Vitamina D e Tiroidite di Hashimoto

QUANDO TI DICONO…
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“La Tirodite di hashimoto è incurabile”,

“È inutile valutare gli autoanticorpi tiroidei”,

“La VITAmina D non serve a nulla e fa venire i calcoli”,

“La dieta non serve a nulla, mangi un po’ di tutto togliendo i fritti”
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Tu chiedi loro se hanno letto questi lavori scientifici.
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E ricorda: senza informazioni non puoi scegliere.
E se non puoi scegliere non stai agendo il libero arbitrio.
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Perché c’è ancora qualcuno che crede che la tua salute vale.
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Buongiorno da Palermo ❤

Rivoluzione Microbiota  Comicost – Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Si può guarire dalla Tiroidite di Hashimoto?

 

Diverse ricerche sperimentali e studi clinici hanno dimostrato che il Mio-Inositolo e il Fosfatidil-Inositolo sono coinvolti nel metabolismo della ghiandola tiroidea.

Il Fosfatidil-Inositolo è importante nella segnalazione intracellulare associata all’ormone stimolante la Tiroide (TSH) nelle cellule tiroidee.
La segnalazione intracellulare del TSH coinvolge due segnali diversi, uno dei quali è Inositolo-dipendente.

Il Fosfatidil-Inositolo è invece coinvolto nell’autoimmunità tiroidea.

Inoltre è influenzato dai disturbi di funzione di alcuni recettori, come quelli del TSH (TSHR), del fattore di crescita 1 insulino-simile (IGF-1R), ed è collegato con Ipotiroidismo e TSH elevato da un lato, e Insulino-Resistenza dall’altro.

Disfunzioni del Fosfatidil-Inositolo sono state evidenziate nella Sindrome Metabolica [diabete, sindrome dell’Ovaio Policistico, Insulino Resistenza) Malattie Autoimmuni e alcuni tipi di Cancro.

Contemporaneamente è stato dimostrato che Iodio e Selenio svolgono un ruolo importante nell’autoimmunità tiroidea.

Infatti, nelle regioni con grave carenza di Selenio, vi è una maggiore prevalenza di Tiroidite Autoimmune…

Questo effetto è dovuto alla ridotta attività della Glutatione Perossidasi dipendente dal Selenio nelle cellule tiroidee; inoltre, gli enzimi dipendenti dal Selenio sono importanti anche nella regolazione del Sistema Immunitario.

Diversi studi hanno dimostrato che anche una lieve carenza di Selenio può contribuire allo sviluppo e al mantenimento delle Malattie Autoimmuni della Tiroide.

Alcuni studi sono stati condotti su pazienti con Tiroidite integrando Selenio
Il risultato?
La riduzione dei livelli di Ab-TPO (anticorpi anti tireoperossidasi).

Recentemente, è stato dimostrato anche l’effetto benefico del  Mio-inositolo in associazione con Seleno-Metionina in pazienti affetti da ipotiroidismo subclinico.

Uno studio Italiano del 2017 ha dimostrato che 6 mesi di terapia ha ridotto sensibilmente i livelli degli anticorpi con stabilizzazione del TSH.
Come?
Usando Mioinositolo in associazione a Seleno-Metionina in pazienti eutiroidei.

Dopo il trattamento, i livelli di TSH sono significativamente diminuiti suggerendo che il trattamento combinato può ridurre il rischio di una progressione verso l’Ipotiroidismo in soggetti con Tiroidite.

Hanno anche confermato che, dopo il trattamento, i livelli di autoanticorpi antitiroidei sono diminuiti.

Come corre d’obbligo ad ogni medico e scienziato dire, sono necessari ulteriori studi per estendere le osservazioni su una vasta popolazione e per valutare l’effetto sulla qualità della vita.

Ma queste due sostanze si aggiungono alla DIETA ANTI-TIRODIEA e all’effetto della VITAmina D per poter fare REGREDIRE LA TIROIDITE.

