Lo stomaco è sterile?

Assolutamente no !

Ecco cio’ che alcuni “diagnosti” nascondono, e la scienza dimostra da anni che lo stomaco non è un ambiente sterile, ma abitato da batteri.

C’è in giro in Italia una ignoranza talmente spessa che si potrebbe tagliare con il coltello. Come la nebbia che ieri mattina incorniciava Urbino.

L’ignoranza potrebbe essere accettabile se non si trattasse di “professionisti” che l’ignoranza non se la possono permettere.

Per questo il ministero della sanità e la FNOMCeO obbligano alla educazione continua in medicina (Ecm).
E’ infatti, è giunto il momento, per chi ancora crede che ci siano nicchie anatomiche sterili nel corpo umano, di fare un aggiornamento del “sistema operativo” del proprio cervello, che potrebbe essere fermo alla vecchia versione (aggiornata al pleistocene).

Peccato che negli Ecm non si contempli l’obbligo all’aggiornamento del “sistema operativo” proprio. Lo dico indignato per ciò che mi ha riferito una utente di questa pagina (venuta a sentirmi parlare di gastrite e reflusso). Infatti, per il suo “curante” (gastroenterologo) non esiste un microbiota gastrico nè una disbiosi gastrica.
Secondo questo “tizio” lo stomaco è sterile!
Purtroppo per lui, quello che noi chirurghi conosciamo benissimo, la scienza lo ha definitivamente dimostrato: nessuna zona del nostro corpo e’ sterile (tranne forse il cervello di quelli che hanno smesso di studiare).

Che lo stomaco non fosse un ambiente sterile lo avevamo già capito 36 anni fà (nel 1983) con la scoperta dell’Helicobcter Pylori (HP).
In anni recenti è stata poi identificata una comunita’ microbica gastrica che costituisce il cosiddetto Microbiota Gastrico.

È il Microbiota Intestinale che colonizza tutto il tratto gastrointestinale (da bocca ad ano), stomaco compreso.
E anche se l’ambiente gastrico è particolarmente difficile da colonizzare (l’acido serve a qualcosa, no?) e la quantità di microbi è ridotta rispetto al resto dell’intestino, le specie batteriche maggiormente presenti – in condizioni di perfetta salute sono:

Clostridium sp, Lactobacillus sp e Veillonella sp

Ma se c’è un Microbiota Gastrico in Eubiosi, quando questo equilibrio viene disturbato o squilibrato da farmaci ed alimenti, allora abbiamo una Disbiosi Gastrica.
E come direbbe il buon Lino Banfi, sono “volatili per diabetici”.
Perchè?
Tre sono i motivi:

  1. Da anni è in atto una campagna mediatica e medica a favore dei “gastroprotettori”, nome coccoloso creato dai “maghi del marketing” per farti digerire il nome vero:”inibitori di pompa protonica” (IPP). Pompa protonica che oltre ad essere nello stomaco si trova anche nel duodeno, nel pancreas, nell’intestino tenue, nel colon e nel cervello (il bugiardino di questi farmaci riporta chiaramente gli effetti collaterali a livello cerebrale).
  2. Questa campagna pubblicitaria ha creato la falsa idea che il gastroprotettore cura tutto, che non crea alcun danno a lungo termine, e che se questo farmacon (in greco = “veleno”) non funziona su di te, allora la colpa è tua oppure sei stressato/a.
  3. L’uso del gastroprotettore crea una Disbiosi Gastrica e Duodenale se lo prendi anche solo per pochi mesi. E se ti hanno trovato positivo all’HP e ti hanno prescritto 2, 3 o 4 antibiotici non puoi onestamente credere che la Disbiosi Gastroduodenale non peggiori.
    E più gastroprotettore prendi, maggiore sarà il livello di “disbiosi”.

La Disbiosi si muove dal basso verso l’alto.

Come in un vaso che si va riempiendo, essa parte dal colon e raggiunge l’intestino tenue. Da qui, raggiunge il duodeno e dal duodeno risale allo stomaco. E dallo stomaco all’esofago e alla cavità orale il passo è breve (hai presente le afte e il sapore di bile?).

So che queste informazioni possono suonare stonate, strane o rivoluzionarie e che nessuno te l’ha mai detto così chiaramente come me, ma purtroppo, essendo chirurgo, vengo criticato da un “gruppo fb” di farmaco-dipendenti da gastroprotettore (so che siete li a leggermi, vi “compatisco” ma vi voglio anche bene!) perché per loro non essendo un Gastroenterologo non avrei diritto di parlare.
A favore di costoro (e a confermare che vi voglio bene e vi “compatisco”), alla fine di questo post troverete link a due lavori originali del prof. Gasbarrini, gastroenterologo italiano, docente universitario e primario a Roma, nonchè rinomato e rispettato conferenziere nel mondo.
Lascio alle sue parole e ai suoi lavori scientifici la validazione di ciò che ho appena scritto.

Lo sentirete parlare in video qui: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2543837042530189&id=1586526338261269 .

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Fonti :

  • https://www.pharmastar.it/news/gastro/microbiota-gastrico-e-cancro-dello-stomaco-qual-e-il-collegamento-19836
  • https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26372828
  • https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/pmc5086557/

Ma è davvero tutta colpa dell’Helicobacter o ci nascondono qualcosa?

Caro diario, oggi scrivo amareggiato per tutta una serie di domande ricevute negli ultimi giorni, tutte accomunate dal sintomo “reflusso” – che gli italiani scambiano per “gastrite”.
Permettimi questo sfogo.
Da quando la pubblicità ci ha donato i “gastroprotettori”, questo il nome accattivante che i maghi del marketing hanno sostituito al meno compresibile “Inibitore della Pompa Protonica”(IPP), la malattia gastrica avrebbe dovuto essere scomparsa. E invece non è così…

Gli inibitori della pompa protonica (PPI) sono da sempre utilizzati per il trattamento delle gastriti con ulcere peptiche (cioè da acido gastrico) e hanno dimostrato altissime percentuali di efficacia nella cura delle ulcere anche in meno di due mesi!
Anche quando somministrati per un breve periodo a protezione dello stomaco durante terapie di un certo tipo, hanno dato un grande sostegno.

