L’Infarto causato da un batterio? Bella scoperta, ma è vecchia!

 

Scienziati italiani hanno scoperto che un batterio dell’intestino – l’Escherichia Coli – ha un ruolo nell’Infarto.
Il batterio risulta infatti in circolo nel sangue dei pazienti e presente anche nell’arteria ostruita che causa l’infarto.

E a te potrebbe sembrare una RIVOLUZIONE, ma è solo l’EVOLUZIONE di ciò che abbiamo imparato nel 1979, poi nel 1984 e successivamente risultato LAPIDARIO nella motivazione del Nobel alla medicina del 2005.

Cioè, che è tutto cambiato.
Che è tutto legato ai batteri.
E che i batteri – che ci riempiono e di cui siamo ospiti – sono dipendenti dal “merdaviglioso” cibo INDUSTRIALE che riempie le nostre tavole, le nostre macchinette automatiche e che ci stimola perché è CHIMICAMENTE adatto a farci gola.

Cosa hanno confermato?

La scoperta, frutto di una ricerca ITALIANA su 150 persone (Prof. Francesco Violi del Policlinico universitario Umberto I) sembra dimostrare che

“I pazienti con infarto acuto presentavano alterazioni della permeabilità intestinale e contemporaneamente il batterio E. Coli nel sangue e nel trombo”.

Ricapitolando:

1) PERMEABILITA’ INTESTINALE (cioè, buchi nell’intestino da cui antigeni batterici, batteri e antigeni alimentari ENTRANO DENTRO NOI)

2) L’ESCHIERICA COLI (dal lavoro non si evince se è il PATOGENO o il saprofita) entra dentro di noi e sembra stimolare e/o localizzarsi nella placca che provoca l’infarto.

“La nostra scoperta è coerente con quella di altri ricercatori in Usa che hanno trovato diversi batteri intestinali nel sangue di pazienti infartuati”, rileva Violi.

Forse gli stessi che da anni fanno due affermazioni:

  1. NON E’ l’Helicobacter Pylori la causa della gastrite
  2. I nostri batteri sono la causa delle arteriopatie e delle placche arteriosclerotiche.
  3. Mettono in dubbio la teoria NON CONFERMATA che è il colesterolo LDL che crea la placca che provoca gli infarti .

Il Gruppo del Prof. Volpi ha analizzato 150 individui.
Il Batterio Escherichia Coli è stato rinvenuto SOLAMENTE nel sangue dei pazienti giunti in ospedale con Infarto Acuto; mentre non era presente nel sangue dei soggetti sani di controllo, né di quelli a rischio di infarto.

Nemmeno di quelli con il colesterolo ALTO. Nemmeno di quelli con LA TERAPIA (pericolosa) con le statine.

Gli esperti hanno poi studiato l’Infarto su topolini cui è stato iniettato il batterio intestinale e visto che anche nel modello animale il batterio si ritrova nelle maglie del trombo.

Infine gli esperti hanno visto che è possibile fermare l’Infarto a livello sperimentale con una molecola che impedisce al batterio di legarsi con cellule immunitarie specifiche presenti nell’arteria dove è in atto la formazione del trombo.

I prossimi passi – conclude Violi – saranno vedere se “l’inibitore” possa divenire una cura d’urgenza nell’infarto per bloccare il trombo e se un vaccino specifico contro Escherichia Coli possa funzionare nella prevenzione dell’infarto.

Da oggi a quando la terapia sarà pronta, ricorda che sei ospite dei batteri che abitano il tuo copro, e che non è MAI STATO PROVATO SENZA ALCUN DUBBIO che sia il colesterolo il “cattivo” che provoca infarti…
… ma che da anni si addita lo zucchero e i carboidrati.

Come avevo già scritto qui:

HAI TRIGLICERIDI E COLESTEROLO ALTO? DIABETE O PROBLEMI DI CUORE?

TUTTA COLPA DEL COLESTEROLO?

PLACCHE ATEROSCLEROTICHE E MALATTIA CEREBROVASCOLARE.
È TUTTA COLPA DEL COLESTEROLO O DELL’OMOCISTEINA?

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LINK NOTIZIA:

Infarto, svelata la complicità di un batterio intestinale

LINK AL LAVORO SCIENTIFICO

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31898723 

Tutta colpa del Colesterolo?