TI lascio il link qui sotto (lavoro Italiano del 2017) da mostrare al tuo curante, quando ti dice che dalla Tiroidite non si guarisce, che non ti prescrive gli Anticorpi, e che magari ti imbottisce (inutilmente?) di ormone (al singolare) sintetico.

Approfondisci l’argomento, condividi LiberaMENTE ogni singolo post che pubblico e sii fiducioso che una nuova generazione di Ippocratici sta sorgendo e SIAMO TANTI.

Perché la tua salute vale 😉

Comicost – Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

LINK AL LAVORO ORIGINALE:

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28724175/

Celiachia, Gluten Sensitivity e Tiroidite di Hashimoto

Caro Diario,
Riprendo a vergare le tue pagine dopo tanto tempo.

Posso quasi dire che mi è mancato solcare queste pagine con la penna e sentire che posso affidare a te pensieri riflessioni e dubbi…
È così terapeutico!

Come spesso accade, quando pubblico su qualche argomento caldo, ricevo moltissime domande e parecchi dubbi. Com’è successo negli ultimi giorni sulla connessione tra Tiroidite di Hashimoto e Glutine.

E su come la dieta Senza Glutine dimostra di ridurre gli Anticorpi contro la Tiroide (che nessun specialista dosa più…)

Su più di 100 Malattie Autoimmuni, solo nelle condizioni direttamente dipendenti dal glutine (Celiachia, la Dermatite Herpetiforme e Atassia da Glutine) si raccomanda una rigorosa sospensione del glutine.

Tuttavia le attuali conoscenze pubblicate e la comprensione degli effetti collaterali del Glutine, possono offrire diverse linee guida di diagnosi e terapia.

A mio modesto parere, IN QUALSIASI CONDIZIONE AUTOIMMUNE CON SINTOMATOLOGIA GASTRO-INTESTINALE (o inclusa nell’elenco della MANIFESTAZIONI EXTRA-INTESTINALI di enteropatia sensibile al glutine) dovrebbero essere studiati gli autoanticorpi associati alla Celiachia, inclusi gli Anticorpi Anti-Gliadina.

E anche se NEGATIVI, va provata la dieta di prova (di astinenza) dal Glutine.

Poiché il Glutine comprende l’80% delle proteine ​​del grano contemporanee – ed è anche ampiamente usato come additivo alimentare nelle industrie alimentari trasformate – il suo consumo è in aumento parallelamente all’aumento delle Malattie Autoimmuni.

Aumentando il suo contenuto, aumenta la immunogenicità e tossicità e i molteplici effetti dannosi, associati ad alcuni sviluppi delle malattie croniche.

Infatti, il Glutine sembra avere molteplici effetti collaterali:

➡  aumenta la permeabilità intestinale,
➡  cambia la composizione e la diversità del rapporto microbioma/disbioma,
➡  aumenta lo stress ossidativo e cambia i processi epigenetici.

Il Glutine ha dimostrato di essere immunogeno, citotossico, pro-apoptotico e pro-infiammatorio.
E a livello cellulare, riduce la differenziazione e la vitalità cellulare.

Lo sfondo sopra menzionato pone le basi per queste mie parole, cercando di rispondere a tre importanti domande:

      1. Esistono conoscenze sufficienti sulla terapia con dieta senza glutine (GFD) nelle Malattie Autoimmuni Non Celiache?
      2. Quali sono i potenziali meccanismi per il suo effetto sulla progressione della Patologia Autoimmune?
      3. Dovremmo proporre a tutti una Dieta Senza Glutine in queste patologie?

La letteratura mostra che – in determinate circostanze – Tiroidite Autoimmune, Epatite Autoimmune, Sclerosi Multipla, Psoriasi, Artrite Reumatoide, Diabete di tipo 1, Malattie Infiammatorie Intestinali e Vitiligine rispondono alla Dieta Senza Glutine.

