Abbiamo dimenticato la Omocisteina?

Placche Aterosclerotiche e Malattia Cerebrovascolare.

È colpa soltanto del Colesterolo, o abbiamo dimenticato la Omocisteina?

PLACCHE ATEROSCLEROTICHE E MALATTIA CEREBROVASCOLARE..E’ COLPA SOLTANTO DEL COLESTEROLO, O ABBIAMO DIMENTICATO LA OMOCISTEINA?.A causa dell'aumento degli infarti negli USA nel dopoguerra, il dottor Ancel Keys – epidemiologo americano – imposta uno studio per studiare la connessione tra grassi alimentari e infarti..Dai suoi dati … “MODIFICATI” … sembra che vi sia una connessione precisa col Colesterolo…. Alcuni dei dati che pubblica, però non spiegano tutto, e soprattutto non sembrano sufficienti ad incolpare ESCLUSIVAMENTE IL COLESTEROLO. .Segue lo studio di Framingham, SU UN'INTERA POPOLAZIONE per più di 30 anni, che però non trova connessione diretta, precisa o inequivocabile tra infarti e colesterolo. .Nonostante ciò, il dott. Kennel – direttore dello studio Framingham – sentenziò che il livello di colesterolo totale plasmatico è il più potente indicatore del rischio cardiovascolare… …. Dimenticandosi di citare il ruolo di ipertensione, zuccheri, diabete, fumo, sedentarietà, sovrappeso e giro vita. .In un’epoca di medicina preventiva, però, non possiamo non ricordarci della OMOCISTEINA. Questo aminoacido sintetizzato nel nostro organismo, rappresenta un vero e proprio campanello d’allarme! .Descritto per la prima volta nel 1932 da Buts e De Vigneaud, fu subito posto in relazione a possibili effetti negativi sul sistema cardiovascolare negli anni ’60, quando fu scoperta una nuova malattia genetica, l’omocistinuria, che compromette l’eliminazione di questo aminoacido e ne incrementa la concentrazione fino a 20 volte il valore normale. .Alla fine degli anni ’60, il Dott. McCully scopre il caso di bambini morti di infarto in tenera età, perchè “non fissavano la vitamina B” e li collega all’eccesso di omocisteina che crea placche aterosclerotiche. . Nel 1976 Wilcken e Wilcken scoprirono che pazienti con malattia coronarica presentavano concentrazioni ematiche di omocisteina superiori a soggetti sani..Gli studi sull’iperomocisteinemia trovano ulteriore impulso nel 2000 quando si scopre che LA MUTAZIONE DEL GENE MTHFR – PREPOSTO A CODIFICARE UN ALTRO ENZIMA, la metilentetraidrofolato reduttasi – era comune nella popolazione generale ….Gli elevati valori di omocisteina da mutazione sono influenzati DALL'ASSUNZIONE DI FOLATI nella dieta, mettendo così in risalto la possibilità di intervenire CON L’ALIMENTAZIONE per ridurre l'omocisteina nel sangue..In generale i valori sono considerati normali tra 5 e 15 micromoli per litro (µmol/l), lievemente elevati tra 15 e 30, intermedi tra 30 e 100, o gravi se ˃100..Così, quando il tuo curante o specialista valuta il tuo rischio cardiovascolare per la presenza di placche o di eventi clinici (tipo infarto ed ictus) … ti prescrive solo esami del colesterolo… ti prescrive farmaci che bloccano il più potente produttore di sostanze antiossidanti del corpo… ma non valutano l’omocisteina perchè è una moda come la vitamina D (… ‘tacci loro!) … tu cosa ne pensi?.Scrivila tua opinione od esperienza, continua a seguire la pagina e condividi liberamente ciò che viene pubblicato perchè è di pubblica utilità.E perchè la tua salute vale!.#latuasalutevale #dottgabrieleprinzi #informareeguarire #ippocrate #metabolicamente #AMIE #dietagift #metodotrabucco #liberidalreflusso

Pubblicato da Dr. Gabriele Prinzi su Mercoledì 28 agosto 2019

 

A causa dell’aumento degli infarti negli USA nel dopoguerra, il dottor Ancel Keys – epidemiologo americano – imposta uno studio per studiare la connessione tra grassi alimentari e infarti.

Dai suoi dati … “MODIFICATI” … sembra che vi sia una connessione precisa col Colesterolo…

Alcuni dei dati che pubblica, però non spiegano tutto, e soprattutto non sembrano sufficienti ad incolpare ESCLUSIVAMENTE IL COLESTEROLO.

