Metformina e carenza di Vitamina B 12

Chi segue una terapia per il Diabete con Metformina per almeno 5 anni …
… Ha carenza di vitamina b12

A guardare i dati di 6 anni fa, nel mondo c’erano circa 283 milioni di pazienti (in Italia migliaia e migliaia) a cui era stata affibbiata la diagnosi di “diabetici”.

Il motivo è presto spiegato in 3 step:

  1. Ogni anno si abbassano i livelli di normalità della Glicemia negli esami di laboratorio (prima il massimo era 130, oggi è 100!)
  2. si inserisce nel calderone delle diagnosi anche l’Insulino-resistenza (che non è Diabete, ed è reversibile con la dieta!)
  3. ogni aumento della Glicemia viene etichettato come Diabete, e ogni Diabete curato nella stessa maniera…

Così, piuttosto che proporre UN REGIME ALIMENTARE A BASSO INDICE GLICEMICO (dieta VLCD o low-carb) come SUGGERITO dall’OMS – il nostro Sistema Sanitario Nazionale propone Metformina (dal 2005) come farmaco di scelta per la gestione dei pazienti con Diabete di tipo 2.

Gli effetti collaterali più comuni sono Gastrointestinali ma il mancato malassorbimento di vitamina B 12 è un evento POSSIBILE nel trattamento a lungo termine (1-5 anni).

La conferma?
Viene da una revisione analitica di 19 studi scientifici – per un totale di più di 8.000 pazienti (vedi link in fondo al post).

Ed è un effetto prevedibile.
Ma …Perché accade?

Visto che assumiamo la vitamina B 12 dalla dieta, qualunque malattia del tubo digerente che provoca Malassorbimento provoca carenza di Vitamina B 12.
Anche la Celiachia, la Diarrea, le MICI, le diete strettamente vegane…
…anche l’assunzione del famoso (o famigerato) “castroprotettore”.

La carenza di questa vitamina causa ANEMIA, e se manca la B 12, assumere LITRI DI FERRO è inutile…

Ma la B 12 è anche molto importante nel nutrire il tessuto nervoso e cerebrale.
La sua carenza infatti causa INVECCHIAMENTO CEREBRALE PRECOCE e danni nervi periferici e centrali – anche irreversibili.

Quindi, come fare a capire la differenza tra una Neuropatia Periferica da diabete dagli EFFETTI IATROGENI da farmaco?

Un modo per saperlo, è il dosaggio di OMOCISTEINA, dei Folati e della vitamina B 12 nel sangue.
Un altro modo è guardare attentamente l’esame Emocromo (globuli rossi più grandi del normale).
Un’altro è andare alla ricerca delle glossiti (lingua grossa e larga ) causata da farmaci e dal malassorbimento.

Ma questo è materiale per un altro post.

Qual è la lezione da portarsi a casa?

➡ Quando abbassi i livelli di glicemia massimi, è più facile arruolare nuovi pazienti.
➡ La maggior parte dei “Diabetici” hanno un tipo 2, e si può curare con la dieta.
➡ Non esiste farmaco senza effetti collaterali a lungo termine
➡ Ogni effetto collaterale – e ogni carenza e/o peggioramento iatrogeno – È PREVEDIBILE E PREVENIBILE. Ed è meglio capire cosa accade giacchè sei costretto a nuovi farmaci o a nuovi integratori
➡ Visto che non esiste farmaco/integratore senza effetti collaterali Iatrogeni, maggiore è il numero che ne prendi maggiore è il prezzo che prima o poi verrai chiamato a pagare…

Se sai questo, puoi scegliere.
Puoi passare dal “subire” (una diagnosi, una terapia) al gestire la qualità della tua salute.

Così, puoi approfondire l’argomento, continuare a seguire la pagina e condividere liberaMente ciò che pubblico in quanto è di pubblica utilità.
Perché la tua salute vale !

Rivoluzione Microbiota Comicost – Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

FONTE:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25502588

Quando consideri il ruolo della vitamina D soltanto nell’osteoporosi…

…Ti scordi che cura il Diabete e alcune Malattie Autoimmuni? 

Sebbene questa VITAmina sia stata ufficialmente scoperta negli anni ’20, è negli ultimi 20-25 anni che la letteratura scientifica ha cominciato a fare luce su TUTTE le sue attività metaboliche, genetiche ed ormonali.

Partiamo dalle basi.