Altre condizioni autoimmuni associate alla Celiachia migliorano sotto dieta Senza Glutine tra cui:

    • Glomerulonefrite,
    • Neuropatia periferica,
    • Sindrome di Guillain-Barre,
    • Polimiosite e Miopatia,
    • Cardiomiopatia dilatativa,
    • Epidermolisi bollosa,
    • Pemfigo volgare,
    • Alopecia areata,
    • Eritema nodoso,
    • Dermatomiosite,
    • Orticaria cronica in caso di allergia alla gliadina,
    • Leucopenia,
    • Trombocitosi,
    • Anemia,
    • Porpora trombocitopenica,
    • Malattia di Meniere,
    • Esofagite Eosinofila,
    • Fibromialgia
    • Sindrome delle gambe senza riposo.

Peccato però che ai pazienti vengano dette NOTIZIE FALSE o dati scientifici ANACRONISTICI spiegando loro che SONO CONDANNATI a vita a causa del “non aggiornamento” di chi si prende cura di loro.

Comunque, caro diario, ho deciso di non stare più in silenzio e di formare una squadra che parli al mio pubblico di Hashimoto e dieta.

E sarà una squadra tutta al femminile!

Grazie per raccogliere i miei pensieri.
Concludo.
Ti chiudo.
Ti riaprirò domani (speriamo).

Rivoluzione Microbiota:
Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

LINK che ha ispirato questa pagina del mio diario:

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30220227/

Tiroidite di Hashimoto e Anticorpi

La dieta è capace di portarla a regressione in 3 settimane!

La Tiroide è una delle ghiandole più importanti per la regolazione del metabolismo.

La sua funzione è determinare la “quantità di calorie” che il corpo deve bruciare per mantenere il peso normale, ed è quindi la “prima sospettata” nei casi di “metabolismo lento” e aumento di peso.

Assieme ai cereali e alla farina raffinata.

La TIROIDITE è un processo infiammatorio: il corpo combatte contro uno dei componenti presenti nelle cellule della tiroide.
Il sistema immunitario dovrebbe invece riconoscerle e “tollerare”, ma sono tante le situazioni in cui questa “tolleranza” viene a mancare e si scatena una Malattia Autoimmune.

Anche troppo spesso sono il mancato allattamento al seno e l’eccesso di antibiotici a provocarla.
È il cibo che inconsapevolmente scatena il processo auto-immune.

Come hanno dimostrato I colleghi dell’Università di Napoli.

Hanno eseguito uno studio su 180 pazienti con alto BMI (Obesi o francamente Sovrappeso) che presentavano Tiroidite e alti livelli di ANTICORPI CONTRO LA TIROIDE: anti-tireoglobulina (anti-TG), anti-microsomiali e antiperossidasi (anti-TPO).

Li hanno quindi divisi in due gruppi:

    • GRUPPO A

108 pazienti hanno iniziato un programma di DIETA basato sulle seguenti proporzioni: carboidrati 12% -15%, proteine ​​50% -60% e lipidi 25% -30%.
I pazienti sono stati istruiti a mangiare verdure a foglie grandi e altre verdure – escludendo il cibo gozzigeno! – e solo parti magre di carne rossa e bianca.
Sono stati ESCLUSI DALLA DIETA anche i seguenti prodotti: UOVA , LEGUMI , LATTICINI , PANE , PASTA , FRUTTA e RISO.

    • GRUPPO B

72 pazienti (gruppo di controllo) che hanno seguito una dieta semplicemente IPOCALORICA, senza restrizioni per quanto riguarda i tipi di alimenti da consumare.
Dopo 3 settimane sono stati eseguiti test di bioimpedenza, misurazioni del peso corporeo e analisi del sangue (anti-TPO, anti-microsomiale, ANTI-TG, ormoni tiroidei).

I risultati ?

