Alla nascita hai ricevuto la tua dose di “microbiota”, “HDP” e “HMO”?

E… Ce li hai ancora?

Potrebbe anche suonare rivoluzionario – o terribile o curioso – ma l’intestino umano è LETTERALMENTE IMMERSO in una comunità di trilioni e trilioni di microrganismi, inclusi batteri, funghi (candide, lieviti), virus e “archaea”.

E coi suoi 8 metri di lunghezza e (almeno) 250 metri quadrati di estensione, rappresenta LA MASSIMA INTERFACCIA di contatto tra noi e l’ambiente.
Per fare un parallelismo, la MASSIMA INTERFACCIA che lo Stato Italiano ha con l’estero è il mare – le coste – che rappresentano più del 90% dei nostri confini.

E se l’intestino tenue (4 metri di intestino che inizia dopo lo stomaco e giunge alla valvola ileocecale) è responsabile della digestione e l’assorbimento dei nutrienti (DA CUI DERIVA LA DIARREA), l’intestino crasso (il colon) è una CAMERA FERMENTATIVA, un “bioreattore” in cui i batteri intestinali svolgono diverse funzioni
Tra cui:

    • l’elaborazione delle fibre alimentari
    • la produzione di metaboliti con vari effetti metabolici e “neurologici”,
    • la maturazione e la regolazione del sistema immunitario … eccetera …

L’intestino – MASSIMA INTERFACCIA con il mondo esterno – ospita la MASSIMA ESPRESSIONE del sistema immunitario, che “vigila” i nostri confini. E deve tenere a bada un Microbiota composto sia da “batteri commensali benefici” che da “microrganismi patogeni” (che deve poter riconosce ed eliminare).

Quando questo equilibrio viene perso – o la composizione del microbiota entra in uno “stato caotico” chiamato Disbiosi – possono manifestarsi tutta una gamma di malattie.

A peggiorare le cose, quando capiti nella mani di “qualcuno” che dovrebbe “curare” questi squilibri ma “non ha occhi per vedere” e scambia lucciole per lanterne, come direbbe Lino Banfi sono “volatili per diabetici”…
… PERCHÉ tra i diversi fattori che alterano o disturbano direttamente la composizione microbica vi sono la DIETA E TANTI FARMACI (sopratutto quando NON UTILI), come i gastroprotettori e i farmaci per il diabete.

COME CI DIFENDE IL NOSTRO SISTEMA IMMUNITARIO?

Lo SPECIFICO SISTEMA DI DIFESA INTESTINALE è composto da:

    1. tessuto linfoide associato all’intestino (GALT) – un singolo strato di cellule “immunitarie” disposte in cripte e villi.
    2. “linfonodi mesenterici” sottostanti e della lamina propria.
    3. “cellule caliciformi” che secernono muco che funge da barriera fisica per mantenere i microrganismi a una distanza di sicurezza dall’epitelio intestinale.
    4. “cellule B” secernenti immunoglobuline (IgA), che contribuiscono al controllo delle comunità microbiche locali.
    5. “cellule di Paneth” specializzate nella produzione di “HDP”.

HDP?
MA CHE SONO?

Gli HDP (“peptidi di difesa umani”) sono le molecole effettrici dell’immunità intestinale, con una potente attività battericida che è stata principalmente testata contro i patogeni intestinali (Gram-positivi e Gram-negativi).

I singoli membri – e le comunità – del microbiota intestinale influenzano l’espressione degli HDP e LA DIETA è UNO DEI FATTORI PIÙ INFLUENTI che determinano la composizione del Microbiota stesso.
La dieta ha profonde implicazioni nella definizione della composizione microbica intestinale.

Un esempio?

Una dieta ricca di fibre di origine vegetale è associata a una maggiore diversità nelle comunità microbiche e – più specificamente – a un aumento dell’abbondanza di Bifidobacterium – regolatore positivo della funzione di barriera intestinale, – e di Lactobacilli, che riducono l’abbondanza di “batteri patogeni”.

Il genere delle Bifidobacteriaceae è ESTREMAMENTE PRESENTE nel latte materno, assieme a zuccheri chiamati HMO (oligosaccaridi del latte umano).

HMO?
MA CHE SONO?

Sono considerati “zuccheri”, ma a dispetto di ciò che ti è stato “inculcato” dai vari spot televisivi (distorcendone il significato) sono zuccheri con un RUOLO DIVERSO DA QUELLO “ENERGETICO”.
Gli HMO apportano, come fonte energetica, appena il 3% al nostro fabbisogno di lattanti. Sono sopratutto “fibre bifidogene” (cioè Prebiotiche, cioè CIBO per i BIFIDI) e contemporaneamente sono “esche” per i patogeni.

Lo spiego meglio nei prossimi post…

Gli HMO sono parte del sistema di difesa del lattante, in un momento della nostra vita in cui il nostro sistema immunitario e “microbiotico” è IMMATURO e NON FUNZIONANTE.

Non è un caso che chi viene CORRETTAMENTE allattato al seno PER IL GIUSTO TEMPO mostra tra 10 e 15 volte meno frequenza di ENTERITI infettive.
Enteriti a cui spessissimo seguono (per ovvie necessità) terapie antibiotiche ad ampio spettro.
L’ AMPICILLINA – penicillina AD AMPIO SPETTRO – è tra quelli più frequentemente usati in pediatria.

Peccato che i batteri più “delicati” e sensibili che abbiamo dentro siamo proprio i bifidobatteri: sono praticamente “introvabili” nel cibo (a differenza dei lattobacilli).
Quindi, anche quando allattati correttamente, gli antibiotici AD AMPIO SPETTRO hanno la capacità di “cancellare” l’allattamento al seno…

In sintesi: bifido e lattobacilli sono fondamentali per sostenere il nostro sistema immunitario intestinale nelle sue funzioni. E quando il nostro sistema immunitario funziona, vigila sui nostri confini portando ORDINE NEL CAOS.

Un “caos” troppo spesso frettolosaMente e superficialMente etichettato come “colon (intestino prego!) irritabile”.
E su cui ti dicono (erroneaMente) che non c’è speranza di cura.

Ecco quindi tre domande per te (le faccio sempre):

    1. Sei stato allattato al seno ABBASTANZA A LUNGO?
    2. Sei stato sottoposto (per necessità) ad antibiotico terapia per enteriti o altre “infezioni” in giovane età?
    3. Hai mai considerato che potresti mancare proprio di quei BIFIDOBATTERI (o lattobacillI) INDISPENSABILI per produrre una parte consistente delle “armi” del tuo sistema difensivo intestinale?

____

Mi rendo conto che scrivo di argomenti che potresti non aver mai sentito e metto in dubbio parecchie cose considerate NORMALI dalla medicina (con la “m” minuscola) moderna.

Ma non sono il solo!
Faccio parte di un PICCOLO ESERCITO (in crescita!) di esercenti una professione sanitaria – medici, farmacisti, nutrizionisti e dietologi, fisioterapisti, osteopati, coach eccetera – che guarda all’UNIVERSO UOMO con approccio Ippocratico.

Amico o amica della pagina, apriamo gli occhi!
C’è un mondo IN RAPIDA EVOLUZIONE ed è sciocco e cieco fare diagnosi basate sulla medicina del secolo scorso!

Aggiorniamoci alle scoperte che legano IL MICROBIOTA a tutte le malattie.

Guardiamo al “tutto” piuttosto che concentrarsi su un SINTOMO spacciato per MALATTIA, come nel caso di GASTRITI (se esistono…) o il REFLUSSO – che SONO SINTOMI della sindrome dell’intestino irritabile (#IBS)!

Pubblico queste considerazioni coi link ai lavori scientifici più recenti ogni giorno, perché CREDO che la tua “cultura” – esattamente come la tua salute – vale!

Condividi liberaMente ogni singolo posto che pubblico se sei d’accordo che è di pubblica utilità 😉


Rivoluzione Microbiota:

Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Dott.ssa Livia Emma – dietistaStudio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Link al lavoro originale (gratuito) che ispira questo post:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7325984/

Siamo davvero ciò che mangiamo?

Viviamo su questo Pianeta da qualche milione di anni, e non da soli.
Un mondo in cui – ci è stato insegnato – la selezione naturale premia i più forti, quelli più capaci di adattarsi.

Così, dalle caverne del paleolitico dove vivevamo (qualcuno ancora ci vive …) ai grattaceli di New York, agli igloo eschimesi, alle stazioni sottomarine – quando non piuttosto sulla stazione spaziale internazionale – l’uomo ha dimostrato la sua capacità di adattarsi a qualsiasi clima e qualsiasi condizione.

Ci siamo così assicurati la nostra sopravvivenza e generato prosperità.

Alla nostra prosperità la scienza ha dato un grande contributo, dimostrandoci (a partire da circa 40 anni fa) che la nostra GRANDEZZA non avrebbe potuto esprimersi senza un PICCOLO AIUTINO.
Piccino piccino piccino…  🦠

Mi riferisco ai microrganismi…🦠🦠🦠

Qualunque sia il tuo grado di cultura, avrai sentito parlare di batteri, lieviti, virus, vermi, parassiti … e probabilmente te ne sarai fatto un’immagine negativa, come di un nemico da combattere.

Ma così come il nostro pianeta viene definito un ecosistema (in cui convivono esseri viventi di specie diverse) così è l’essere umano e i microrganismi che ospitiamo.

O, per meglio dire, che ci ospitano.

Gli studi che hanno sviscerato il DNA umano parlano di un numero di geni compreso tra 28 e 33.000. E ciò ha destato grande stupore tra gli scienziati coinvolti nel progetto “HGP” (Human Genome Project) perché persino il riso e il grano (genere triticum) hanno più “geni” di noi.

Immagina lo stupore quando consideri che Il progetto “MetaHIT” (European Metagenomics of Human Intestinal Tract) ha identificato nel tratto gastrointestinale adulto un’incredibile diversità di specie batteriche (più di 1000) che ospitano un set di geni almeno 150 VOLTE PIU’ GRANDE del genoma umano.

Ciò ha portato alcuni scienziati a proporre di vedere la somma dei microrganismi intestinali come un “organo” (microbico) a sé, con funzioni essenziali per la nostra sopravvivenza.
Tra questi, giusto per ricordarne alcuni:

      1. la capacità di “digerire” ciò che mangiamo,
      2. la capacità di interagire (tramite il nervo vago) con il nostro cervello,
      3. La capacità di difenderci dai “microrganismi cattivi” e di alfabetizzare/potenziare il nostro sistema immunitario,
      4. la capacità di produrre neurotrasmettitori ed ormoni.

Così come NOI ci siamo adattati al pianeta, il microbiota intestinale si adatta a noi e AL CIBO CHE MANGIAMO.
La dieta che facciamo determina chi viene favorito nella sopravvivenza, e i microrganismi dominanti (singolarMente o in consorzio) hanno le loro “preferenze”.

Qualche esempio?

      • La Prevotella cresce meglio con i carboidrati,
      • la fibra alimentare fornisce un vantaggio ai Bifidobatteri,
      • i Bacteroidetes hanno una preferenza per alcuni grassi,
      • l’Akkermansia prospera sui carboidrati secreti (mucine) dalle cellule ospiti,
      • microbi produttori di butirrato, come Roseburia, se la cavano meglio con i polisaccaridici.

I nutrienti che caratterizzano il cibo che mangiamo, quindi, determinano quali microrganismi sopravvivono.
E quando quelli che sopravvivono sono felici e sazi – piuttosto che in squilibrio e “incavolati” – mandano segnali biochimici, nervosi ed ormonali che hanno il potere di manipolare il nostro umore, e generare parte del nostro “benessere”.

Ma anche il nostro discomfort, nervosismo o stress.

Il “benessere” o “malessere” dei microrganismi che ci abitano modula il nostro comportamento attraverso l’asse “microbioma-intestino-cervello”, dove sopratutto un nervo – il nervo vago – è attore centrale.
Esso collega i circa 100.000.000 di neuroni del Sistema Nervoso Enterico (SNE) al cervello e al midollo spinale.
Sia in una direzione che nell’altra.

Ma cosa producono esattamente questi minuscoli microrganismi?

Producono una varietà di “sostanze neurochimiche” analoghe agli ormoni coinvolti nella umore e nel comportamento.
Non è un caso che più del 50% della DOPAMINA e la stragrande maggioranza della SEROTONINA (carente nella FMS) vengono prodotte nell’intestino.

E non è un caso se i “batteri produttori di acido lattico” (quelli umani presenti nel latte materno e quelli animali presenti nello yogurt) producono i neurotrasmettitori ISTAMINA e GABA …
… e quest’ultimo agisce sugli stessi neurorecettori su cui agiscono farmaci anti-ansia come valium e benzodiazepine.

Quindi, a secondo del tipo di microbiota – o “famiglia microbica” dominante – gli effetti su digestione, defecazione, sonno, dolori, umore e stress possono essere dei più vari …
… ma possono anche essere LA CHIAVE DI LETTURA della “sindrome del colon (intestino, prego) irritabile”.

La sindrome DELL’INTESTINO IRRITABILE (IBS) è il disturbo Gastro-Intestinale Funzionale (FGID) più comune al mondo.
È un insieme di condizioni definite come “disturbi dell’interazione tra intestino e cervello”, dovute ad “interruzioni” in numerose vie di segnalazione tra I SISTEMI NERVOSI CENTRALI e quelli GASTROINTESTINALI (SNE).

