochimici di malassorbimento, con BASSI LIVELLI di FERRITINA o ACIDO FOLICO o VITAMINA D.

UN NUMERO relativamente ALTO PRESENTA ALLERGIA al NICHEL SOLFATO. Ma… il 34% DEGLI ITALIANI ha una INTOLLERANZA al nichel solfato (dati Europei del 2004).

Sarà per questo che con una dieta SENZA GLUTINE molti pazienti riescono ridurre i loro sintomi?
Anche ai pazienti con anticorpi o biopsia duodenale negativa?

E tu… Ti sei mai fatta fare le analisi dal tuo medico?
E se non hai anticorpi contro il glutine, hai provato a toglierlo per una dieta di prova?
Anche poche settimane di prova?

E se lo hai fatto e sei stato meglio, sei stato creduto dal tuo curante?

O ti sei sentito ripetere che se escludi il glutine c’è il rischio che vedi gli elefanti rosa, i dischi volanti o esplodi perchè “senza glutine non si può vivere” ..?

Conosco più lavori scientifici che dicono esattamente il contrario.

Alcuni li trovi qui:

    1. High Proportions of People With Nonceliac Wheat Sensitivity Have Autoimmune Disease or Antinuclear Antibodies
    2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6115844/
    3. https://clicksalute-palermo.blogautore.repubblica.it/2015/06/22/la-sensibilita-al-glutine-e-legata-a-patologie-autoimmuni-studio-delluniversita-di-palermo/

Continua a seguire QUESTA PAGINA DI INFORMAZIONE GRATUITA, dove traduco dal medichese argomenti attuali con la finalità di smontare “fake news” mediche, “leggende metropolitane” e anacronismi scientifici di chi ha studiato su libri dei primi del ‘900…

Può risultare SCOMODA PERCHÉ RISVEGLIA LE COSCIENZE, ti fa aprire gli occhi su un mondo in rapida Re-evoluzione e ti allena ad occuparti della manutenzione ordinaria della tua salute, lasciando ai Medici (con la M maiuscola) quella “straordinaria”.

Perché UN intero ESERCITO di esercenti una professione sanitaria ha studiato tutto ciò che è stato pubblicato dopo il 1984.
E non smette di studiare e mettere in pratica.

Io li chiamo confratelli in Ippocrate.
Tu se vuoi puoi chiamarli Avengers 😉

Il mondo sta cambiando.
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RIVOLUZIONE MICROBIOTA:

Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

La Sindrome dell’Intestino Iirritabile… Esiste?

È uno dei DISTURBI DIGESTIVI FUNZIONALI più diffusi, con una prevalenza globale dell’11%.

I sintomi sono frequenti e cronici: il 50% delle persone con #IBS (sindrome dell’intestino irritabile) ha sintomi da più di dieci anni e il 57% li ha ogni giorno.

I limiti dei mezzi diagnostici e le scarse opzioni terapeutiche rappresentano le sfide nella gestione dell’IBS.

Le attuali raccomandazioni degli esperti per la diagnosi incoraggiano la valutazione dei sintomi clinici COME RICONOSCIUTI dai “criteri di Roma IV” (Quarta conferenza internazionale dei Gastroenterologi, che si svolge ogni 4 anni a Roma).

TUTTAVIA, nella pratica clinica, LE LINEE GUIDA DIAGNOSTICHE SPESSO NON VENGONO ADOTTATE.

Ma perchè?
Perché i medici ritengono che LA DIAGNOSI DI IBS vada fatta per esclusione, e spesso prescrivono test diagnostici per escludere altre diagnosi.

La FORMA/CONSISTENZA delle feci (Bristol SCALE) viene utilizzata per differenziare l’IBS in vari sottotipi – IBS con costipazione, IBS con diarrea o IBS con sintomi misti di costipazione e diarrea – utilizzati per dirigere IL TRATTAMENTO.

Quale trattamento ti chiederai?
IL TRATTAMENTO PIU’ FREQUENTEMENTE ADOTTATO SI LIMITA AI SINTOMI.

È a base di antispastici e antidepressivi per il dolore, è a base di Loperamide e Aalosetron per ridurre la frequenza intestinale, è a base di fibre solubili per IBS con stipsi, eccetera.

Non sorprende quindi che i trattamenti manchino di efficacia: infatti MENO DEL 25% DEI PAZIENTI RIPORTANO un COMPLETO SOLLIEVO di uno qualsiasi dei sintomi.

Queste terapia hanno, inoltre, EFFETTI COLLATERALI SIGNIFICATIVI, con molti pazienti che cercano assistenza medica o perdono giorni di lavoro o di scuola (ma anche uscite sociali) a causa DEGLI EFFETTI COLLATERALI O DI SINTOMI IATROGENI.

