Come il sole sorge ogni giorno, così va somministrata la vitamina D e non soltanto una o due volte al mese…

Storia della vitamina D

La vitamina D – la vitamina del sole – è ESSENZIALE ALLA VITA da milioni di anni. Infatti, alcune delle più primitive forme di vita sulla terra – il fitoplancton, rimasto immutato nelle profondità dell’Oceano Atlantico per gli ultimi 750 milioni di anni – possono produrre vitamina D se esposte alla luce solare.
E NON SOLO UNA O DUE VOLTE AL MESE….

Esistono prove che essenzialmente tutti i funghi, le piante e gli animali che vivono sulla terra producono provitamina D.
È PROBABILE che la provitamina D e forse la vitamina D giochino un ruolo biologico importante in questi organismi: potrebbero agire come una “protezione solare” naturale per proteggere le forme di vita inferiori dagli effetti dannosi della radiazione ultravioletta ad alta energia a cui sono esposti.

In particolare proteggono DNA, RNA e proteine.
E NON SOLO UNA O DUE VOLTE AL MESE….

È più chiaro, tuttavia, che anfibi, rettili, uccelli, mammiferi e umani HANNO TUTTI BISOGNO DI VITAMINA D e che questa deve essere metabolizzata a D3 prima che possa svolgere le sue FUNZIONI FISIOLOGICHE.
MA COME CI SIAMO ARRIVATI A SAPERLO???

📆A metà del 1600, la maggior parte dei bambini che vivevano nelle città industrializzate affollate e inquinate del nord Europa svilupparono una grave malattia deformante delle ossa: il Rachitismo.
Erano soprattutto i più piccoli, costretti a lavoravano in miniera – per “SFAMARE” una società affamata di carbone e metalli – che presentavano ritardo della crescita, ingrandimento delle epifisi delle ossa lunghe, deformità delle gambe, flessione della colonna vertebrale, nodosità della gabbia toracica e debolezza/atonia muscolare.

📆Nell’ultima parte del 19° secolo, gli studi autoptici condotti a Boston e Leiden (in Olanda) hanno dimostrato che l’80-90% dei bambini soffriva di Rachitismo…

📆 Nel 1822 il Dr. Sniadecki riconobbe l’importanza dell’esposizione al sole per la prevenzione e la cura del rachitismo. Il Dr. Palm estese queste osservazioni nel 1890 e promosse l’uso sistemico dei bagni solari per prevenire il rachitismo.

📆 Nel 1919, il Dr. Huldschinski scoprì che l’esposizione dei bambini alle radiazioni da una lampada al quarzo (lampada ad arco di mercurio) o una lampada ad arco al carbone per un’ora 3 volte a settimana era efficace nel trattamento del rachitismo, come dimostrato da un marcato aumento nel mineralizzazione dello scheletro evidente ai raggi X, concludendo che l’esposizione alle radiazioni UV era un “rimedio infallibile” contro tutte le forme di rachitismo nei bambini.

📆Due anni dopo, i dottori Hess e Unger hanno esposto 7 bambini rachitici nella città di New York a diversi periodi di sole e hanno segnalato un netto miglioramento nel rachitismo di ogni bambino, come evidenziato dalla calcificazione delle epifisi.

Un’ora tre volte a settimana… e diversi periodi di sole E NON SOLO UNA O DUE VOLTE AL MESE….

📆Nel 1918, il Dr. Mellanby ha impedito il rachitismo nei cuccioli usando l’olio di fegato di merluzzo. Il Dr. McCollum chiamò questo nuovo fattore nutrizionale vitamina D. I dottori Hess, Weinstock e Steenbock osservarono che l’irradiazione UV di vari alimenti e oli impartiva attività antirachitica.
Ciò ha portato a migliorare l’attività antirachitica del latte esponendo il latte alle radiazioni UV o alimentando le mucche con I LIEVITI IRRADIATI CON RAGGI UV.
NON SOLO UNA O DUE VOLTE AL MESE….

Una volta che la vitamina D era stata strutturalmente identificata e sintetizzata (Adolf Windaus ricevette il premio nobel nel 1928 per questa scoperta!) a basso costo dal lievito, è stata aggiunta direttamente al latte ad uno standard di 400 UI per litro.

Si pensava che la vitamina D ottenuta da lievito irradiato fosse la stessa vitamina D prodotta nella pelle.
Tuttavia la vitamina D da “lievito irradiato” aveva poca attività antirachitica nei polli, mentre l’olio di fegato di merluzzo era più efficace, e si è concluse che la VITAMINA D PRODOTTA NELLA PELLE DOVEVA ESSERE DIVERSA. .

La vitamina D è stata isolata e identificata dalla cute del Maiale, sintetizzata a partire dal 7-DEIDROCOLESTEROLO .
Per distinguere le due vitamine D, la vitamina D dal lievito era chiamata vitamina D2 e quella da maiale e pelle umana vitamina D3.
Superiamo quindi un errore comune: credere che questa vitamina sia un composto singolo quando invece è una “famiglia”.

Il corpo umano potrebbe produrre e rilasciare migliaia di UI di vitamina D3 nella circolazione con un picco di concentrazione ematica entro 24 ore dalla “modesta esposizione” ai raggi UVB.
Si valuta che un’esposizione di 15/25 minuti quando il sole è allo Zenith possa fornire 25.000 UI., ma quanto/quando ti esponi al sole?
NON SOLO UNA O DUE VOLTE AL MESE, spero…

Sto continuando ad approfondire la letteratura esistente dietro impulso e stimolo della mia amica virtuale Morena (grazie grazie grazie) e mi impegno a tradurre dal “medichese” in modo che sia comprensibile a chiunque lo trovi utile o interessante.

Comunque, trovi tantissimo materiale che puoi consultare anche in vari gruppi FB e su Google.

Se sei approdato in questa pagina, puoi continuare ad affidarti ad un esperto che lavora costantemente per la sostituzione dei dinosauri.

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