Ma l’estensione del loro uso al Reflusso Gastroesofageo, che con la gastrite non c’entra una nulla, e a qualsiasi altro disturbo gastroduodenale legato all’acido, ha messo in allarme i sistemi sanitari di tutto il mondo.

La letteratura è chiara:
gli IPP sono fantastici a bloccare la produzione di acido gastrico, ma usarli a lungo – cronicamente per anni – per dei SINTOMI che cambiano appena si cambia Alimentazione, può rendere gli effetti del FARMACON (in greco: veleno) peggiori della malattia che dovrebbe curare .

Ed usarli per anni non fa assolutamente bene. A peggiorare la cosa, TUTTI temono la presenza dell’Helicobacter Pylori (HP) senza ricordare che SOLAMENTE il 20% dei pazienti si porta addosso “uno di quelli pericolosi” (ureasi positivi) che può dare un tumore allo stomaco. Sono tutti convinti che sia l’HP la causa dei problemi e piuttosto che cambiare alimentazione, accettano di assumere terapie antibiotiche duplici o triplici – raccomandate per l’eradicazione dell’HP dallo stomaco umano – convinti che così si risolveranno i loro problemi.

Ma dopo il malessere tipico da antibiotico-terapia, anche se L’HP lo hai eliminato, spesso i sintomi sono gli stessi. E i farmaci prescritti sono gli stessi. E i pazienti si chiedono angosciati: a che cosa è servito?
Spesso i sintomi addirittura peggiorano ed aumentano del 60% il reflusso e del 40% l’asma. La digestione peggiora, dura secoli. La pancia si gonfia come se fossi incinta nel giro di pochi minuti, anche mangiando pochissimo.
Sintomi curiosamente sovrapponibili al “colon irritabile”.

Con l’aumento esponenziale della prescrizione di IPP e le “eradicazioni” dell’HP assistiamo, a livello mondiale, ad una riduzione del Tumore Gastrico ed è un bene, ma a livello epidemiologico assistiamo ad un aumento del Tumore dell’Esofago ed è molto male!
Perché tutto questo? Come si spiega dal punto di vista clinico ed epidemiologico?

L’Helicobacter Pylori è un vecchio amico, ce lo portiamo addosso da almeno 100.000 anni e se da un lato, sembra essere implicato nel tumore dello stomaco (solo nel 20% dei pazienti affetti da HP), dall’altro ci proteggere dal Tumore all’Esofago, ed ucciderlo, significa aumentare il Reflusso Gastroesofageo del 60%, come si legge in letteratura dal 1995.
(dott. Blaser MJ).

Quindi… Cosa dice la letteratura internazionale?
Che l’Helicobacter Pylori è causa di gastrite e cancro allo stomaco. Ma la letteratura internazionale è totalmente d’accordo, oltre ogni ragionevole dubbio? Purtroppo no…
A dispetto di quello che dicono i media e il vicino di casa, non è universalmente chiaro come la presenza di HP influenzi la composizione della comunità Microbica gastro-duodenale (batteri nello stomaco) quando invece SI SA CON CERTEZZA CHE la somministrazione di GASTROPROTETTORE CAUSA ALTERAZIONE del MICROBIOTA GASTRICO in direzione di una comunità di microbi più cancerogeno (cioè, dominato da batteri che predispongono a infiammazione e cancro).

Suggerendo così, che H. Pylori potrebbe essere solo un indicatore, ma non la causa di queste alterazioni.

Quindi, perché ci ostiniamo a guardare solo a questo batterio ma non guardiamo ad altre cause, come le schifezze che mangiamo (sostanze cancerogene nei cibi bruciati e negli insaccati) o lo stile di vita che facciamo?
E soprattutto perché non guardiamo a tutti gli altri batteri del tubo digerente, senza i quali non vivremmo?
Batteri, che quando sono in Squilibrio (Disbiosi) danno, tra le altre cose, Gastrite, Reflusso, digestione lenta e pancia gonfia.
Nella nostra mentalità riduzionistica e drogata dalla pubblicità, crediamo che i 2-3-4 antibiotici facciano effetti solo sull’HP, come se, per gli altri batteri fossero solo acqua fresca.

Non consideriamo gli effetti a 360 gradi su un tubo lungo 8 metri con 450 metri quadrati di superficie ricoperta da migliaia di specie batteriche che convivono in equilibrio dinamico.
I Bifidobatteri e i Lattobacilli non si trovano in natura ed i cibi confezionati del supermercato sono sterili, per ovvie ragioni.

Indipendentemente dai meccanismi con cui gli IPP influenzano i microbi, spegnere il meccanismo che produce acido gastrico, oltre che RENDERE PIÚ LUNGA E DIFFICOLTOSA LA DIGESTIONE, aumenta il numero di batteri diversi dall’H. Pylori sia nella mucosa gastrica che nel lume dello stomaco.
E spegnere l’acido permette ai batteri cattivi di entrare dentro di noi con il cibo. provocando reflusso biliare (e batterico) duodeno-gastrico e gastro-esofageo. Così i pazienti che sentono amaro in bocca o reflusso non acido non si preoccupano, e si sbagliano…

Sono convinto che, sia nel caso in cui è davvero l’HP la causa del problema, sia nel caso in cui indichi una Disbiosi, il fuoco vada combattuto con il fuoco, ovvero con i Probiotici.

Perchè se antibiotici e gli IPP RISCHIANO DI PEGGIORARE e cronicizzare il tutto – i batteri è meglio farseli alleati ed usarli terapeuticamente.

