Mal di testa? Nasce e si combatte a tavola!

Milioni di persone nel mondo soffrono di cefalea; per molti la causa è sconosciuta, ma il dolore può essere debilitante.  Troppo spesso ci si rifà ai farmaci, i temibili FANS (antinfiammatori in testa!) ma conoscendo alcune delle cause – in particolare i fattori scatenanti a tavola – si può combattere la cefalea anche a tavola!! 

La conferma? Arriva dalla più ampia analisi mai pubblicata su Headache: the Journal of Head and Face Pain: analizzati più di 180 ricerche sulla correlazione fra dieta e cefalea, per capire che cosa ci sia di vero nelle affermazioni secondo cui alcuni alimenti sono causa di cefalea. Vediamo le evidenza scientifiche emerse.

Il caffè

L’astinenza da caffeina è uno dei fattori che più spesso scatena il mal di testa: «Poniamo di essere abituati a prendere due o tre caffè ogni mattina. Se un giorno decidiamo di evitarli, è assai probabile ritrovarci alle prese con una forte cefalea entro poche ore».

Tuttavia, troppo caffè è dannoso, non solo perché favorisce il mal di testa ma anche perché facilita la comparsa di ansia: l’ideale, per chi tende a soffrire di cefalee, è non superare le tre tazzine al giorno.

L’alcool

Si tratta forse dell’elemento che più spesso induce il mal di testa, perfino in chi non soffre di cefalee ed è quindi più a rischio di attacchi. Vodka e vini rossi con un alto contenuto di istamina, stando ai dati raccolti, sarebbero gli alcolici più “pericolosi”.

Glutammato monosodico (dado e cucina cinese)

Diffusissimo esaltatore di sapidità, è presente in molti alimenti pre-confezionati ed è un ingrediente tipico della cucina cinese.  «Per eliminare il glutammato bisogna ridurre il consumo dei cibi industriali e preferire frutta, verdura e prodotti freschi non confezionati».
«Di glutammato sono ricchi snack, condimenti, salse, cibi conservati e soprattutto i dadi da brodo e le zuppe: proprio quando è assunto con alimenti liquidi, fra l’altro, questo composto diventa particolarmente efficace nel provocare il mal di testa».

Nitriti (insaccati e carne)

Sono conservanti per mantenere inalterati colore e sapore soprattutto di carni e salumi. Almeno il 5 per cento dei pazienti con cefalee hanno un attacco nei giorni in cui mangiano cibi che contengono nitriti. Ridurne il consumo è opportuno per diminuire il rischio di crisi.

Glutine (ma solo in chi è celiaco)

Sul glutine come elemento scatenante del mal di testa si è molto discusso, ma i dati  sono chiari: il glutine provoca la comparsa dei sintomi in chi è celiaco. In tutti gli altri casi non serve eliminarlo dalla dieta per non avere attacchi di cefalea.

Qualità dei grassi nella dieta

Ridurre l’introito di acidi grassi omega-6 e aumentare l’apporto di omega-3 diminuisce i sintomi. «E’ bene diminuire il consumo di oli vegetali come quello di mais, girasole o soia e scegliere per esempio l’olio di semi di lino; da limitare noccioline e anacardi mentre bisogna invece puntare su salmone e altri pesci ricchi di omega-3 come il merluzzo. In più, ridurre i grassi saturi riduce il numero e la frequenza di attacchi di mal di testa, aiuta a dimagrire e a diminuire il rischio cardiovascolare: altri buoni motivi per valutarla assieme al medico».

Se hai problemi di emicrania o cefalea frequenti, ne hai parlato con il tuo medico? Il tuo medico curante o lo specialista ti propongono solamente antiinfiammatori? E rivalutano mai la persistenza dei sintomi o la tua terapia? E sai che a lungo andare gli antiinfiammatori fanno dei danni considerevoli? No? Non lo sai? Male, molto male.

Affidati a un professionista capace di ascoltare e preparato ad istruire, ha un valore incalcolabile. Perché la tua salute vale!