Qualcuno, al primo mal di stomaco, potrebbe averti detto che il tuo “colon irritabile” te lo devi tenere a vita. O che non c’è speranza di guarigione.

Ma così ha SBAGLIATO TRE VOLTE:

    1. PERCHÉ negli ultimi anni il contributo del Microbiota Gastrointestinale e le variazioni nella sua composizione e funzione hanno iniziato ad essere apprezzati come una COMPONENTE SIGNIFICATIVA nel patogenesi e fisiopatologia di questa sindrome comune.
    2. PERCHÉ se sai esattamente dove si manifesta il “tuo squilibrio” e lo rimetti a posto, hai risolto il tuo problema.
    3. PERCHÉ si dice “INTESTINO IRRITABILE” (dallo stomaco all’ano!) e non “colon irritabile”.

Ed ecco la più importante considerazione da portarti a casa: se soffri di “intestino irritabile” è altamente probabile che verrai “diagnosticato” come soggetto nervoso, agitato, ansioso, o stressato.

E se questo avviene quando mangi “certe cose”, hai tre informazioni:

    • sai cosa piace ai “batteri” che ti fanno star male,
    • sai cosa mangiano i batteri di cui hai bisogno per star bene,
    • ma sopratutto sai che sono “loro” la causa di quegli squilibri (biochimici? nervosi? ormonali?) che portano ALCUNI ad etichettarti come “nervoso, agitato, ansioso, o stressato”.

Siamo ciò che mangiamo – come dice Feuerbach – o forse dovremmo AFFERMARE che siamo ciò che mangia il nostro microbiota intestinale (Cit. Dr. G. Prinzi)?

Fatti la domanda e datti una risposta…

Ho già scritto di questi argomenti SU QUESTA PAGINA di GRATUITA informazione medica e scientifica, dove settimanalmente pubblico per APRIRTI GLI OCCHI su un mondo in rapida evoluzione, così rapida che chi è incapace di aggiornarsi – e rimane al pleistocene – difficilmente può esserti d’aiuto…

E ho intenzione di continuare a scrivere PERCHÉ È IMPORTANTE avere un ruolo attivo in un rapporto di cura: capire in che situazione sei, in che situazione è il tuo intestino, in che situazione è il tuo microbiota.

Per aiutarti a star bene!

Ho intenzione di pubblicare altri post che disvelino quali scoperte vengono celate al singolo cittadino/utente/paziente nei prossimi giorni.
Quindi CONTINUA a seguire la pagina e CONDIVIDI liberaMente tutto ciò che pubblico e che ritieni di pubblica utilità.

Perché la tua salute vale!


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Immagine: courtesy of TheGuardian.com
Original link:
https://www.theguardian.com/lifeandstyle/2018/jan/29/magical-microbes-how-to-feed-your-gut

LINK all’articolo che ispira questo post
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5848117/

I “carboidrati” arricchiscono il Microbiota Intestinale. Ma quali ?

I benefici delle fibre alimentari sono stati a lungo sottovalutati e incompresi nelle classiche diete che si basano sulla favoletta delle chilocalorie…

Assunzioni elevate di alcuni tipi di fibre alimentari sono connesse a:

👍 riduzione di incidenza di malattie cardiovascolari e cura dell’ipertensione;
👍 Riduzione del peso corporeo;
👍 Riduzione e risoluzione della stitichezza;
👍 Prevenzione primaria o secondaria di diverticoli o emorroidi …
… E altre ancora.

Ma… quali fibre esattamente?

Quelle fibre che consideriamo a “caloria zero”, fibre che non siamo capaci di assorbire.
Sono i Polisaccaridi (zuccheri non digeribili) e gli Oligosaccaridi.

Questa famiglia “emulsiona” zuccheri e grassi e ne riduce “meccanimente” l’assorbimento.

Questa famiglia di sostanze non digeribili, è capace allo stesso tempo di stimolare la crescita e/o l’attività delle “famiglie di batteri buoni” presenti nel Colon.
E per tale motivo vengono chiamate Prebiotici.

In pratica, mangiando le aiuti e ti prendi cura del tuo Microbiota, così poi il tuo microbiota si prende cura di te.
Interessante no?

Quali sono complessivamente gli effetti positivi?

❤️INIBIRE la progressione del CANCRO INTESTINALE,
❤️influenzare l’assorbimento dei minerali,
❤️effetti sul metabolismo dei grassi,
💙regolazione del sistema immunitario,
💜stimolare la sintesi di alcune vitamine – ad es. Vitamina B,
💚RIDURRE il COLESTEROLO.

Dove troviamo queste fibre?
E come inserirle nell’alimentazione per averne benefici?

    1. tutti i tipi di lattuga (se sei allergica al nichel scegli quella con meno “costa” possibile, come lattughino, rucola eccetera)
    2. il cacao extrafondente (almeno 40 gr al giorno, dal 72% a salire)
    3. patate e riso, cucinati e raffreddati da almeno un giorno (in estate ottime per le insalate fredde)
    4. nella cicoria (anche caffè di cicoria, o come Inulina da aggiungere ad acqua e cibi)

Perché “amidacei” raffreddati?

Per la presenza dell'”amido resistente”, così chiamato perché resiste alla digestione.

Cucinando un certo cibo amidaceo (pseudocereali, cereali, riso, patate) toglilo dal fuoco “al dente”, lavalo sotto l’acqua (toglie amido in eccesso) poi raffreddalo per almeno un giorno e “ricotto” (ovvero la cottura viene ripetuta . O completata).

E mentre il cibo si raffredda, rende l’amido resistente per poterlo veicolare nel colon.

Amido e carboidrati raffinati sono di solito privi di fibre. Alimentano quindi solo la parte numericamente più piccola del Microbiota intestinale e possono facilitare SIBO (sovracrescita batterica del piccolo intestino) o SIFO.

E lasciano “a digiuno” i batteri buoni del Colon, ghiotti di fibre insolubili, cioè fibre e zuccheri che non possiamo digerire.

Facendo mangiare bene i batteri del Colon, si rende acido l’ambiente intestinale e si rende difficile la crescita dei batteri cattivi, quelli che invece ci rendono tristi.

Terminato il processo di raffreddamento, riscaldare il cibo, ricuocerlo o anche “ripassarlo” rende l’amido ancora più resistente.

Se posso permettermi di consigliarti:

    1. Quando ti siedi a tavola, ricorda che non mangi da sola, non ci sei solo tu ma trilioni di batteri che “pendono” letteralmente dalle tue labbra.
    2. Se proprio non riesci ad eliminare la farina di grano, allenati a sostituirla gradualmente e definitivamente con pseudocereali integrali.
    3. Re-Impara a cucinare in funzione dell’amido-resistenza e rispettosa delle tue “fragilità individuali” (allergia al nichel solfato, allergie al cibo, ipersensibilità a certi cibi, sensibilità al glutine, diabete eccetera)

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Progressi nella comprensione del microbioma neonatale

Perché chiedo sempre se sei stato allattato al seno?

La “finestra di sviluppo” neonatale è un momento chiave per la creazione del microbiota intestinale.

Il primo contatto con i microrganismi all’interno del tratto gastrointestinale del lattante è l’inizio di una relazione simbiotica fondamentale per la salute a breve e lungo termine.

Ricerche recenti (ma nemmeno tanto…) hanno fornito spunti sul come questi “pionieri microbici” vengono mantenuti nell’ambiente intestinale e su come fattori – QUALI ANTIBIOTICI, PARTO PRETERMINE o ALLATTAMENTO ARTIFICIALE – possono interrompere o MODIFICARE PROFONDAMENTE l’acquisizione, la colonizzazione e il successivo mantenimento del microbiota dei primi anni di vita.

È stato scoperto che il latte materno contiene un sacco di microrganismi.

Molti dei batteri rilevati nei campioni di latte non sono stati trovati nell’intestino del lattante, suggerendo che il latte materno può agire come fonte aggiuntiva di colonizzazione.
L’importanza del microbiota del latte resta da esplorare, come i funghi (miceti, muffe, candide) la cui presenza è stata recentemente segnalata nei campioni di latte umano.

Colonizzato l’intestino del lattante, la composizione di questo “nuovo microbiota” è modellata dalla dieta e dai componenti di quella dieta disponibili per nutrire i batteri presenti, cioè latte materno o formula (o entrambi).

Il latte materno è un fluido biologico complesso con molti componenti nutrizionali e ospiti diversi, come enzimi e anticorpi, e L’ALLATTAMENTO AL SENO ESCLUSIVO PER UN PERIODO DI 6 MESI è SUPPORTATO DALL’OMS E DALL’UNICEF come standard di riferimento per l’alimentazione infantile.

Gli oligosaccaridi del latte umano (HMO) sono oltre 200 tipi diversi di catene di zuccheri presenti nel latte materno.
Non vengono SCOMPOSTI NÉ DIGERITI dagli enzimi digestivi del lattante e passano intatti nel suo intestino.

Gli HMO si sono evoluti insieme per nutrire (sono fibre prebiotiche) i ceppi benefici di Bifidobatteri che producono enzimi speciali per metabolizzare proprio questi zuccheri.
Fungono anche da esche a cui si attaccano i batteri patogeni, ostacolando la loro capacità di colonizzare.

E CHI VIENE ALLATTATO AL SENO IN MODO ESCLUSIVO ha meno frequenza di diarree infettive e malattie da batteri patogeni e parassiti.

Sempre che non arrivi l’immancabile ed onnipresente antibiotico…

A causa del loro forte effetto bifidogenico, l’alimentazione esclusiva con latte materno può avvicinare il microbiota intestinale dei nati da cesareo a quello dei nati da parto vaginale, alimentando selettivamente i Bifidobacteri.

Mentre l’allattamento AL SENO NUTRE I DIVERSI BATTERI nell’intestino del lattante, il trattamento delle infezioni con antibiotici uccide i batteri sensibili. Prima e durante la nascita, anche il trattamento materno con antibiotici profilattici può influenzare la colonizzazione batterica.

Anche il trattamento antibiotico prima della nascita (nelle madri) sembra alterare la composizione del microbiota del lattante…

Quindi… PRIMA DI FARSI CONVINCERE dal Curante di turno a farsi imbottire di antibiotici in gravidanza o durante l’allattamento al seno… Io ci penserei due volte.

Perché la tua salute VALE…
… Ma quella del tuo neonato ANCORA DI PIÙ!


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Letteralmente pieni di batteri dalla nascita

Tutti noi veniamo al mondo con un sistema immunitario non-funzionante e non-maturo che “ignora i pericoli del mondo”.

Per questo negli ultimi milioni di anni, per sopravvivere in un PIANETA selvaggio e pericoloso e popolato dai “batteri cattivi”, tutti gli animali hanno adottato la stessa strategia: fornire alla prole i propri microrganismi SPECIE SPECIFICI.

Con alcuni di loro – infatti – abbiamo stabilito dei “protocolli d’intesa” e di reciproca protezione, collaborando con i vari “MICROBIOTI” – parola al plurale, in quanto ci sono diverse “comunità fisiologiche” presenti in distinte parti del corpo (intestino, albero respiratorio, vagina, pelle, vescica, eccetera).

La “colonizzazione microbiotica” del tratto digestivo inizia al momento della nascita, col neonato esposto al microbiota (vaginale e cutaneo) di sua madre?. Anzi, per essere corretti, vi è un MICROBIOTA all’interno della placenta, quindi la colonizzazione batterica inizia molto prima del parto.

La vagina e l’utero non sono sterili, e non stiamo parlando di infezioni.

Per la salute neonatale è fondamentale il microbiota intestinale, e non solo per prevenire la colonizzazione dell’intestino da parte di agenti patogeni. Ma anche per la programmazione e la maturazione del sistema immunitario, per la digestione e l’utilizzo degli alimenti e parecchie altre funzioni.

Questo lavoro lo fanno in tandem i nostri microrganismi e il sistema immunitario: come la polizia alla frontiera controlla chi transita attraverso i confini nazionali, così loro controllano i “documenti” di merci e viaggiatori che transitano, alla ricerca di “cattivi criminali” o di traffici illeciti.

Ma come “proteine” sconosciute (come le proteine del LATTE DI UN’ALTRA SPECIE), Giacché nasciamo INCAPACI DI DIGERIRE e con una FISIOLOGICA PERMEABILITÀ INTESTINALE.

Pattugliano ogni varco, permettono il transito dei batteri buoni (con cui ha stabilito dei protocolli d’intesa, e con cui c’è collaborazione nel “presidiare i varchi”) segnalando, sequestrano o attaccando i “cattivi”.

ANCHE LE PROTEINE CATTIVE E SCONOSCIUTE. E quando li identifica, li arresta o scatena una sparatoria o peggio: una guerra!

Per questo è importante sia il tipo di parto sia l’allattamento al seno per la composizione dei MICROBIOTI e per la competenza del sistema immunitario del neonato.

Perché tramite il PARTO VAGINALE e L’ALLATTAMENTO MATERNO (con cui mammà ci passa antibiotici, probiotici e prebiotici) impariamo a distinguere quelli da accettare, quelli da cui guardarsi le spalle e quelli francamente da attaccare.

Si stima che in 800 ml. di latte materno possa passare tra i 100.000 e 10 milioni di batteri e nel “colostro” sono presenti più di 700 specie di microrganismi, altro che sterile!

