Conoscenze attuali per combattere l’infezione da Helicobacter Pylori

Ma c’è solo l’antibiotico oppure … Di meglio?

Helicobacter Pylori, batterio Gram-negativo a forma di spirale, è stato classificato come “cancerogeno di classe I” dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Sebbene la famiglia a cui appartiene sia vasta, è riconosciuto agente causale per ulcere gastriche e duodenali, di gastriti (circa 10% della popolazione infetta), di linfomi del tessuto linfoide associati alla mucosa e cancro gastrico (lo 0,1% degli “infetti”).

A causa del TASSO ALLARMANTE di antibiotico-resistenza – causata dalle generose elargizioni URBI ET ORBI di Ampicillina, Rifampiinina e Levo/ciprofloxacina – l’eradicazione è e rimane una sfida.

Ma su cosa si basa la “tripla terapia”?

  1. Un Inibitore della Pompa Protonica (gastroprotettore)
  2. Claritromicina
  3. Amoxicillina o Metronidazolo.

Tuttavia, l’uso prolungato di questi antibiotici (e i clicli ripetuti che a volte i pazienti devono “subire”) può portare a resistenza agli antibiotici e all’alterazione (disbiosi) del normale microbiota gastrointestinale.

Non lo dico io, ma TUTTI I GASTRO-ENTEROLOGI a livello mondiale.
Ti sfido a smentirlo!

Perché nessuno – in piena sanità mentale e onestà scientifica – potrà mai dirti che gli ANTIBIOTICI sono SUPER-SELETTIVI (cioè, che colpiscono solo l’Helicobacter).
Come nessuno ti dirà mai su quanti distretti (pancreas, cervello, colon eccetera) agisce l’Inibitore di Pompa Protonica.

Ma allora, qual è l’alternativa??

Le medicine complementari e alternative hanno una lunga storia nel trattamento dei disturbi gastrointestinali e vari “composti vegetali” sono stati testati per la loro attività anti- Helicobacter sia in vitro che in vivo; tuttavia, il loro uso efficace negli studi clinici sull’uomo è sporadico.

Cioè: a nessuno interessa investire “soldi” in ricerca per valutare la loro efficacia.

C’è chi si affida al mastice di Chios, chi invece al miele di Manuka, ma pochi hanno letto gli studi di cui si parla della Cannella.

Un lavoro scientifico tra i più chiari è stato scritto nel 2003, in cui un gruppo di ricerca ha analizzato le attività di 60 oli essenziali contro l’Helicobacter identificandone 30 che hanno INFLUENZATO LA SUA CRESCITA IN MODO SIGNIFICATIVO.

Come?

Hanno selezionato diversi “membri” della famiglia Helicobacter e poi vi hanno inserito l’olio essenziale misurando la cosiddetta “zona di inibizione”.
Cioè per quanti centimetri attorno all’olio essenziale l’Helicobacter ha smesso di crescere e prosperare.

Diverse diluizioni degli olii essenziali sono state incubate con Helicobacter per 1 o 24 ore e il numero di “batteri vitali” è stato determinato alla fine del periodo di incubazione.

Quattro diversi olii essenziali (citronella, corteccia di cannella, verbena e semi di carota) hanno dato risultati esaltanti.

Una marcata inibizione della vitalità dell”Helicobacter era già stata osservata dopo 1 ora, indicando che l’effetto è molto veloce.
L’olio essenziale più attivo era l’olio di semi di carota.
Gli effetti inibitori degli olii essenziali sono stati ancora più pronunciati dopo 24 ore di contatto, per gli olii di cannella, verbena e citronella.

Altro che manuka e mastice di chios!

Ma te lo immagini come sarebbe se bastassero 4 oli essenziali per far fuori (in maniera coccolosa e delicata) l’Helicobacter?

E se ci si aggiungesse il NAC (N-acetil cisteina, il famoso “fluimucil”) per perfezionare l’effetto eradicante?

Già … se tutto fosse così facile, economico e naturale … e senza gli effetti DELETERI sul microbiota…?

Sarebbe sicuramente un mondo migliore…?

Scrivo a favore della sopravvivenza dell’Helicobacter da anni, così come sugli effetti deleteri dei “castroprotettori” presi a “membro cinofilo”.

La chimica ha preso eccessivamente campo nelle NOSTRE TERAPIE, e nessuno più si domanda perché c’è un HP nel sangue, nelle feci e nell’ulcera gastrica.

Anzi nessuno si domanda che senso ha CERCARLO nelle feci, dopo 7 metri di tubo digerente, essendo “l’Helicobacter cattivo” esclusivamente quello che provoca ulcere nello stomaco…
… che è ospite inoffensivo nel duodeno e nel digiuno…

E nessuno più si chiede PERCHÉ stai male e se questo è legato (esclusivamente?) all’Helicobacter o alla disbiosi che hanno tutti coloro che si saziano di carboidrati dalla mattina alla sera.

Giacché una disbiosi fermentativa aumenta il reflusso dal duodeno alla bocca, sappi che i batteri e le candide che amano la farina raffinata ti sono grati della dieta che fai!

Siamo rimasti in pochi a trasmettere il messaggio di speranza, ma ci siamo!

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Perché la tua salute vale !

Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

LINK all’articolo originale:

Oli essenziali come componenti di un approccio dietetico alla gestione delle infezioni da Helicobacter