RICAPITOLANDO:

  1. i medici si impegnano a zittire i sintomi…
  2. i pazienti si accollano gli effetti collaterali…

Ma A CHI IMPORTA DAVVERO di cercare e curare le cause del problema?

Carenze nella diagnosi e nella terapia hanno una spiegazione: la IBS non è una malattia ma UNA SINDROME, cioè un “ombrello” di sintomi e manifestazioni simili ma che raggruppa cause di tipo diverso, che sono IDENTIFICABILI E CURABILI se sai come chiedere e dove guardare…

LA fisiopatologia dell’IBS è eterogenea, con vari meccanismi patologici responsabili delle caratteristiche patologiche centrali, come le alterazioni della motilità gastrointestinale e della funzione sensoriale viscerale, responsabili dei sintomi clinici.

In un contesto clinico, QUESTA VISIONE ETEROGENEA dell’IBS POTREBBE ESSERE AFFRONTATA DALLA MEDICINA FUNZIONALE, che personalizza la cura del paziente, che si focalizza sullo stato unico di un individuo piuttosto che sulle tradizionali definizioni istopatologiche o cliniche della malattia.

Uno studio retrospettivo – per esempio – ha scoperto che il 98% dei 303 pazienti con IBS predominante in diarrea (IBS-D) aveva una spiegazione alternativa per i loro sintomi, tra cui diarrea indotta da Acido Bbiliare, Intolleranza ai Carboidrati, Enteropatia da Glutine e Intolleranza al Glutine Non Celiaca e ha risposto molto bene ai trattamenti corrispondenti alla loro nuova diagnosi.

Curioso no?

In particolare, questo studio ha supportato l’ipotesi che “l’IBS-D” e la diarrea funzionale non sono vere entità cliniche come si pensava in precedenza, ma una raccolta di condizioni mediche diverse e separate..

Allo stesso modo, un altro gruppo di ricerca ha condotto un’analisi retrospettiva di un test che identifica le cause potenzialmente trattabili di IBS nelle persone che soddisfano i “criteri di Roma III” e ha scoperto che fino al 94% ha risultati che suggeriscono un problema funzionale.

Lo stesso gruppo ha anche dimostrato che tali test hanno ridotto significativamente i costi procedurali medici e gastrointestinali migliorando l’assistenza ai pazienti.

È fortuna?
Io credo proprio di no…

Collettivamente, queste nuove e convergenti visioni della fisiopatologia, della valutazione e della gestione dell’IBS suggeriscono che l’IBS non è di per sé un’entità patologica e sostengono la domanda: “ma esiste l’IBS?”.

In effetti, è stato proposto che catalogare i sintomi gastrointestinali funzionali inspiegabili come una malattia distinta “generi un pensiero pigro e impedisce il progresso”.

E permettere la sopravvivenza dei dinosauri LIGI ai protocolli dell’età della pietra…

L’ IBS ha infatti diagnosi differenziali ben consolidate, in particolare la Celiachia, la Pseudoceliachia, la Sensibilità NON CELIACA al glutine (pieno di glifosato e altre schifezze ) la Malattia Infiammatoria Intestinale, la Colite Microscopica e la Giardiasi Cronica.

Sebbene sarebbe carino chiedere l’opinione dei Curanti che prescrivono Ansiolitici o pilloline e goccine per l’ansia quando il trattamento non funziona.
Perché se gli esami sono a posto ma la terapia non ha effetti su di te, allora – per loro – sei ansioso o stressato.

Ma non sarebbe piuttosto PIÙ FUNZIONALE chiedersi:

  • “COSA NON HO CONSIDERATO DI QUESTA PERSONA CHE HO DAVANTI?”
  • “Quale esame ho dimenticato?”
  • “Quale presunzione o pregiudizio (anche per risparmio …) ha guidato le scelte diagnostiche e terapeutiche?”Ti lascio con questa domanda ….
    Datti una risposta…

Intanto, continua a seguire questa pagina e condividi liberamente ogni singolo posto che trovi interessante.
Perché è di pubblico interesse.

E perché cosi agisci il ruolo attivo di AMPLIFICATORE umano di quello che oggi sappiamo dell’uomo, ma che altri (per interessi? Per motivi economici?) vogliono che tu non sappia.

Perché un paziente guarito è un cliente perso.
E perché la tua salute vale !

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FONTE originale:

https://www.mdpi.com/2624-5647/1/3/27/htm

Colon Irritabile, una patologia incompresa. Soprattutto dai diagnosti

Nella mia attività ambulatoriale in giro per l’Italia, vedo molti pazienti “etichettati” come affetti da due strane patologie dai contorni misteriosi, che sembrano venir fuori dai trattati medici dell”800:
la “gastrite nervosa” e la “colite nervosa

Si usa, forse, l’aggettivo “nervosa” per scostarsi dal precedente – famoso grazie al lavoro di Freud – e meno politicamente corretto di “isteria”?
Ma cosa le caratterizza?