Il lattante acquisisce cosi una comunità di microrganismi specializzati nell’abitare L’INTESTINO UMANO (diverso da quello di una VACCA) e questo evolve e cambia durante l’infanzia. Questi cambiamenti si verificano principalmente in risposta a un ambiente nutrizionale in evoluzione, con altri fattori esterni COME GLI ANTIBIOTICI che hanno un impatto significativo (E NEGATIVO) sulla composizione della comunità.

E ricordando che sono gli zuccheri del latte di mammà (HMO) a proteggerci dai “patogeni”.

Ma MOLTI ALTRI FATTORI possono alterare significativamente la composizione del MICROBIOTA: la dieta, il parto cesareo, l’esposizione intrauterina ad antibiotici e uso di latte in formula hanno dimostrato di RITARDARE IL PROCESSO DI MATURAZIONE FISIOLOGICA DEL MICROBIOTA. Quindi del sistema immunitario. Quindi del neonato.

Per esempio, nello stesso studio in cui si riconoscono 700 specie batteriche nel colostro, si vede che neonati da parto vaginale hanno una “colonizzazione” che riflette la flora vaginale materna (come il Lactobacillus), ma quelli nati da parto cesareo (o prematuri) sono colonizzati da batteri di provenienza epidermica piuttosto che vaginali (come Clostridium, Staphylococcus, Propionobacterium e Corynebacterium eccetera).

Qualunque importante cambiamento nello sviluppo equilibrato del MICROBIOTA in questo periodo di vita è stato correlato a un maggior rischio di sviluppare disturbi metabolici e/o immunitari quali intolleranze o allergie alimentari oltre che all’aumento di obesità infantile. Pernon citare le malattie autoimmuni…

Stendiamo quindi – per il momento – un velo pietoso sull’uso indiscriminato e non-utile degli antibiotici e del MODO SCORRETTO IN CUI CI INSEGNANO A FARE LO SVEZZAMENTO AI NEONATI. Ne parlerò più diffusamente nei prossimi post!

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Rivoluzione Microbiota Comicost – Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Il Glifosato danneggia seriamente il Microbiota Intestinale

Tra l’85-95% delle colture geneticamente modificate (GM) in tutto il mondo sono progettate per essere coltivate con erbicidi a base del principio attivo glifosato.

Gli individui possono essere esposti al glifosato attraverso varie vie come IL CIBO E L’ACQUA POTABILE, sia in ambito professionale che ambientale.
Non sorprende quindi che residui di glifosato siano ampiamente presenti nei prodotti alimentari così come NELLE URINE della stragrande maggioranza degli individui testati.

Dimostrando una COSTANTE INGESTIONE GIORNALIERA DI QUESTO PESTICIDA.
Di cui sono pieni i prodotti coltivati FUORI DALL’ITALIA, ma che sono ampiamente e legalmente presenti IN ITALIA.
Senza che la loro presenza venga indicato in etichetta….

Il glifosato uccide le piante inibendo un enzima chiamato “EPSPS”, responsabile della sintesi di alcuni AMMINOACIDI VITALI per la produzione di proteine. Pertanto, quando la sintesi degli aminoacidi viene bloccata dal glifosato la pianta muore.

Gli esseri umani e altri animali non hanno l’enzima EPSPS, quindi l’industria sostiene che glifosato È non TOSSICO PER l’UOMO.

Nel 2015, la IARC ha classificato il glifosato come “PROBABILE CANCEROGENO UMANO” anche se nello stesso anno l’EFSA (Versione europea della FDA americana) ha dichiarato che “è improbabile che il glifosato costituisca un rischio cancerogeno per l’uomo”.

La controversia sulla classificazione cancerogena del glifosato si basa su vari aspetti, comprese le differenze di peso attribuite ai risultati degli studi epidemiologici sull’uomo…
… ed intanto si perde tempo a studiare e noi lo ingeriamo. E come si dice dalle mie parti: “mentre il medico studia, il paziente muore”.

2 studi scientifici recenti sui topi hanno però dimostrato che il glifosato inibisce l’enzima EPSPS DEI BATTERI INTESTINALI, portando a uno squilibrio nel microbioma e quindi a cascata a effetti dannosi sulla salute.

Questi studi hanno riscontrato EFFETTI AVVERSI a tutte le dosi testate, confutando le ipotesi secondo cui “a certi livelli” il glifosato non ha effetti dannosi.
Perché gli effetti del microbioma non sono testati nei test standardizzati eseguiti dall’industria a fini regolatori.
E solo chi ha soldi (e interessi) da investire fa ricerche scientifiche serie….

Ma c’è di più!

I ricercatori hanno anche visto altri cambiamenti che INDICAVANO STRESS OSSIDATIVO, squilibrio derivante da un ECCESSO DI OSSIGENO CLINICAMENTE REATTIVO che può portare a mutazioni nel DNA, danni a cellule e tessuti e malattie come il cancro.

Infatti, i batteri intestinali rispondono allo stress ossidativo producendo sostanze che lo combattono: aumenti marcati di certe sostanze (γ-glutamilglutamina, cisteinilglicina e valilglicina) nell’intestino dei ratti alimentati con glifosato dimostrano che si stava verificando uno stress ossidativo.

Lo studio ha anche rivelato che il glifosato ha danneggiato il fegato e i reni dei ratti, anche nel periodo di studio relativamente breve (90 giorni).

Le dosi più alte hanno causato un aumento statisticamente significativo e dose-dipendente di lesioni indicative di malattia del fegato e necrosi (morte dei tessuti).

Al contrario, nessuno degli animali di controllo ha mostrato gli stessi effetti epatici…
…. ovviamente gli autori affermano che il dato statistico potrebbe essere dovuta al fatto che il numero di animali era troppo basso … o la durata dell’esposizione troppo breve….

… ma…

I livelli di glifosato testati in questo esperimento sono più alti di quelli in genere ingeriti quotidianamente dalle persone.
Tuttavia, uno studio precedente , cui ai ratti veniva somministrata una dose molto bassa di glifosato BEN AL DI SOTTO di quello a cui le persone potevano essere esposte attraverso la dieta, causavano malattie del fegato.

Pertanto, l’esposizione a lungo termine a una dose molto bassa di Roundup o dosi più elevate per un tempo più breve porta alla stessa tossicità epatica.

Quindi è probabile che la malattia del fegato grasso sia una preoccupazione di una tipica assunzione dietetica di glifosato.

 

Taccio ovviamente rispetto al “PROBABILE CANCEROGENO UMANO” e ti invito a considerare ciò che scrivo rispetto a ciò che mangi e alle patologie che hai.

Ho già scritto profusamente in QUESTA PAGINA DI GRATUITA DIVULGAZIONE MEDICA E SCIENTIFICA su quale effetto ha su di noi la “CACCA” che mangiamo.
E di come – il padre Ippocrate insegna – tutte le malattie nascono nell’intestino.

Ora abbiamo le prove.
Quindi perchè continui a mangiare CACCA?

Continua a seguire la pagina, approfodisci l’argomento (link in fondo al post), e condividi liberaMente ciò che ritieni sia di pubblica utilità.

Perché la tua salute vale !

Comicost – Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

LINK AL POST ORIGINALE:
https://www.gmoscience.org/glyphosate-and-roundup-disrupt-the-gut-microbiome-by-inhibiting-the-shikimate-pathway/

https://www.biorxiv.org/content/10.1101/870105v1

Alcuni dei miei articoli su questo argomento:

Covid19 – 4 buone notizie e “Vaccino” Contro la Paura

 

COVID19 – 4 BUONE NOTIZIE E "VACCINO" CONTRO LA PAURA

COVID19 – 4 BUONE NOTIZIE E "VACCINO" CONTRO LA PAURA .Condivido l'ultima intervista dell'amico e collega (anche nell'AMPAS) Dott. Stefano Manera, fatta in collaborazione con Macrolibrarsi..L'ho ritagliato all'essenziale così che ti arrivino le 4 BUONE NOTIZIE sul COVID-19 e un sostegno rispetto al TRAUMA che tutti noi abbiamo subito.Perchè ANCHE la tua salute mentale VALE! .L'intervista completa (87 minuti) la trovi qui: https://www.facebook.com/watch/live/?v=521606238510169.#latuasalutevale #dottgabrieleprinzi #informareeguarire #ippocrate #metabolicamente #AMIE #dietagift #metodotrabucco #liberidalreflusso #medicinadisegnale #medotocecchetti #ippocratici #ippocrate

Pubblicato da Dr. Gabriele Prinzi su Venerdì 1 maggio 2020

 

Condivido l’ultima intervista dell’amico e collega anche associato ad AMPAS (Associazione medicina di Segnale) Dott. Stefano Manera, fatta in collaborazione con Macrolibrarsi.

L’ho ritagliato all’essenziale così che ti arrivino le 4 BUONE NOTIZIE sul COVID-19 e un sostegno rispetto al TRAUMA che tutti noi abbiamo subito.

Perché ANCHE la tua salute mentale VALE!

L’intervista completa (87 minuti) la trovi QUI.

 

Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Come i Batteri Intestinali ci aiutano a ingrassare e dimagrire?

Per il 35% degli adulti americani che combattono quotidianamente con l’Obesità, le cause principali della loro condizione sono fin troppo familiari: una dieta malsana, uno stile di vita sedentario e (forse) alcuni geni sfortunati.

Negli ultimi anni, tuttavia, i ricercatori si sono sempre più convinti che “importanti giocatori” si nascondono negli intestini umani: TRILIARDI di Microbi Intestinali.

Che che digeriscono per noi.

Il loro ruolo sembra estendersi oltre la digestione.
Nuove prove indicano che i batteri intestinali AGISCONO sul modo in cui immagazziniamo il grasso, il modo in cui bilanciamo i livelli di glucosio nel sangue e il modo in cui rispondiamo agli ormoni che ci fanno sentire affamati o sazi.

Un mix errato di microbi (#disbiosi) può aiutare a preparare il terreno per l’obesità e il diabete GIA’ dal momento della nascita.

Ognuno di noi inizia a raccogliere la congregazione unica di microrganismi chiamata MICROBIOTA già dentro la pancia di mammà, poi attraversando il canale del parto, poi dall’allattamento ESCLUSIVO AL SENO.
E continuando a raccogliere nuovi membri dall’ambiente per tutta la vita

Un primo indizio che i microbi intestinali potrebbero avere un ruolo nell’obesità è venuto dagli studi che hanno confrontato i batteri intestinali negli individui obesi e magri.

Negli studi sui gemelli che erano entrambi magri o entrambi obesi, i ricercatori hanno scoperto che la comunità intestinale nelle persone magre era come una “foresta pluviale” ricca di molte specie, ma che la comunità nelle persone obese era più simile a uno “stagno sovraccarico” di nutrienti dove relativamente poche specie dominano.

La dieta è un fattore importante nel modellare l’ecosistema intestinale. Una dieta di alimenti altamente trasformati, ad esempio, è stata collegata a una comunità intestinale meno diversificata nelle persone.

L’interazione tra dieta e MICROBIOTA INTESTINALE può predisporre all’Obesità dal giorno in cui nasciamo: studi recenti hanno dimostrato che sia i bambini allattati con latte artificiale che i neonati con taglio cesareo hanno un rischio più elevato di obesità e diabete rispetto a quelli che vengono allattati al seno o nati da parto spontaneo.

I bambini allattati artificialmente presentano uno svantaggio: non riccevono i batteri materni (10.000.000 di bifidobatteri al giorno, in media), gli mancano le sostanze zuccherine (HMO) del latte materno che nutrono questi batteri benefici e che AL CONTEMPO limitano la colonizzazione da parte di quelli dannosi.

Secondo un recente studio canadese, i bambini allattati artificialmente hanno batteri nell’intestino che non si vedono nei bambini allattati al seno se non dal momento dell’introduzione di cibi solidi.

La loro presenza prima che l’intestino e il sistema immunitario siano maturi, potrebbe essere uno dei motivi per cui questi bambini sono più sensibili alle allergie, all’asma, all’eczema e alla celiachia, nonché all’obesità.

Così, prima di prendere un farmaco per il diabete o fare una dieta ipocalorica, valuta attentamente la salute del tuo intestino.
Perché i microrganismi sono così tanti da chiedersi:
chi è ospite di chi?

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E perché la tua salute (e la loro) vale!

FONTI:

Rivoluzione Microbiota:
Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista –Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT, Flavio Leonori – Vivere in Forma,Roberta Garozzo, Emanuela Mortillaro, Dr. Alessandro Felice – Top Your Top, Dr. Giuseppe Compagno, Liberi dal Reflusso

Gastroprotettore e Disbiosi. Certezze attuali e aspetti da chiarire

Gli IPP o Inibitori della Pompa Protonica (i Gastroprotettori cari ai maghi del marketing) sono farmaci comuni nella “Gastroenterologia”.

Agiscono attraverso INIBIZIONE IRREVERSIBILE della pompa H+/K+ nelle cellule parietali Gastriche, e vengono utilizzati nel trattamento di numerosi disturbi correlati all’acido.

Agiscono anche INIBENDO IRREVERSIBILMENTE le stesse “pompe” presenti nel Duodeno, nel Pancreas, nell’Intestino Tenue, nel Colon e sono capaci di passare DIRETTAMENTE attraverso la barriera che il Cervello dovrebbe protegge, agendo anche lì sopra …

Sono generalmente ben tollerati ma, attraverso la riduzione a lungo termine della secrezione di acido gastrico, AUMENTANO IL RISCHIO di squilibrio del microbiota intestinale (Disbiosi).