Quindi, riassumendo, se cerchi di eliminare l’HP, non togli il problema, stai solo zittendo un indicatore di qualcos’altro. Come se staccassi la spia della benzina della macchina: quella spia non ti da più fastidio, ma tu rimarrai fermo in mezzo la strada con la macchina che non riparte. E non saprai perché…
Infatti, indipendentemente dai meccanismi con cui i gastroprotettori influenzano i microbi, spegnere il meccanismo che produce acido gastrico, oltre che rendere piú lunga e difficoltosa la digestione, aumenta il numero di batteri diversi dall’H. Pylori , sia nella mucosa gastrica che nel lume dello stomaco.

In pratica, il gastroprotettore fa’ danni sulla composizione dei batteri. Danni che cronicizzano il problema, ma che ti permette di mangiare ciò che vuoi senza avvertire il bruciore. Bello no? È quello che vuoi? Se si, allora continua a prendere il tuo gastroprotettore.
Altrimenti, devi impegnarti a capire cosa fa’ sul tuo organismo quello che mangi , per capire cosa il tuo corpo sta tentando di dirti…

Per questo consiglio sempre di farsi tre domande a chi ha il “colon irritabile” (che sempre si accompagna a gastrite e reflusso):

  1. Chiedersi QUALE CIBO IRRITA IL MIO COLON, identificarlo e provare a toglierlo anche per un periodo breve.
  2. I sintomi da Gluten Sensitivity non celiaca (NCGS) si sovrappongono spessissimo ai sintomi del colon irritabile. Chiedersi se è possibile che togliendo i cereali, anche solo per breve periodo, tu possa sentirti meglio.
  3. A chi assume IPP da anni, giacché è altamente probabile che si sia creato uno squilibrio dei batteri dell’intestino con problemi di candida o coi lieviti chiedersi se non sia il caso di fare un esame che definisce con esattezza qual è lo squilibrio batterico e come curarlo.

Se segui questa pagina di divulgazione e informazione medica gratuita sai anche che risveglia le coscienze di chi ha detto basta al malessere e alla “medicina superficiale” la quale guarda ai sintomi senza curare le cause.

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Fonte:
articolo del Prof. Gasbarrini, un grande Gastroenterologo di fama internazionale, che stimo molto.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/pmc5086557/ (articolo del 2016) .

Carenza Vitaminica, la lezione “dimenticata” dai medici – Parte 1

Parte 1

Gastrite Atrofica, ferro basso, Anemia Perniciosa, e gastroprotettore

Hai presente quando il livello di ferro del sangue è talmente basso da averlo sotto i piedi? Il tuo medico ti fa assumere ferro in fiale e compresse come se non ci fosse un domani e dopo mesi di terapia il ferro nel sangue è ancora basso?

Molti temono un brutto male (e vanno dall’ematologo o dall’oncologo), altri vedono una anemia e sentono una grande stanchezza che non sparisce nemmeno con quintalate di ferro.

Ma nessuno guarda più allo stomaco o alle carenze vitaminiche nel sangue.

Io non ricordo se ero fisicamente presente alla lezione in cui ne hanno parlato, o se i miei docenti me lo domandarono agli esami ma – come qualunque studente di medicina – so che il ferro non viene assorbito per virtù dello spirito santo, ma necessita di tre cose:

  1. la giusta acidità nello stomaco (e le cellule che producono il fattore di castle),
  2. la vitamina B12 (o Cianocobalamina) che viene “agganciata” dal fattore di Castle per essere assorbita nella parte distale dell’intestino tenue,
  3. i Bifidobatteri (ma questa è storia x un altro post).

Quindi, a che serve farti bere litri di ferro se poi hai una Anemia Perniciosa da acloridria e quel ferro non puoi assorbirlo?
Ok, so che sto correndo, come il mio solito.
Andiamo per gradi.

Permettimi di presentarti la Acloridria, la Gastrite Atrofica e l’Anemia Perniciosa. .

La Gastrite Atrofica (GA) si verifica in circa il 2% della popolazione con prevalenza elevata nelle donne anziane. In questa malattia autoimmune cronica, il sistema immunitario produce “auto-anticorpi” contro le cellule della parete gastrica, responsabili sia della produzione di acido gastrico che di fattore intrinseco (o Fattore di Castle) – quello che citavo poco fa.

Nelle fasi più avanzate, questi cambiamenti causano acloridria, cioè assenza di acido (cloridrico) gastrico. Sarebbe quindi inutile o controproducente prescrivere un gastroprotettore perchè la acloridria la mantiene o la peggiora. . La conferma? in quei pazienti che “si fanno” di gastroprotettore da anni (o che se ne fanno 80 mg al giorno) la acloridria compare comunque.

La riduzione dei livelli di fattore intrinseco provoca malassorbimento di vitamina B12. Più recentemente, sono stati riportati casi di carenza di ferro e Anemia Sideropenica (da carenza di ferro) insieme alla GA, anche nei pazienti più giovani.

Inoltre, la carenza di diverse vitamine e micronutrienti come Vitamina C, vitamina D, Acido folico e Calcio è spesso descritta in pazienti con la GA ma anche nella Acloridria di lunga data dovuta a lunghe terapie con Inibitori della pompa protonica (gastroprotettori o IPP) oppure a causa di un intervento di asportazione dello stomaco (per tumore, per ulcere perforate ma anche per non necessari interventi di dimagrimento).

Il meccanismo alla base di questi cambiamenti sembra essere la combinazione di uno o più di questi quattro:

  1. l’aumento della distruzione dei nutrienti (come per la vitamina c),
  2. la riduzione dell’assorbimento dei nutrienti nella mucosa gastrica (o interruzioni nell’assorbimento intestinale),
  3. l’elevato ph (poca acidità, alcalinità o acloridria) dello stomaco,
  4. eccessiva crescita batterica (disbiosi gastrica e/o concomitante sovracrescita batterica e fungina del piccolo intestino).

