Pensi di essere malato di gastrite?

Milioni di Italiani “credono” di soffrire di gastrite, così i farmaci più venduti in Italia in assoluto (con o senza ricetta medica) sono gli inibitori di pompa protonica o i più classici “antiacidi”. Le case farmaceutiche ringraziano i maghi del marketing pubblicitario.

Platone, grande filosofo greco dell’antichità (427-348 A.C.) scriveva che ci sono due tipi di “medicina”:

“Esistono due tipi di medicina: quella degli schiavi e quella degli uomini liberi. Quella per gli schiavi deve rimuovere velocemente il sintomo perché possano tornare velocemente al lavoro. Quella per gli uomini liberi deve capire il sintomo, il suo significato per la salute complessiva del corpo, per l’equilibrio della persona e per la sua famiglia.”

Quindi, la “medicina per gli schiavi” cura solamente il sintomo? Fa tornare velocemente al lavoro senza occuparsi della causa? Ottimo, così ogni volta che il “sintomo” si ripresenta ecco che prendiamo la pillolina consigliata dall’amico “esperto” di turno.

In una società iperconnessa le informazioni sono a portata di mano di tutti.  Così, quando abbiamo mal di stomaco – ogni volta che facciamo un’indigestione, prendiamo una infezione virale, o alimenti causa di allergie alimentari ci auto-facciamo la diagnosi e ci auto-prescriviamo il trattamento farmacologico.

Fortunatamente, la maggior parte dei problemi addominali non sono gravi e il trattamento è sufficiente per la risoluzione temporanea del sintomo. Ma quando questi sintomi sono presenti da anni (o senti  che aumentano) potresti accorgerti che aumenta anche il numero pilloline che stai prendendo.

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 E qual’è la diagnosi  che viene più spesso alla mente?  Considerato il bombardamento mediatico con spot e pagine pubblicitarie, non c’è da stupirsi che nella mente degli Italiani la spiegazione che primeggia su tutte è “GASTRITE”.  Allora, vediamoli un pò i sintomi della “gastrite”.

SINTOMI DELLA GASTRITE

La maggior parte dei pazienti affetti da gastrite associata a H. pylori (quasi estinta!) sono privi di sintomi, sebbene alcuni accusino dispepsia lieve o altri “sintomi vaghi”. I pazienti con gastrite erosiva lieve sono spesso asintomatici, sebbene alcuni lamentino dispepsia, nausea o vomito.

Spesso, il primo segno di qualcosa di grave è l’ematemesi (sangue vomitato), o la melena (diarrea di colore nero) che si manifesta entro 2–5 giorni dall’evento scatenante. Ma anche la sarcofobia (fobia per la carne) e l’anemia sono sintomi da non trascurare.

Ovvio che in casi gravi (vomito, ematemesi, melena) bisogna sempre cercare un medico, uno specialista o, in caso di necessità (nel caso di forte dolore al petto) andare al pronto soccorso più vicino. I sintomi, presi globalmente, variano in base alla causa o alla gravità, ma spesso sono scambiati per una semplice indigestione (dispepsia). Ma è anche vero il contrario: non è che spesso scambiamo i sintomi di indigestione per gastrite? Allora, vediamoli un pò i sintomi della indigestione!

SINTOMI DELLA INDIGESTIONE

Pancia gonfia, digestione difficile,  flatulenza e stitichezza o diarrea, bruciore alla bocca dello stomaco (addominale o toracica) con il sapore di acido che sale in gola o che impesta la bocca al mattino, eccetera. Se consideri il sistema digerente come un tubo (dalla bocca all’ano), l’indigestione è causata o da un eccesso di cibo nello stomaco o nell’intestino o da un “blocco” a valle dello stomaco.

Nell’uno come nell’altro caso, la sensazione di bruciore alla bocca dello stomaco (pirosi retrosternale) è causata dal reflusso di acido gastrico verso l’esofago (il tubo che collega la bocca allo stomaco) che è privo di qualunque protezione contro l’acido.

Se non è la gastrite, cosa causa questo reflusso acido?

– Alcuni cibi come gli agrumi, i pomodori, la salsa di pomodoro, il cioccolato, l’alcol (sopratutto superalcolici), le bevande gassate e quelle contenenti caffeina;

– Lo stress e la rabbia repressa;

– La contrattura del diaframma (è il muscolo principale della respirazione, quindi anche i problemi polmonari e bronchiali possono influire); 

– Intolleranza al lattosio (almeno una persona su quattro ha difficoltà a digerire il lattosio, zucchero presente naturalmente nei prodotti in latte, gelati e formaggi);

– Mal assorbimento del fruttosio (uno studio dell’università del Kansas Medical Center rileva che quasi la metà dei pazienti lamentano la presenza di gas e gonfiore nello stomaco dopo aver mangiato 25 grammi di fruttosio perché non in grado di digerire correttamente il fruttosio);

– Gomme da masticare contenenti sorbitolo (uno studio su Gastroenterology dimostra che 10 grammi di sorbitolo  – l’equivalente di alcune caramelle senza zucchero – causano gonfiore di stomaco, 20 grammi provocano crampi e diarrea);

–  Farmaci antiinfiammatori, cortisonici, antidepressivi (SSRI): tra questi ci sono l’aspirina, l’ibuprofene (brufen), i cortisonici (come il prednisone) e l’alcol. Altri farmaci possono causare crampi, diarrea e costipazione (antidiarroici, lassativi, antibiotici e integratori di ferro).

La lista è esemplicativa ma non esaustiva, ed è possibile che ci sia una spiegazione più utile rispetto a “gastrite”, perché chi ha un reflusso acido non sempre trova beneficio nell’uso dei gastroprotettori. Quindi li prendi per il motivo sbagliato? E ti becchi solamente gli effetti collaterali?

I protettori gastrici come omeprazolo, pantoprazolo, lansoprazolo, esomeprazolo, o rabeprazolo, sono accusati di aumentare il rischio di demenza (qui l’originale articolo in inglese), riducono l’assorbimento di vitamina B12, di calcio, di magnesio e modificano in maniera profonda la capacità di digestione ed assorbimento di microelementi fondamentali per la salute.

Inoltre per “salvare lo stomaco” riducono l’assorbimento dei nutrienti che servono all’organismo. In più, quando “digeriamo male” compaiono delle “macromolecole antigenicamente attive” che stimolano il nostro sistema immunitario alla reazione. E producono molecole infiammatorie. E portano allo sviluppo allo sviluppo di allergie e intolleranze alimentari. Così si alimenta un circolo vizioso.

Noi medici dobbiamo ri-tornare la ruolo di educatori, insegnare ai loro pazienti come loro stessi possono mettere in pratica ciò che serve per guarire dalla “gastrite” o dal reflusso. Basta sapersi gestire nel mangiare (sopratutto la sera) e imparare certi comportamenti, per abbandonare per sempre le famose “pilloline”.

Il tuo medico curante o lo specialista ti fanno le domande giuste? Ti ascoltano? Indagano le tue abitudini alimentari e sociali? Credono alle allergie alimentari o ti trattano come un ritardato (capita anche a me)? E rivalutano mai la tua terapia sulla base sei sintomi? O anche tu hai uno specialista da “9 minuti”??

Se non sei soddisfatto del tuo medico o del tuo specialista, affidati a un professionista capace di ascoltare e preparato ad istruire, ha un valore incalcolabile. Anche una sola consulenza è un investimento. Perché la tua salute vale!