Cos’è il Microbiota Intestinale?

E’ un organo diffuso, un ecosistema complesso in cui i micro-organismi coesistono e interagiscono con noi.
E sono necessari per molteplici funzioni vitali, come

➡ il metabolismo dei nutrienti e dei farmaci,

➡ la produzione di energia,

➡ la difesa contro i patogeni,

➡ la modulazione del sistema immunitario e

➡ l’integrità della barriera mucosa intestinale.

Quindi favorire il loro squilibrio A CAUSA DI PRESCRIZIONI superficiali, protocollari o INAPPROPRIATE (malattie iatrogene ti suona familiare?) non è proprio il miglior consiglio che ti aspetti da un medico …
… perché ogni cambiamento nell’ecosistema intestinale è stato collegato a una maggiore suscettibilità o peggioramento di vari disturbi gastrointestinali.

A partire dallo stomaco che dovrebbero proteggere….

Gli IPP hanno effetti sfavorevoli sulle funzioni gastriche e sui meccanismi difensivi dell’ospite, CAUSANDO UNO SVUOTAMENTO GASTRICO RITARDATO, una ridotta viscosità del muco gastrico, UN AUMENTO DELLA CARICA BATTERICA e un aumento della traslocazione batterica .

È importante tenere presente che l’ipocloridria (lo spegnimento della produzione di acido) promuove una riduzione della diversità microbica e aumenta la crescita di microbi che hanno un potenziale Genotossico, – cioè con aumento delle funzioni batteriche Nitrato/Nitrito Reduttasi coinvolte nello sviluppo del cancro.

Inoltre, alti valori di PH gastrico possono dare origine a un diverso equilibrio batterico caratterizzato da un significativo aumento dei batteri orali.
Attraverso l’induzione di diverse vie metaboliche, tali batteri potrebbero avere un ruolo nella progressione del cancro gastrico …

Il ruolo degli IPP nello sviluppo di cancro gastrico è al momento al centro di una discussione internazionale – con studi e meta-analisi che riportano un aumento del rischio fino a 2,4 volte maggiore di svilupparlo in coloro che fanno terapia con IPP a lungo termine.
Il rischio sembra essere comunque aumentato anche se ti hanno fatto fuori l’Helicobacter Pylori con 2, 3 o 4 antibiotici…

Si potrebbero scrivere lunghe pagine su questo argomento perché è davvero lungo il lavoro scientifico (Giugno 2019!) da cui tiro fuori quest’articolo.
Ma penso di avere toccato il punto.

È l’ora di farti tre domande:

  1. Sei consapevole che questo farmaco che stai assumendo in maniera indefinita sta solo zittendo un sintomo legato a QUALCOSA che mangi, a qualche ABITUDINE sbagliata o alla presenza di relazioni intossicanti nella tua vita?
  2. Sei consapevole che non basta far fuori l’Helicobacter per avere la certezza di evitare una brutta brutta malattia?
  3. Sei convinto che l’attuale sistema sanitario o il professionista che ti consiglia ti abbia detto TUTTA LA VERITA’ sugli effetti collaterali PREVEDIBILI E PREVENIBILI conosciuti a livello internazionale, e collegati alla terapia a lungo termine?

Poniti la domanda e datti una risposta….
… sai dove trovarmi quando comprenderai che la tua salute vale…

Ne avevo già parlato qui:

Il Microbiota è la nostra “impronta digitale batterica”

LA NOSTRA VITA NON È NOSTRA…
DA GREMBO A TOMBA SIAMO LEGATI AD ALTRI, PASSATI E PRESENTI.

E DA OGNI “CRIMINE” E OGNI “GENTILEZZA”
GENERIAMO IL NOSTRO FUTURO.

Questa frase in maiuscolo è una citazione tratta dal film “Cloud Atlas”.

In questa scena, la protagonista diventa consapevole di quanto tutto ciò che siamo è legato a ciò che siamo stati e a ciò che abbiamo fatto.
O cose che altri sono stati o hanno fatto.

Ciò comporta inevitabilmente che siamo noi a nostra volta responsabili – coi nostri atti e col nostro essere noi stessi – di ciò che saranno e faranno le generazioni a seguire.
A partire dai nostri figli.

Prendete due gemelli siamesi.
Stessi occhi, stessi capelli, stessa altezza. Stesso DNA.
Ma mai saranno esattamente uguali né sovrapponibili.
Perché uno dei due è nato prima dell’altro, perché avranno passioni e gusti diversi.
Perché accumuleranno esperienza diverse…
… E perché hanno IMPRONTE DIGITALI DIVERSE.

Hanno un’altra cosa che li rende diversi.
Il loro Microbiota, la comunità di microrganismi che ci accompagna per tutta la vita: dal grembo alla tomba letteralmente.
Ognuno di noi nasce con un microbiota ben determinato.
Ci identifica in maniera univoca perchè non è uguale a quello di nessun altro.
È la nostra “impronta digitale batterica”.

Fondamentalmente è dentro la pancia della mamma che si forma, perchè li dentro nulla è “sterile”.
Anzi, nessuna superficie esposta al mondo è sterile.
Se c’erano dubbi su quest’argomento, la comunità scientifica internazionale ha confermato che alla nascita il cordone ombelicale è popolato di batteri.

E anche il meconio.
E anche la “vernice” che ricopre il neonato alla nascita.
E anche il liquido amniotico.

Ma non è un’infezione.
È una manifestazione fisiologica e naturale di un aspetto fondamentale della nostra vita.
Perché in assenza di batteri non potremmo vivere.
Così come tutti gli esseri/animali del pianeta.

Le qualità del microbiota vaginale ed endometriale sono determinanti nel meccanismo dell’impianto dell’ovulo femminile una volta che questo viene fecondato dallo spermatozoo maschile.

E questo è assodato: gli studi internazionali sul microambiente VAGINALE e la fertilità della donna hanno permesso di comprendere meccanismi solo fino a pochi anni fa inspiegabili.
Compresi i problemi di sterilità.

Tutto questo è il background, la base che viene poi trasmesso al neonato.
E tutto ciò che ha il potere di modificarlo – dalla disbiosi presente al momento del concepimento, al cibo che mangia, ai farmaci e agli antibiotici che prende la futura mamma – modifica in quel momento (e nel futuro) il suo microbiota (orale, VAGINALE e intestinale).

Ed ecco che la citazione dal film assume un significato più ampio:
“con ogni crimine e ogni gentilezza generiamo il nostro futuro”.
Perché ciò che cambia la madre o ne influenza il microbiota, segna e caratterizza il futuro neonato.

Pensa un attimo a quello che vuol dire a livello di comprensione dell’universo umano.

Lo studio del Microbiota Intestinale è più complicato, più invasivo e meno facilmente interpretabile (capirai, 8 metri di tubo digerente, di cui almeno 4 metri di tenue irraggiungibile).
Per questo moltissimi lavori si stanno concentrando sul microbiota VAGINALE perché è più facilmente “studiabile”.

Perché ognuno di noi porta al suo interno il microbiota di nostra mamma.
I microbi che erano già presenti nella vagina e nell’endometrio, quelli presenti sulla sua pelle, quelli presenti sulla sua saliva, quelli presenti all’interno dei dotti galattofori del suo seno, quelli che dall’intestino – durante l’allattamento al seno – passano in circolo e da lì nel latte che ci ha nutrito.

Eccetera.

Per un discorso di parità, facciamo finta che il nostro microbiota è per metà paterno e metà materno.

Una delle ricerche più affascinanti degli ultimi anni – è c’è una sola pubblicazione al momento! – ha studiato il ruolo dei “germi” che vengono trasmessi durante il rapporto sessuale dal partner maschile, perché così come risale il seme del “futuro papà” verso le ovaie, così risale il suo microbiota (spermatico/sessuale) “maschile”.
Che va a incontrarsi – e a colonizzare – col microbiota vaginale ed endometriale della “futura mamma”.

Comunque, non è emozionante se pensi che ti porti addosso e dentro di te almeno il 50% di tua mamma?
Che a sua volta si portava addosso e dentro il microbiota di sua madre (tua nonna), e così via per chissà quante generazioni?

Ed ecco il collegamento da grembo a tomba, l’emozionante legame intergenerazionale indissolubile che ci lega al matriarcato, da Eva a noi attraverso le donne della nostra Famiglia.
lo costruiamo nella pancia di nostra madre.

Lei ci costituì al seno con il primo determinante microbiota che ci dà l’imprinting e per tutta la vita ci porteremo quella caratteristica, perché ci vogliono 1000 giorni per formare quello definitivo.
E non puoi non saperlo.

Siamo un piccolo esercito di professionisti sanitari (Medici, Psicologi, Nutrizionisti, eccetera) impegnati a RE-IMPARARE LA MEDICINA per sostituire i dinosauri.

Questo post è stato “partorito” durante il corso (ma anche la sera prima… 😅) tenuto dal Prof. Ettore Palma insieme al Prof. Marcello Romeo a Torino, il 21/01/19.
A cui sono grato per avermi arricchito nella mia adesione alla Rivoluzione Microbiota!

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E perché la tua salute vale!

Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

IMMAGINE PRESA DA:

La funzione del nostro microbiota: chi c’è là fuori e cosa fanno?

 

Helicobacter Pylori, Gastriti, Reflusso e …

La scoperta dell’Helicobacter Pylori (HP) nel 1978-1983 è stata una svolta nel campo della medicina.
Perché lo stomaco era considerato sterile e l’identificazione dell’HP ci ha portato a uno SPOSTAMENTO CONCETTUALE verso la colonizzazione gastrica di microrganismi.
Come in tutto il resto del corpo.

Ma ancora di più lo ha sancito il Nobel ai due scopritori nel 2005 che dimostra che la GASTRITE È CAUSATA DA UNA INFEZIONE e non ha nulla a che fare con ansia o altri squilibri “psicosomatici” che si tenta di curare ANCORA OGGI con goccine e pilloline per l’ansia.

Sebbene sia il più noto, l’HP non è l’unico abitante della mucosa gastrica, perché è stata indentificata UNA COMUNITA’ MICROBICA non-HP che costituisce – ASSIEME all’HP – il Microbiota Gastrico umano.

Circa l’80% di questi microorganismi non è coltivabile e solo l’applicazione di “approcci molecolari” ci ha fornito informazioni affidabili negli ultimi 6 anni.

Vi sono diversità regionali e tra pazienti e pazienti, ma di certo lo squilibrio del Microbiota Gastrico umano (e non la presenza di HP) è un fattore scatenante di diverse malattie dello stomaco.

Per esempio:

GASTRITE ATROFICA:
la riduzione della barriera acida gastrica (e la prescrione INAPPROPRIATA di gastroprotettore) consente la colonizzazione dello stomaco da parte di più microbi (sia di provenienza alimentare che intestinale) di quanto si verificherebbe in condizioni di una secrezione fisiologica di acido.

TUMORE GASTRICO:
I microbi possono iniziare e mantenere lo sviluppo di percorsi cancerogeni attraverso diversi meccanismi tra cui: stimolazione dell’infiammazione, aumento della proliferazione cellulare, disregolazione della fisiologia delle cellule staminali, produzione di diversi metaboliti.

Sebbene HP sia il fattore di rischio microbico più rilevante, altri componenti del microbiota gastrico sono SENZA DUBBIO coinvolti nella carcinogenesi gastrica.

MALATTIA DA REFLUSSO GASTROESOFAGEO:
Uno studio Cinese sperimentale su topi infetti da HP ha dimostrato che il Microbiota Esofageo era significativamente ridotto dopo la terapia di eradicazione antibiotica.

Gli autori hanno ipotizzato che i cambiamenti microecologici osservati possano indurre RILASSAMENTO DELLO SFINTERE ESOFAGEO INFERIORE ED ESOFAGITE da reflusso a seguito della terapia di eradicazione (Tian et al, 2015).

Oltre a questi risultati, uno studio israeliano ha valutato i Batteri del Fluido Gastrico in soggetti sani e pazienti con malattia da Reflusso Gastroesofageo (esofago/esofagite da reflusso/Barrett) HA CONFERMATO che le comunità microbiche esofagee e gastriche erano SIGNIFICATIVAMENTE DIVERSE prima e dopo il trattamento con gastroprotettore (Amir et al 2014).

…Ovviamente, se questi cambiamenti dopo la terapia con Gastroprotettore siano benefici o dannosi per l’esofago, è necessario un ulteriore studio …

CANCRO ESOFAGEO:
Un costante aumento degli Adenocarcinomi della giunzione Gastroesofagea e dell’Esofago (cancro gastrico) è stato documentato negli ultimi due decenni ed è attribuito a Reflusso Gastro-Esofageo, al fumo e al consumo di alcol.

Al contrario, HP PUÒ PROTEGGERE da questi tipi di tumori, attraverso il suo effetto sull’Atrofia Gastrica, che porta alla perdita di acido, citochine o deregolazione ormonale e alterazione del Microbioma.

Due studi dell’ultimo anno hanno sottolineato l’esistenza di diversi modelli di Microbiomi correlati al Carcinoma Esofageo (Adenocarcinoma e Carcinoma a cellule squamose) e alla Displasia Squamosa.