L’Anemia Perniciosa (AP) è la causa più comune di “Anemia Megaloblastica” nei paesi occidentali, e risulta da un ridotto assorbimento di Cobalamina (Vitamina B12) per la mancanza di produzione del fattore intrinseco di Castle a sua volta causata dalla distruzione delle cellule parietali dello stomaco.

La B12 è importante in numerosi processi biologici, come la sintesi e la regolazione del DNA, la produzione di energia e la produzione di Globuli Rossi. Non può essere sintetizzata nel corpo umano, ma dovrebbe essere introdotta con il cibo (con le proteine). Risulta infatti carente (e andrebbe integrata!) in chi fa una scelta di vita vegana o vegetariana.

La carenza di vitamina B12 può causare:

Anemia Macrocitica, Iper-Omocisteinemia (che aumenta il rischio di aterosclerosi e trombosi), manifestazioni neuropsichiatriche (come parestesie, debolezza, anomalie dell’andatura) cambiamenti cognitivi o comportamentali. . Suona simile a sintomi tipici del colon irritabile, della sensibilità al glutine e alla fibromialgia. Curioso, no? .
Certo, ci sono anche rare alterazioni genetiche che bloccano l’assorbimento della B12, ma in letteratura la prevalenza della carenza di vitamina B12 tra le persone anziane può variare tra il 5% e il 40% a seconda del valore ematico analizzato della vitamina B12.

La gastrite autoimmune (Anemia Perniciosa) è la causa più comune di grave carenza di vitamina B12 a causa del malassorbimento di Cobalamina dal cibo soprattutto negli anziani.
Tuttavia l’uso di alcuni farmaci – come inibitori della pompa protonica (gastroprotettori), inibitori del recettore H2 (cimetidina, ranitidina), metformina o colesteramina – interferiscono con l’assortimento della B12.

Sembra che la GA e la AP siano sotto-diagnosticate nei nostro civilizzato mondo e che vengano “curate” con prescrizioni croniche di ferro, a volte anche con B12 e Folati, senza che nessuno si vada a chiedere il perché e senza che ci si sforzi di fare diagnosi.

Amo le vitamine, svolgono funzioni vitali e mai dovrebbero sottovalutate quando si presenta una malattia, anche perché la terapia è abbastanza economica e non necessitano di prescrizione medica (non la C, non la D, non la B12 o i Folati) .

Per questo ti lascio con tre consigli:

  1. Assumi più che puoi alimenti ricchi di vitamine (zuccheri e farina 00 ne sono assolutamente privi).
  2. Nel caso di Ferro basso, nelle tue analisi del sangue pretendi di aggiungere Omocisteina, vit. B12, vit. D 25 (OH), Folati, Calcitonia e Paratormone.
  3. Sospetta sempre che una Anemia Perniciosa possa essere l’effetto collaterale di uno dei farmaci (utile o inutile) che stai assumendo.

Perchè la tua salute vale, e se stai assumendo farmaci x il motivo sbagliato stai pesando inutilmente su un sistema sanitario morente.

Helicobacter Pylori e gastrite. È vero che si cura con vitamina C ?

10 sett ore 07,07

La vitamina C o Acido Ascorbico è uno dei micronutrienti essenziali per la salute umana, ma a causa di diverse mutazioni genetiche, noi esseri umani – a differenza della maggior parte degli animali – abbiamo perso la capacità di produrla.

In sintesi, sono due le principali funzioni della vitamina C:
come antiossidante e come cofattore è coinvolta nella sintesi di carnitina, collagene e neurotrasmettitori.

Come antiossidante, la vitamina C protegge il corpo da vari effetti deleteri dei radicali liberi. Bassi livelli di vitamina C sono stati associati a molte condizioni, tra cui lo scorbuto, la tendenza al sanguinamento, la guarigione ritardata della ferita, l’anemia, alcuni tumori, infezioni varie, ecc.

Per quanto riguarda l’Ulcera Peptica e le sue complicanze, è noto che la carenza di Acido Ascorbico è correlata all’elevata presenza di gastrite e sanguinamento, da Ulcere Gastriche e Duodenali. Infatti, livelli più bassi di Vitamina C, sia nel succo gastrico che nel siero, sono stati ripetutamente associati a pazienti con Gastrite da Helycobacter Pylori e Ulcere Peptiche. .

Normalmente, le concentrazioni di Ascorbato della ghiandola gastrica sono da tre a sette volte superiori ai livelli plasmatici, indicando che l’Acido Ascorbico viene attivamente trasportato o secreto dal plasma dentro il succo gastrico.

Supplementazioni di Acido Ascorbico hanno invece dimostrato di essere inversamente correlati al Cancro Gastrico (più se ne ha e meno incidenza di tumore gastrico si ha).

Ma che c’entra l’Helicobacter Pylori?

Da quando l’Helicobacter Pylori (HP) è stato identificato nel 1982, la Gastrite e l’Ulcera Gastrica e Duodenale sono state gradualmente viste come conseguenza di una malattia infettiva.
Si calcola che l’HP colpisca più del 50% della popolazione mondiale di cui moltissimi non hanno nessun sintomo. Solo 1 o 2 persone su 10 – non tutti, quindi – potrebbero sviluppare Gastrite Cronica o Ulcerazione Peptica.

Più raramente si possono sviluppare Tumori Linfoidi associati alla mucosa o persino Adenocarcinoma gastrico.
In questi pazienti (10-20% di quelli che hanno l’HP) l’eradicazione del batterio è efficace per la Gastrite, l’Ulcera Peptica e per scongiurare il Linfoma precoce (maltoma). Ha anche il potenziale di ridurre il rischio di sviluppo del Tumore Gastrico, sebbene questo tumore sia certamente associato al consumo di prodotti troppo salati, ai fritti o ai cibi cotti oltre certe temperature.