I pazienti che seguivano la dieta ipocalorica hanno mostrato UN AUMENTO SIGNIFICATIVO dei livelli di tutti e tre gli ANTICORPI: anti-TG Ab (+9 %), anti-microsomiale Ab (+ 30%) e anti-TPO (+ 16%).

I pazienti che invece hanno seguito una dieta PRIVA DI CARBOIDRATI , LATTICINI , UOVA e verdure gozzigeni, hanno MOSTRATO TUTTI UNA SIGNIFICATIVA DIMINUZIONE dei livelli di anticorpi: anti-TG (-40%), anti-microsomiale (-57%) e anti-TPO (-44%).

IN TRE SETTIMANE!

Se consideri che la maggioranza degli specialisti afferma che la TIROIDITE é una malattia cronica SENZA POSSIBILITÀ DI RITORNO alla normalità né POSSIBILITÀ DI CURA, e ti impongono REGIMI DI FARMACI A VITA, ridurre gli anticorpi anti-tiroide in sole tre settimane È UNA ALTERNATIVA ECCELLENTE:

      1. Fa regredire (come per magia) una malattia auto-immune cronica,
      2. Ti toglie dalla schiavitù dei farmaci e dei nefasti EFFETTI COLLATERALI,
      3. TI FA DIMAGRIRE!

Infatti, nel gruppo A l’analisi della bioimpedenza ha mostrato una DIMINUZIONE NON SOLO DEL PESO CORPOREO e del BMI (Indice di Massa Corporea) ma anche una RIDUZIONE della MASSA GRASSA.

… dopo appena tre settimane…

E cosa sarebbe successo se questa dieta fosse stata fatta per due mesi?
Forse che… La Tiroidite sarebbe guarita?

I colleghi Napoletani hanno probabilmente deciso di limitarne la durata della dieta per la PAURA infondata degli effetti collaterali di una dieta con tante proteine…

Un messaggio a chi ANCORA CREDE NELLE CHILOCALORIE:
sono un modo “rozzo” di calcolare quello che ti serve per vivere.

E troppo spesso – per non rinunciare alla DROGA PREFERITA DAGLI ITALIANI – viene sacrificato il GRASSO BUONO sull’altare degli ZUCCHERI VUOTI come i prodotti a base di farina bianca, i succhi di frutta e l’immancabile FRUTTOSIO (che oltre a farti il Fegato Grasso crea una sindrome da dipendenza).

Per non parlare dell’immancabile latte scremato e del velo di marmellata, onnipresente nei ciclostilati e nelle diete-fai-da-te basate su TESTI ANACRONISTICI dei primi del ‘900…

In più non comprende il concetto di qualità degli alimenti né LE TUE INTOLLERANZE, perché in questo caso non ha alcun senso diminuire le quantità…

Non è curioso che l’83% di questi pazienti risulta – al breath test – INTOLLERANTE AL LATTOSIO?
Proprio le intolleranze che dovrebbero far sospettare una SIBO, la Disbiosi del piccolo intestino…

A te amica o amico della pagina, QUESTA PAGINA di informazioni mediche gratuite che è APERTAMENTE CONTRO lo zucchero, LE FARINE e le chilocalorie – propongo di fare tu stesso la prova.

Dedicati 3 o 4 settimane ad una dieta come proposta dai colleghi napoletani e nota COSA CAMBIA nella tua qualità digestiva, nel sonno, nei tuoi dolori, nella qualità della popò eccetera.
D’altronde, se ce l’hanno fatto in 180 a resistere a tre settimane e hanno visto i risultati…

Continua a seguire la pagina, approfondisci gli argomenti, e condividi liberaMente ogni singolo post che trovi interessante perché è di pubblico interesse.

E perché la tua salute vale!

