Mai trascurare il ruolo della vitamina D nell’Artrite Reumatoide.

Concentrandosi sull’evidenza, un importante aspetto nutrizionale nelle malattie immunitarie/infiammatorie croniche come la ARTRITE REUMATODIE (AR) è correlato al ruolo e al livello della VITAmina D…
… con il crescente RICONOSCIMENTO che l’insufficienza/carenza di vitamina D è FREQUENTEMENTE OSSERVATA nell’AR.

E non solo li.

La VITAmina D è stata ampiamente studiata nell’ultimo decennio dopo la dimostrazione di un legame TRA LA SUA CARENZA e diversi problemi di salute.
Infatti, il metabolita attivo della VITAmina D mostra potenti proprietà antiproliferative, antibatteriche e antinfiammatorie in vitro.

L’attivazione del RECETTORE DELLA VITAMINA D (VDR) modula le cellule T (globuli bianchi) sopprimendo Th1 e Th17 che sono cellule pro-infiammatorie, e promuovendo le ALTRE cellule T che hanno funzione regolatoria e stimolante la tolleranza (praticamente anti-infiammatorie).

La carenza di VITAmina D interferisce QUINDI anche con le risposte antibatteriche e antinfiammatorie del sistema immunitario.
Di conseguenza, la carenza di VITAmina D può avere un ruolo nella progressione dell’AR: dalla assenza di sintomi alla fase acuta della malattia.

Il ruolo della vitamina D nella patogenesi della malattia può variare su base genetica; non è un caso che alterazioni genetiche del RECETTORE DELLA VITAMINA D sono tra le alterazioni spesso riscontrate in altre malattie infiammatorie croniche, come la rettocolite e il Crohn.

Una conferma?
Una meta-analisi condotta su oltre 200.000 soggetti ha riportato un’associazione tra basso apporto di vitamina D e rischio di AR.

È importante considerare le difficoltà e le limitazioni legate agli studi sulla vitamina D.
Le fonti di vitamina D sono il cibo e l’esposizione alla luce solare che è soggetta a variazioni stagionali.

E solamente il 20% del fabbisogno giornaliero di vitamina D può essere ottenuto dalla dieta (80% viene dai raggi UV), così l’integrazione di VITAmina D è una pratica accettata per un importante controllo (è un ormone steroideo) della risposta immunitaria innata e adattativa,

Ma proprio per questo, l’esatta quantificazione del “consumo” complessivo di vitamina D attraverso l’esposizione sia al cibo che alla luce solare è difficile, e i lavori scientifici sono per questo molto diversi tra loro nei risultati.

E le PROPRIETÀ ANTI-INFIAMMATORIE E BENEFICHE della vitamina D devono essere studiate meglio per definire il loro potenziale ruolo nella PREVENZIONE dell’AR.

Gli effetti della carenza epidemica dell’ormone della vitamina D in Europa – specialmente durante l’inverno – in aggiunta alla AMPIE EVIDENZE e i dati di un recente ampio studio suggeriscono che un MAGGIORE APPORTO di VITAmina D dietetica e di ACIDI GRASSI OMEGA-3 durante l’anno precedente l’inizio della terapia potrebbe essere associato a migliori risultati del trattamento nei pazienti con AR precoce.

 

Certo, la PERFEZIONE sarebbe cambiare STILE DI VITA e ABITUDINI ALIMENTARI, ma per chi non può o non vuole farlo…
…Ti basta sapere che ciò che ho scritto serve a comprendere QUANTE INFORMAZIONI OBSOLETE E FAZIOSE vi sono sulla VITAmina D…

Se non basta , ti ho aggiunto alla fine del post i LINK agli articoli originali citati.

Perché credo che la tua salute vale! 😉

Rivoluzione Microbiota  Comicost – Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

 

ARTICOLO ORIGINALE (gratuito e tradotto in Italiano da Chrome)

  1. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5845405/
  2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5845405/
  3. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22941259/