Numerosi rapporti clinici mostrano che la carenza di Acido Ascorbico (vitamina C) è stata connessa con le Gastrite e questo lo si sapeva già dagli anni ’30.
Mentre l’eradicazione di HP ha dimostrato di aumentare i livelli di vitamina C, i benefici dell’assunzione orale di vitamina C per l’eradicazione di HP è controversa. Cioè: nessuno studio lo dimostra oltre ogni ragionevole dubbio.

L’ eradicazione di H. Pylori può invertire l’effetto negativo e aumentare i livelli di vitamina C nel siero e nel succo gastrico. Ma complici le quantità diverse, il tipo di somministrazione e il tipo di varianti statistiche, gli studi scientifici sull’assunzione orale di Acido Ascorbico ha riportato risultati ambigui (a volte si, a volte no) nella capacità di eradicazione dell’HP.

Mentre continuo ad approfondire questi affascinanti studi sull’uso della vitamina C nelle gastriti e nelle infezioni da HP, mi permetto di proporre tre suggerimenti :

  1. aumenta nella dieta la quantità di cibi contenenti vitamina C (cerca la lista su google),
  2. la vitamina C è (quasi) priva di effetti collaterali: se soffri di Gastrite o Reflusso inserisci dosi di 500/1000 mg ai pasti, a stomaco pieno,
  3. approfondisci l’argomento con i link che trovi qui sotto o tramite il gruppo ufficiale di studio e condivisione di informazioni, gestito da Luigi Garzillo.
    https://www.facebook.com/groups/368217367341597/

Perché la tua salute vale!

Fonti:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/pmc3798080/ https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/pmc6102328/ https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/pmc3874117/

Gastroprotettore, il termine frainteso. Video Conferenza presso Cambiovita Expo – Catania

Per anni abbiamo dato per scontato che la percezione del bruciore alla bocca dello stomaco fosse Gastrite. E forse ci sbagliavamo…

E per anni, guidati dalla pubblicità e dai consigli degli amici, abbiamo dato per scontato che non ci fosse nulla di meglio da fare, che assumere un Gastroprotettore.

Che non ci fosse nulla di male nel farlo. Né effetti collaterali a breve, medio e lungo termine. Che fosse come l’acqua fresca. Anzi, forse ci siamo fatti ingannare proprio dal termine “protezione”.
E su questo per anni ci siamo sicuramente sbagliati.

Certo, questi farmaci hanno cambiato il profilo della medicina e hanno anche avuto un impatto non indifferente sulla riduzione degli interventi chirurgici sullo stomaco.

Ma visto che gli errori di prescrizione in Italia raggiungono anche il 71%, non sorprende che oltre un miliardo di euro di spesa sanitaria (dati 2017) si spendono proprio per i “gastroprotettori”.

Così il Ministero – assieme alle tre più grosse associazioni di categorie mediche – da tre anni lanciano allarmi e richiami sull’uso responsabile. Specialmente negli anziani.

Considerando i noti effetti collaterali, ti aspetteresti che qualunque medico che li prescrive ne sia a conoscenza e sia quindi completamente responsabile rispetto alla terapia nei confronti di un paziente.

L’articolo 13 del codice deontologico medico è quindi la diapositiva d’apertura del mio intervento registrato Sabato 27 aprile, a Catania, in occasione del Cambiovita Expo.

Segui questa ed altre informazioni sulla pagina di gratuita divulgazione medica e scientifica che gestisco su Facebook:
https://www.facebook.com/dottgabrieleprinzi/

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Vai al Video della Conferenza “Gastroprotettore, il termine frainteso”.
Durata totale del video: 46 minuti .

 

 

I gastroprotettori sono causa di osteoporosi e altri gravi problemi

Assumere a lungo e magari ad elevati dosaggi di gastroprotettori (PPI) comporta uno spreco di risorse E concreti pericoli per la salute che si inquadrano in tre categorie.

A fare il punto sugli effetti collaterali provvede una review pubblicata su CMAJ (Canadian Medical Association Journal). L’assunzione prolungata può essere infatti gravata da effetti collaterali. Al punto che sia la FDA che Health Canada hanno lanciato degli allarmi per quanto riguarda il rischio di aumento di fratture e di grave ipomagnesemia o iposideremia o anemia.

Gli autori distinguono tre categorie di  eventi indesiderati: interazioni farmacologiche, complicanze non infettive e complicanze infettive.

Eventi indesiderati non infettivi

Due trial randomizzati su volontari sani che avevano assunto per 4-8 settimane dei PPI, hanno dimostrato nel 20-44% la comparsa di dispepsia alla sospensione del farmaco, dovuta a ipersecrezione acida di ‘rimbalzo’ nei soggetti sottoposti a trattamenti prolungati.

L’alterazione dei livelli di pH gastrici, riduce l’assorbimento della vitamina B12 e del ferro. L’uso dei PPI a lungo termine (oltre 2 anni) si associa ad un rischio aumentato dell’83% di deficit di vitamina B12. Uno studio ha dimostrato che l’assorbimento di ferro risulta ridotto già dopo due mesi di terapia con PPI, mentre un altro trial ha dimostrato che i soggetti in terapia cronica con PPI presentano un ridotto valore di emoglobina e un volume corpuscolare medio inferiore.

Quindi i gastroprotettori sono causa di anemia.

A rischio, con il trattamento prolungato con PPI (soprattutto in chi li assume da oltre 5 anni), anche l’assorbimento di magnesio. L’ipomagnesemia grave può causare una serie di problemi, dalla tetania, alle convulsioni, alle aritmie. Per questo l’FDA raccomanda a tutti i cardiopatici ad alto rischio, che richiedano un trattamento prolungato con PPI, di controllare periodicamente la magnesemia.