In uno, gli autori concludevano che gli individui con bassa ricchezza microbica avevano maggiori probabilità di avere Gastrite Atrofica Cronica e Displasia Squamosa.

Nel secondo studio, condotto nella provincia del Golestan nell’Iran settentrionale (situato nella “cintura del cancro esofageo”), il Microbiota Gastrico dalla mucosa del fondo gastrico è stato valutato in controlli sani e pazienti con Carcinoma Esofageo a cellule squamose.
Una maggiore abbondanza di certi batteri (Clostridiales ed Erysipelotrichalesgli) erano significativamente associati alla Displasia Squamosa precoce e al Carcinoma a cellule squamose esofagee.

Già nel 2014, l’HP era lungi dall’essere considerato l’unico abitante microbico dello stomaco, grazie all’analisi della composizione del Microbiota Intestinale.

L’evidenza sottolinea il ruolo potenziale dei micro-organismi NON-HP del Microbiota Gastrico nelle malattie gastriche ed extragastriche.

Al contrario, alcuni componenti del Microbiota Ggastrico hanno dimostrato di esercitare proprietà antibatteriche e probiotiche, che possono essere sfruttate per il trattamento delle malattie gastriche.

Quindi… cosa dirai al tuo curante-diagnosta quando cercandoti l’HP nella cacca nel sangue e nel respiro ti obbligherà – PENA IL TERRORISMO PSICOLOGICO – di prendere 2, 3 o 4 antibiotici per farlo fuori?

Esci fuori dagli schemi. Esci fuori dal vecchio paradigma fermo all’800… o quello precedente alla scoperta dell’HP (o dell’assegnazione del Nobel).

Fai un passo avanti, ricerca, studia e smetti di fidarti di chi applica ancora protocolli vecchi di parecchi anni.
Perché se lo fai fuori, stai solo augurandoti brutte brutte malattie.

Non lo dico solo io.
Quello che leggi è estratto da un lavoro del Prof. Gasbarrini (noto gastroenterologo di fama mondiale) di appena 5 anni fa.
L’originale (google lo traduce per te) è qui:

Gastric Microbiota – Gianluca Ianiro, Javier Molina‐Infante, Antonio Gasbarrini

 

E adesso a chi crederai?
Sarò ottimista ma credo che sei sufficentemente sveglio o sveglia da comprendere che la tua salute vale 😉

Rivoluzione Microbiota Comicost – Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Slavine e Microbiota

SLAVINE E MICROBIOTA.. Gradualmente i medici (e i media) stanno rivelando al pubblico il cambiamento rivoluzionario degli ultimi anni in medicina, che siamo in piena rivoluzione e pieni di microrganismi fino ai capelli. .La comunità scientifica e medica ha iniziato a "digerire" il concetto di #microbiota, che intende la "somma" dei microrganismi – batteri, lieviti , candide, virus, parassiti eccetera – che vivono con noi. E non vi è "cunicolo" o organo del corpo (compreso lo stomaco) che non ne sia STRApopolato. . A volte il nome usato è #microbioma, che contraddistingue però il totale dei loro geni, che sono centinaia di volte superiori ai nostri. . La parte difficile è stata far capire che NON siamo mai stati sterili e NON POSSIAMO VIVERE STERILI, e che la nostra è una convivenza "forzata". .Cioè non potremmo vivere sterili a lungo….. Se ci pensi, ogni essere vivente sulla terra è coperto dai microrganismi perché ne è pieno il pianeta. Da almeno 3,5 MILIARDI di anni. Loro sono state le prime forme di vita e noi siamo gli ultimi arrivati (pochi milioni di anni). . Così, per sopravvivere ad un mondo "sporco e STRApopolato, non abbiamo avuto altra scelta che "alzare bandiera bianca" e proporre CONVIVENZA basata su "trattati di pace". .Noi gli diamo spazio, calduccio, cibo, e loro in cambio ci mantengono in vita. Perché a loro la nostra sopravvivenza conviene…. Come conviene anche a noi: se proponiamo la nostra superficie corporea a qualcuno che ci protegge, quella superficie viene tolta ai "cattivi", a quelli che non comprendono il termine "convivenza". .E se non puoi vincerli è meglio farseli alleati no? . E non vi è specie vivente sulla Terra dove le madri non passino alle generazioni successive i batteri selezionati nel corso di migliaia o milioni di anni, microorganismi specie-specifici. .Tranne forse noi. Che con parti cesarei e antibiotici dalla prima infanza siamo riusciti a creare un mondo OBESO … … Ma questo è per un altro post… . Bene, ti domanderai, ma che cavolo c'entra l'immagine di una slavina con il microbiota? .È l'immagine che meglio permette di passare il concetto microbiota intestinale. Giacché il tubo digerente – dalla bocca all'ano – presenta la maggiore superficie corporea esposta verso il mondo esterno.Stimata (a secondo dei testi e degli autori) tra 250 e 450 metri quadrati. . Molti se la immaginano come tanti esserini seduti direttamente a contatto con la superficie intestinale, ma la verità è più dinamica. Perché tutto il tubo digerente è ricoperto da muco, una sostanza che quegli esserini fa in modo di tenerli a debita distanza. . Questo muco è costantemente prodotto a difesa del nostro tubo digerente, che si muove costantemente: impasta il cibo e lo trasporta dalla bocca verso l'ano. Ed ecco l'immagine della slavina che ho inserito in questo post. . Questa per me la migliore immagine del microbiota: uno strato di muco, ricoperto da microrganismi, in costante e lento movimento. Ed È quando questo movimento si interrompe (quando si ha la pancia gonfia da scoppiare anche con un crackers) che iniziano i guai….Continua a seguire la pagina e condividi liberaMente ogni singolo post che trovi interessante perché è di pubblica utilità. E perché la tua salute vale. . #latuasalutevale #dottgabrieleprinzi #informareeguarire #ippocrate #metabolicamente #AMIE #dietagift #metodotrabucco #liberidalreflusso

Pubblicato da Dr. Gabriele Prinzi su Lunedì 2 dicembre 2019

 

Gradualmente i medici (e i media) stanno rivelando al pubblico il cambiamento rivoluzionario degli ultimi anni in medicina, che siamo in piena rivoluzione e pieni di microrganismi fino ai capelli.

La comunità scientifica e medica ha iniziato a “digerire” il concetto di Microbiota, che intende la “somma” dei microrganismi – batteri, lieviti , candide, virus, parassiti eccetera – che vivono con noi.
E non vi è “cunicolo” o organo del corpo (compreso lo stomaco) che non ne sia STRApopolato.

A volte il nome usato è Microbioma, che contraddistingue però il totale dei loro geni, che sono centinaia di volte superiori ai nostri.

La parte difficile è stata far capire che NON siamo mai stati sterili e NON POSSIAMO VIVERE STERILI, e che la nostra è una convivenza “forzata”.
Cioè non potremmo vivere sterili a lungo….

Se ci pensi, ogni essere vivente sulla terra è coperto dai microrganismi perché ne è pieno il pianeta.
Da almeno 3,5 MILIARDI di anni.
Loro sono state le prime forme di vita e noi siamo gli ultimi arrivati (pochi milioni di anni).

Così, per sopravvivere ad un mondo “sporco e STRApopolato non abbiamo avuto altra scelta che “alzare bandiera bianca” e proporre CONVIVENZA basata su “trattati di pace”.
Noi gli diamo spazio, calduccio, cibo, e loro in cambio ci mantengono in vita.

Perché a loro, la nostra sopravvivenza conviene…

Come conviene anche a noi:
se proponiamo la nostra superficie corporea a qualcuno che ci protegge, quella superficie viene tolta ai “cattivi”, a quelli che non comprendo il termine “convivenza”.
E se non puoi vincerli è meglio farseli alleati no?

E non vi è specie vivente sulla Terra dove le madri non passino alle generazioni successive i batteri selezionati nel corso di migliaia o milioni di anni, microorganismi specie-specifici.
Tranne forse noi.
Che con parti cesarei e antibiotici dalla prima infanzia, siamo riusciti a creare un mondo OBESO …
… Ma questo è per un altro post…

Bene, ti domanderai, ma che cavolo c’entra l’immagine di una slavina con il Microbiota?

È l’immagine che meglio permette di passare il concetto Microbiota intestinale.
Giacché il tubo digerente – dalla bocca all’ano – presenta la maggiore superficie corporea esposta verso il mondo esterno Stimata (a secondo dei testi e degli autori) tra 250 e 450 metri quadrati.

Molti se la immaginano come tanti esserini seduti direttamente a contatto con la superficie intestinale, ma la verità è più dinamica.
Perché tutto il tubo digerente è ricoperto da muco, una sostanza che quegli esserini fa in modo di tenerli a debita distanza.

Questo muco è costantemente prodotto a difesa del nostro tubo digerente, che si muove costantemente:
impasta il cibo e lo trasporta dalla bocca verso l’ano.
Ed ecco l’immagine della slavina che ho inserito in questo post.

Questa per me, la migliore immagine del Microbiota:

uno strato di muco, ricoperto da microrganismi,
in costante e lento movimento.

Ed è quando questo movimento si interrompe, quando si ha la pancia gonfia da scoppiare, anche con un crackers, che iniziano i guai…

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E perché la tua salute vale.

Adotta ed ama il tuo Microbiota

Sei un’amante di cani e gatti abbandonati ?
Allora non puoi non amare i miliardi di “animaluzzi” che vivono dentro e sopra di te.

Esiste una “creatura” che condivide con te cibo e abitudini, ti segue nei viaggi e si è evoluta con te dalla nascita, fino a sapere esattamente cosa ti piace e cosa no.

Suonerà strano ma è responsabile del tuo umore, comprese ansia, depressione o felicità.
E ti dice cosa mangiare e cosa no, agendo sulle tue emozioni e sul circuito inconscio della gratificazione (gluteomorfine e caseomorfine) , fino al punto di spingerti ad aprire il frigo alle tre di notte!
No, non sto parlando del tuo cane o gatto, dei tuoi figli o della suocera, ma del tuo Microbiota.

Una enorme comunità di “esserini” (batteri, lieviti, protozoi, eccetera) milioni di volte più piccoli, invisibili a occhio nudo, e “indifesi”.
Forme di vita primitive, i primi abitanti della terra, che abitano “sopra e dentro” di noi dalla nascita dell’uomo, e che fanno lo stesso “sopra e dentro” ogni essere appartenente al genere “animalia”.
Sono piccoli teneri ed indifesi e cercano le tue coccole ?
Se pensi che sono così piccoli da non avere influenza sul corpo e sulla salute umana, sappi che non esiste informazione più sbagliata!

Per anni li abbiamo ignorati o sottovalutati, ligi al preistorico dogma che l’unico batterio buono è quello morto, finché non abbiamo scoperto che non possiamo vivere senza di loro.
Trasmessi dalla mamma alla prole, senza di loro ci sviluppiamo male e predisposti alle malattie.

Queste informazioni, a cui nessuno può onestamente negare di avere accesso accademico e formale, sono purtroppo sconosciute a parecchi medici e specialisti, che conoscono solo l’antibiotico anche per le ferite ad un dito.
Antibiotici, con cui fanno danni incalcolabili e imprevedibili (ma prevenibili, se non hai il cervello di un brontosauro).

La dieta che fai, gli antibiotici che assumi (anche con il cibo che mangi) e l’ambiente in cui vivi, le emozioni tossiche che vivi, possono influenzarne la qualità e quindi le funzioni.
Anzi, un quarto dei farmaci più comunemente usati li “fa fuori” o ha effetti sulla crescita di – almeno – una specie del Microbioma. I gastroprotettori in testa, ma anche farmaci per l’ipertensione e il diabete e l’ansia.

Quindi i farmaci inutili – frutto di diagnosi frettolose e sbagliate – peggiorano le malattie quando invece non le producono…

Se ti hanno fatto una diagnosi di gastrite 10 o 20 anni fa, e ancora prendi un gastroprotettore – che ci vuole un’eternità per digerirlo – e non riesci a staccarlo, allora devi approfondire negli articoli qui sotto.:

Amoxicillina, Claritromicina e Pilera eradicano l’Helicobacter da mane a sera.

 

Lo stomaco è sterile?

L’allattamento al seno protegge il lattante, la saliva del lattante protegge la mamma

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Rivoluzione Microbiota: Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Lo zucchero raffinato induce la Colite e crea la Disbiosi

Uno studio su modelli animali.

Consumare molti zuccheri raffinati – anche solo per DUE GIORNI – modifica il Microbiota Intestinale, favorendo (a quanto sembra) lo sviluppo di coliti e aumentando la permeabilità intestinale.

È quanto è stato recentissimamente pubblicato dalla University of Alberta (Canada) sulla rivista Scientific Reports.

Numerosi sono gli studi recenti – anche epidemiologici – che correlano la nostra dieta “occidentale” (la finta dieta mediterranea) con l’aumento di parecchie malattie intestinali croniche (IBD) come la Rettocolite Ulcerosa, il morbo di Crohn, la Microcolite ecc.

A tal proposito, i ricercatori canadesi hanno confrontato svariati parametri clinici e di laboratorio relativi al microbiota intestinale nelle cavie.

Così, in alcuni topi hanno prima indotto qualcosa di “simile alla colite” con danno agli enterociti (cellule intestinali) e un’invasione sistemica dei batteri del lume intestinale a cui è seguito un marcato infiltrato di globuli bianchi (volgarmente: infiammazione).