Rivoluzione Microbiota:
Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Il link al lavoro originale:
Effetti della terapia dietetica a basso contenuto di carboidrati in soggetti in sovrappeso con tiroidite autoimmune: possibile sinergismo con ChREBP

Bassi livelli di vitamina D sono associati alla Tiroidite di Hashimoto

La VITAmina D è una molecola steroide (UN ORMONE) prodotto
principalmente nella pelle dal 7-DEIDRO COLESTEROLO e regola l’espressione di molti geni.

Sebbene il suo ruolo principale è di controllare il metabolismo osseo e l’Omeostasi del Calcio e del Fosforo, la VITAmina D è anche associata a AZIONI NON-SCHELETRICHE, compresi quelle che esercita nelle Malattie Autoimmuni, nelle Malattie Infettive, nella Sindrome Metabolica, nelle Malattie Cardiovascolari, nei Tumori e nella mortalità per tutte le cause.

La carenza di vitamina D è comune in tutto il mondo.
L’Italia e il soleggiato bacino del mediterraneo non ne sono immuni …

Il livello sierico di 25-idrossivitamina D – 25(OH)D – circolante
è usato per valutare lo stato della vitamina D.
La carenza e l’insufficienza sono generalmente definita da:

CARENZA  ➡  livello di 25(OH)D minore di 50 nmol/L (o 20 ng /ml)

INSUFFICIENZA  ➡  livello di 25(OH)D tra 50 e 72,5 nmol/L (o tra 20 e 29 ng/ml).

Più studi epidemiologici hanno indicato un’associazione significativa tra ridotti livelli sierici di 25(OH)D e l’aumento dell’incidenza di diverse Malattie Autoimmuni, tra cui:

    • Diabete di tipo 1 (T1DM),
    • Artrite Reumatoide (RA),
    • Lupus Eritematoso Sistemico (LES),
    • Sclerosi multipla (SM),
    • Malattia Infiammatorie Croniche Intestinali (RCU, Crohn).

I dati sperimentali hanno dimostrato che l’integrazione di VITAmina D può prevenire o sopprimere queste Malattie Autoimmuni, e diversi studi clinici hanno anche dimostrato che gli integratori di VITAmina D nell’uomo possono prevenire lo sviluppo di T1DM, RA o SM se somministrati in modo profilattico.

VITAMINA D e TIROIDITI AUTOIMMUNI.

Diversi studi hanno esaminato la relazione tra bassi livelli di vitamina D e la prevalenza della Malattia Autoimmune della Tiroide (AITD) nell’uomo, ma i risultati sono stati contrastanti.
Alcuni hanno evidenziato un’associazione debole o assente tra bassi livelli di vitamina D e autoimmunità tiroidea.

Ma più lavori scientifici hanno rivelato bassi livelli sierici di 25(OH)D nei pazienti con AITD.
La carenza di VITAmina D è stata correlata ad alti livelli di Anticorpi Antitiroidei, funzione anomala della Tiroide, aumento del volume della Tiroide e aumento dei livelli dell’ormone stimolante la Tiroide (TSH).

Uno studio recente ha mostrato che bassi livelli sierici di 25(OH)D in pazienti con Hashimoto erano correlati con alti livelli di Anticorpi Anti-perossidasi (Anti-TPO) e DOPO 4 MESI di integrazione con VITAmina D in pazienti si è verificata una riduzione significativa dei livelli sierici di Anti-TPO.

MA anche Selenio e Mioinositolo hanno effetti simili sulla riduzione degli anticopri e regolazione del TSH…

Uno dei lavori più recenti (su più di 700 pazienti con AITD, link gratuito alla fine del post) i pazienti con INSUFFICIENZA di VITAmina D presentavano un livello di TSH significativamente più elevato e un aumento degli Autoanticorpi Tiroidei rispetto al gruppo di pazienti con sufficienza di vitamina D.

I pazienti con Hashimoto e Ipotiroidismo avevano una prevalenza significativamente più elevata di insufficienza di VITAmina D e livelli di 25(OH)D più bassi rispetto ai pazienti con Ipotiroidismo sub-clinico.