Diverse revisioni sistematiche hanno dimostrato un’associazione tra impiego di PPI e il rischio di fratture, sia negli uomini che nelle donne. Un’associazione questa mai osservata con la ranitidina. Alla base di questo effetto potrebbe esserci la ridotta biodisponibilità orale di calcio indotta dai PPI; ipergastrinemia e lieve ipomagnesemia inoltre stimolano la produzione di PTH che induce un maggior riassorbimento dell’osso. Un’altra ipotesi vuole che i PPI inibiscano le pompe protoniche degli osteoclasti, portando così ad un’aumentata attività degli osteoclasti e ad un’alterazione diretta del metabolismo osseo.

Uno studio osservazionale su dati provenienti dal German Study on Aging, Cognition and Dementia in Primary Care Patients, ha dimostrato che

L’uso di gastroprotettore si associa ad un’aumentata incidenza di tutte le forme di demenza  (+ 38%) e soprattutto di Alzheimer (+ 44%). 

Il lansoprazolo aumenterebbe la produzione di proteina beta amiloide, implicata nella patogenesi dell’Alzheimer. Il gastrin releasing peptide, che risulta elevato negli utilizzatori di PPI, è implicato nella modulazione delle funzioni cerebrali correlate allo stress e all’ansia.

Insomma ce n’è abbastanza di che riflettere sull’opportunità di prescrivere i gastroprotettori in maniera indiscriminata, senza una corretta indicazione o a tempo indefinito. Gli autori della review suggeriscono

il dosaggio più basso e per il periodo più breve possibile secondo le necessità!

Raccomandano anche la rivalutazione periodica dei pazienti per cogliere eventuali stati carenziali o effetti indesiderati da trattamento prolungato con PPI, per arrivare ad operare scelte efficaci e che assicurino dei trattamenti di elevato livello.

Il tuo medico curante o lo specialista non ti rivaluta?

Male, molto male. Affidati a un professionista capace di ascoltare e preparato ad istruire, ha un valore incalcolabile. Perché la tua salute vale!

#latuasalutevale #dottgabrieleprinzi #informareeguarire #eubiosivitale#microbiotaEsalute #affidatiallesperto #umaniNONrobot

La gastrite tra le cause principali dell’aumento delle tasse?

Mal di pancia? Digestione difficile? L’acido brucia la bocca dello stomaco e sale in gola? Ti capita spesso? E non ci pensi più perché tanto tanto hai la “magica pillolina”?

Houston, abbiamo un problema!  E’ la gran quantità di farmaci gastroprotettori prescritti in Italia (4 sono nella top ten dei farmaci più venduti); dai dati Europei ed Italiani del 2012, si stima che tra il 25 e l’80% dei pazienti ricevano prescrizioni con gastroprotettori senza un’indicazione terapeutica appropriata (scarica il documento qui). Pensiamo che tanto queste pilloline ce le passa lo Stato? Ci sembrano gratuite e innocue? Eh no, sembrano innocue ma sopratutto sembrano gratuite! Ma in effetti le paghiamo due volte! 

Le medicine che ti passa lo Stato te lo ritrovi poi nel conto delle tasse!  Quindi lo paghi tu, lo pago io, lo pagano i nostri figli. In più, considerando la lunga e nota sfilza di effetti collaterali pericolosi e gravi (più di quanto si possa immaginare!), considerando che spesso questi farmaci sono frutto di una prescrizione non appropriato o frettolosa (o una visita di appena 9 minuti), ecco spuntare l’altro “costo”.

Cioè: prendi farmaci per il motivo sbagliato, non risolvono il tuo problema, e a lungo andare ti costringono a comprare altri farmaci per risolvere gli effetti collaterali di un farmaco inappropriato.

Tutto questo non può non avere un peso sul Sistema Sanitario Nazionale (esami, farmaci, ricoveri, accertamenti, eccetera) e di nuovo il “costo” viene scaricato sulle tasse!  Non fraintendermi: la storia della medicina è cambiata radicalmente con i nuovi gastroprotettori (inibitori di pompa protonica o PPI), e in certe patologie la gastroprotezione è necessaria: è il caso della gastrite acuta o dell’ulcera gastrica o duodenale acuta. 

La gastroprotezione serve per la guarigione ma poi va sospesa, perché gli effetti collaterali si hanno anche per somministrazioni di 1-2 mesi. Quindi, l’assunzione a vita di un gastroprotettore non risolve il problema, non lo fa sparire. 

Piuttosto, lo cronicizza perchè poi diventi schiavo/a del gastro-protettore e “credi” di non poterne fare a meno; oppure diventi schiavo/a di altri farmaci, che servono a tamponare gli effetti collaterali dei gastroprotettori. Infatti, ti servono gli integratori vitaminici del gruppo B, gli antibiotici contro la colite e la polmonite, i farmaci contro la diarrea, gli integratori di calcio eccetera. 

 E se dalle statistiche si evince che tra il 25 e l’80% dei pazienti riceve una terapia inappropriata,  nel 30% dei pazienti la terapia è assolutamente inefficace.  Bello eh? Ti sei già guadagnato la gratitudine delle case farmaceutiche a vita.

La domanda quindi è: quello che “credi” sia gastrite … è una malattia dello stomaco oppure è il sintomo dello stile di vita sregolato?

E come sarebbe se, cambiando alcune cose del tuo stile di vita, la gastrite va via? Non ne saresti felice? Conoscendo gli effetti collaterali, quanto saresti disposto/a a fare piccoli aggiustamenti delle tue abitudini ed evitare di diventare schiavo delle pillole e delle case farmaceutiche che li vendono allo Stato?

E non sarebbe bello sapere che hai un ruolo attivo nella gestione della tua salute? Che hai un ruolo attivo e puoi scegliere? In questo ragionamento, noi medici abbiamo un ruolo importante, perché tornando al ruolo di educatori, possiamo istruire i pazienti su cosa mettere in pratica per guarire da ciò che “credi” sia “gastrite” o dal reflusso. Partire dal gestirsi nel mangiare (sopratutto la sera), imparare certi comportamenti, abbandonare per sempre le famose “pilloline” quando sono frutto di prescrizioni inappropriate o dannose.