L’uomo è stato “progettato” per vivere in Africa e la sua fonte di VITAmina D è sempre stata il sole, in quanto i RAGGI UVB permettono alla pelle di trasformare una certa quota di COLESTEROLO nel Pro-Ormone che chiamiamo VITAmina D3.

Da “scimmie nude”, la pelle scura ci ha protetto, tanto che esiste un sistema di “auto-limitazione” alla quantità di VITAmina D che produciamo dalla pelle.

Ma spostandoci e migrando rispetto all’Africa, siamo riusciti a conquistare e prosperare solo perché ci siamo adattati, per esempio “sbiancando” la nostra pelle abbiamo permesso di assorbire più sole e produrre più VITAmina D rispetto a coloro di pelle scura.

E chi vive più vicino ai poli e più distante dall’Africa, si sono ulteriormente adattati estraendo la VITAmina D dalle fonti alimentari (pesce grasso, frutti di mare) per necessità.

Dal ‘600 in poi, l’Europa e gli USA assisterono ad una epidemia di Rachitismo e fu da li che si scoprì quanto erano indispensabili le fonti alimentari (olio di fegato di merluzzo o supplementazione alimentare) e le fonti di luce.

Infatti, chi viveva nell’Europa industrializzata (città, fabbriche, miniere) soffriva di Rachitismo più di quanto non lo soffrissero coloro che vivevano in campagna o vicino al mare.

Così la luce (sole, UVB o ultravioletta), e la supplementazione alimentare di VITAmina D cambiarono il corso MONDIALE di una malattia devastante.

A distanza di anni, qual è il risultato?
E perché sembra che una ENORME FETTA della popolazione viva una condizione di CARENZA di VITAmina D?

Ma sopratutto perché – nonostante i cibi supplementati con la VITAmina D – il Rachitismo sta ricomparendo nei paesi industrializzati???

1) CI SIAMO “CHIUSI AL CHIUSO”.
Trascorriamo il 90% del nostro tempo al chiuso (casa, ufficio, scuola, palestra eccetera) e quando usciamo fuori siamo tutti coperti dai vestiti o dalle creme solari (riduzione dell’assorbimento della VITAmina D del 95-99%).

E non è esponendoti seminudo, al sole, a certe latitudini, in inverno che lo produci (esistono APP gratuite che misurano ciò che affermo).

2) LA DIETA ANTI-GRASSI.
Ci siamo fatti convincere che I GRASSI FANNO MALE e provocano Infarti e Ictus, e per questo li ABBIAMO TOLTI DALLA DIETA e ci siamo fatti rimpinzare DI ZUCCHERI DANNOSI e di statine (il farmaco più venduto della storia) che blocca la sintesi di Colesterolo, e quindi bye-bye alla VITAmina D3 prodotta dalla pelle.

3) TERRORISMO PSICOLOGICO DI MEDIA E COMUNITA’ SCIENTIFICA.
Come ciliegina sulla torta, ci hanno fatto credere che se assumi la VITAmina D ogni giorno (ritenuta DA TUTTI la forma fisiologica di assunzione) il pericolo è che formi calcoli – li formi per mancanza di VITAmina A, di VITAmina K2 e delle schifezze che mangi – che esplodi in mezzo alla strada o che rischi chissà quale malanno.

Ovviamente mentendo sugli effetti devastanti di TUTTI I FARMACI che assumi cronicamente per zittire i sintomi da carenza di VITAmina D, VITAmina A e di VITAmina K2.

Il risultato è che NON SOLO SIAMO CARENTI di VITAmina D, ma ci viene nascosta l’applicazione terapeutica del Pro-ORMONE D3.
Come nel Diabete e nell’Insulino-resistenza. Nel Crohn e nella RCU …
… solo per citarne alcune.

Nei paesi industrializzati la carenza di VITAmina D è endemica.
Nei bambini OBESI la carenza è certificata, così come nei diabetici.

Chissà che un giorno la COMUNITA’ scientifica non ricordi come L’ECCESSO DI ZUCCHERI e la CARENZA DI GRASSI provochi il Diabete (insulino-resistenza, prego) e che l’OSTEOCALCINA (prodotta dall’associazione di VITAmina D3 e VITAmina K2 ) è invece insulino-sensibilizzante.

Ne ho già scritto diffusamente su questa pagina, e continuerò a scriverne perchè QUESTE informazioni, pubblicate su QUESTA PAGINA di gratuita divulgazione medico e scientifica sono PUBBLICHE e quindi di pubblica utilità.