Poi i topi sono stati alimentati PER DUE GIORNI APPENA con una dieta ricca in zuccheri.

I risultati?
Peggioramento dell’infiammazione e Disbiosi severa.

Sembra quindi che NEI TOPI una dieta ricca in zuccheri, anche se seguita per un breve periodo, altera la composizione del Microbiota fecale e influisce sulla permeabilità intestinale e sullo stato infiammatorio, favorendo lo sviluppo di colite.

E negli esseri umani?

Questi risultati sono coerenti con la letteratura scientifica più recente, che presume i rischi di una dieta ricca di zuccheri nell’innesco e nella perpetuazione di malattie infiammatorie intestinali.

È interessante notare che anche alcuni dolcificanti artificiali hanno dimostrato di alterare il Microbiota Intestinale ed influenzare le risposte infiammatorie nell’uomo. Come la Saccarina.

E’ interessante notare che l’assunzione di ACIDI GRASSI A CATENA CORTA (SCFA) ha rimodulato la Colite, migliorando il quadro e i sintomi.

E dove si trovano gli acidi grassi a catena corta?

Nella banana acerba, nella fecola di patate, negli anacardi e nell’avena.
Ma sopratutto si formano come “amido resistente” (resistente alla digestione) se sai come cucinare (e far riposare) i cibi amidacei

C’è un mondo da scoprire studiando le ricerche più attuali, ma non ci vuole uno scienziato per capire che siamo ciò che mangiamo. Da migliaia di anni.

Ed è solo negli ultimi anni che abbiamo ESAGERATO CON LE FARINE E GLI ZUCCHERI RAFFINATI, perché siamo stai PRESI PER I FONDELLI da chi non ha mai capito quale è esattamente la DIETA MEDITERRANEA.

E quando esageriamo il corpo ce lo fa capire molto bene.
Con sintomi come pancia gonfia, diarrea, indigestione eccetera.

E i farmaci sintomatici sono il miglior modo di ZITTIRE (e fregarsene) dei sintomi del corpo continuando a mangiare male.

Non ci vuole uno scienziato canadese per dirti che SIAMO CIO’ CHE MANGIAMO. Così, se mangi di cacca non stupirti se poi …

Ippocrate ci ricorda che il CIBO è la PRIMA MEDICINA.

Così, solo tu puoi scegliere cosa mangiare, e solo tu puoi essere responsabile del tuo stato di salute.

Perché ne guadagni tu, in salute.

E quando stai bene ne guadagna la qualità dei tuoi rapporti sociali.
E ne guadagna il SSN perché se stai bene costi zero.

I miei tre consigli:

  1. FAI del tuo MEGLIO per eliminare ogni forma di zucchero dalla tua alimentazione, fosse anche solo per una o due settimane, fai la prova, e osserva come cambia la tua salute, la tua lucidità mentale, la qualità del tuo sonno.
  2. Aumenta la quota di fibre prebiotiche (amido resistente, FOS, GOS eccetera) nella tua alimentazione partendo da ALIMENTI NATURALMENTE PRESENTI IN NATURA (e evitando più possibile gli integratori).
  3. Prenditi cura del tuo Microbiota e lui si prenderà cura di te, perché se lui soffre … soffrirai anche tu.

Perché la tua (e la “sua”) salute vale !

FONTI:

Zuccheri raffinati alterano il microbiota intestinale e inducono la colite in modelli animali

Una dieta ricca di zuccheri aumenta rapidamente la suscettibilità alla colite attraverso l’esaurimento degli acidi grassi a catena corta luminale nei topi

Rivoluzione Microbiota: Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Ma è davvero tutta colpa dell’Helicobacter o ci nascondono qualcosa?

Caro diario, oggi scrivo amareggiato per tutta una serie di domande ricevute negli ultimi giorni, tutte accomunate dal sintomo “reflusso” – che gli italiani scambiano per “gastrite”.
Permettimi questo sfogo.
Da quando la pubblicità ci ha donato i “gastroprotettori”, questo il nome coccoloso che i maghi del marketing hanno sostituito al meno compresibile “Inibitore della Pompa Protonica”(IPP), la malattia gastrica avrebbe dovuto essere scomparsa.
E invece non è così…

Gli inibitori della pompa protonica (PPI) sono da sempre utilizzati per il trattamento delle gastriti con ulcere peptiche (cioè da acido gastrico) e hanno dimostrato altissime percentuali di efficacia nella cura delle ulcere anche in meno di due mesi!

Anche quando somministrati per un breve periodo a protezione dello stomaco durante terapie di un certo tipo, hanno dato un grande sostegno.

Ma l’estensione del loro uso al Reflusso Gastroesofageo, che con la gastrite non c’entra una nulla, e a qualsiasi altro disturbo gastroduodenale legato all’acido, ha messo in allarme i sistemi sanitari di tutto il mondo.

La letteratura è chiara: gli IPP sono fantastici a bloccare la produzione di acido gastrico, ma usarli a lungo – cronicamente per anni – per dei SINTOMI che cambiano appena si cambia Alimentazione, può rendere gli effetti del FARMACON (in greco: veleno) peggiori della malattia che dovrebbe curare .

Ed usarli per anni non fa assolutamente bene.

A peggiorare la cosa, TUTTI temono la presenza dell’Helicobacter Pylori (HP) senza ricordare che SOLAMENTE il 20% dei pazienti si porta addosso “uno di quelli pericolosi” (ureasi positivi) che può dare un tumore allo stomaco.

Sono tutti convinti che sia l’HP la causa dei problemi e piuttosto che cambiare alimentazione, accettano di assumere terapie antibiotiche duplici o triplici – raccomandate per l’eradicazione dell’HP dallo stomaco umano – convinti che così si risolveranno i loro problemi.

Ma dopo il malessere tipico da antibiotico-terapia, anche se L’HP lo hai eliminato, spesso i sintomi sono gli stessi.

E i farmaci prescritti sono gli stessi.

E i pazienti si chiedono angosciati: a che cosa è servito?

    • Spesso i sintomi addirittura peggiorano ed aumentano del 60% il reflusso e del 40% l’asma.
    • La digestione peggiora, dura secoli.
    • La pancia si gonfia come se fossi incinta nel giro di pochi minuti, anche mangiando pochissimo.
    • Sintomi curiosamente sovrapponibili al “colon irritabile”.

Con l’aumento esponenziale della prescrizione di IPP e le “eradicazioni” dell’HP assistiamo, a livello mondiale, ad una riduzione del Tumore Gastrico ed è un bene, ma a livello epidemiologico assistiamo ad un aumento del Tumore dell’Esofago ed è molto male!

Perché tutto questo?
Come si spiega dal punto di vista clinico ed epidemiologico?

L’Helicobacter Pylori è un vecchio amico, ce lo portiamo addosso da almeno 100.000 anni (Dottor Blaser docet) e se da un lato, sembra essere implicato nel tumore dello stomaco (solo nel 20% dei pazienti affetti da HP), dall’altro ci proteggere dal Tumore all’Esofago.

Ed ucciderlo, significa aumentare il Reflusso Gastroesofageo del 60%, come si legge in letteratura dal 1995.
(dott. Blaser MJ).

Quindi… Cosa dice la letteratura internazionale?
Che l’Helicobacter Pylori è causa di gastrite e cancro allo stomaco.
Ma la letteratura internazionale è totalmente d’accordo, oltre ogni ragionevole dubbio?

Purtroppo no…

A dispetto di quello che dicono i media e il vicino di casa, non è universalmente chiaro come la presenza di HP influenzi la composizione della comunità Microbica gastro-duodenale (batteri nello stomaco) quando invece SI SA CON CERTEZZA CHE la somministrazione di GASTROPROTETTORE CAUSA ALTERAZIONE del MICROBIOTA GASTRICO in direzione di una comunità di microbi più cancerogeno.

Cioè, dominato da batteri che predispongono a infiammazione e cancro.
E non solo allo stomaco.

Suggerendo così, che H. Pylori potrebbe essere solo un indicatore, ma non la causa di queste alterazioni.

Quindi, perché ci ostiniamo a guardare solo a questo batterio ma non guardiamo ad altre cause, come le schifezze che mangiamo (sostanze cancerogene nei cibi bruciati e negli insaccati) o lo stile di vita che facciamo?

E soprattutto perché non guardiamo a tutti gli altri batteri del tubo digerente, senza i quali non vivremmo?
Batteri, che quando sono in Squilibrio (Disbiosi) danno, tra le altre cose, Gastrite, Reflusso, digestione lenta e pancia gonfia.

Perché?

Nella nostra mentalità riduzionistica e drogata dalla pubblicità, crediamo che i 2-3-4 antibiotici facciano effetti solo sull’HP.

Come se, per gli altri batteri fossero solo acqua fresca.

Non consideriamo gli effetti a 360 gradi su un tubo lungo 8 metri con 450 metri quadrati di superficie ricoperta da migliaia di specie batteriche che convivono in equilibrio dinamico.

I Bifidobatteri e i Lattobacilli non si trovano in natura ed i cibi confezionati del supermercato sono sterili, per ovvie ragioni.

Indipendentemente dai meccanismi con cui gli IPP influenzano i microbi, spegnere il meccanismo che produce acido gastrico, oltre che RENDERE PIÚ LUNGA E DIFFICOLTOSA LA DIGESTIONE, aumenta il numero di batteri diversi dall’H. Pylori sia nella mucosa gastrica che nel lume dello stomaco.

E spegnere l’acido permette ai batteri cattivi di entrare dentro di noi con il cibo.

Provocando reflusso biliare (e batterico) duodeno-gastrico e gastro-esofageo. Così i pazienti che sentono amaro in bocca o reflusso non acido non si preoccupano, e si sbagliano…

Sono convinto che, sia nel caso in cui è davvero l’HP la causa del problema, sia nel caso in cui indichi una Disbiosi, il fuoco vada combattuto con il fuoco, ovvero con i Probiotici.

Perché se antibiotici e gli IPP RISCHIANO DI PEGGIORARE e cronicizzare il tutto – i batteri è meglio farseli alleati.
Ed usarli terapeuticamente quando possibile.

Quindi, riassumendo:

Se cerchi di eliminare l’HP, non togli il problema, stai solo zittendo un indicatore di qualcos’altro.
Come se staccassi la spia della benzina della macchina: quella spia non ti da più fastidio, ma tu rimarrai fermo in mezzo la strada con la macchina che non riparte. E non saprai perché…

Infatti, indipendentemente dai meccanismi con cui i gastroprotettori influenzano i microbi, spegnere il meccanismo che produce acido gastrico, oltre che rendere piú lunga e difficoltosa la digestione, aumenta il numero di batteri diversi dall’H. Pylori , sia nella mucosa gastrica che nel lume dello stomaco.

In pratica, il gastroprotettore fa’ danni sulla composizione dei batteri.
Danni che cronicizzano il problema, ma che ti permette di mangiare ciò che vuoi senza avvertire il bruciore.
Bello no?

È quello che vuoi?
Se si, allora continua a prendere il tuo gastroprotettore.

Altrimenti, devi impegnarti a capire cosa fa’ sul tuo organismo quello che mangi , per capire cosa il tuo corpo sta tentando di dirti…

Per questo consiglio sempre di farsi tre domande a chi ha il “colon irritabile” (che sempre si accompagna a gastrite e reflusso):

    1. Chiedersi QUALE CIBO IRRITA IL MIO COLON, identificarlo e provare a toglierlo anche per un periodo breve.
    2. I sintomi da Gluten Sensitivity non celiaca (NCGS) si sovrappongono spessissimo ai sintomi del colon irritabile. Chiedersi se è possibile che togliendo i cereali, anche solo per breve periodo, tu possa sentirti meglio.
    3. A chi assume IPP da anni, giacché è altamente probabile che si sia creato uno squilibrio dei batteri dell’intestino con problemi di candida o coi lieviti chiedersi se non sia il caso di fare un esame che definisce con esattezza qual è lo squilibrio batterico e come curarlo.

Se segui questa pagina di divulgazione e informazione medica gratuita sai anche che risveglia le coscienze di chi ha detto basta al malessere e alla “medicina superficiale” la quale guarda ai sintomi senza curare le cause.

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Fonte:
articolo del Prof. Gasbarrini, un grande Gastroenterologo di fama internazionale, che stimo molto.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/pmc5086557/ (articolo del 2016) .

“A casa capi quantu voli u patrúni”

Io sono siciliano.
E dalle mie parti, questo detto é molto popolare.
Tradotto letteralmente vuol dire “Una casa è grande quanto vuole il padrone”.

Ma cosa vuol dire esattaMente ?
Che la “casa” può essere resa capiente a sufficienza per accogliere tanti ospiti graditi… ma allo stesso tempo può essere chiusa agli ospiti indesiderati!

In questo modo, una volta che sai distinguere tra simpatici ed antipatici, ti viene riconosciuto – a casa tua – il diritto di agire una scelta.

Questa metafora ha molto in comune con il nostro corpo.
E con quegli “ospiti” che consideriamo “graditi” o “indesiderati”.

Hai mai sentito parlare di batteri?
Hai presente quegli esserini che ricoprono il pianeta, che erano già qui prima della nascita dell’uomo e che sono considerati la causa di parecchie malattie?