Il tuo medico curante o lo specialista fa visite che durano 9 minuti? Considera costi e benefici, effetti terapeutici ed effetti collaterali. Ti avvisa dei rischi? Si informa del tuo stato di salute e dei tuoi miglioramenti? Non rivaluta la tua terapia? non lo fa? Male, molto male. Affidati a un professionista capace di ascoltare e preparato ad istruire, ha un valore incalcolabile. Perché la tua salute vale!

Il bruciore di stomaco, sintomo di qualcosa di più profondo

I farmaci che inibiscono la pompa protonica (PPI) sono tra i protettori gastrici maggiormente prescritti in Italia. Secondo diverse ricerche scientifiche, questi farmaci hanno effetti collaterali più gravi di quanto si possa pensare.

Protettori gastrici come omeprazolo, pantoprazolo, lansoprazolo, esomeprazolo, o rabeprazolo, sono accusati di aumentare il rischio di demenza. L’avvertimento arriva da uno studio, pubblicato su JAMA Neurology ad aprile del 2016, effettuato dai ricercatori dell’Università di Bonn e di Rostock (qui l’originale articolo in inglese). La correlazione tra questa classe di medicinali e la demenza era già emersa negli anni passati.

Questo lavoro scientifico ha coinvolto un totale di 73.679 partecipanti di 75 anni di età o più anziani e privi di segni di demenza. É stata così condotta un’analisi retrospettiva, relativa agli anni 2004- 2011 e fornisce un’importante conferma che chi utilizza protettori gastrici corre un rischio una volta e mezza in più di sviluppare una demenza.

La ricerca fa riferimento anche ad altri studi che hanno visto l’uso degli Inibitori di Pompa Protonica associato all’incremento della sostanza Beta-amiloide (responsabile dell’Alzheimer) nel cervello dei topi trattati. Un conclusione decisamente allarmante, se considerate che gli gastroprotettori (omeprazolo, pantoprazolo eccetera) sono tra i farmaci più prescritti nel nostro Paese.

Non è chiaro ancora quale sia lo specifico meccanismo, perché questi farmaci fanno danni a vari livelli. I gastroprotettori riducono l’assorbimento di vitamina B12, di calcio, di magnesio e modificano in maniera profonda la capacità di digestione ed assorbimento di microelementi fondamentali per la salute. Inoltre intervengono nel funzionamento di determinati enzimi peggiorando ancora di più l’assorbimento dei nutrienti da parte dell’organismo.

A voler peggiorare il quadro, i gastroprotettori sono causa della comparsa di macromolecole “antigenicamente attive”, che  stimolano cioè il nostro sistema immunitario alla produzione di molecole infiammatorie e allo sviluppo di allergie e intolleranze alimentari.  Alle preoccupazioni va ad aggiungersi il dato che spesso questi medicinali sono “auto-prescritti” dai pazienti stessi per terapie anche lunghe come se fosse acqua fresca, oppure da medici che non sono consapevoli dei rischi a lungo termine.  Spesso, vengono addirittura prescritti per trattare problemi di sospetto “reflusso gastrico”, quando invece basterebbe mettere in pratica il decalogo comportamentale che è riconosciuto – a livello internazionale – ridurre o far scomparire il reflusso. 

Da una parte la gastrite, dall’altra il reflusso, nel mezzo alzheimer, demenza e allergie alimentari, che a lungo andare portano ad assumere altri farmaci o costosi integratori. Ma qual è la soluzione meno rischiosa? 

Noi medici dobbiamo ritornare la ruolo di educatori, insegnare ai loro pazienti come loro stessi possono mettere in pratica ciò che serve per guarire dalla “gastrite” o dal reflusso. Basta sapersi gestire nel mangiare (sopratutto la sera) e imparare certi comportamenti, per abbandonare per sempre le famose “pilloline”. 

Il tuo medico curante o lo specialista non ti rivaluta? Male, molto male. Affidati a un professionista capace di ascoltare e preparato ad istruire, ha un valore incalcolabile. Perché la tua salute vale!

Pensi di essere malato di gastrite?

Milioni di Italiani “credono” di soffrire di gastrite, così i farmaci più venduti in Italia in assoluto (con o senza ricetta medica) sono gli inibitori di pompa protonica o i più classici “antiacidi”. Le case farmaceutiche ringraziano i maghi del marketing pubblicitario.

Platone, grande filosofo greco dell’antichità (427-348 A.C.) scriveva che ci sono due tipi di “medicina”:

“Esistono due tipi di medicina: quella degli schiavi e quella degli uomini liberi. Quella per gli schiavi deve rimuovere velocemente il sintomo perché possano tornare velocemente al lavoro. Quella per gli uomini liberi deve capire il sintomo, il suo significato per la salute complessiva del corpo, per l’equilibrio della persona e per la sua famiglia.”

Quindi, la “medicina per gli schiavi” cura solamente il sintomo? Fa tornare velocemente al lavoro senza occuparsi della causa? Ottimo, così ogni volta che il “sintomo” si ripresenta ecco che prendiamo la pillolina consigliata dall’amico “esperto” di turno.

In una società iperconnessa le informazioni sono a portata di mano di tutti.  Così, quando abbiamo mal di stomaco – ogni volta che facciamo un’indigestione, prendiamo una infezione virale, o alimenti causa di allergie alimentari ci auto-facciamo la diagnosi e ci auto-prescriviamo il trattamento farmacologico.

Fortunatamente, la maggior parte dei problemi addominali non sono gravi e il trattamento è sufficiente per la risoluzione temporanea del sintomo. Ma quando questi sintomi sono presenti da anni (o senti  che aumentano) potresti accorgerti che aumenta anche il numero pilloline che stai prendendo.