Sintomi sfumati intestinali ed extraintestinali comuni, che spesso si sovrappongono. Quasi come se fossero parte di una “sindrome”.

A conferma, la loro presentazione “classica” è una combinazione di sintomi simili o sovrapponibili alla “sindrome dell’intestino irritabile” (non colon irritabile!).
Tra questi :

  • dolore addominale (definito “colite” o “colica” o “intestino infiammato”)
  • gonfiore addominale
  • gastrite e reflusso,
  • digestione lentissima
  • anomalie della popò (diarrea o stitichezza)

Manifestazioni sistemiche o extra-intestinali come

  • “mente annebbiata”,
  • mal di testa,
  • astenia,
  • dolori articolari e muscolari,
  • intorpidimento alle gambe o alle braccia,
  • dermatite (eczema o eruzione cutanea),
  • depressione e anemia

Oggi, nel 2019, che siamo capaci di estrarre l’RNA batterico presente della cacca per ricostruire il Microbioma Intestinale, che siamo capaci di far crescere un seme di lino sulla luna, oggi, per alcuni medici, siamo ancora nel 1800, periodo famoso per la nascita del termine “isteria” (e l’invenzione del vibratore, dopo che Freud vi identificò la migliore cura).

Così, non avendo interesse e/o capacità di fare diagnosi (che è il primo compito del medico) o non sapendo perché i “tre classici farmaci” non funzionano, preferiscono credere che il/la paziente abbia depressione, o sia ansiosa e/o matta, con il conseguente risultato che la prescrizione di psicofarmaci è la norma.
Il risultato?
Ovviamente nulla cambia della patologia di base o dei sintomi, ma il paziente che si presenta dall’ennesimo medico con la precedente prescrizione di psicofarmaci verrà subito etichettato come ansioso.
Quindi, visto alla luce di una precedente diagnosi, il paziente così etichettato verrà visto con un “preconcetto”, ascoltato a metà, forse sottovalutato.

Per un attimo voglio schierarmi coi medici, forse hanno ragione nel vedere la persona ansiosa, depressa o confusa, ma secondo me queste non sono le cause della malattia, ma le conseguenze di:

  1. bombardamento mediatico finalizzato a produrre terrorismo psicologico nel popolo, per vendere farmaci sintomatici (Farmaco =Veleno , ti dice nulla?) che nulla hanno a che fare con l’atto medico e la salute;
  2. nomadismo diagnostico: con Google e Facebook speriamo sempre di aver trovato la strada giusta. Inizia così spesso il giro delle 7 chiese, alla ricerca del “medico/mago” che ascolti il paziente, comprenda la causa e imposti la terapia.

Un esempio accaduto nel mio studio

Tre mesi fa una signora dell’entroterra siculo venne nel mio studio a Palermo dicendomi che ero il tredicesimo gastroenterologo con cui faceva una visita. Ma dopo 12 anni di reflusso e una qualità di vita pessima, prendendo il gastroprotettore e  le goccine per l’ansia, con nessun risultato sul suo problema di salute, anche un santo sarebbe ansioso o depresso no?
Così, ho fatto una cosa che nessuno aveva mai fatto.
Le ho creduto.
Poi, le ho chiesto se aveva notato peggiorare il reflusso con certi cibi.
Poi le ho chiesto se aveva problemi con la bigiotteria, la lattuga e la buccia della pesca.
Le ho anche chiesto se era stata allattata e svezzata correttamente.
Ed è stato lì che l’ho incontrata nel suo dramma e le ho dato una speranza di guarigione.

Perché se sai come funziona il corpo, se sai cosa andare a cercare, quando lo trovi lo puoi gestire, spegnere, educare.

Amiche ed amici della pagina, quando avete un sintomo o una patologia gastrointestinale, ricordate sempre che il tubo digerente é lungo 8 metri. Ricordate che parte dalla bocca e arriva all’ano. E che è ricoperto dal microbiota intestinale. E che i vostri sintomi sono connessi al cibo che entra in contatto (anche piccole quantità) con la mucosa dell’intestino.

Se mi dici che hai il colon irritabile, in automatico ti risponderò:
cosa esattamente irrita il tuo colon?
Se il tuo specialista non te lo chiede, o ti prescrive le goccine per l’ansia… Cambia specialista.