Nel loro insieme, questi dati suggeriscono un’associazione tra insufficienza di vitamina D e patogenesi dell’AITD, in particolare dell’HASHIMOTO.

La maggiorparte degli specialisti si concentrano – per motivi di scuola – esclusivamente sulla valutazione di degli ormoni tiroide o sulla somministrazione (eccessiva e inappropriata?) di ormoni tiroidei sintetici.

Ma quanti valutano la 25(OH)D nel sangue?
Quanti valutano la presenza di anticorpi anti-tiroide?
E quanti si domandano se la somministrazione di VITAmina D – quanto piuttosto di selenio e mioinositolo – possono fare regredire la tua patologia autoimmune?

Qualche consiglio da parte del Dott Prinzi:

    1. Ricorda che uno dei principali meccanismi dell’ipotiroidismo è l’eccesso di zucchero (anche farine raffinate!) che gravano sulla bilancia insulina-glucagone, portando alla produzione di CORTISOLO, che a sua volta spegne il funzionamento della tiroide (agendo sull’ipotalamo, mette la tiroide in “modalità dirisparmio energetico”).
      QUINDI TOGLI ZUCCHERI E FARINE RAFFINATE
    2. Al prossimo controllo ematico, oltre agli ormoni della tiroide fai aggiungere la valutazione sierica di 25(OH)D, PTH, anticorpi antitiroidei, omocisteina, Vit b12 e folati.
    3. ASSICURATI ADEGUATI LIVELLI DI VITAMINA D.
      Poco importa che integri con compresse o gocce di Vitamina D3, se ti esponi al sole nei periodi (e con le precauzioni) più appropriati quanto piuttosto se usi le splendide lampade a raggi UV per “produrtela a casa”.
      Qualunque sia il modo, SUPPLEMENTA al meglio che puoi la sua produzione.

Perché la tua salute vale!

Rivoluzione Microbiota:
Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo NutrizionistaDott.ssa Greta Venturini – Biologa NutrizionistaScuola MicrobiomaStudio Medico OrlandiniNutrizionista Dott.ssa Novella GeriniRiccardo Cecchetti Osteopata e FisioterapistaCentro Trabucco Fisioterapia e BenessereAMIE-Associazione Medici Italiani EvoluzionistiMedicina di SegnaleLuca Speciani – DietaGIFT

LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE:

https://link.springer.com/content/pdf/10.14310/horm.2002.1681.pdf

La dieta fa regredire la Tiroidite di Hashimoto in appena 3 settimane? E quali altre malattie autoimmuni?

La Tiroidite è un processo infiammatorio dove il sistema immunitario – malamente stuzzicato da antigeni alimentari – combatte contro una parte di noi, naturalmente presente nelle cellule della tiroide, che il sistema immunitario dovrebbe invece riconoscere e “tollerare”.

Quando questa “tolleranza” manca, il nostro sistema immunitario attacca i nostri organi.
Quindi basterebbe togliere quegli alimenti dalla dieta per togliere la causa della produzione di anticorpi anti-tiroidei?

Leggiamo quanto scoperto dai colleghi dell’università di Napoli.

Hanno selezionato 180 pazienti con alto BMI (obesi o francamente sovrappeso) che presentavano Tiroidite e alti livelli di anticorpi diretti contro la tiroide: anti-tireoglobulina (anti-tg), anti-microsomiali e antiperossidasi (anti-tpo).

Li hanno quindi divisi in due gruppi.

  1. 108 di loro hanno iniziato un programma di dieta basato sulle seguenti proporzioni:
    Carboidrati 12% – 15%, Proteine 50% -60% e Lipidi 25% -30%.
    I pazienti sono stati istruiti a mangiare verdure a foglie grandi e altre verdure – escludendo il cibo gozzigeno! – e solo parti magre di carne rossa e bianca.
    Sono stati esclusi dalla dieta anche i seguenti prodotti: uova , legumi , latticini , pane , pasta , frutta e riso. 
  2. I rimanenti 72 pazienti (gruppo di controllo) hanno seguito una dieta ipocalorica senza restrizioni per quanto riguarda i tipi di alimenti da consumare.

