I farmaci e la carenza di Magnesio. Un mondo sconosciuto

Grazie alla moderna assistenza sanitaria e al miglioramento della qualità della vita, l’aspettativa di vita media degli europei è quasi raddoppiata negli ultimi 100 anni.

Nell’UE il tasso demografico degli anziani – dal 25% circa nel 2010, è salito al 29,6% nel 2016 – si prevede che aumenterà, fino il 51,2% nel 2070.

Ma l’aumento dell’età media è associato a un numero crescente di pazienti con pluri-patologie: malattie associate all’alimentazione che dipendono da una poli-farmacoterapia complessa.

E siccome ogni farmaco in più aumenta il rischio di “reazioni avverse” e il 40% dei pazienti istituzionalizzati assume più di nove farmaci al giorno, la poli-farmacoterapia è UNA DELLE PRINCIPALI PREOCCUPAZIONI nei NOSTRI anziani.

Tenendo conto di 6, 7 o 10 farmaci al giorno, qual è l’effetto cumulativo di questi sui nostri anziani?
E quali di questi effetti lo consideriamo – COME CLASSE MEDICA – una complicanza, un reazione avversa, e quale invece viene SCAMBIATO PER UNA NUOVA MALATTIA, che necessita ulteriori farmaci?

Perché saper fare una buona ANAMNESI FARMACOLOGICA e applicare la conoscenze farmacologiche internazionali sulla base dell’Art. 13 del CODICE DEONTOLOGICO MEDICO permette di fare questa differenza.

La concentrazione di magnesio nel sangue è regolata da un equilibrio dinamico e dall’interazione tra tre organi:

    1. l’intestino (che facilita l’assorbimento del magnesio),
    2. l’osso (il sistema di immagazzinamento del magnesio: disponibilità di magnesio per mantenere i livelli sierici costanti)
    3. i reni (trasporto renale ed escrezione)

E tutto ciò che COME FARMACO agisce su uno di questi tre, agisce sulla presenza/disponibilità del Magnesio.
Ma può essere influenzata da molti altri fattori:

    • l’età,
    • il valore del pH,
    • lo stile di vita (l’assunzione di alcol per esempio)
    • e/o i difetti genetici delle proteine ​​che trasportano il Magnesio.

INTESTINO E GASTROPROTETTORI

L’assorbimento intestinale del Magnesio avviene attraverso una via passiva (non saturabile, responsabile dell’80–90% dell’assorbimento intestinale del Magnesio.) e una via attiva e saturabile.

Certo, quando sono USATI BENE, consentono la guarigione di ulcere peptiche, malattia da reflusso gastroesofageo (GERD), esofago di Barrett e sindrome di Zollinger-Ellison.

Ma poiché il pH del tratto gastrointestinale è parte fondamentale di digestione e assorbimento dei nutrienti, i farmaci che sopprimono l’acido gastrico possono interferire sia con l’assorbimento passivo che quello attivo del magnesio.

Nello stomaco privo di acido (o nella gastrite atrofica) a causa della compromissione della secrezione di acido cloridrico e/o del fattore intrinseco (Fattore di castle) l’assorbimento di micronutrienti come il Magnesio e la vitamina B12 è compromesso.

Ma si può dire lo stesso dei pazienti che per motivi chirurgici o bariatrici non hanno più lo stomaco…

Solo il Magnesio e la B12?
Eh no…. Magnesio, Calcio, Ferro, Vitamina C … con problemi clinici legati alle carenze di questi micronutrienti. E che vanno riconosciuti come EFFETTI DA CARENZA e non espressione di malattia.

DIETA E STILE DI VITA

Le abitudini alimentari possono aggravare l’impatto dei farmaci sul Magnesio.

Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, il contenuto di Magnesio di frutta e verdura ha perso negli ultimi 100 anni grandi quantità di minerali e altri micronutrienti; si stima che le verdure (es. Cavoli, lattuga, spinaci) abbiano abbassato i livelli di Magnesio dell’80-90% circa.

E pratiche dietetiche moderne – come la cottura delle verdure e lo “sbiancamento dei cereali” – possono causare una perdita fino all’80% del contenuto di Magnesio.

Le BEVANDE ANALCOLICHE , che contengono ACIDO FOSFORICO insieme a una dieta a basso contenuto proteico e alimenti contenenti fitati (CRUSCA, LEGUMI) e ossalati contribuiscono tutti alla carenza di magnesio grazie alla loro capacità di legare il Magnesio E riducono disponibilità e assorbimento di Magnesio.

Le condizioni che possono portare a ipomagnesiemia includono :

    • Alcolismo,
    • Diabete (scarsamente controllato),
    • Malassorbimento (Morbo di Crohn, Colite Ulcerosa, Celiachia, Sindrome dell’Intestino Corto, Morbo di Whipple),
    • Cause Endocrine (Aldosteronismo, Iperparatiroidismo, Ipertiroidismo)
    • Malattie Renali (Insufficienza Renale Cronica, Dialisi, Sindrome di Gitelman).

MA ANCHE I FARMACI.
Una varietà di farmaci inclusi Antibiotici, farmaci per il Diabete, Diuretici e Gastroprotettori possono causare perdita di magnesio e ipomagnesiemia.

Ma quali farmaci sono quelli più incriminati?
Quali sono i sintomi?
E cosa fare se sospetti una carenza da Magnesio?
Come diagnosticarla e come curarla?

Questi ed altri interrogativi troveranno risposta nei prossimi post.

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Perché capire la differenza tra una carenza di Magnesio
e una malattia ha un VALORE ENORME.

Ecco perché – come la tua salute – VALE!

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Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Dott.ssa Livia Emma – dietistaStudio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

LINK al lavoro originale che va ispirando questa serie di post:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6539869/