La dieta fa regredire la Tiroidite di Hashimoto in appena 3 settimane? E quali altre malattie autoimmuni?

La Tiroidite è un processo infiammatorio dove il sistema immunitario – malamente stuzzicato da antigeni alimentari – combatte contro una parte di noi, naturalmente presente nelle cellule della tiroide, che il sistema immunitario dovrebbe invece riconoscere e “tollerare”.

Quando questa “tolleranza” manca, il nostro sistema immunitario attacca i nostri organi. Quindi basterebbe togliere quegli alimenti dalla dieta per togliere la causa della produzione di anticorpi anti-tiroidei?

Leggiamo quanto scoperto dai colleghi dell’università di Napoli.

Hanno selezionato 180 pazienti con alto BMI (obesi o francamente sovrappeso) che presentavano Tiroidite e alti livelli di anticorpi diretti contro la tiroide: anti-tireoglobulina (anti-tg), anti-microsomiali e antiperossidasi (anti-tpo).

Li hanno quindi divisi in due gruppi.

  1. 108 di loro hanno iniziato un programma di dieta basato sulle seguenti proporzioni: Carboidrati 12% – 15%, Proteine 50% -60% e Lipidi 25% -30%.
    I pazienti sono stati istruiti a mangiare verdure a foglie grandi e altre verdure – escludendo il cibo gozzigeno! – e solo parti magre di carne rossa e bianca. Sono stati esclusi dalla dieta anche i seguenti prodotti: uova , legumi , latticini , pane , pasta , frutta e riso. .
  2. I rimanenti 72 pazienti (gruppo di controllo) hanno seguito una dieta ipocalorica senza restrizioni per quanto riguarda i tipi di alimenti da consumare.

Dopo 3 settimane sono stati eseguiti test di bioimpedenza, misurazioni del peso corporeo e analisi del sangue (anti-tpo, anti-microsomiale, anti-tg, ormoni tiroidei).

I risultati dello studio

I pazienti del gruppo di controllo che seguivano la dieta ipocalorica hanno mostrato un aumento significativo dei livelli di tutti e tre gli auto-anticorpi: anti-tg ab (+9 %), anti-microsomiale ab (+ 30%) e anti-tpo (+ 16%).

Al contrario, i pazienti che hanno seguito una dieta specifica priva di carboidrati , latticini , uova e verdure gozzigeni, hanno mostrato tutti una significativa diminuzione dei livelli di anticorpi anti-tg (-40%), anti-microsomiale (-57%) e anti-tpo (-44%).
In sole tre settimane!

Se consideri che la maggioranza dei medici afferma che la Tiroidite é una malattia cronica senza ritorno né possibilità di cura, e ti impongono regimi di farmaci a vita, ridurre gli anticorpi anti-tiroide in sole tre settimane è una alternativa eccellente perché :

  1. fa regredire (come per magia) una malattia autoimmune cronica;
  2. ti toglie dalla schiavitù dei farmaci e dei nefasti effetti collaterali;
  3. ti fa dimagrire!

Infatti, nel gruppo sperimentale l’analisi della bioimpedenza ha mostrato una diminuzione non solo del peso corporeo e del BMI (indice di massa corporea) ma anche una riduzione della massa grassa e questo dopo appena tre settimane .

E cosa sarebbe successo se questa dieta fosse stata fatta per due mesi? Forse la tiroidite sarebbe guarita?

I colleghi napoletani hanno forse deciso di limitarne la durata per la paura infondata che hanno i pazienti degli effetti collaterali di una dieta con tante proteine.
I pazienti che ho seguito io personalmente, quelle paure le hanno superate da tempo, avendo esami del sangue e salute ottime.

Da anni ho smesso di credere alle chilocalorie. Sono un modo “rozzo” di calcolare quello che ti serve per vivere e non sono rispettose del sistema immunitario endocrino e del Microbiota. E troppo spesso – per non rinunciare alla droga preferita dagli italiani – viene sacrificato il grasso buono sull’altare degli zuccheri vuoti come i prodotti a base di farina bianca (o la finta farina integrale), i succhi di frutta e l’immancabile fruttosio (che oltre a farti il fegato grasso crea una sindrome da dipendenza).

Inoltre, il concetto di caloria, non prende in considerazione la qualità degli alimenti né le tue intolleranze, perché in questo caso non ha alcun senso diminuire le quantità.
Non è curioso che l’83% di questi pazienti risulta – al breath test – intollerante al lattosio? Proprio le intolleranze che dovrebbero far sospettare una Sibo, la Disbiosi del piccolo intestino?

A te, amica o amico di questa pagina di informazioni mediche gratuite, che è apertamente contro lo zucchero e le chilocalorie, ti dico che ho smesso di crederci 10 anni fa.
Ti invito a fare lo stesso. Smetti anche tu.

Continua a seguire la pagina, approfondisci gli argomenti, e condividi liberamente ogni singolo post che trovi interessante perché è di pubblico interesse. E perché la tua salute vale! .