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Tutti i miei articoli sulla Vitamina D

Fibromialgia. La strana connessione tra il dolore e l’eccesso di zucchero nel sangue

La Fibromialgia – secondo i dati disponibili – in Italia colpisce più di un milione e mezzo di persone e si caratterizza per i dolori muscolo-scheletrici diffusi, accompagnati da rigidità muscolare, cefalea, nausea e da una varietà di altre manifestazioni cliniche che possono comprendere in particolare astenia (stanchezza ) cronica , insonnia e depressione.

“Al momento per i sintomi prevalenti non esistono né farmaci né protocolli terapeutici che diano certezza di esito positivo, e le risposte terapeutiche sono molto casuali e variabili da soggetto a soggetto”,

afferma il Prof. Wiliam Raffaeli Presidente della Fondazione ISAL (Istituto per la Ricerca di Base e Clinica sul Dolore Cronico).

“Chi prende in cura un paziente fibromialgico si trova spesso a proporre farmaci e integratori e a verificare quali poi si rivelino più efficaci e tollerati per quel particolare paziente.
Lo stesso vale per la diagnosi: oggi NON ESISTE ALCUN ESAME DI PRECISIONE cioè una diagnosi sostenuta da elementi obiettivi – come un esame del sangue o una radiografia”.

Ma uno studio recente sembra aver evidenziato un nesso fra l’eccesso di zucchero nel sangue e il dolore avvertito.

Nello studio in questione, la somministrazione di ipoglicemizzanti orali a pazienti con fibromialgia e insulino-resistenza ha determinato una riduzione DEGNA DI NOTA del dolore avvertito.

“Esistono al momento ALTRI DUE STUDI dove gli autori hanno verificato una correlazione tra Fibromialgia e Diabete”

spiega ancora il professor Raffaeli.

“Lo studio inoltre introduce anche un elemento di caratterizzazione del dolore legandolo fortemente alla neuropatia delle piccole fibre che è tipica di alcuni quadri di dolore nei soggetti con diabete, ma che non corrisponde al dolore specifico della Fibromialgia”.

Lo studio è condotto su un numero molto limitato di pazienti, solo 23.
Ma la somministrazione di anti-diabetici orali ha portato netti miglioramenti sul dolore.

Il nesso fra resistenza all’insulina, dolore e Fibromialgia è però tutt’altro che scontato.

Infatti non emerge perché nella maggioranza delle persone con Fibromialgia non sia presente una patologia diabetica o alterazione dei valori glicemici.
Né perché i milioni di diabetici con insulino-resistenza non siano tutti fibromialgici.

In attesa di leggere i prossimi lavori scientifici, il mio suggerimento rimane ESCLUDERE LO ZUCCHERO dalla dieta e notare cosa cambia.

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FONTI:

La resistenza all’insulina è la causa della fibromialgia? Una relazione preliminare

Fibromialgia: quello strano legame fra i dolori e l’eccesso di zucchero nel sangue

Scacco al Diabete – e al Colesterolo – con mandorle e pistacchi negli spuntini.

Le mandorle migliori? Quelle siciliane!

Per gli amanti delle diete ipocaloriche, mandorle e pistacchi sono considerati tabù o quasi, perché troppo “grassi”.

Così, spesso, per mantenere la conta calorica si favoriscono le irrinunciabili Kilocalorie di pane pasta e pizza – che hanno un impatto paragonabile allo zucchero puro nei diabetici – rispetto ai grassi buoni della frutta secca.

Ma un lavoro scientifico del 2013 sfata molti “falsi miti” sui grassi delle mandorle, consigliandone l’assunzione alle persone sovrappeso, perché placano l’appetito e riducono la glicemia!

140 pazienti sovrappeso/obesi hanno assunto 40 gr. di mandorle al giorno per 4 settimane.
I risultati?

👍Riduzione della glicemia dopo il pasto.
Le fibre riducono la glicemia ostacolando l’assorbimento e la diffusione degli zuccheri (in pratica riducendo la disponibilità di carboidrati nell’intestino). . I grassi delle mandorle emulsionandosi con gli zuccheri rallentano i tempi di svuotamento dello stomaco (diminuzione del tasso di assorbimento degli zuccheri).

👍Riduzione dell’appetito.
Mangiare mandorle sia con i pasti che a solo (come “merenda”) ha portato una riduzione della fame in attesa del pasto successivo.

Gli effetti delle mandorle sulla riduzione della fame erano maggiori quando venivano ingeriti come spezzafame tra i pasti.
Un intervallo di sazietà maggiore tra i pasti riduce il desiderio di mangiare fuori pasto e in assenza di fame.

