Nel 1800 era definita “Isteria”. Oggi è “Colon Irritabile”.

Lezione dimenticata della psichiatria?

Nel 1807, il padre della moderna psichiatria – il francese Philipe Pinel (1745-1828) – dopo aver lavorato a lungo con pazienti affetti da svariati disturbi mentali concluse che:
“la principale sede da cui provengono i disturbi mentali era il tratto gastrointestinale”.

Ma questa lezione, i moderni psichiatri se la sono dimenticata…

Non è sorprendente apprendere che il tratto gastrointestinale umano ospiti 1.000.000.000.000.000 di batteri (e chissà quanti virus, muffe e parassiti) in un “fisiologico” equlibrio? (Eubiosi)
Un numero ben superiore a quello di tutte le nostre cellule messe insieme!

Questi batteri arrivano quando siamo dentro la pancia della mamma – in gravidanza – poi col parto vaginale, e poi col latte materno, questo per chi ancora nasce naturalmente e viene allattato al seno.
Lì, se il ginecologo, il neonatologo o il pediatra non hanno avuto motivo di intromettersi,  nasce un’associazione simbiotica cruciale, necessaria e fisiologica per la vita da esseri umani: il core microbiota.
(A patto che non ci riempiano di antibiotici e di cibo sterile…)

L’equilibrio che si instaura è essenziale per “difenderci” dalla flora patogena esterna e gli immunologi ne sono a conoscenza da molto tempo.

Il Microbiota svolge anche un ruolo importante nell’assorbimento e nel metabolismo di tutti i nutrienti.
La flora commensale facilita l’assorbimento e il metabolismo dei nutrienti, fornisce sostanze nutritive e vitamine altrimenti inaccessibili, è essenziale per il corretto sviluppo del sistema immunitario mucoso e sistemico, ma anche per lo sviluppo e la funzione del sistema nervoso centrale.

La ricerca in ambito gastrointestinale ha evidenziato per molti anni l’importanza dell’ “Asse Intestino-Cervello”, soprattutto in relazione ai disturbi intestinali funzionali come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS) e le sindromi disfunzionali dispeptiche o gastro-esofagee (scambiate per gastrite e reflusso).

Inoltre, nella lunga storia della medicina, oltre agli psichiatri, anche i gastroenterologi e gli internisti si sono più volte imbattuti negli effetti collaterali di certi farmaci e di come cambiano l’assetto psichico.
È questo il caso degli antibiotici.

I farmaci antibiotici sono selezionati sulla base della loro “tossicità selettiva” nei confronti di certi batteri.

Tuttavia, mostrano effetti avversi multipli, noti da anni! Una moltitudine di questi effetti collaterali coinvolge il sistema nervoso centrale, giacché gli antibiotici, a concentrazioni clinicamente rilevanti, interagiscono con molte delle stesse molecole usate nella farmacologia psichiatrica.

Quando tali eventi sono dimenticati o sottovalutati dal medico (art. 13 del codice deontologico) si può arrivare alla diagnosi errata di un disturbo psichiatrico o neurologico.

Purtroppo, nel 2019 accade ancora troppo spesso ed è una sconfitta sia per il paziente, colpito da una errata diagnosi, che per i familiari che devono sostenerne le spese.
Una ulteriore sconfitta, infine, per i costi sociali che gravano sul morente sistema sanitario nazionale. 

Gli effetti neuropsichiatrici dei farmaci antimicrobici sono ampiamente documentati in letteratura.

Numerosi sono i “farmaci antimicrobici” col potenziale di esercitare effetti sul sistema nervoso centrale.
Ad esempio:

  • effetti sul sistema gabaergico (beta-lattamici, chinoloni e claritromicina),
  • effetto sul sistema nmda (d-cicloserina, aminoglicosidi e forse chinoloni),
  • effetti sulla inibizione delle mao (linezolid, metronidazolo e isoniazide )
  • meccanismi non meglio precisati (trimetoprim, isoniazide, Etambutolo, rifampicina e tetracicline).

Non sarebbe per nulla strano vedere pazienti psichiatrici che migliorano (senza farmaci!) quando gli dai la giusta alimentazione, e gli fornisci un supporto batterico specifico per i loro disequilibri microbiotici. 

Ma l’azione più veloce la vedi togliendo la farina raffinata e i latticini ed inserendo fibre prebiotiche nella dieta. 

Approfondisci l’argomento leggendo dal link in fondo alla pagina perché ti servirà quando il tuo diagnosta o curante ti proporrà un farmaco psichiatrico o ansiolitico o un antibiotico per curare i tuoi disturbi intestinali.
P
robabilmente ansia e depressione non sono dovuti ad un difetto dentro il cervello, ma ad uno squilibrio di quei batteri che digeriscono per te e che se trattati bene producono quei neurotrasmettitori che ti permettono di vivere una vita umana di buona qualità.