Dopo 3 settimane sono stati eseguiti test di Bioimpedenza, misurazioni del peso corporeo e analisi del sangue (anti-tpo, anti-microsomiale, anti-tg, ormoni tiroidei).

Questi i risultati dello studio

I pazienti del gruppo di controllo che seguivano la dieta ipocalorica hanno mostrato un aumento significativo dei livelli di tutti e tre gli auto-anticorpi: anti-tg ab (+9 %), anti-microsomiale ab (+ 30%) e anti-tpo (+ 16%).

Al contrario, i pazienti che hanno seguito una dieta specifica priva di carboidrati , latticini , uova e verdure gozzigeni, hanno mostrato tutti una significativa diminuzione dei livelli di anticorpi anti-tg (-40%), anti-microsomiale (-57%) e anti-tpo (-44%).
In sole tre settimane!

Se consideri che la maggioranza dei medici afferma che la Tiroidite é una malattia cronica senza ritorno né possibilità di cura, e ti impongono regimi di farmaci a vita, ridurre gli anticorpi anti-tiroide in sole tre settimane è una alternativa eccellente perché :

  1. fa regredire (come per magia) una malattia autoimmune cronica;
  2. ti toglie dalla schiavitù dei farmaci e dei nefasti effetti collaterali;
  3. ti fa dimagrire!

Infatti, nel gruppo sperimentale l’analisi della bioimpedenza ha mostrato una diminuzione non solo del peso corporeo e del BMI (indice di massa corporea) ma anche una riduzione della massa grassa e questo dopo appena tre settimane .

E cosa sarebbe successo se questa dieta fosse stata fatta per due mesi? Forse la tiroidite sarebbe guarita?

I colleghi napoletani hanno forse deciso di limitarne la durata per la paura infondata che hanno i pazienti degli effetti collaterali di una dieta con tante proteine.
I pazienti che ho seguito io personalmente, quelle paure le hanno superate da tempo, avendo esami del sangue e salute ottime.

Da anni ho smesso di credere alle chilocalorie.
Sono un modo “rozzo” di calcolare quello che ti serve per vivere e non sono rispettose del sistema immunitario endocrino e del Microbiota.
E troppo spesso – per non rinunciare alla droga preferita dagli italiani – viene sacrificato il grasso buono sull’altare degli zuccheri vuoti come i prodotti a base di farina bianca (o la finta farina integrale), i succhi di frutta e l’immancabile fruttosio (che oltre a farti il fegato grasso crea una sindrome da dipendenza).

Inoltre, il concetto di caloria, non prende in considerazione la qualità degli alimenti né le tue intolleranze, perché in questo caso non ha alcun senso diminuire le quantità.
Non è curioso che l’83% di questi pazienti risulta – al Breath test – intollerante al lattosio?
Proprio le intolleranze che dovrebbero far sospettare una Sibo, la Disbiosi del piccolo intestino?

A te, amica o amico di questa pagina di informazioni mediche gratuite, che è apertamente contro lo zucchero e le chilocalorie, ti dico che ho smesso di crederci 10 anni fa.
Ti invito a fare lo stesso. Smetti anche tu.

Continua a seguire la pagina, approfondisci gli argomenti, e condividi liberamente ogni singolo post che trovi interessante
perché è di pubblica utilità.
E perché la tua salute vale! 

Per chi vuole approfondire, ecco il link al lavoro originale:

“Effetti della terapia dietetica a basso contenuto di carboidrati in soggetti in sovrappeso con Tiroidite Autoimmune: possibile sinergismo con ChREBP” .

(se lo apri con chrome, te lo traduce automaticamente in italiano)