Dall’800 ad oggi, grande enfasi è stata posta sull’utilità degli antibiotici per eliminare quelli più cattivi e pericolosi.
E così tantissime malattie sono scomparse, altre si sono ridotte.
Ma TANTE ALTRE SONO DIVENTATE FREQUENTISSIME!

Un esempio?
Obesità, Diabete, Sindrome Metabolica, Malattie Autoimmuni, Malattie Infiammatorie Croniche (Chron, Rettocolite Ulcerosa), Allergia…
Per tacere dell’aumento della frequenza di Celiachia, Autismo e Tumori.

Ti chiederai: ma questo che c’azzecca con la casa e gli ospiti?
La domanda che dovresti farti invece è:
CHI È PADRONE A CASA MIA?
E CHI SONO GLI OSPITI?

Perchè – che tu lo sappia o no – stai ospitando TRILIONI di batteri (solo nell’intestino pesano 2 kg!) su ogni superficie del tuo corpo: pelle, mucose, polmoni, vagina, utero, reni eccetera.

Questi “esserini” si sono adattati a te nel corso degli ultimi 6 milioni di di anni, e senza di te non vivrebbero.
Ma la cosa é reciproca: senza di loro non vivremmo.
Ovvero, moriremmo facilmente vivendo una vita piena di malanni.

Sai perché?
Perché per ripagarti dell’ospitalità che inconsapevolMente hai sempre dato loro, ti proteggono dai batteri cattivi (Patobionti) e provvedono a svolgere per te quei servizi di cui il tuo DNA è sprovvisto.

Infatti, se noi abbiamo 28.000 geni nel nostro genoma, loro in dote portano poco più di 3.000.000 di geni.
Ecco perché sempre di più la comunità scientifica si domanda CHI È OSPITE DI CHI?

… Beh… Non proprio tutta la comunità scientifica, perché mentre moltissimi curano il corpo usando strategicaMente i Probiotici, altri ritengono la loro presenza esclusivamente negativa e il loro supporto potenziale trascurabile. Questi medici… Si sono auto-esclusi dalla Rivoluzione Microbiota….

Per questo ne avevo già scritto su questa pagina:

Parto cesareo e allattamento artificiale. Ciò che le mamme non sanno sui bifidobatteri.

La miniera d’oro e il manager “furbo” !

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Umani al 10% – Chi è padrone a casa mia? E chi sono gli ospiti?

A CASA CAPI QUANTU VOLI LU PATRÚNI.

Per chi non lo sapesse, io sono siciliano.
E dalle mie parti, questo detto é molto popolare.
Ti è mai capitato di sentirlo?

Tradotto letteralmente vuol dire

“Una casa è grande quanto vuole il padrone”.

Ma cosa vuol dire esattaMente ?
Che la “casa” può essere resa capiente a sufficienza per accogliere tanti ospiti graditi…
ma allo stesso tempo può essere chiusa agli ospiti indesiderati!

In questo modo, una volta che sai distinguere tra simpatici ed antipatici, ti viene riconosciuto – a casa tua – il diritto di agire una scelta.

Questa metafora ha molto in comune con il nostro corpo.
E con quegli “ospiti” che consideriamo “graditi” o “indesiderati”.
Hai mai sentito parlare di Batteri?
HAI presente quegli esserini che ricoprono il pianeta, che erano già qui prima della nascita dell’uomo e che sono considerati la causa di parecchie malattie?

Dall’800 ad oggi, grande enfasi è stata posta sull’utilità degli antibiotici per eliminare quelli più cattivi e pericolosi.

E così tantissime malattie sono scomparse, altre si sono ridotte.

Ma TANTE ALTRE SONO DIVENTATE FREQUENTISSIME!

Qualche esempio?
Obesità, Diabete, Sindrome Metabolica, Malattie Autoimmuni, Malattie Infiammatorie Croniche (Chron, Rettocolite Ulcerosa), Allergia…
Per tacere dell’aumento della frequenza di Celiachia, Autismo e Tumori.

Ti chiederai: ma questo che c’azzecca con la casa e gli ospiti?

La domanda che dovresti farti invece è:

CHI È PADRONE A CASA MIA?
E CHI SONO GLI OSPITI?

Perché – che tu lo sappia o no – stai ospitando TRILIONI di batteri (solo nell’intestino pesano 2 kg!) su ogni superficie del tuo corpo: pelle, mucose, polmoni, vagina, utero, reni eccetera.

Questi “esserini” si sono adattati a te nel corso degli ultimi 6 milioni di di anni, e senza di te non vivrebbero.
Ma la cosa é reciproca: senza di loro non vivremmo.
Ovvero, moriremmo facilmente vivendo una vita piena di malanni.
Sai perché?

Perché per ripagarti dell’ospitalità che inconsapevolMente hai sempre dato loro, in cambio ti proteggono dai batteri cattivi (Patobionti) e provvedono a svolgere per te quei servizi di cui il tuo DNA è sprovvisto.

Infatti, se noi abbiamo 28.000 geni nel nostro genoma, loro in dote portano poco più di 3.000.000 di geni.
Ecco perché sempre di più la comunità scientifica si domanda CHI È OSPITE DI CHI?

… Beh… Non proprio tutta la comunità scientifica, perchè mentre moltissimi curano il corpo usando strategicaMente i Probiotici, altri ritengono la loro presenza esclusivamente negativa e il loro supporto potenziale trascurabile.
Questi medici…
Si sono auto-esclusi dalla Rivoluzione Microbiota….

Per questo ne avevo già scritto su questa pagina:

 

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Alcuni carboidrati agiscono come Pre-Biotici. Ma come?

Con L’ESTATE e l’aumento della temperatura sicuramente è SCONSIGLIATO CONSUMARE PIATTI CALDI, specie nelle ore infuocate della giornata.
Entrano così in gioco le INSALATE FREDDE di pasta, riso, orzo, quinoa, amaranto.

Queste, oltre ad essere più gustose – e sicuramente più digeribili della pasta al forno e della parmigiana di melanzane (particolarmente presenti nelle spiagge palermitane!) – nascondono un altro grande beneficio: la presenza dell'”amido resistente”, così chiamato perché resiste alla digestione.

L’amido e i carboidrati raffinati – presenti ovunque nella nostra dieta – essendo privi di fibre, vengono assorbiti velocemente nella prima parte dell’intestino (il tenue) senza raggiungere il colon.
Quindi, “alimentano” solo la parte numericamente più piccola del Microbiota Intestinale e possono – in caso di Disbiosi – condurre ad una SIBO.
Dall’altro lato, lasciano a digiuno i batteri Probiotici del Colon, perché vengono consumati prima.
Li lasciamo praticamente a digiuno, poveri animaletti 🙁

Ma i batteri nel Colon hanno bisogno di energia e di cibo perché LA LORO SALUTE è fondamentale per LA NOSTRA SALUTE.

Non appena “mangiano bene”, rendono acido l’ambiente intestinale e così è difficile la crescita dei batteri cattivi, quei batteri che ci rendono tristi. (Avevo già scritto in altri post di disbiosi e depressione).

Comportandosi come fibre vegetali – cioè diminuendo l’assorbimento degli zuccheri – prebiotici e amido resistente sembrano essere indicati nella prevenzione del diabete.
Alcuni studi hanno dimostrato infatti un miglioramento relativo alla variazione dell’insulina dopo 4 settimane in cui sono stati consumati 15/30 grammi di amidi resistenti al giorno.

Dove si trova l’amido invertito?
Negli “avanzi”!

Quando si cucina un certo cibo amidaceo, come riso bianco, pasta o patate e poi si raffredda in frigorifero, il cibo sviluppa amidi resistenti.
Mettilo nel frigo e, mentre il cibo si raffredda, li rende resistenti per essere poi digerito nel colon.
Anche se il cibo lo riscaldi di nuovo, mantiene la presenza di amido resistente. . Avevo già scritto sui Prebiotici qui:

Il Microbiota intestinale, come i pesci dell’acquario, per vivere ha bisogno del suo “mangime”.
I “Pro-Biotici”.

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Intestino, batteri e sviluppo del cervello

Numerosi studi recenti hanno dimostrato l’esistenza di un LEGAME molto STRETTO tra i “centri emotivi e cognitivi” del cervello e il sistema nervoso periferico attraverso una COSTANTE COMUNICAZIONE BI-DIREZIONALE tra il sistema nervoso centrale (il cervello) e “quello” che ha sede nella pancia, il Sistema Nervoso Enterico (per gli amici, il “secondo cervello”).

Questa comunicazione inizia già dentro con l’embrione dentro la pancia della mamma, perché i due “tubi” (tubo neuronale e tubo digerente) nascono nella stessa zona dell’embrione come gemelli, per poi differenziarsi e distanziarsi solo apparentemente.

Anche se sembrano distanti dal punto di vista anatomico, sono vicini e connessi dal punto di vista del funzionamento e delle molecole prodotte.
Pertanto, il ruolo di mediazione svolto dai batteri dell’intestino (Microbiota Intestinale) ha da tempo attratto gli scienziati per le possibilità di usarli nella terapia di malattie del cervello e del comportamento.

Infatti, ricerche recenti (esperimenti in vitro e gli studi clinici in vivo) hanno scoperto che esiste una varietà di meccanismi attraverso cui i batteri possono comunicare con il cervello e influenzare la trasmissione degli impulsi nervosi e il comportamento.
Immagina quali nuove implicazioni sulla salute in generale e le possibilità terapeutiche in particolare!

Il ruolo centrale del Microbiota Intestinale nella comunicazione tra intestino e cervello (asse-intestino-cervello) però lascia aperto qualche punto interrogativo sul COME la somministrazione di probiotici e prebiotici possano essere utilizzati nel trattamento di specifici problemi neurologici, per creare una medicina del futuro e una TERAPIA AD PERSONAM.

Ne avevo già parlato qui:

Il medico come un sarto deve cucire la terapia su misura del paziente

Medicina a compartimenti stagni… O terapia basata sulla singola persona?

Nei prossimi due giorni traduco dal medichese e pubblico PER TE i più interessanti ed attuali risvolti della connessione tra batteri, nascita, e asse intestino cervello.
Anche su AUTISMO, ADHD e PARKINSON!

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Rivoluzione Microbiota:
Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Dott.ssa Livia Emma – dietistaStudio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

L’essere umano e il Microbiota Intestinale

Anche se la notizia è vecchia di più di 100 anni, negli ultimi 20 e passa anni la scienza ha dimostrato che abbiamo un organo in più – un organo nascosto e non visibile all’occhio umano – diffuso un pò in tutto il corpo.

È il  microbiota intestinale e noi siamo suoi “ospiti”.

Ogni essere umano è la decima parte di un ecosistema complesso con cui nasciamo e con cui conviviamo fino alla morte.
Letteralmente! 

Questo “ecosistema” è fatto di batteri, e sono tantissimi!
Infatti, noi possediamo nel corpo circa diecimila miliardi di cellule (miliardo più miliardo meno) e abbiamo tra cento e mille volte più batteri che cellule nel corpo, la maggior parte dei quali (90-95%) nel tubo digerente, e il restante 5-10% sulla pelle e altri “anfratti” anatomici.

Il microbiota pesa tra 1,5 e 2 kg, più del fegato (1,5 kg) e ha, rispetto a quest’organo nobile, funzioni metaboliche altrettanto complesse e alcune sovrapponibili. 

Infatti, dalla composizione equilibrata di questi batteri dipende l’equilibrio dell’apparato digerente, lo sviluppo e il funzionamento del sistema immunitario, la suscettibilità alle infezioni , la sensibilità agli agenti allergenici e ai batteri assimilati con la dieta e anche la “salute mentale”! 

Non solo non viviamo in un mondo “sterile”, ma siamo circondati (anzi sovrastati) dai batteri.
E al contrario di quello che pensavi, i batteri ti proteggono.

Questi batteri ricoprono tutto il nostro corpo e sono una specie di “mantello protettivo” contro gli agenti esterni e contro i “batteri cattivi”.

Infatti ricoprono la pelle (Microbiota Cutaneo) ma anche la parte interna del corpo (le mucose) che sono a contatto con l’esterno e con l’aria:

    • le orecchie,
    • il naso,
    • l’albero respiratorio, l
    • a vagina (flora di Doderlein) 
    • e, sopratutto, ricoprono la superficie del tubo digerente (Microbiota Intestinale) dalla bocca all’ano per un totale di 450-600 metri quadrati di superficie, passando per lo stomaco, che non è sterile come si credeva anni fa!

Noi abbiamo stabilito con questi batteri – milioni di anni fa – una relazione simbiotica: cioè noi aiutiamo loro e loro aiutano noi.

I batteri del MICROBIOTA INTESTINALE contribuiscono a funzioni che non non siamo in grado di fare:
digeriscono alimenti che il nostro sistema non è in grado di digerire, producono gruppi di vitamine (o le trasformano in forma attiva) come la vitamina K – che svolge un ruolo essenziale nella coagulazione del sangue – o la vitamina B12, che serve ad assimilare il ferro per il sangue. 

Il microbiota ci detossifica da sostanze che non siamo in grado di “smantellare”, e svolge importantissime funzioni di immuno-modulazione.

Infatti tra il 2000 e il 2004 la scienza ha dimostrato che il microbiota intestinale funge da regolatore fondamentale delle risposte immunitarie e permette la maturazione di tutto il sistema immunitario da dentro il tubo digerente.

