Gastroprotettori prescritti inutilmente? Una terapia inutile è sempre dannosa

Mi domandate spesso:

Quando “devo” prendere il Gastroprotettore?
Devo assumerlo quando prendo un antibiotico?
Devo assumerlo quando prendo il cortisone?
Devi assumerlo quando prendo un antidolorifico?

Ma soprattutto A CHE CACCHIO SERVE NEL REFLUSSO se non come “sintomatico”?

NON CREDERAI ALLE TUE ORECCHIE!!!

Risponde il Prof . Gioacchino Leandro, ex presidente di AIGO (Associazione italiana Gastroenterologi Ospedalieri)

 

 

Con l’arrivo degli INIBITORI DI POMPA PROTONICA o IPP, il mondo medico ha trovato un grande alleato per le ULCERE gastriche e duodenali.
Rispetto ai farmaci precedentemente disponibili QUESTI IPP (che BLOCCANO COMPLETAMENTE la produzione di acido gastrico) portano stomaco e duodeno a riparare le ulcere con terapie di 4/8 settimane.

Arrivò poi la pubblicità, con cui le aziende farmaceutiche – non paghe dei miliardi di fatturato annuo – arrivano direttamente agli utenti.
O ai loro amici, parenti, vicini….
E fu coniato l’aggettivo GASTROPROTETTORE.
Grande fu la soddisfazione dei maghi del marketing, che avevano trovato un modo carino e coccoloso per far si che la gente ne consumasse a tonnellate, cullati da un senso di FALSA SICUREZZA.

È stata così creata una dipendenza fisica e psicologica nella popolazione.

Ma visto che nessuno ti ha mai parlato degli effetti collaterali devastanti – né di Microbiota Intestinale e Disbiosi – chi meglio di un medico delle panze (siculo!) può istruirti in merito?

Il buon Dio ha voluto un organo SPESSO E RESISTENTE all’acido per degli ottimi motivi:
☝️senza acido non digeriamo le proteine
✌️senza acido parecchi elettroliti (magnesio, CALCIO, ferro) non vengono assorbiti nel modo corretto.
🤟senza acido, i batteri (ma anche i lieviti, i funghi) passano dentro di noi a modificare il nostro equilibrio batterico (#eubiosi).

Infatti l’acido – che pesa sulla qualità di vita di chi soffre di REFLUSSO – svolge un ruolo vitale nella difesa dell’organismo contro i “batteri cattivi” che vengono SEMPRE ingeriti col cibo.

Le cellule gastriche sono “programmate” per produrre in maniera quasi costante la giusta quantità di acido.
L’acido gastrico a pH minore di 4 ha il potente effetto di uccidere i batteri sensibili agli acidi entro 15 minuti.
Ma … Qualsiasi aumento del pH gastrico oltre 4 (verso la neutralità) viene chiamato “Ipocloridria”.

Ed è connesso con l’incapacità di digerire.
Ovvero con digestioni cosi difficili da durare “secoli”.
Per cui ti prescrivono i procinetici (che portano aritmie e scompensi ormoni cerebrali).

Qualunque sia la causa della ipocloridria, CONSENTE ad almeno il 50% DEI BATTERI (E LIEVITI) INGERITI di SOPRAVVIVERE a quella che viene amichevolmente chiamata la “trappola gastrica”.

Tanto che I MEDICI CURANTI E GLI SPECIALISTI dovrebbero avvisare I PAZIENTI sotto gastroprotettore a evitare di mangiare SCHIFEZZE quando sono in viaggio all’estero e sopratutto evitare le INFEZIONI da “ALL YOU CAN EAT” (13° articolo del. Codice deontologico).

Se sei un utilizzatore di gastroprotettore avrai sicuramente notato che ANCHE SE NON SENTI PIÙ L’ACIDO la digestione è peggiorata e la pancia è spesso gonfia… No?

Per fortuna altri meccanismi (oltre l’acido gastrico) lavorano come una squadra nel mantenere l’equilibrio del nostro intestino.
Essi sono (a parte Il nostro microbiota intestinale):

💊 Il sistema immunitario intestinale,
💊 la motilità intestinale,
💊 la secrezione intestinale (biliare, pancreatica, etc),
💊 la barriera intestinale.

Se anche solo una di queste funzioni viene compromessa diventiamo più suscettibili alle “infezioni” provenienti dall’esterno.
Per tua sfortuna, il gastroprotettore interviene su tutti questi fattori, a partire dalla distruzione dell’ecologia dell’intestino (disbiosi da crescita batterica eccessiva o SIBO) e al passaggio dell’H. Pylori nello stomaco.

La SIBO – Disbiosi da eccessiva crescita batterica del piccolo intestino – viene ERRONEAMENTE DIAGNOSTICATA come Colon Irritabile a carattere diarroico/stitico.

O peggio: diagnosticata “superficialmente” come “GASTRITE NERVOSA” o “COLITE NERVOSA” … O Confusa con la Sindrome Fibromialgia …

Ed ecco che la soluzione del curante o della specialista – che disconosce il sintomo – è:

  • proporti colon o gastroscopia (che non vedono l’ambiente microbico e comunque non raggiungono l’intestino tenue)
  • fare esami del sangue inutili o superficiali
  • proporre ecografia addominale (che raramente studia colon e intestino tenue)

E quando non trovano nulla, o aumentano la quantità di gastroprotezione, o mettono un “procinetico” (che ha effetti su ormoni e sul cuore) oppure ti prende per ansioso o nervoso e ti da goccine e pilloline per l’ansia…
… Che peggiorano la SIBO (‘tacci loro!).
.
Ma sappi che… Se invece di avere una “gastrite” hai un REFLUSSO GASTROESOFAGEO, la prescrizione del gastroprotettore NON È LA SOLUZIONE.
Il reflusso è un sintomo e non una malattia!

Cosa fare in questi casi?

  1. Parti dalla dieta. Modificala, perché è probabile che la causa sia li.
  2. Evita persone e situazioni che stressano, perchè le Citochine Infiammatorie e ormoni/neuropeptidi dello stress bloccano la digestione.
  3. Se hai un’Ernia Iatale cerca ladott.ssa Trabucco o un buon osteopata viscerale per curarla.

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