👍Nessun impatto sul peso in 4 settimane.
I cambiamenti di peso corporeo nei gruppi che consumavano mandorle non erano differenti rispetto a chi non le mangiava – nonostante il contributo di 250 kcal quotidiane per 4 settimane!

Questo risultato è coerente con le osservazioni secondo cui gli esseri umani compensano l’energia delle mandorle in modo comportamentale (compensazione dietetica) e fisiologicamente (le fibre e i grassi diminuiscono l’assorbimento di kcal e aumentano la termogenesi).

Perché un essere umano non é né un robot, né una bomba calorimetrica!

Per questo il calcolo delle kilocalorie è fallace ed inesatto.

In numerosi altri lavori scientifici, l’assunzione di mandorle (ma anche pistacchi) ha dimostrato:

😎 un miglioramento della Glicemia a digiuno (abbassa il carico glicemico totale del pasto);

😎 una riduzione dell’uso dell’Insulina nei Diabetici;

😎 una riduzione dei Trigliceridi, del Colesterolo totale e del Colesterolo LDL;

😎 che nutre i batteri del Microbiota (in quanto Prebiotico).

Qual è dunque la lezione da portarsi a casa?

I farmaci a volte sono essenziali e – anche se portano temibili effetti collaterali – se hai una “malattia inguaribile” i farmaci ti servono, e gli effetti collaterali vanno messi in conto (anche economico).

Ma…
Come sarebbe se il tuo problema fosse guaribile?

Perché la Insulino-resistenza e il Diabete di tipo 2 (alimentare o acquisito) si curano con l’alimentazione adottando diete efficaci come quelle a basso indice glicemico (Lowcarb).
Anche sport, attività fisica e camminate possono abbassare la glicemia!

Ironico pensare che alcuni dinosauri prescrivono ancora diete basate sulle Kilocalorie .
Forse efficaci nel dimagrire, ma che sono squilibrate e dannose nei diabetici, specie se anziani e con pluri-patologie.

Così non fidarti di chi non studia, chi non si aggiorna e non si evolve in un ambito così delicato come è quello della salute.
Perché il dr. Jenkins parlava di indice glicemico già nel 1981 …
E siamo nel 2018!

Credo che tutto ciò esposto, sia abbastanza per caldeggiare l’introduzione di una ventina di mandorle nella tua giornata alimentare, distribuiti tra colazione e spuntini/snack.
Magari accompagnate da una buona quota di cioccolato extrafondente (>70%) e di frutta fresca a basso e medio Indice glicemico.

Su quali scelte alimentari abbassano la glicemia e nutrono il Microbiota ne avevo già scritto ampiamente qui:

Approfondisci l’argomento su google cerca “indice glicemico” o “low carb”.

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Fonte:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24084509 24084509

Scritto in collaborazione con la collega e amica @Livia Emma che mi sostiene, mi “supporta” nei vari convegni in giro per l’Italia e mi “sopporta”! 😅

 

 

 

 

Il Diabete di tipo 2 si può guarire.

E le chilocalorie… “sono una cagata pazzesca”!
(cit. Fantozzi)

Viviamo in un mondo ricco di cibo, in cui gli esseri umani in sovrappeso hanno superato quelli che muoiono di fame.
Terribile no?

Le malattie che girano attorno alla Sindrome Metabolica stanno per diventare le più grandi “assassine” al mondo.
Infatti, rappresentano la maggior causa dei 35 milioni di morti all’anno nei paesi in via di sviluppo.
La causa di questo aumento è attribuita all’epidemia di Obesità che, a sua volta, viene legata all’eccesso globale di calorie.

Tuttavia, due considerazioni epidemiologiche mettono in dubbio questa tesi:

  1. Ci sono paesi con popolazioni obese senza essere diabetici (come Islanda, Mongolia e Micronesia), e ci sono paesi con popolazioni diabetiche senza essere obesi, come India, Pakistan e Cina. Quindi molte persone con peso normale (fino a un terzo del totale) “soccombono” al diabete di tipo 2 senza presentare obesità.
  2. L’80% della popolazione obesa presenta almeno una delle malattie della sindrome metabolica – Ipertensione, Dislipidemia, Steatosi Epatica e Diabete di tipo 2 – ma il 20% degli individui obesi non le presenta.
    Viceversa, fino al 40% degli adulti “normopeso” presentano le stesse patologie della sindrome metabolica: Ipertensione, Dislipidemia, Steatosi epatica e Malattie Cardiache.