Infatti, i batteri buoni che ricoprono il tubo digerente svolgono funzioni di protezione dai microrganismi cattivi perché la mucosa intestinale su cui “abitano” è una grossa porta di accesso al nostro corpo, è la principale zone di contatto (per la sua estensione) con i batteri cattivi e gli agenti esterni, ed è quindi la prima barriera che si pone nei confronti dei batteri cattivi.

Il Microbiota riconosce la differenza tra buoni e cattivi, e cura la “alfabetizzazione” del nostro sistema immunitario: in pratica insegna al nostro sistema immunitario a distinguere tra i batteri buoni – che non vanno attaccati – e quelli cattivi, da cui bisogna proteggersi!

Il microbiota si forma al momento della nascita:

il neonato passando attraverso la vagina viene “colorato” dalla flora di Doderlein e riceve batteri e immunoglobuline dal latte materno.
E fino ai 12 mesi (per alcuni studiosi fino a 3 anni) questo processo alfabetizza il sistema immunitario del neonato (maggiori dettaglio in un prossimo post).

Ma non è tutto:
l’aspetto più sorprendente è che possiamo affermare, senza alcun dubbio, che esiste una relazione fondamentale tra intestino e sistema nervoso, e che il MICROBIOTA INTESTINALE ha un ruolo interessantissimo!

Infatti tra le sostanze che producono vi sono componenti complesse che hanno il potere di alterare il nostro comportamento.

Un Microbiota Intestinale equilibrato regola la secrezione di Serotonina e Dopamina. 

Questi due  ormoni importanti per il tono dell’umore (sopratutto la Serotonina) sono prodotti dalla pancia, nell’ordine per il 90% e per il 50%, per cui è logico vedere come  molte malattie gastrointestinali (con squilibrio del MICROBIOTA) sfociano in depressione e ansia.

Sulla base della letteratura scientifica più recente, gli squilibri del Microbiota sono connesse – oltre che alle malattie gastrointestinali – anche alle allergie alimentari, alle malattie autoimmuni (prima fra tutte la Celiachia e le sue varianti) all’obesità e anche alle malattie mentali.

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Parto cesareo, allattamento artificiale, antibiotici e disbiosi intestinale del neonato

La composizione e il grado di maturazione del microbiota intestinale dei neonati al primo anno di vita sono significativamente influenzati dal tipo di parto, dal tipo di nutrizione e dall’esposizione agli antibiotici nei primi tre mesi di vita.

Questa importante correlazione è stata dimostrata  da un team di ricerca canadese attraverso uno studio condotto su 166 neonati, tutti nati a termine del periodo fisiologico di gestazione.

Infatti il microbiota intestinale cambia dopo la nascita registrando un aumento di bifidobacteria e di generi Firmicutes e Bacteroidetes.
Mentre vanno a diminuire quelle del genere Enterobacteria, primo colonizzatore intestinale.

È stato anche osservato che parto cesareo, esposizione intrauterina ad antibiotici e uso di latte in formula possono comportare un ritardo nel processo di maturazione fisiologica.

Un mancato sviluppo del microbiota in questo periodo di vita è stato inoltre più volte correlato a un maggior rischio di sviluppare disturbi metabolici e/o immunitari quali intolleranze o allergie alimentari oltre che all’aumento di obesità infantile.

I bambini coinvolti nello studio sono stati suddivisi in sette sottogruppi a seconda del tipo di parto (naturale o cesareo), di nutrizione (allattamento al seno o in formula) e all’esposizione o meno ad antibiotici durante la gestazione o entro i tre mesi di vita.

Gli autori hanno raccolto i campioni fecali a 3 mesi e un anno d’età.
I risultati ottenuti da un’idea di come sia diversificato e facilmente condizionabile lo sviluppo del microbiota intestinale dei neonati e di come questo determini conseguenze anche a lungo termine influenzando.

Ad esempio, l’instaurarsi di disordini metabolici o di patologie infiammatorie croniche soprattutto a carico dell’intestino del neonato.
Da cui si può facilmente sviluppare la dermatite atopica. 

Lo studio ha ovviamente alcune limitazioni, come il ridotto numero di soggetti in alcuni sottogruppi e la provenienza dei bambini da una ristretta area geografica.

Ma si può affermare come durante il primo anno di vita il cambiamento e la maturazione del microbiota intestinale dei neonati siano fortemente influenzati da fattori esterni:

il tipo di parto, la nutrizione e l’esposizione ad antibiotici i quali riducono la biodiversità.

E possono essere la causa di antibiotico-resistenza.

Questo lavoro scientifico – che conferma ricerche precedenti – può  essere un valido supporto per ricerche più approfondite con l’obiettivo di prevenire le patologie che potranno instaurarsi nel corso della vita dell’individuo.

Riferimenti

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5622971/


Rivoluzione Microbiota:

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Microbiota dalla nascita

Veniamo al mondo con un sistema immunitario non-funzionante e non-maturo che “ignora i pericoli del mondo”.
E Il latte (E I BATTERI) della mamma possono proteggerci e passarci informazioni utili.
Ecco come!

Avrai sicuramente sentito dire la frase “combattere il fuoco con il fuoco”, o anche “se non puoi farteli amici, alleati”.

Ed è cosi che hanno fatto negli ultimi 4 milioni di anni gli ominidi per sopravvivere in un mondo selvaggio e pericoloso, ricco di insidie e popolato dai “batteri cattivi”. 

Ci siamo integrati con dei batteri buoni con cui abbiamo stabilito dei “protocolli d’intesa” e di reciproca protezione, collaborando con vari “MICROBIOTI” – parola al plurale, in quanto ci sono diverse “comunità fisiologiche” singole presenti in posti distinte del corpo (intestino, albero respiratorio, vagina, pelle, eccetera). 

Immagina il sistema immunitario “competente e maturo” come la polizia di frontiera, che controlla chi transita attraverso un confine nazionale.
Per “frontiera” si intende qualunque varco dal quale uno straniero può accedere ad un paese; la polizia pattuglia ogni via di ingresso: dai porti, agli aeroporti alle autostrade.

E si occupa della tenuta in sicurezza della frontiera: controlla i “documenti” di merci e viaggiatori che transitano (il passaporto, o la carta d’identità) alla ricerca di “cattivi criminali” o di traffici illeciti.
E quando li identifica, li arresta o, scatena una sparatoria o una guerra!

Il sistema immunitario maturo e competente pattuglia ogni varco (pelle, apparato respiratorio, sistema digerente eccetera) controllando i “documenti” dei batteri. Accetta e permette il transito dei batteri buoni (con cui ha stabilito dei protocolli d’intesa, e con cui c’è collaborazione nel “presidiare i varchi”) e segnala, sequestra o spara ai “cattivi”.

Questa capacità di identificare buoni e cattivi è come il database dell’Interpol e si mette insieme nel corso della vita.
La polizia di frontiera riconosce già (a causa dei famosi protocolli d’intesa) i documenti dei batteri del MICROBIOTA, e li inserisce nel database come “buoni”.

E mano a mano che incontra altri batteri, confronta i loro documenti con quelli presenti nel database discriminando quelli “conosciuti” (i “Miei”) da quelli sconosciuti” (gli “altri”).

Quelli “sconosciuti” vengono etichettati come “cattivi”, e ad ogni “cattivo” vengono scattate le foto segnaletiche (genera una memoria cellulare) decidendo a chi sparare e a chi no, chi arrestare e chi no sulla base del database, che cosi si arricchisce mentre viviamo questa eterna lotta che è la vita sul nostro pianeta! 

Dire che questa attività e questa capacità iniziano alla nascita è dire una mezza verità… permettimi di spiegartelo.

Siamo stati bravissimi a “catalogare” i MICROBIOMI umani  – tipo di batteri, numeri, composizione, eccetera – ma abbiamo dei limiti tecnico-morali (legati alla sperimentazione) su come esattamente si stabilisce il microbioma umano nel neonato. 

Cioè come e da chi esattamente viene addestrata la polizia di frontiera?
Quasi esclusivamente dalla mamma!

La “colonizzazione” del tratto digestivo, respiratorio e uro-genitale (così come della pelle) inizia al momento della nascita, col neonato esposto al microbiota (vaginale e cutaneo) di sua madre​.

Studi recenti evidenziano un MICROBIOTA persino all’interno della placenta. La colonizzazione batterica inizia molto prima del parto e non stiamo parlando di infezioni!

Il tipo di parto e l’allattamento al seno sono fondamentali per la composizione dei MICROBIOTI e per la competenza del sistema immunitario del neonato (incompetente almeno fino ai 12 mesi, se non fino ai 3 anni).

La madre rifornisce il neonato di batteri cutanei e vaginali, anche attraverso il latte materno. 

Nel 2012 è stato scoperto che nel “colostro” sono presenti più di 700 specie di microrganismi: questi “batteri del latte”  sono tra i primi ad entrare nel corpo umano. 

Si stima che in 800 ml. di latte materno possa passare tra i 100.000 e 10 milioni di batteri.

Con il latte, la madre passa al neonato anche le “immunoglobuline”, proteine specializzate che sono “armi” del sistema immunitario.
Metaforicamente sono una fotocopia delle foto segnaletiche e dei documenti presenti nel “database materno”.
Quindi, la madre sostiene la polizia di frontiera passando i batteri buoni e le loro carte d’identità, e le foto segnaletiche dei “cattivi”. 

Ecco dove stà l’importanza dell’allattamento al seno!

Ma molti fattori possono alterare significativamente la composizione del latte, del MICROBIOTA cutaneo e di quello vaginale.  

La dieta, il parto cesareo, l’esposizione intrauterina ad antibiotici e uso di latte in formula hanno dimostrato di ritardare il processo di maturazione fisiologica del microbiota, quindi del sistema immunitario, quindi del neonato.

Per esempio, nello studio del 2012 si vede che neonati da parto vaginale hanno una “colonizzazione” che riflette la flora vaginale materna (come il Lactobacillus), ma quelli nati da parto cesareo (o prematuri) sono colonizzati da batteri di provenienza epidermica (dalla pelle) piuttosto che vaginali (come Clostridium, Staphylococcus, Propionobacterium e Corynebacterium eccetera). In più, il latte delle madri obese tende a contenere una comunità batterica diversa, meno diversificata, rispetto al latte delle madri di peso normale.
(puoi scaricare il lavoro scientifico QUI)

Qualunque importante cambiamento nello sviluppo equilibrato del MICROBIOTA in questo periodo di vita è stato correlato a un maggior rischio di sviluppare disturbi metabolici e/o immunitari quali intolleranze o allergie alimentari oltre che all’aumento di obesità infantile.

Per il momento stendiamo un velo pietoso sull’uso indiscriminato e non-utile degli antibiotici.
Ne parlerò più diffusamente nei prossimi post!

Il Microbiota intestinale, come i pesci dell’acquario, per vivere ha bisogno del suo “mangime”. I “Pro-Biotici”.

I Prebiotici sono sostanze organiche non digeribili, capaci di stimolare la crescita e/o l’attività di uno o più “famiglie di batteri buoni” presenti nel #colon.

Gli effetti positivi?
Sono nel funzionamento del Colon (Grosso Intestino); tra questi la capacità di INIBIRE la progressione del CANCRO INTESTINALE, influenzare l’assorbimento dei minerali, avere effetti sul metabolismo dei grassi e la regolazione del sistema immunitario.

Uno studio ha dimostrato che la somministrazione giornaliera di una bevanda contenente 494 mg di Flavanoli del cacao ha aumentato significativamente la crescita di Lattobacilli e Bifidobatteri specifici .
L’aumento della crescita di Lattobacilli è associato a EFFETTI BENEFICI SULL’INTESTINO, inclusa la capacità di prevenire la crescita di organismi patogeni (batteri cattivi).

L’aumento della crescita dei Bifidi è stato fortemente associato ad effetti positivi nel Colon, per la loro capacità di inibire la crescita di agenti patogeni (batteri cattivi), stimolare la sintesi di alcune vitamine (ad es. Vitamina B ) e RIDURRE le concentrazioni plasmatiche di COLESTEROLO!

Inoltre, entrambe le famiglie batteriche stimolano la produzione di acidi organici benefici (lattato e acetato) e inibiscono la colonizzazione da parte di batteri patogeni (cattivi).

C’è anche un interesse emergente nella COMUNICAZIONE dei batteri Probiotici CON IL SISTEMA IMMUNITARIO.
I Flavanoli potrebbero essere in parte responsabili delle riduzioni della PCR (proteina C reattiva) un esame del sangue che ci comunica infiammazione, un segno distintivo della “risposta della fase acuta” ed un predittore specifico del rischio di “eventi cardiovascolari in soggetti sani”, collegando così l’assunzione di Flavanoli e L’AUMENTO DI BIFIDOBATTERI E LATTOBACILLI a benefici cardiovascolari!

Oltre ai cambiamenti nei Batteri Probiotici, questa bevanda ha anche indotto una diminuzione significativa del gruppo del Clostridium Histolyticum, che ha suggerito che i flavanoli del cacao hanno anche un effetto inibitorio sulla crescita di questi batteri cattivi – tra cui il Clostridium pefringens, un patogeno coinvolto nella progressione del cancro del colon e dell’insorgere della malattia infiammatoria intestinale.

Prenditi cura del tuo Microbiota, e il tuo Microbiota si prende cura della tua salute.
Perché la tua salute VALE !!!

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