Ernia inguinale: sintomi, cause e cure

Le ernie addominali sono patologie molto più frequenti di quanto si pensi, ma fra tutte le ernie, quella inguinale è in assoluto la più frequente negli uomini, a causa della conformazione anatomica del canale inguinale. Infatti, da bambini, i testicoli si trovano dentro l’addome come le ovaie delle donne. Con l’attivarsi dell’asse ormonale tipico della pubertà, i testicoli escono dall’addome e passano attraverso il canale inguinale fino ad arrivare alla borsa scrotale, esterna.

I muscoli e i tendini attraverso cui passa il testicolo sono quindi la sede della gran parte delle ernie inguinali, più rare nella donna (le ernie crurali, invece, le più frequenti).

L’ernia inguinale si presenta sopratutto negli adulti di mezza età, ma può colpire tanto i più anziani quanto i più giovani perchè la “debolezza” anatomica della zona è solo una delle cause; un’altra può essere legata agli sforzi, sopratutto quelli “di pancia”. La pancia, proprio come un pneumatico, è un camera a pressione, dove la pressione è realizzata dalla contrazione dei muscoli addominali.

Qualunque sforzo di pancia sufficientemente prolungato – o fatto per tanto tanto tempo (spesso è legato al lavoro che si fa) – tende a sfogarsi verso l’esterno attraverso il punto di maggiore debolezza. Immagina quindi la regione inguinale come una naturale valvola di sfogo naturale dove pressione della pancia può fare fuoriuscire un’ernia.

La parte più interna della parete addominale (peritoneo) può quindi essere spinta verso l’esterno attraverso quest’area di debolezza e inizia a formarsi un “sacco erniario”.
Il sacco (la cui parete è appunto il peritoneo spinto fuori) può contenere grasso dell’addome oppure una parte dell’intestino.

Altre situazioni che possono favorire le ernie inguinali sono:

  • la sedentarietà

  • il sovrappeso

  • la stitichezza

  • uno strappo muscolare

  • un precedente intervento chirurgico

I SINTOMI

Sebbene inizialmente l’ ernia inguinale sia poco o per nulla evidente, ci si può accorgere di avere un rigonfiamento su uno o su entrambi i lati dell’inguine. In alcuni casi questo rigonfiamento può essere invisibile anche se è presente il dolore o altri sintomi.

Con il passare del tempo il rigonfiamento diventa sempre più grande fino a raggiungere, se non si interviene prima, un volume esagerato e nei casi più gravi è chiaramente visibile come un grosso rigonfiamento a livello inguinale e – se è contenuta una lunga ansa intestinale, trovare spazio nello scroto.

Tutte le ernie inguinali tendono ad aumentare di volume con il passare del tempo, e siccome non tutte le ernie sono uguali, non sempre da particolari segni di sofferenza.

Altre volte sintomi fastidiosi si manifestano quando si sta in piedi o quando si compie uno sforzo. Basta anche una semplice camminata dove, comunque, c’è una contrazione dei muscoli addominali: a volte si può manifestare con un semplice starnuto, un colpo di tosse o durante l’evacuazione. In altri casi invece si manifesta con questi sintomi:

  • sensazione di bruciore e/o di dolore (che può aumentare in caso di tosse, sollevamento pesi, o altri sforzi di pancia)

  • senso di pesantezza testicolare e/o alla gamba,

  • difficoltà a stare in piedi a lungo o difficoltà alla deambulazione prolungata o agli sforzi,

  • difficoltà digestive o periodi di stitichezza (quando all’interno dell’ernia vi è una ansa intestinale).

Ma perché è cosi dolorosa? Nel punto in cui fuoriesce l’ernia passano tra nervi sensoriali (ileo-ipogastrico; i rami del genito-femorale e – più raramente – il nervo ileo-inguinale) che se vengono compressi dall’ernia possono generare dolore a livello locale, dolore alla minzione o ai testicoli e dolore alla gamba e al fianco.

EVOLUZIONE NATURALE E COMPLICANZE

L’ernia che si manifesta inizialmente con un gonfiore locale ha una caratteristica precisa: è “riducibile”, cioè scompare (oppure rientra dentro) tramite una pressione esterna, oppure mettendosi distesi.

Sebbene l’ernia a questo stadio non rappresenti una situazione di emergenza, è probabile che sia necessario già ricorrere a un intervento chirurgico per la riparazione perché se l’intestino che è dentro l’ernia rimane bloccato nel sacco erniario, non solo si tratta di un’ernia che può essere piuttosto dolorosa, ma che va risolta nel più breve tempo possibile. Infatti, l’evoluzione naturale del sacco erniario è che vada aumentando nel tempo.

L’ingresso del sacco erniario è come l’asola di un bottone, e a forse di spingere il bottone nell’asola, ecco che l’asola si ingrandisce. L’intestino che vi entra dentro, quando l’ernia non è più riducibile, porta a queste possibili complicanze:

  • intasamento che si verifica quando il tratto intestinale dentro il sacco erniario contiene massa fecale (pupù, per intenderci) che, accumulandosi, ostruisce il tratto intestinale erniato. Il blocco intestinale che ne può conseguire porta con sé dolori addominali, nausea e vomito può essere risolto solo con un tempestivo intervento chirurgico.

  • strozzamento che si verifica quando l’orifizio del sacco erniario strangola i vasi sanguigni e la parte di intestino che lo attraversa causando forti dolori e vomito. Se non risolto tempestivamente con un intervento chirurgico, lo strozzamento porta a necrosi e perforazione della parete intestinale con infiammazione della cavità addominale.

ESISTE UNA CURA MEDICA?

L’ernia non può rientrare da sola. Almeno, non in via definitiva e risolutiva no. Può rientrare se ci si sdraia o a riposo, ma una volta che ci si rimette in piedi si fa sentire di nuovo.  In conclusione non può guarire se non si interviene perché non esiste alcuna “terapia medica”, la terapia è soltanto quella chirurgica, a prescindere dalle dimensioni e dalla sintomatologia.

Il cinto erniario viene ancora utilizzato ma è una soluzione tampone, temporanea per contenere l’ernia. Serve solo per limitare i fastidi, ma non per curare. Anche se adesso esistono slip elastici piuttosto resistenti che hanno un rinforzo nel punto in cui insiste l’ernia, questi slip servono più a dare un contenimento psicologico che terapeutico, e spesso fanno ritardare l’intervento.

CONSIGLI PER LA PREVENZIONE

Indipendentemente dal fatto che sia congenita oppure conseguente ad alcune condizioni come la stitichezza cronica o l’intenso e continuo sforzo fisico, la debolezza della parete addominale è senza dubbio la principale causa dell’insorgenza dell’ernia inguinale. Di conseguenza, la prevenzione prevede sostanzialmente il mantenimento di un buon tono muscolare, specie dei muscoli addominali, lombari, obliqui e paravertebrali.

Se da un lato l’attività fisica è importantissima per prevenire l’insorgenza dell’ernia inguinale, dall’altro è bene ricordare che alcune discipline, come il sollevamento pesi, andrebbero assolutamente evitate o ridotte al minimo, specialmente dai soggetti predisposti al disturbo.

Questo perché il sollevamento di un peso eccessivo, seppure con l’ausilio di una cintura di contenimento, può essere causa della comparsa dell’ernia inguinale, anche perché la cintura in questione riduce il rischio di ernia al disco ma non certo quello di ernia inguinale a causa delle forti pressioni intraddominali.