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Fonti:

Rivoluzione Microbiota: Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

La causa di Ansia e Depressione? Viaggio dall’Intestino al Cervello e ritorno

Da dati recenti, fino a un terzo di tutte le visite ai “curanti” nelle nazioni industrializzate sono dovuti a “disturbi emotivi”, in particolare ansia e/o condizioni depressive.

Esplorando le cause e i meccanismo di questi disturbi di ansia e umore, I VERI SCIENZIATI ne studiano il legame con l’infiammazione cronica.

Le prove indicano che il nostro sistema di “Difesa Antiossidante” (di cui anche il Colesterolo fa parte!) è sopraffatto in quelli che hanno un grave disturbo depressivo.
Persino le biopsie cutanee in questi pazienti mostrano livelli più elevati di Stress Ossidativo rispetto a “persone sane”!

Così, gli scienziati hanno approfondito la comprensione del perché l’infiammazione e lo “Stress Ossidativo” possono essere SIA CAUSA CHE CONSEGUENZA DELLA DEPRESSIONE.

L’infiammazione è legata alla produzione e al rilascio di “Citochine Infiammatorie” da parte di parecchie cellule del corpo, comprese il cervello.
Ma questo rilascio dal cervello è la causa o è un effetto secondario, il sintomo di qualcos’altro?

Si sa che un certo numero di “prodotti batterici” intestinali (per esempio l’Enterotossina B Stafilococcica) possa indurre cambiamenti comportamentali ansiogeni quando in circolo.

Un elemento chiave in questa ricerca sono le cosiddette “Endotossine Lipo-Poli-Saccaridiche” (o LPS).

Le LPS sono parte strutturale della membrana esterna dei batteri “GRAM negativi”.
E’ una specie di “parrucca” esterna che “camuffa” questi batteri, una parrucca che impedisce alla “colorazione di GRAM” di entrare dentro questi batteri e colorarli (da cui il nome: GRAM negativi).

Si stima che gli esseri umani abbiano almeno un grammo di LPS nel lume intestinale.
Negli adulti sani possono anche essere presenti minuscole quantità di LPS circolanti nel sangue.

Tuttavia, l’aumento di LPS in circolo è STATISTICAMENTE ASSOCIATO a Obesità addominale, Iper-Insulinemia e Insulino-Resistenza, aumento di Trigliceridi e Colesterolo, e ad altri marker di rischio cardiovascolare.

A conferma, la somministrazione sperimentale di LPS a bassi livelli ha causato Ansia acuta, sintomi Depressivi, Deficit Cognitivi e aumento della sensibilità al dolore viscerale….

Quasi gli stessi sintomi del colon irritabile… Curioso no?

Indagini sperimentali hanno anche chiarito che un aumento delle “Citochine Infiammatorie” da LPS possono alterare l’attività Neuronale nel Sistema Limbico (aumento dell’attività dell’amigdala) causando eccessiva stimolazione tossica dei neuroni.

L’infiammazione da eccesso di LPS aumenta l’attività di un enzima intestinale (IDO) che “scippa” il Triptofano dal processo di trasformazione in Serotonina, compromettendo la FUNZIONALITA’ CEREBRALE SEROTONINERGICA E peggiorando i sintomi depressivi.

L’aumento delle LPS sistemiche può compromettere anche l’integrità della normale Barriera Emato-Encefalica (BBB) ​​e facilitare il passaggio di agenti potenzialmente “tossici” (tossine ambientali, agenti patogeni, ecc.) nel cervello. . Creando quella che si chiama neuro-infiammazione…

Naturalmente, per aumentare la quantità di LPS circolanti, vi deve essere due situazioni:

  • Un aumento dei GRAM negativi nell’intestino (da DISBIOSI),
  • UNA COMPROMISSIONE DELLA BARRIERA INTESTINALE.

E recenti ricerche hanno effettivamente mostrato aumento della permeabilità intestinale nella depressione…

Adesso… la prossima volta che il tuo “curante” o lo specialista non crede ai tuoi sintomi… dice che sei ansioso/a o stressato/a e ti da le pilloline o le goccine per l’ansia … e ti senti NON RICONOSCIUTO/A per l’ennesima volta …
… segui i miei tre consigli:

  1.  RIMUOVI – più che puoi – LE RELAZIONI TOSSICHE E LE SITUAZIONI STRESSOGENE dalla tua vita (compreso il curante…) e nota cosa cambia nella tua capacità digestiva e nel tuo umore.
  2. Riduci i farmaci che prendi al MINIMO SINDACALE, a quelli essenziali RINUNCIANDO A TERAPIE INUTILI consigliate da amici-familiari-pubblicità (ma anche i curanti…) perché OGNI TERAPIA INUTILE (Antibiotici, Gastroprotettori, Statine, eccetera) E’ SEMPRE DANNOSA.
  3. Assicurati di mangiare bene, elimina per un periodo latticini e prodotti raffinati, bandisci i “fermenti lattici” e CURA IL TUO INTESTINO CON “PROBIOTICI UMANI”.

