La spia della benzina. Una metafora sulla terapia sintomatica e la “medicina superficiale”

Un giorno, una persona comprò una macchina super accessoriata, con un cruscotto zeppo di spie luminose dal significato enigmatico.
Qualche giorno dopo si accorse che una spia in particolare – con una pompa di benzina stilizzata – si accendeva spesso.
Notò che alcune volte stava accesa per ore, e che un paio di volte era rimasta accesa per giorni!

Così, tornata dal concessionario dove l’aveva acquistata, riferì il problema pretendendo una soluzione!
La macchina venne sottoposta a un “tagliando” su richiesta e restituita al proprietario come “perfetta”, ma inaspettatamente la spia continuava ad accendersi, con una andamento capriccioso: a volte si, a volte no.
E disturbava la serenità di questa persona, che la riportò dal concessionario, per riprenderla “perfetta” dopo l’ennesimo tagliando.

Ma la spia continuava ad accendersi …

Così, dubbioso nei confronti del concessionario, questa persona si recò da un elettrauto, chiedendo che questa spia venisse scollegata dalla macchina. L’elettrauto eseguì, ma dopo poco tempo questa persona si trovò con la macchina ferma in mezzo alla strada, senza avere idea del perché.

Potresti usare come esempio qualunque altra spia del cruscotto: quella della batteria, del livello dell’acqua, del livello dell’olio o quella che indica che stai guidando con il freno a mano tirato!
C’è pure una spia che indica un problema generico (un punto esclamativo tra parentesi tonde).

Qualunque spia prendi ad esempio, è un indicatore, un segnale di allerta, di attenzione o di pericolo; è così che la tua automobile comunica che c’è un problema.
E questo segnale, serve a renderti consapevole che devi attivarti per risolverlo.

Malgrado l’estrema semplificazione, la medicina sintomatica ha parecchio in comune con questa storia, perché il nostro corpo è come l’automobile. Quando qualcosa non va, non usa email, telefonate, sms o whatsapp; usa invece le “spie del suo cruscotto”, che noi medici identifichiamo come “sintomi e segni”.

Prendiamo, per esempio, il Reflusso acido Gastroesofageo (troppo spesso confuso con la Gastrite); questa “spia” si accende spesso.
A volte è presente per ore, o per più giorni.
O è presente con un andamento capriccioso: a volte si, a volte no.

Quella spia, quell’indicatore, è un fastidioso compagno delle nostre giornate, e ha un peso sulla nostra qualità di vita globale.
Cercare “l’elettrauto giusto” che stacchi quella spia, però, non risolve il problema.
Semmai lo complica; lo peggiora.

Perché il problema persiste anche coi Gastroprotettori e gli antiacidi (che riducono la presenza del sintomo senza toglierlo completamente) …
E in più ti devi accollare gli effetti collaterali dei farmaci, che sono tanti… E terribili.

I Gastroprotettori aumentano il rischio di demenza, riducono l’assorbimento di vitamina B12, di Calcio, di Magnesio e modificano la capacità di digestione ed assorbimento di microelementi fondamentali per la salute.

Gli antiacidi non sono meno rischiosi perché pieni di alluminio o altre sostanze utili e preziose ma che a lungo andare ti presentano un pesante conto digestivo.
Perché quando “digeriamo male”, i batteri dell’intestino cambiano (Disbiosi) e compaiono molecole che il nostro corpo non gradisce e che stimolano il nostro sistema immunitario alla produzione di Infiammazione.
E contemporaneamente si sviluppano – o peggiorano- allergie, intolleranze alimentari e altre svariate malattie.

Così, staccando la “spia” – il “sintomo” – non stai facendo un favore a nessuno (tranne, forse, alle case farmaceutiche…) ma alimenti un circolo vizioso che alla fine ha un peso anche sui costi del SSN.

Quindi, caro amico o amica che mi stai leggendo, smettiamo di essere superficiali quando stiamo male!
Guardiamo oltre la superficie, guardiamo oltre il sintomo!
Perché non è il sintomo quello che dobbiamo spegnere o combattere, quanto piuttosto la causa del sintomo.

Non ci vuole uno scienziato per capire la differenza tra causa e sintomo e siccome ogni specialista è un consulente, se la consulenza o i consigli non ti convincono, puoi cambiare consulente.

Una consulenza ben fatta è un investimento,
perché la tua salute vale!