Errori, false credenze e tranelli dell’industria alimentare

Ci dicono che lo zucchero fa bene al cuore – mentre i grassi farebbero male…
È falso.

È dagli anni ’60 che ci “rompono I CABBASISI” sul fatto che il grasso saturo SIA L’ UNICO FATTORE responsabile delle malattie cardiache e cerebrovascolari.

Fu allora che, a causa dell’aumento degli infarti che si vedeva negli USA nel dopoguerra, il dottor Ancel Keys – epidemiologo americano – impostó uno studio epidemiologico per approfondire la connessione tra grassi alimentari e incidenza di infarti.
Da cui SEMBRAVA che vi fosse una connessione precisa col Colesterolo.

Alcuni dei dati statistici che pubblicó, però, sembravano essere “modificati ad arte”.
Non solo non spiegavano tutto, ma soprattutto non sembravano sufficienti ad incolpare ESCLUSIVAMENTE IL COLESTEROLO.
Che era uno dei pochi fattori misurabili nel sangue a quell’epoca.

Seguì uno studio ESEGUITO SU UN’INTERA POPOLAZIONE per più di 30 anni (cittadina di Framingham) in cui non si trovó NESSUNA CONNESSIONE DIRETTA, PRECISA o INEQUIVOCABILE tra infarti e colesterolo.
Cioè: nessuna significativa differenza nel rischio cardiovascolare fra individui i cui livelli di colesterolo variavano da 204 a 294 mg/dl.

Nonostante ciò, il dott. Kennel – direttore dello studio – sentenziò che il livello di colesterolo totale plasmatico è un potente (l’unico???) indicatore del rischio cardiovascolare.
Le parole di Kennel avevano già fatto il giro del mondo…
Facendo così dimenticare il ruolo di ipertensione, diabete, fumo, sedentarietà, sovrappeso e giro vita.

E soprattutto IL ruolo degli zuccheri nelle malattia cardiache.

Infatti, la “Sugar Research Foundation” (SRF) americana aveva segretamente finanziato una “revisione” scientifica nel 1967 pubblicata sul prestigioso New England Journal of Medicine (NEJM), che SCARTAVA LE PROVE che collegavano il consumo di zucchero e saccarosio alla malattia coronarica e al rischio di infarto.

Questa “azione segreta” sembra che servisse a nascondere il ruolo della Disbiosi nell’Ipertrigliceridemia (e Iperuricemia) indotta dal saccarosio.
E che il consumo di saccarosio avrebbe potuto essere connesso all’insorgenza del cancro della vescica.

Quali sono state le conseguenze a livello mondiale?

1) LA GUERRA AL COLESTEROLO
Le linee guida hanno COSTANTEMENTE ABBASSATO il livello di Colesterolo considerato pericoloso e hanno COSTANTEMENTE AMPLIATO il numero di individui per i quali si raccomandava la TERAPIA, prima con i fibrati (estratti da un diserbante e sostanza potenzialmente cancerogena sulla vescica) e poi con le #statine.

Portando i “maghi del marketing” ad imporre ai burocrati di stato il terrorismo psicologico a chiunque avesse un po’ di colesterolo oltre la norma.

2) L’OK AI CARBOIDRATI E AI GRASSI FINTI
Imponendo diete quasi completamente prive di grassi (‘tacci loro!) hanno dato – per bilanciare le chilocalorie dei pasti – un ok quasi totale ai carboidrati, molto meno calorici dei grassi.
E hanno invaso il mercato con prodotti “finti ligth” ricchi di zucchero e ricchi di grassi trans-idrogenati, che hanno avuto impatti imprevedibili sulla salute mondiale.

Ancora oggi, la letteratura scientifica si interroga sugli effetti che l’amido e gli zuccheri contenenti fruttosio e saccarosio hanno su trigliceridi e ipercolesterolemia.
Scordandosi che è dal fruttosio (presenza economica ed ubiquitaria nei cibi industriali) che si producono grassi aterogeni.

3) OBESITÀ E DIABETE: I RISULTATI INASPETTATI.
L’accumulo delle prove internazionali è che proprio gli ZUCCHERI PRESENTI IN ABBONDANZA NELLA DIETA – in particolare quelli aggiunti agli alimenti trasformati o utilizzati nella preparazione di cibi e bevande – siano la causa dell’aterosclerosi.

Lo conferma una revisione scientifica del 2014:
gli zuccheri della dieta possono essere “aterogenici come gli acidi grassi saturi”.

E l’OMS per debellare le epidemie di obesità, diabete e sindrome metabolica (cresciute precisamente in parallelo con l’introduzione delle linee guida dietologiche contro i grassi!) da anni dice che si dovrebbe limitare il consumo di zuccheri a non più del 5% dell’introito calorico giornaliero.

So che ciò che scrivo suona stonato o diverso da ciò che scrivono i giornali e le Tv e i grandi “medici” e “scienziati”, ma i dati scientifici sono chiari.

E dicono che livelli di colesterolo troppo bassi sono tutt’altro che salutari.
E che il colesterolo totale – COME VALORE SINGOLO – è stato ampiamente rimpiazzato da altri indici di rischio cardiologico, come il rapporto tra colesterolo totale, i trigliceridi e il colesterolo HDL, come riportato nelle analisi del sangue dei migliori e più aggiornati laboratori d’analisi.

Prima di accettare di prendere una statina per abbassare il colesterolo (a proposito : quanti di quelli che hanno votato i nuovi valori mondiali era in conflitto di interessi?) fossi in tre accetterei tre consigli:

1) ESCLUDI DALLA TUA DIETA LO ZUCCHERO PURO, LE BEVANDE ZUCCHERATE, I DOLCI.
E qualsiasi altro cibo a base di farina raffinata.

2) ELIMINA I LATTICINI.
E fai attenzione ad evitare gli oli vegetali. Abbonda invece con l’olio di oliva EVO (assicurati che sia ITALIANO) e aggiungi olio di cocco e burro chiarificato (naturalmente privo di lattosio e proteine del latte).

3) CREATI UNO SPAZIO GIORNALIERO PER ATTIVITÀ FISICA e RE-IMPARA A RESPIRARE.
Siamo nati per muoverci, cacciatori raccoglitori e camminatori. Abbiamo bisogno di movimento. Che sia il ballo, la camminata veloce, il tapis roulant o altra attività fisica poco importa.
Creati un’abitudine a farlo.
QUESTO rimette in moto il metabolismo!
Se invece re-impari a respirare (con la pancia, con il diaframma) questo aiuta il funzionamento dell’intestino e ti da la possibilità di lavorare sul reflusso.

Perché la tua salute VALE!