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 E qual’è la diagnosi  che viene più spesso alla mente?  Considerato il bombardamento mediatico con spot e pagine pubblicitarie, non c’è da stupirsi che nella mente degli Italiani la spiegazione che primeggia su tutte è “GASTRITE”.  Allora, vediamoli un pò i sintomi della “gastrite”.

SINTOMI DELLA GASTRITE

La maggior parte dei pazienti affetti da gastrite associata a H. pylori (quasi estinta!) sono privi di sintomi, sebbene alcuni accusino dispepsia lieve o altri “sintomi vaghi”. I pazienti con gastrite erosiva lieve sono spesso asintomatici, sebbene alcuni lamentino dispepsia, nausea o vomito.

Spesso, il primo segno di qualcosa di grave è l’ematemesi (sangue vomitato), o la melena (diarrea di colore nero) che si manifesta entro 2–5 giorni dall’evento scatenante. Ma anche la sarcofobia (fobia per la carne) e l’anemia sono sintomi da non trascurare.

Ovvio che in casi gravi (vomito, ematemesi, melena) bisogna sempre cercare un medico, uno specialista o, in caso di necessità (nel caso di forte dolore al petto) andare al pronto soccorso più vicino. I sintomi, presi globalmente, variano in base alla causa o alla gravità, ma spesso sono scambiati per una semplice indigestione (dispepsia). Ma è anche vero il contrario: non è che spesso scambiamo i sintomi di indigestione per gastrite? Allora, vediamoli un pò i sintomi della indigestione!

SINTOMI DELLA INDIGESTIONE

Pancia gonfia, digestione difficile,  flatulenza e stitichezza o diarrea, bruciore alla bocca dello stomaco (addominale o toracica) con il sapore di acido che sale in gola o che impesta la bocca al mattino, eccetera. Se consideri il sistema digerente come un tubo (dalla bocca all’ano), l’indigestione è causata o da un eccesso di cibo nello stomaco o nell’intestino o da un “blocco” a valle dello stomaco.

Nell’uno come nell’altro caso, la sensazione di bruciore alla bocca dello stomaco (pirosi retrosternale) è causata dal reflusso di acido gastrico verso l’esofago (il tubo che collega la bocca allo stomaco) che è privo di qualunque protezione contro l’acido.

Se non è la gastrite, cosa causa questo reflusso acido?

– Alcuni cibi come gli agrumi, i pomodori, la salsa di pomodoro, il cioccolato, l’alcol (sopratutto superalcolici), le bevande gassate e quelle contenenti caffeina;

– Lo stress e la rabbia repressa;

– La contrattura del diaframma (è il muscolo principale della respirazione, quindi anche i problemi polmonari e bronchiali possono influire); 

– Intolleranza al lattosio (almeno una persona su quattro ha difficoltà a digerire il lattosio, zucchero presente naturalmente nei prodotti in latte, gelati e formaggi);

– Mal assorbimento del fruttosio (uno studio dell’università del Kansas Medical Center rileva che quasi la metà dei pazienti lamentano la presenza di gas e gonfiore nello stomaco dopo aver mangiato 25 grammi di fruttosio perché non in grado di digerire correttamente il fruttosio);

– Gomme da masticare contenenti sorbitolo (uno studio su Gastroenterology dimostra che 10 grammi di sorbitolo  – l’equivalente di alcune caramelle senza zucchero – causano gonfiore di stomaco, 20 grammi provocano crampi e diarrea);

–  Farmaci antiinfiammatori, cortisonici, antidepressivi (SSRI): tra questi ci sono l’aspirina, l’ibuprofene (brufen), i cortisonici (come il prednisone) e l’alcol. Altri farmaci possono causare crampi, diarrea e costipazione (antidiarroici, lassativi, antibiotici e integratori di ferro).

La lista è esemplicativa ma non esaustiva, ed è possibile che ci sia una spiegazione più utile rispetto a “gastrite”, perché chi ha un reflusso acido non sempre trova beneficio nell’uso dei gastroprotettori. Quindi li prendi per il motivo sbagliato? E ti becchi solamente gli effetti collaterali?

I protettori gastrici come omeprazolo, pantoprazolo, lansoprazolo, esomeprazolo, o rabeprazolo, sono accusati di aumentare il rischio di demenza (qui l’originale articolo in inglese), riducono l’assorbimento di vitamina B12, di calcio, di magnesio e modificano in maniera profonda la capacità di digestione ed assorbimento di microelementi fondamentali per la salute.

Inoltre per “salvare lo stomaco” riducono l’assorbimento dei nutrienti che servono all’organismo. In più, quando “digeriamo male” compaiono delle “macromolecole antigenicamente attive” che stimolano il nostro sistema immunitario alla reazione. E producono molecole infiammatorie. E portano allo sviluppo allo sviluppo di allergie e intolleranze alimentari. Così si alimenta un circolo vizioso.

Noi medici dobbiamo ri-tornare la ruolo di educatori, insegnare ai loro pazienti come loro stessi possono mettere in pratica ciò che serve per guarire dalla “gastrite” o dal reflusso. Basta sapersi gestire nel mangiare (sopratutto la sera) e imparare certi comportamenti, per abbandonare per sempre le famose “pilloline”.

Il tuo medico curante o lo specialista ti fanno le domande giuste? Ti ascoltano? Indagano le tue abitudini alimentari e sociali? Credono alle allergie alimentari o ti trattano come un ritardato (capita anche a me)? E rivalutano mai la tua terapia sulla base sei sintomi? O anche tu hai uno specialista da “9 minuti”??

Se non sei soddisfatto del tuo medico o del tuo specialista, affidati a un professionista capace di ascoltare e preparato ad istruire, ha un valore incalcolabile. Anche una sola consulenza è un investimento. Perché la tua salute vale!