Pertanto, l’obesità e l’eccesso calorico, non spiegano l’epidemia mondiale a cui assistiamo.

E se l’obesità è un indicatore di questa patologia, non ne è la causa, perché anche le persone “normopeso” soffrono della Sindrome Metabolica.

Quindi… Che cosa ci sta sfuggendo? Che cosa stiamo sbagliando?

Un primo errore è che il 90% dei pazienti ETICHETTATI come DIABETICI di tipo 2, ha in effetti una INSULINO-RESISTENZA ed è REVERSIBILE. 

In questa “predisposizione” non si ha la carenza di Insulina, come nel diabete tipo 1, ma un eccesso di insulina, che sembra “essere incapace” di far entrare lo zucchero dentro le cellule del corpo, mantenendo alta la glicemia.

Quindi, se la glicemia alta permette al mondo medico di etichettare tutti i pazienti come diabetici, dall’altro lato le cause del diabete tipo 2 sono gestibili ed é possibile regolarizzare la glicemia dei pazienti, facendo degli aggiustamenti dell’alimentazione DIVERSI DA QUELLO DELLE CHILOCALORIE.

D’altronde, per OMS i CAMBIAMENTI delle ABITUDINI ALIMENTARI sono il primo e più importante agente terapeutico nel diabete – seguito dall’attività sportiva e solo dopo dai farmaci.

Peccato che poi il Ministero Italiano e le Associazioni degli Specialisti in Italia non sono totalmente aderenti a queste raccomandazioni …

Ma due cose vanno dette SUBITO

  1. I FARMACI DEL DIABETE (che ti prescrivono a vita) hanno costi enormi sulla salute, a cominciare dalla diarrea e dal malassorbimento dei micronutrienti che creano. E dalla potenziale disbiosi che generano.
  2. LA DIETA CON LE CHILOCALORIE che riduce la quantità delle cose che mangi è UNA CAVOLATA ed è meno efficace dei cambiamenti basati su INDICE E CARICO GLICEMICO/INSULINICO, così come consiglia L’OMS ANCHE per le gravide.

Mi rendo conto che quando mi scaglio contro le Chilocalorie suono “anormale”, ma si stanno accumulando prove scientifiche relative all’efficacia di diete POVERE di CARBOIDRATI e ad ALTO CONTENUTO di GRASSI per la prevenzione e il trattamento delle Malattie Cardiache, del Diabete di tipo 2 e dell’Obesità.

Per gli “ignoranti” che scrivono SCIOCCHEZZE senza assumersi responsabilità civile penale e Deontologica, i lavori scientifici ci sono!
Ma sfortunatamente, a livello internazionale, ci sono stati pochi cambiamenti alle linee guida delle varie nazioni, che continuano a raccomandare una dieta a basso contenuto di grassi, che spesso si traduce in diete ricche di carboidrati (zucchero e farine, pasta e riso, pane e pizza eccetera).

Come sarebbe se ci fosse un modo per mangiare i carboidrati che ami tenendo però bassa la glicemia?
Cosa saresti disposto a fare per limitare il trattamento del diabete 2 togliendo l’insulina e riducendo i farmaci fino a farli scomparire?

 Sappi che si può fare. Iniziando a smettere la conta delle chilocalorie. Tornando a mangiare SECONDO NATURA.

In questa PAGINA DI GRATUITA DIVULGAZIONE SCIENTIFICA E MEDICA – apertamente contraria alle chilocalorie nella gestione del diabete – traduco dal medichese argomenti attuali per aiutarti a fare manutenzione ordinaria della tua salute.

Mi diverto a smontare “fake news”, “leggende metropolitane” e i “si è sempre fatto così”, con tanto di letteratura medica a mio supporto.

Perché per “guarire” devi AGIRE UN RUOLO Attivo. Perché non basta prendere una pillolina per guarire e CONTINUARE A MANGIARE CIÒ CHE TI AVVELENA.
Tu devi impegnarti attivaMente. Perchè c’è bisogno del tuo aiuto consapevole.

Le cose che scrivo ogni giorno sono tutt’altro che novità e sono Condivise da un piccolo esercito di esercenti una professione sanitaria – Medici, Nutrizionisti, Dietisti, Fisioterapisti, Osteopati, Farmacisti, Coach – che guardano all'”universo uomo” con un’occhio alla lezione del padre Ippocrate e alle scoperte sul Microbiota.

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 FONTE:

Le ipotesi di colesterolo e calorie sono entrambe morte – è tempo di concentrarsi sul vero colpevole: l’insulino-resistenza