Segue lo studio di Framingham, SU UN’INTERA POPOLAZIONE per più di 30 anni, che però non trova connessione diretta, precisa o inequivocabile tra infarti e colesterolo.

Nonostante ciò, il dott. Kennel – direttore dello studio Framingham – sentenziò che il livello di Colesterolo totale plasmatico è il più potente indicatore del rischio cardiovascolare…

… Dimenticandosi di citare il ruolo di ipertensione, zuccheri, diabete, fumo, sedentarietà, sovrappeso e giro vita.

In un’epoca di medicina preventiva, però, non possiamo non ricordarci della OMOCISTEINA.
Questo aminoacido sintetizzato nel nostro organismo, rappresenta un vero e proprio campanello d’allarme!

Descritto per la prima volta nel 1932 da Buts e De Vigneaud, fu subito posto in relazione a possibili effetti negativi sul Sistema Cardiovascolare negli anni ’60, quando fu scoperta una nuova malattia genetica, l’Omocistinuria, che compromette l’eliminazione di questo aminoacido e ne incrementa la concentrazione fino a 20 volte il valore normale.

Alla fine degli anni ’60, il Dott. McCully scopre il caso di bambini morti di infarto in tenera età, perché “non fissavano la vitamina B” e li collega all’eccesso di Omocisteina che crea Placche Aterosclerotiche.

Nel 1976 Wilcken e Wilcken scoprirono che pazienti con Malattia Coronarica presentavano concentrazioni ematiche di Omocisteina superiori a soggetti sani.

Gli studi sull’iperomocisteinemia trovano ulteriore impulso nel 2000 quando si scopre che LA MUTAZIONE DEL GENE MTHFR – PREPOSTO A CODIFICARE UN ALTRO ENZIMA, la metilentetraidrofolato reduttasi – era comune nella popolazione generale …

Gli elevati valori di Omocisteina da mutazione sono influenzati DALL’ASSUNZIONE DI FOLATI nella dieta, mettendo così in risalto la possibilità di intervenire CON L’ALIMENTAZIONE per ridurre l’Omocisteina nel sangue.

In generale i valori sono considerati normali tra 5 e 15 micromoli per litro (µmol/l), lievemente elevati tra 15 e 30, intermedi tra 30 e 100, o gravi se >100.

Così, quando il tuo curante o specialista valuta il tuo rischio cardiovascolare per la presenza di placche o di eventi clinici (tipo infarto ed ictus) :
➡ ti prescrive solo esami del colesterolo
➡ ti prescrive farmaci che bloccano il più potente produttore di sostanze antiossidanti del corpo
➡ ma non valuta l’Omocisteina perché è una moda come la vitamina D
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Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista –Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT, Flavio Leonori – Vivere in Forma, Roberta Garozzo, Emanuela Mortillaro, Dr. Alessandro Felice – Top Your Top, Dr. Giuseppe Compagno, Liberi dal Reflusso

 

Tutta colpa del Colesterolo?

TUTTA COLPA DEL COLESTEROLO?.A causa dell'aumento degli infarti negli USA nel dopoguerra, il dottor Ancel Keys – epidemiologo americano – imposta uno studio epidemiologico per approfondire la connessione tra grassi alimentari e incidenza di infarti..Da cui sembra che vi sia una connessione precisa col Colesterolo. L'unico dato misurabile all'epoca..Alcuni dei dati che pubblica, però, appaiono "dati statistici modificati".Che non spiegano tutto e soprattutto non sembrano sufficienti ad incolpare ESCLUSIVAMENTE IL COLESTEROLO. .Lo studio di Framingham invece, ESEGUITO SU UN'INTERA POPOLAZIONE per più di 30 anni, non trova connessione diretta precisa o inequivocabile tra infarti e colesterolo. .Cioè: nessuna significativa differenza nel rischio cardiovascolare fra individui i cui livelli di colesterolo variavano da 204 a 294 mg/dl. Nonostante ciò, il dott. Kennel – direttore dello studio – sentenziò che il livello di colesterolo totale plasmatico è un potente (l'unico???) indicatore del rischio cardiovascolare.. Le parole di Kennel avevano già fatto il giro del mondo… Facendo così dimenticare il ruolo di ipertensione, zuccheri, diabete, fumo, sedentarietà, sovrappeso e giro vita. .E sebbene vi è evidenza che i grassi saturi rappresentino SOLO UNO dei tanti fattori di rischio, alcune evidenze mostrano che "qualcuno" potrebbe avere remato contro… …contrastando coloro che studiavano FATTORI DI RISCHIO diversi dal colesterolo. .Come l'OMOCISTEINA..Questo video – un documentario francese ricco di spiegazioni e di riferimenti scientifici – è stato in parte trasmesso nel programma PETROLIO di Rai1 del 1 Giugno 2017, dal titolo: "TROPPA MEDICINA"..Qui i link alla puntata: www.troppamedicina.it/events/event/rai1-petrolio/https://youtu.be/oRApQNcxiJA (33 minuti ) . Qui il link alla video inchiesta completa:https://youtu.be/zGDRU56S2DI (83 minuti) . Per chi vuole informazioni vere e senza influenze dogmatiche e commerciali – e per superare SOVRACCARICO E CONFUSIONE con cui ci bombardano giornalmente – questa pagina di GRATUITA DIVULGAZIONE MEDICA E SCIENTIFICA è a disposizione. .Smontiamo fake news mediche e leggende metropolitane con link alla mano. Per riportare alle persone l'arte della manutenzione ordinaria della salute. . Continua a seguire la pagina e condividi liberaMente ogni singolo post che trovi interessante, perché è di pubblica utilità. .E perché la tua salute vale. . #latuasalutevale #dottgabrieleprinzi #informareeguarire #ippocrate #metabolicamente #AMIE #dietagift #metodotrabucco #liberidalreflusso