TUTTA COLPA DEL COLESTEROLO?.A causa dell'aumento degli infarti negli USA nel dopoguerra, il dottor Ancel Keys – epidemiologo americano – imposta uno studio epidemiologico per approfondire la connessione tra grassi alimentari e incidenza di infarti..Da cui sembra che vi sia una connessione precisa col Colesterolo. L'unico dato misurabile all'epoca..Alcuni dei dati che pubblica, però, appaiono "dati statistici modificati".Che non spiegano tutto e soprattutto non sembrano sufficienti ad incolpare ESCLUSIVAMENTE IL COLESTEROLO. .Lo studio di Framingham invece, ESEGUITO SU UN'INTERA POPOLAZIONE per più di 30 anni, non trova connessione diretta precisa o inequivocabile tra infarti e colesterolo. .Cioè: nessuna significativa differenza nel rischio cardiovascolare fra individui i cui livelli di colesterolo variavano da 204 a 294 mg/dl. Nonostante ciò, il dott. Kennel – direttore dello studio – sentenziò che il livello di colesterolo totale plasmatico è un potente (l'unico???) indicatore del rischio cardiovascolare.. Le parole di Kennel avevano già fatto il giro del mondo… Facendo così dimenticare il ruolo di ipertensione, zuccheri, diabete, fumo, sedentarietà, sovrappeso e giro vita. .E sebbene vi è evidenza che i grassi saturi rappresentino SOLO UNO dei tanti fattori di rischio, alcune evidenze mostrano che "qualcuno" potrebbe avere remato contro… …contrastando coloro che studiavano FATTORI DI RISCHIO diversi dal colesterolo. .Come l'OMOCISTEINA..Questo video – un documentario francese ricco di spiegazioni e di riferimenti scientifici – è stato in parte trasmesso nel programma PETROLIO di Rai1 del 1 Giugno 2017, dal titolo: "TROPPA MEDICINA"..Qui i link alla puntata: www.troppamedicina.it/events/event/rai1-petrolio/https://youtu.be/oRApQNcxiJA (33 minuti ) . Qui il link alla video inchiesta completa:https://youtu.be/zGDRU56S2DI (83 minuti) . Per chi vuole informazioni vere e senza influenze dogmatiche e commerciali – e per superare SOVRACCARICO E CONFUSIONE con cui ci bombardano giornalmente – questa pagina di GRATUITA DIVULGAZIONE MEDICA E SCIENTIFICA è a disposizione. .Smontiamo fake news mediche e leggende metropolitane con link alla mano. Per riportare alle persone l'arte della manutenzione ordinaria della salute. . Continua a seguire la pagina e condividi liberaMente ogni singolo post che trovi interessante, perché è di pubblica utilità. .E perché la tua salute vale. . #latuasalutevale #dottgabrieleprinzi #informareeguarire #ippocrate #metabolicamente #AMIE #dietagift #metodotrabucco #liberidalreflusso

Pubblicato da Dr. Gabriele Prinzi su Mercoledì 24 luglio 2019

 

A causa dell’aumento degli infarti negli USA nel dopoguerra, il dottor Ancel Keys – epidemiologo americano – imposta uno studio epidemiologico per approfondire la connessione tra grassi alimentari e incidenza di Infarti.

Da cui sembra che vi sia una connessione precisa col Colesterolo.
L’unico dato misurabile all’epoca.

Alcuni dei dati che pubblica, però, appaiono “dati statistici modificati”. Che non spiegano tutto e soprattutto non sembrano sufficienti ad incolpare ESCLUSIVAMENTE IL COLESTEROLO.

Lo studio di Framingham invece, ESEGUITO SU UN’INTERA POPOLAZIONE per più di 30 anni, non trova connessione diretta precisa o inequivocabile tra Infarti e Colesterolo.

Cioè: nessuna significativa differenza nel rischio cardiovascolare fra individui i cui livelli di colesterolo variavano da 204 a 294 mg/dl. Nonostante ciò, il dott. Kennel – direttore dello studio – sentenziò che il livello di colesterolo totale plasmatico è un potente (l’unico???) indicatore del rischio cardiovascolare.

Le parole di Kennel avevano già fatto il giro del mondo…
Facendo così dimenticare il ruolo di ipertensione, zuccheri, diabete, fumo, sedentarietà, sovrappeso e giro vita.

E, sebbene vi è evidenza che i grassi saturi rappresentino SOLO UNO dei tanti fattori di rischio, alcune evidenze mostrano che “qualcuno” potrebbe avere remato contro…
…contrastando coloro che studiavano FATTORI DI RISCHIO diversi dal colesterolo.
Come l’OMOCISTEINA.

Questo video – un documentario francese ricco di spiegazioni e di riferimenti scientifici – è stato in parte trasmesso nel programma PETROLIO di Rai1 del 1 Giugno 2017, dal titolo: “TROPPA MEDICINA”.

Qui i link alla puntata:

www.troppamedicina.it/events/event/rai1-petrolio/

Colesterolo il grande bluff (33 minuti ) 

Qui il link alla video inchiesta completa:

“Colesterolo, il grande bluff” inchiesta di Anne Georget |
Documentario RSI #LA2DOC 
(83 minuti) 

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