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FONTE (una delle tante)

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3601973/

Hai due “server cerebrali”. E i batteri sono i “tecnici informatici” specializzati

Il nostro organismo è il frutto di miliardi di anni di evoluzione.
Partendo da singole cellule che hanno scoperto che l’unione fa’ la forza e la cooperazione è vincente quando vi è un obbiettivo comune:
primum sopravvivere, deinde prosperare.

Nella specializzazione delle cellule in ORGANI, gli animali superiori sono il risultato di un intestino che si è dotato di un cervello.
In quest’ordine, e non il contrario!
Perché il Sistema Nervoso è nato dall’esigenza di un “sistema specializzato” che potesse “guardarci le spalle” mentre eravamo impegnati nella alimentazione e nella digestione.

Quindi è in quest’ordine che li sviluppa l’embrione umano che cresce nella pancia della sua mamma.

Questi due “tubi” – il tubo Neuronale e il tubo Digerente – si sviluppano dallo stesso tipo di cellule primordiali e anche se apparentemente lontani, sono interconnessi.
A dirla tutta, il cervello e il Sistema Nervoso Centrale (SNC) agiscono come un computer, un SERVER centrale cablato con tutti gli organi e tessuti, con cui vi è un costante interscambio di informazioni.
E questa non è una novità .
Non lo è nemmeno aver dimostrato – 20 anni fa – che possediamo un altro SERVER che non è proprio “secondario”…

Un SISTEMA NERVOSO, chiamato “enterico” (ENS), che contiene più Neuroni di tutti quelli presenti nel midollo spinale o nell’intero “sistema nervoso periferico” (Furness, 2012).

Le cellule nervose nell’intestino agiscono con la stessa “intelligenza” (neuromediatori, ormoni eccetera) delle cellule nervose cerebrali e regolano il “movimento coordinato” di tutto l’intestino (Peristalsi) e la Digestione, INDIPENDENTEMENTE DAL SERVER CENTRALE.

La grande rivoluzione moderna?
Dal 2004 le prove dell’interazione del Microbiota Intestinale in questa comunicazione bidirezionale tra i due server.

Da allora una vasta ricerca sugli effetti che il Microbiota Intestinale ha sulla funzione cerebrale e sull’impatto di questo su umore e comportamento viene portata avanti in tutto il mondo … fornendo INFORMAZIONI SCONVOLGENTI sulla “stretta interazione” tra il Sistema immunitario e quello Endocrino – associati all’intestino – e come si relazionano e influenzano le funzioni cerebrali.

Queste evidenza hanno portato la comunità scientifica a coniare il termine “ASSE INTESTINO-CERVELLO”, che nella metafora dei server, vede i batteri intestinali come “tecnici informatici”.

Lo squilibrio di quest’asse – a causa della Disbiosi – svolge un ruolo importante nelle Patologie Gastrointestinali e in tutta una serie di patologie legate alla salute mentale come Depressione, Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Ansia e Disturbi dello Spettro Autistico…
E sempre maggiori ricerche si stanno concentrando sulla connessione con Parkinson e Alzheimer. 

Così, per curare il Cervello si passa da Stomaco e Intestino 🙂

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Intestino, batteri e sviluppo del cervello

Numerosi studi recenti hanno dimostrato l’esistenza di un LEGAME molto STRETTO tra i “centri emotivi e cognitivi” del cervello e il sistema nervoso periferico attraverso una COSTANTE COMUNICAZIONE BI-DIREZIONALE tra il sistema nervoso centrale (il cervello) e “quello” che ha sede nella pancia, il Sistema Nervoso Enterico (per gli amici, il “secondo cervello”).

Questa comunicazione inizia già dentro con l’embrione dentro la pancia della mamma, perché i due “tubi” (tubo neuronale e tubo digerente) nascono nella stessa zona dell’embrione come gemelli, per poi differenziarsi e distanziarsi solo apparentemente.

Anche se sembrano distanti dal punto di vista anatomico, sono vicini e connessi dal punto di vista del funzionamento e delle molecole prodotte.
Pertanto, il ruolo di mediazione svolto dai batteri dell’intestino (Microbiota Intestinale) ha da tempo attratto gli scienziati per le possibilità di usarli nella terapia di malattie del cervello e del comportamento.