Pubblicato da Dr. Gabriele Prinzi su Mercoledì 24 luglio 2019

 

A causa dell’aumento degli infarti negli USA nel dopoguerra, il dottor Ancel Keys – epidemiologo americano – imposta uno studio epidemiologico per approfondire la connessione tra grassi alimentari e incidenza di Infarti.

Da cui sembra che vi sia una connessione precisa col Colesterolo.
L’unico dato misurabile all’epoca.

Alcuni dei dati che pubblica, però, appaiono “dati statistici modificati”. Che non spiegano tutto e soprattutto non sembrano sufficienti ad incolpare ESCLUSIVAMENTE IL COLESTEROLO.

Lo studio di Framingham invece, ESEGUITO SU UN’INTERA POPOLAZIONE per più di 30 anni, non trova connessione diretta precisa o inequivocabile tra Infarti e Colesterolo.

Cioè: nessuna significativa differenza nel rischio cardiovascolare fra individui i cui livelli di colesterolo variavano da 204 a 294 mg/dl. Nonostante ciò, il dott. Kennel – direttore dello studio – sentenziò che il livello di colesterolo totale plasmatico è un potente (l’unico???) indicatore del rischio cardiovascolare.

Le parole di Kennel avevano già fatto il giro del mondo…
Facendo così dimenticare il ruolo di ipertensione, zuccheri, diabete, fumo, sedentarietà, sovrappeso e giro vita.

E, sebbene vi è evidenza che i grassi saturi rappresentino SOLO UNO dei tanti fattori di rischio, alcune evidenze mostrano che “qualcuno” potrebbe avere remato contro…
…contrastando coloro che studiavano FATTORI DI RISCHIO diversi dal colesterolo.
Come l’OMOCISTEINA.

Questo video – un documentario francese ricco di spiegazioni e di riferimenti scientifici – è stato in parte trasmesso nel programma PETROLIO di Rai1 del 1 Giugno 2017, dal titolo: “TROPPA MEDICINA”.

Qui i link alla puntata:

www.troppamedicina.it/events/event/rai1-petrolio/

Colesterolo il grande bluff (33 minuti ) 

Qui il link alla video inchiesta completa:

“Colesterolo, il grande bluff” inchiesta di Anne Georget |
Documentario RSI #LA2DOC 
(83 minuti) 

Per chi vuole informazioni vere e senza influenze dogmatiche e commerciali – e per superare SOVRACCARICO E CONFUSIONE con cui ci bombardano giornalmente – questa pagina di GRATUITA DIVULGAZIONE MEDICA E SCIENTIFICA è a disposizione.

Smontiamo fake news mediche e leggende metropolitane con link alla mano. Per riportare alle persone l’arte della manutenzione ordinaria della salute.

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E perché la tua salute vale.

Rivoluzione Microbiota:
Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista –Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT, Flavio Leonori – Vivere in Forma,Roberta Garozzo, Emanuela Mortillaro, Dr. Alessandro Felice – Top Your Top, Dr. Giuseppe Compagno, Liberi dal Reflusso