Glutatione: panoramica dei suoi ruoli protettivi e biosintesi

Quale scienziato non ha mai sentito parlare del Glutatione (GSH)?
Questo noto Tripeptide a basso peso molecolare è forse il più famoso ANTIOSSIDANTE NATURALE.

Il glutatione ridotto è il principale “Peptide-contenente-Tiolo” a basso peso molecolare presente nella maggior parte delle cellule viventi dai batteri ai mammiferi (tranne alcuni batteri e amebe).
Dalla sua scoperta 130 anni fa nel lievito di panetteria (Saccharomyces cerevisiae) hanno cercato di stabilire e chiarire il suo ruolo cardine nella vita aerobica.

Il glutatione è noto principalmente per la sua funzione di antiossidante naturale prodotto dall’organismo stesso.
Nelle cellule e negli organi partecipa a diversi processi, dalla produzione e riparazione dei tessuti alla sintesi di proteine e altre molecole, passando per il coinvolgimento nelle difese immunitarie.

E’ un potente scudo per la difesa della salute: protegge da radicali liberi, radiazioni, chemioterapia, raggi X, ed ha inoltre una grande capacità disintossicante: grazie alla sua facoltà di chelare (chelaggio = capacità di un elemento di legarsi ad un’altro) i metalli pesanti e tossici quali piombo, cadmio, mercurio ed alluminio li trasporta via eliminandoli dal corpo.

Il Glutatione insieme con il Selenio, forma l’enzima Glutatione perossidasi che ha sempre una funzione antiossidante, ma a livello intracellulare.

L’USO CLINICO Il Glutatione è quasi “sconosciuto” alla medicina ufficiale, per lo meno non viene utilizzato per le sue ottime proprietà.

Nella terapia del Cancro, l’esaurimento del Glutatione è una preziosa strategia per aumentare la sensibilità delle cellule tumorali alle radiazioni e ai farmaci tossici, in particolare per i tumori aggressivi e / o metastatici.

Tuttavia, una grande maggioranza di malattie (Diabete, Malattie Cardiovascolari, HIV / AIDS, Sepsi, Fibrosi Cistica, Ictus e disturbi cerebrali come l’Alzheimer e il Parkinson o schizofrenia), sono associati a una diminuzione del GSH, combinata con vari stati di stress ossidativo.

Allo stesso modo, è stato dimostrato che le difese antiossidanti (cioè i livelli di GSH) del corpo diminuiscono linearmente con l’età, ci rendono vulnerabili a molte malattie legate all’età.

QUINDI Somministrato in vena viene utilizzato per ridurre gli effetti dei trattamenti Chemioterapici contro il cancro e contro Parkinson, Diabete, Anemia associata a dialisi, Aterosclerosi e problemi di fertilità maschile.

Mentre, per via inalatoria il Glutatione viene, per esempio, proposto nel trattamento delle malattie polmonari (Fibrosi Cistica, per esempio) . L’assunzione per via orale viene proposta contro Cataratta, Glaucoma, Invecchiamento, Alcolismo, Asma, Cancro, Malattie Cardiache, Colesterolo alto, problemi al fegato, AIDS, Sindrome da Fatica Cronica, perdite di memoria, Alzheimer, Artrosi, Parkinson e altri problemi di salute.

PROBLEMI CON LA SOMMINISTRAZIONE ORALE.
Sarebbero necessarie strategie terapeutiche per ripristinare il pool GSH, idealmente per via orale, ma è particolarmente difficile a causa delle proprietà fisico-chimiche del GSH e del suo alto tasso di degradazione nel tratto gastrointestinale.

La somministrazione di profarmaci di GSH (o precursori di come la Cisteina) sono una prima opzione.
Tuttavia, la Cisteina non può essere somministrata direttamente a causa della sua tossicità e instabilità e viene utilizzato un precursore della Cisteina, ad esempio la nota N- acetilcisteina (NAC).

Il NAC è un potente antiossidante e un antidoto noto per il sovradosaggio da paracetamolo – CHE INFATTI esaurisce il GSH epatico ! – in cui amministrazioni parenterali e orali sono approvate dalla Food and Drug Administration Americana.

Sebbene diversi studi clinici sull’uomo abbiano studiato il potenziale del NAC orale per ricostituire il GSH i lavori scientifici non sono univoci nei risultati. Diversi meccanismi di deplezione di GSH tra condizioni acute e croniche e/o dalla bassa biodisponibilità del NAC quando somministrato per via orale possono spiegare la differenza di risultati.

Come si è tentato di superare il problema?
Per migliorare la distribuzione tissutale, sono stati preparati derivati ​​Lipofili di NAC: hanno dato risultati incoraggianti nelle cellule e dopo somminstrazione peritoneale o orale.

Questa strategia farmaceutica è stata estesa anche al GSH, creando più derivati ​​Lipofili attraverso l’esterificazione.
Gli esteri di Glutatione (principalmente mono- e di-metilesteri) sono stati studiati come composti di rilascio orale perché presentano una maggiore idrofobicità e una minore sensibilità alla degradazione lungo il tratto intestinale.

Ne avevamo già parlato qui:

N-Acetilcisteina, Glutatione e dintorni

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