Infatti, ricerche recenti (esperimenti in vitro e gli studi clinici in vivo) hanno scoperto che esiste una varietà di meccanismi attraverso cui i batteri possono comunicare con il cervello e influenzare la trasmissione degli impulsi nervosi e il comportamento.
Immagina quali nuove implicazioni sulla salute in generale e le possibilità terapeutiche in particolare!

Il ruolo centrale del Microbiota Intestinale nella comunicazione tra intestino e cervello (asse-intestino-cervello) però lascia aperto qualche punto interrogativo sul COME la somministrazione di probiotici e prebiotici possano essere utilizzati nel trattamento di specifici problemi neurologici, per creare una medicina del futuro e una TERAPIA AD PERSONAM.

Ne avevo già parlato qui:

Il medico come un sarto deve cucire la terapia su misura del paziente

Medicina a compartimenti stagni… O terapia basata sulla singola persona?

Nei prossimi due giorni traduco dal medichese e pubblico PER TE i più interessanti ed attuali risvolti della connessione tra batteri, nascita, e asse intestino cervello.
Anche su AUTISMO, ADHD e PARKINSON!

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Rivoluzione Microbiota:
Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Dott.ssa Livia Emma – dietistaStudio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Connessione intestino – cervello

Connessione intestino – cervello: la scienza si domanda se la depressione causa disbiosi o è il contrario. È la depressione a causare disbiosi intestinale o l’alterazione del microbioma a favorire lo sviluppo e/o l’aggravamento di patologie legate ad alterazioni dell’umore e del comportamento? Entrambe le alternative risultano valide.

La depressione colpisce circa 300 milioni di persone al mondo! E comporta non solo disagi – a volte gravi – a livello individuale, ma anche a livello lavorativo a causa delle frequenti assenze che la persona è portata a compiere. E ha un peso sul sistema sanitario nazionale per il costo delle terapie necessarie e nel mondo del lavoro!

La connessione tra cervello e intestino (chiamato “secondo cervello”) è bi-direzionale: da un lato infatti il cervello comunica con il resto del corpo, intestino incluso, attraverso fibre efferenti (nervo vago in primis) dall’altro raccoglie informazioni dalle molecole (metaboliti e neurotrasmettitori) che transitano dal tubo digerente e quelle prodotte in loco. Il gruppo di ricercatori australiani ha perciò collezionato la letteratura disponibile dal 2014 ad aprile 2017 che supporti una delle due ipotesi di causalità precedentemente descritte.

Ipotesi 1: lo stato depressivo modula il microbiota intestinale

Lo stato depressivo è stato indotto su alcuni modelli murini; complessivamente dimostrano come a un cambiamento della condizione psicologica ed emotiva indotta da, stress corrisponda un’alterazione in termini di composizione batterica. È comunque importante considerare come in nessun caso si sia verificata l’introduzione ex novo o la deplezione completa di una specie in presenza di patologia depressiva, ma di come sia solamente variato il loro grado di espressione.

Ipotesi 2:  il microbiota intestinale influisce sullo stato di depressione

Zheng et al. (2016) e Kelly et al. (2016) hanno infatti dimostrato come, in seguito a “trapianto fecale” da donatore depresso, ratti inizialmente sani e germ-free abbiano mostrato comportamenti tipici dello stato depressivo-ansioso oltre che un incremento metaboliti sovrapponibili ai donatori malati; una quota di questi metaboliti, attraverso adatti trasportatori, possono raggiungere il sistema nervoso centrale dando effetti simil-depressivi.

Entrambe le ipotesi sembrerebbero perciò valide e verificate; rimane ancora molto da scoprire sui meccanismi che stanno alla base del dialogo tra intestino e cervello nonostante è confermato il fatto che dialogano costantemente. Io continuo a seguire  l’argomento e metto a disposizione dei lettori i consigli più utili e pratici; su questo blog, ne avevo già parlato.

Per fortuna una cura c’è e non mi riferisco alla cura dei “sintomi” (la classica crema al cortisone), scriverò presto su sintomi e cura nei prossimi giorni.

E mi domando se il tuo medico curante, lo specialista o il tuo dietologo/nutrizionista ti ascoltano e comprendono che i tuoi problemi sono legati alla salute dell’intestino? E rivalutano mai la tua terapia sulla base sei sintomi o guardano solo agli esami del sangue? Si? No? In questo caso, scegli di affidarti a un professionista capace di ascoltare e preparato ad istruire; una consulenza è un investimento. Perché la tua salute vale!