Il latte fa bene?

Ma il latte fa bene o fa male? Stando alle parole di Ippocrate, il padre della medicina, il latte non andrebbe dato ai malati di un certo tipo. 

“Somministrare latte ai sofferenti di cefalea è male. È male anche somministrarlo ai febbricitanti e a coloro che hanno gli ipocondri gonfi e con borborigmi, e a coloro che hanno sete. Il latte è anche cattivo per i malati acuti febbricitanti che hanno le feci biliose, e per coloro le cui deiezioni sono molto sanguinolente. Conviene darlo invece nei casi di consunzione, quando non vi è febbre alta.”

Ma andiamo per gradi.

Il latte umano è un alimento completo che è perfetto per lo sviluppo del neonato umano. Il latte trasmette al bambino i nutrienti di cui ha bisogno ma anche proteine (immunoglobuline) che sono fondamentali per sostenere e sviluppare il sistema immunitario. Infatti, nel neonato, il sistema immunitario ci mette tra 6 e 24 mesi per svilupparsi completamente, giacché nasce “sterile”, cioè senza batteri (ne buoni ne cattivi). I batteri buoni e utili che “popolano” la pelle, l’intestino e tutti gli altri distretti del corpo vengono passati al bambino dalla madre in due momenti:

1) Al momento del parto vaginale dove i batteri vaginali della madre (flora di Doderlein) colonizzano una prima volta il neonato.

2) Attraverso il latte: anche da li passano batteri buoni, oltre che immunoglobuline che completano la competenza immunitaria che nel neonato è scarsa o assente.

In particolare, con le immunoglobuline la madre passa al neonato informazioni su quali sono i batteri buoni (che non vanno attaccati) e quali invece sono quelli “cattivi”, contro cui viene protetto. Così avviene la programmazione del sistema immunitario del neonato. Il latte contiene inoltre altre proteine, che funzionano nel neonato come ormoni o come fattori di crescita e stimolano l’omeostasi che nel neonato è fragile.

Nulla può sostituire il latte materno, perché è perfetto per noi e per il nostro rapporto con il mondo (epigenetica). Se consideri che ogni latte è specificatamente equilibrato per l’organismo che va a nutrire (tipi di zuccheri, qualità e quantità di proteine, ormoni e immunoglobluine), il latte di un (animale) erbivoro non va bene per un (animale) carnivoro e nemmeno per un (animale) frugivoro o onnivoro com’è l’uomo.

CONCLUSIONE

Il latte di vacca è perfetto e va benissimo per i vitellini, che sono erbivori e arrivano a pesare parecchi quintali.

Il latte di pecora è perfetto e va benissimo per i caprettini, che sono erbivori ma sono più piccoli e agili dei vitellini.

Il latte di madre è perfetto e va benissimo per i neonati umani. E per tuo figlio anche fino ai due anni.

Ma nessuno va bene per gli altri, nessuno va bene per esseri di altre specie. Non è di poca rilevanza andare a vedere quanti dati scientifici dimostra l’intolleranza umana al latte vaccino o che il latte sia uno dei cibi che provocano cefalee ricorrenti… o peggio, alimenta le allergie alimentari che sono la causa della pancia costantemente gonfia, di coliti e gastriti, di riniti e sinusiti.

E mi domando se il tuo medico curante, lo specialista o il tuo dietologo/nutrizionista credono o no alle allergie alimentari? Ti informano sui rischi dell’assunzione del latte vaccino? Hanno mai fatto una connessione tra latte e cefalee? Ti informano e rivalutano mai la tua terapia sulla base sei sintomi o guardano solo agli esami del sangue e all’ecografia dell’addome senza trovare il perché ai tuoi problemi???

Fossi in te, la domanda me la farei. In questo caso, scegli di affidarti a un professionista capace di ascoltare e preparato ad istruire; una consulenza è un investimento. Perché la tua salute vale!