Dovremmo tutti farci delle domande come :

  1. la mia dispepsia/gastrite/reflusso/colite da cosa dipende? quale è la diagnosi?
  2. sulla base della mia diagnosi, è il gastroprotettore il farmaco più adatto?
  3. da quando prendo il gastroprotettore sto meglio o noto dei peggioramenti?

Perdonami questo sfogo e questa riflessione, ma è giusto che qualche “medico delle panze” ti ricordi che solo tu hai potere sulla tua salute, solo tu puoi scegliere di stare bene e che tu sei la persona più interessata a farlo. 

Continua a commentare, seguire la pagina e condividere ciò che ritieni di pubblica utilità.
Perché la tua salute vale!

Rivoluzione Microbiota Comicost – Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Ansia, depressione e disturbi dell’umore: la causa è nel colon?

E’ finita l’era in cui i pazienti affetti da colon irritabile (IBS) erano bollati come “ansiosi”, “nevrotici”, “auto-assorbiti” o semplicemente “bisognosi di una buona chiacchierata”. Non vengonoOK(o non dovrebbero) essere più bollati come malati “psicosomatici o ansiosi”.

La “sindrome del colon irritabile” (IBS) – che ha ricevuto riconoscimento e dignità clinica a livello mondiale – non è una nuova malattia ma una sindrome che si presenta sopratutto nelle donne con una varietà di sintomi. Mancando uno specifico “marcatore” umorale o fecale, l’IBS è definita dai suoi sintomi dominanti e l’impatto clinico è variabile: per alcuni è una seccatura, per altri distrugge ogni aspetto della loro vita quotidiana: lavoro, scuola, relazioni personali e sociali. Perché è un disordine “reale” e invalidante – con un impatto personale e sociale – che merita un serio studio clinico.

E’ un reperto di comune in questi pazienti trovare una alta frequenza di depressione e ansia, disturbi che possono anche avere un impatto sulla funzione intestinale. Ma la domanda vera è: ansia e depressione sono causati dalla malattia del colon – e sono quindi sintomi – o sono essi stessi la causa principale degli squilibri intestinali?

Il concetto di asse intestino-cervello (gut-brain axis) – canale bidirezionale di comunicazione tra il “grande cervello” (SNC) e il “piccolo cervello” (ENS o sistema nervoso enterico) nella pancia – era stato già introdotto negli anni ’80 (lavori scientifici in inglese qui e qui).  Ma la capacità del “cervello stressato” di disturbare la funzione del colon era già stata elegantemente descritta da Almy e i suoi colleghi 70 anni fa (lavoro scientifico in inglese qui).  

Da allora, praticamente tutti gli organi gastrointestinali e ogni funzione intestinale hanno dimostrato di essere vulnerabili agli effetti dello stress. Giacché la “morfologia e la funzione” dell’ENS sono state completamente descritte, è chiaro come ENS e SNC condividono molte caratteristiche. Più di recente, le connessioni tra l’intestino (ENS) e cervello (SNC) sono state estese per includere il microbiota, che porta al concetto dell’asse microbiota-intestino-cervello.

Prove sono emerse da modelli animali per suggerire che i batteri dell’intestino potrebbero avere un impatto sul “grande cervello” e persino contribuire alla malattia neurologica e neuropsichiatrica.  Di conseguenza i batteri dell’intestino sono potenziali bersagli terapeutici anche nel morbo di Parkinson e nella depressione, mentre molti altri disturbi neuropsichiatrici, (Alzheimer, sclerosi laterale amiotrofica, autismo) sono stati collegati, in un modo o nell’altro, a squilibri del microbiota.

La descrizione dell’asse intestino-cervello e la sua adozione per comprendere le varie manifestazioni dell’IBS è servito come modello prezioso, non solo per l’investigatore clinico ma anche per il malato, a cui fornisce una spiegazione accessibile e personalmente significativa dei suoi sintomi. Studi clinici hanno continuato a dimostrare la particolare sensibilità dei soggetti con IBS agli effetti gastrointestinali motori, sensoriali e secretori di fonti di stress acute e croniche.

Quindi agire separatamente soltanto sui sintomi gastrointestinali, o soltanto sui sintomi ansiogeni o psicogeni con goccine e pilloline per l’ansia e l’insonnia senza guardare alla connessione e allo squilibrio dei batteri intestinali è la premessa di un’alta probabilità di fallimento di qualunque processo di cura.

Il tuo medico curante, lo specialista o il tuo dietologo/nutrizionista vedono o no i tuoi problemi connessi con il cibo e con la salute intestinale? Ti prescrivono esami inutili oppure farmaci per la psiche o il cervello? Rivalutano mai la tua terapia sulla base sei sintomi o guardano solo agli esami del sangue?

Scegli di affidarti a un professionista capace di ascoltare e preparato ad istruire; una consulenza è un investimento. Perché la tua salute vale!