Covid 19 e immunità.

(Post condiviso dal collega dott. Ivano Hammarberg Ferri)

Sono stati pubblicati i risultati di uno studio condotto da Soo Aleman e colleghi al Karolinska di Stoccolma.

Lo studio è in fase di valutazione ma i risultati aggiungono un credibile e importante pezzo al puzzle della conoscenza sul virus Sars Cov2 e la malattia che scatena che si chiama COVID 19.

FACCIO PICCOLA PREMESSA chiedendo perdono per la necessaria semplificazione.
VOGLIO CHE TUTTI CAPISCANO.

  1. Il nostro sistema immunitario si compone di una parte ” antica” chiamata ” innata” ed una più recente, inteso come comparsa nella storia della evoluzione, che si chiama ” adattiva”.
  2. Il sistema immunitario ci protegge attivando diversi meccanismi di cui i due che ci interessano oggi sono la difesa tramite i globuli bianchi assassini e la difesa tramite anticorpi.
  3. Tra i globuli bianchi assassini ci interessano i linfociti T killer( CD8) e per gli anticorpi ci interessano i linfociti B.
  4. I linfociti T killer riconoscono con un meccanismo perfetto le cellule da uccidere, gli si agganciano, le bucano e gli sparano dentro enzimi e sostanze che ammazzano la cellula indesiderata.
    Questo meccanismo si usa per uccidere le cellule che contengono i virus ma ad esempio anche quelle tumorali.
  5. I linfociti B producono anticorpi, le nostre prime difese anticorpali sono le IgM, che sono in grado di difenderci in maniera generica e sono attive mentre i linfociti B producono le IgG che sono anticorpi specifici contro quel dato virus ad esempio.
  6. Sia per i linfociti T che per i linfociti B la parola chiave che guida la loro azione è SPECIFICITÀ. Cioè aver imparato a RICONOSCERE L’AGGRESSORE.

Una prima volta è per sempre, una volta conosciuto l’aggressore la prima volta, lo riconosceranno per sempre.

ARRIVIAMO AL DUNQUE!

In noi si attivano sempre tutte le vie di difesa , ma in alcuni lavorano più i linfociti T in altri invece possono lavorare di più i linfociti B.
Per esempio io ho una ridotta risposta anticorpale ( linfociti B lavorano meno) ed una maggiore risposta delle cellule T.
Tipicamente ho sempre le tonsille ingrossate, pur essendo sano ed in salute)

COSA SIGNIFICA?

In termini pratici vuol dire che un soggetto potrebbe avere pochi anticorpi ma cmq delle difese sufficienti.

Lo studio svedese mostra proprio questo!

Hanno visto che soggetti con scarsi anticorpi contro SarsCov2 possono comunque avere una buona risposta e difesa da parte dei linfociti T.

Insomma pochi anticorpi non vuol dire per forza che non hai difese.

QUELLO CHE INVECE NON SI SA È:

  1. Se questo significa che ci si possa riammalare
  2. Se questo significa che si possa oppure no trasmettere il virus ad altri.

CONTINUO A PENSARE CHE:

  1. Il tampone nasale ci dice che il virus c’è ma non si sa da quanto tempo, non vuol dire essere ammalati, non vuol dire che si sia immuni, non vuol dire essere untori.
    CI DICE SOLO SE C’È E QUANTO CE N’È (carica virale)
  2. Il test di ricerca degli anticorpi se ci dice che le IgM sono alte la malattia è in corsoSe le IgG sono alte ci dice che abbiamo sviluppato una difesa e siamo almeno per il momento immuni.Se sono alte sia le IgM che le IgG stiamo combattendo la malattia e sviluppando le difese.

    Se le IgG non ci sono, o non siamo entrati in contatto con il virus oppure ( come me) produciamo pochi anticorpi e allora bisogna fare la TIPIZZAZIONE LINFOCITARIA e vedere se invece si sono attivati i linfociti T killer. ( CD8)

    Aggiungo che tutti questi processi di sviluppo della immunità possono avvenire sia in corso di malattia sia in totale assenza di sintomi.

    Vi faccio un esempio: in Italia si ammalano di influenza dai 5 agli 8 milioni di persone ogni anno, e chi non muore sviluppa una certa immunità.

    Però il numero di italiani che viene a contatto con virus della influenza è di molti milioni in più rispetto al numero che si ammala, e questi milioni di italiani ASINTOMATICI, sviluppano lo stesso la immunità ma senza ammalarsi.

    Altro esempio, conosco tanti pazienti che hanno un marito o moglie o compagno/a di vecchia data, che ha la epatite cronica e loro non si sono mai ammalati ma hanno gli anticorpi contro la epatite.
    Cioè sono rimasti ASINTOMATICI ma hanno sviluppato la immunità.

  3. Se si fa la TIPIZZAZIONE linfocitaria possiamo scoprire se abbiamo sviluppato immunità cellulare ( linfociti T) contro il virus, aldilà che noi si abbia anticorpi o meno.

ALLA LUCE DI TUTTO QUESTO RITENGO CHE BISOGNEREBBE STUDIARE

  1. TAMPONE E CARICA VIRALE
  2. TITOLO ANTICORPALE
  3. TIPIZZAZIONE LINFOCITARIA
  4. La risposta dei linfociti NK (avrebbe anche lei senso.)

Seguire poi l’andamento di questi parametri nel tempo ci darebbe informazioni piu’ complete e affidabili.

In ogni caso io dal primo di agosto riprenderò il mio programma di stimolo e preparazione delle difese immunitarie con figli e compagna.

Ci vogliono circa sei settimane per arrivare ad una risposta ottimale e voglio essere pronto per quando riaprono le scuole.

L’ignoranza genera solo paura, la conoscenza rende liberi.

Continuo a confidare nella scienza.
IHF