Per chi vuole approfondire, ecco il link al lavoro originale:
“Effetti della terapia dietetica a basso contenuto di carboidrati in soggetti in sovrappeso con Tiroidite Autoimmune: possibile sinergismo con ChREBP”.
www.dovepress.com/effects-of-low-carbohydrate-diet-therapy-in-overweight-subject-with-au-peer-reviewed-fulltext-article-dddt

(se lo apri con chrome, te lo traduce automaticamente in italiano)

Una nuova epidemia flagella gli italiani

C’è una nuova epidemia che flagella i popoli, sopratutto quello Italiano. E’ un’epidemia riconosciuta dalla “comunità scientifica internazionale”, ma non dal Ministero della Sanità, dai medici di famiglia o dagli specialisti. E’ l’intolleranza alimentare in tutte le sue manifestazioni.

In altri stati della UE – come la Germania – Governo e Ministero della Salute hanno “misurato” la quantità di allergie della popolazione (in Germania ne è affetto un cittadino su tre). Ma in Italia questi dati sono nella migliore delle ipotesi sconosciuti, nella peggiore sono taciuti. Schiere di pazienti – persone dall’aspetto normali come me e te – di cui non si hanno rilevazioni ufficiali – che soffrono a causa del “cibo” che mangiano e di alcuni cibi in particolare.

Sintomi

Pancia gonfia, gastrite e reflusso, flatulenza e diarrea – quando non stitichezza che dura da anni – eritemi cutanei, nausea, tosse e occhi che lacrimano, prurito,  il cuore che palpita, la gola che si chiude, eccetera.

Lista lunga e varia di segni di “infiammazione generale”, di “intossicazione” generale. In alcuni casi si può arrivare a situazioni che mettono a rischio la vita, specialmente quando si fa la diagnosi sbagliata o quando ci si ferma ad immaginare “la malattia che va di moda” (come la celiachia, per fare un esempio).

E così si generano 4 problemi – ovvero problemi su 4 livelli – che hanno un peso sulla salute E SULLE TASCHE dei cittadini Italiani:

 1) Vengono prescritti esami inutili che ingolfano il sistema sanitario aumentando la spesa sanitaria, e che ritardando la diagnosi vera;

2) Vengono prescritti farmaci per “curare” i sintomi – che sono la manifestazione più superficiale della causa – ma non viene curata la causa; 

3) Si assiste ad un doppio danno SULLA SALUTE: quello della “malattia” di base ( non diagnosticata) che va avanti e quello degli effetti collaterali farmaci prescritti per i sintomi, che portano ad un peggioramento della malattia;

4) Si genera un circolo vizioso che alimenta l’opulento mercato della “sanità” e il Business delle Case Farmaceutiche, perché con il passare degli anni vi è la necessità di prescrivere – o comprare – altri farmaci e integratori per tamponare i numerosi effetti collaterali dei farmaci assunti per i sintomi.

La cosa più brutta è che spesso le persone che soffrono di allergie alimentari, quando si trovano di fronte a un medico, si sentono dire che tutto dipende dalla psiche, che dipende tutto dal cervello, che ogni malanno o sintomo che riferiscono è “tutto nervoso”: gastrite nervosa, colite nervosa, diarrea nervosa, stitichezza nervosa, bronchite ed asma nervosi, eccetera. Ma la mente non c’entra per nulla, se non come ORGANO CHE SUBISCE gli squilibri di stomaco ed intestino!

Perché è nell’intestino che vengono prodotti molti neurotrasmettitori che usa il cervello!  Ed è nei 7 METRI DI INTESTINO che vengono assorbite quelle “sostanze” che formano i neurotrasmettitori che servono al cervello per vivere una vita normale. 

Quindi, in quelle situazioni in cui l’intestino non funziona o assorbe male, o c’è diarrea, o c’è una sovrappopolazione di batteri cattivi, i processi di digestione e di assorbimento delle sostanze necessarie al corpo E ANCHE AL CERVELLO non avvengono correttamente!

E il cervello non riceve – per esempio – due neurotrasmettitori come serotonina e dopamina, ormone della felicità il primo, ormone parte del sistema della gratificazione l’altro, che nell’intestino vengono prodotti.

Ed ecco che sintomi come variazioni del tono dell’umore, depressione, stanchezza cronica che si manifesta al mattino appena alzati, il sonno improvviso dopo pranzo, insonnia o cefalea piuttosto che essere CORRETTAMENTE DIAGNOSTICATI come effetti secondari delle malattie intestinali sul cervello, vengono invece interpretati come malattie del cervello, come “malattie nervose”. 

La cura proposta?

Le “goccine” o le “pilloline” per rilassarsi. E mentre ti rilassi l’intestino marcisce. Ecco un caso esemplare di diagnosi sbagliata e di prescrizione sbagliata e superficiale che “ammazza” i sintomi, perpetua la malattia e aumenta la quantità dei danni. Per fortuna una cura c’è!

E non mi riferisco alla cura dei “sintomi”. C’è una cura quasi per tutto! Fatta la giusta diagnosi con gli esami giusti si può passare alla giusta terapia. Su questo blog, e sulla PAGINA FACEBOOK da tempo seguo l’argomento e metto a disposizione dei lettori i consigli più utili e pratici.

Il tuo medico curante, lo specialista o il tuo dietologo/nutrizionista credono o no alle allergie alimentari? Ti trattano in maniera infastidita frettoloso o superficiale? Ti prescrivono farmaci per la psiche o il cervello? Rivalutano mai la tua terapia sulla base sei sintomi o guardano solo agli esami del sangue?

In questo caso, scegli di affidarti a un professionista capace di ascoltare e preparato ad istruire; una consulenza è un investimento. Perché la tua salute vale!