Siamo davvero ciò che mangiamo?

Viviamo su questo Pianeta da qualche milione di anni, e non da soli.
Un mondo in cui – ci è stato insegnato – la selezione naturale premia i più forti, quelli più capaci di adattarsi.

Così, dalle caverne del paleolitico dove vivevamo (qualcuno ancora ci vive …) ai grattaceli di New York, agli igloo eschimesi, alle stazioni sottomarine – quando non piuttosto sulla stazione spaziale internazionale – l’uomo ha dimostrato la sua capacità di adattarsi a qualsiasi clima e qualsiasi condizione.

Ci siamo così assicurati la nostra sopravvivenza e generato prosperità.

Alla nostra prosperità la scienza ha dato un grande contributo, dimostrandoci (a partire da circa 40 anni fa) che la nostra GRANDEZZA non avrebbe potuto esprimersi senza un PICCOLO AIUTINO.
Piccino piccino piccino…  🦠

Mi riferisco ai microrganismi…🦠🦠🦠

Qualunque sia il tuo grado di cultura, avrai sentito parlare di batteri, lieviti, virus, vermi, parassiti … e probabilmente te ne sarai fatto un’immagine negativa, come di un nemico da combattere.

Ma così come il nostro pianeta viene definito un ecosistema (in cui convivono esseri viventi di specie diverse) così è l’essere umano e i microrganismi che ospitiamo.

O, per meglio dire, che ci ospitano.

Gli studi che hanno sviscerato il DNA umano parlano di un numero di geni compreso tra 28 e 33.000. E ciò ha destato grande stupore tra gli scienziati coinvolti nel progetto “HGP” (Human Genome Project) perché persino il riso e il grano (genere triticum) hanno più “geni” di noi.

Immagina lo stupore quando consideri che Il progetto “MetaHIT” (European Metagenomics of Human Intestinal Tract) ha identificato nel tratto gastrointestinale adulto un’incredibile diversità di specie batteriche (più di 1000) che ospitano un set di geni almeno 150 VOLTE PIU’ GRANDE del genoma umano.

Ciò ha portato alcuni scienziati a proporre di vedere la somma dei microrganismi intestinali come un “organo” (microbico) a sé, con funzioni essenziali per la nostra sopravvivenza.
Tra questi, giusto per ricordarne alcuni:

      1. la capacità di “digerire” ciò che mangiamo,
      2. la capacità di interagire (tramite il nervo vago) con il nostro cervello,
      3. La capacità di difenderci dai “microrganismi cattivi” e di alfabetizzare/potenziare il nostro sistema immunitario,
      4. la capacità di produrre neurotrasmettitori ed ormoni.

Così come NOI ci siamo adattati al pianeta, il microbiota intestinale si adatta a noi e AL CIBO CHE MANGIAMO.
La dieta che facciamo determina chi viene favorito nella sopravvivenza, e i microrganismi dominanti (singolarMente o in consorzio) hanno le loro “preferenze”.

Qualche esempio?

      • La Prevotella cresce meglio con i carboidrati,
      • la fibra alimentare fornisce un vantaggio ai Bifidobatteri,
      • i Bacteroidetes hanno una preferenza per alcuni grassi,
      • l’Akkermansia prospera sui carboidrati secreti (mucine) dalle cellule ospiti,
      • microbi produttori di butirrato, come Roseburia, se la cavano meglio con i polisaccaridici.

I nutrienti che caratterizzano il cibo che mangiamo, quindi, determinano quali microrganismi sopravvivono.
E quando quelli che sopravvivono sono felici e sazi – piuttosto che in squilibrio e “incavolati” – mandano segnali biochimici, nervosi ed ormonali che hanno il potere di manipolare il nostro umore, e generare parte del nostro “benessere”.

Ma anche il nostro discomfort, nervosismo o stress.

Il “benessere” o “malessere” dei microrganismi che ci abitano modula il nostro comportamento attraverso l’asse “microbioma-intestino-cervello”, dove sopratutto un nervo – il nervo vago – è attore centrale.
Esso collega i circa 100.000.000 di neuroni del Sistema Nervoso Enterico (SNE) al cervello e al midollo spinale.
Sia in una direzione che nell’altra.

Ma cosa producono esattamente questi minuscoli microrganismi?

Producono una varietà di “sostanze neurochimiche” analoghe agli ormoni coinvolti nella umore e nel comportamento.
Non è un caso che più del 50% della DOPAMINA e la stragrande maggioranza della SEROTONINA (carente nella FMS) vengono prodotte nell’intestino.

E non è un caso se i “batteri produttori di acido lattico” (quelli umani presenti nel latte materno e quelli animali presenti nello yogurt) producono i neurotrasmettitori ISTAMINA e GABA …
… e quest’ultimo agisce sugli stessi neurorecettori su cui agiscono farmaci anti-ansia come valium e benzodiazepine.

Quindi, a secondo del tipo di microbiota – o “famiglia microbica” dominante – gli effetti su digestione, defecazione, sonno, dolori, umore e stress possono essere dei più vari …
… ma possono anche essere LA CHIAVE DI LETTURA della “sindrome del colon (intestino, prego) irritabile”.

La sindrome DELL’INTESTINO IRRITABILE (IBS) è il disturbo Gastro-Intestinale Funzionale (FGID) più comune al mondo.
È un insieme di condizioni definite come “disturbi dell’interazione tra intestino e cervello”, dovute ad “interruzioni” in numerose vie di segnalazione tra I SISTEMI NERVOSI CENTRALI e quelli GASTROINTESTINALI (SNE).

Qualcuno, al primo mal di stomaco, potrebbe averti detto che il tuo “colon irritabile” te lo devi tenere a vita. O che non c’è speranza di guarigione.

Ma così ha SBAGLIATO TRE VOLTE:

    1. PERCHÉ negli ultimi anni il contributo del Microbiota Gastrointestinale e le variazioni nella sua composizione e funzione hanno iniziato ad essere apprezzati come una COMPONENTE SIGNIFICATIVA nel patogenesi e fisiopatologia di questa sindrome comune.
    2. PERCHÉ se sai esattamente dove si manifesta il “tuo squilibrio” e lo rimetti a posto, hai risolto il tuo problema.
    3. PERCHÉ si dice “INTESTINO IRRITABILE” (dallo stomaco all’ano!) e non “colon irritabile”.

Ed ecco la più importante considerazione da portarti a casa: se soffri di “intestino irritabile” è altamente probabile che verrai “diagnosticato” come soggetto nervoso, agitato, ansioso, o stressato.

E se questo avviene quando mangi “certe cose”, hai tre informazioni:

    • sai cosa piace ai “batteri” che ti fanno star male,
    • sai cosa mangiano i batteri di cui hai bisogno per star bene,
    • ma sopratutto sai che sono “loro” la causa di quegli squilibri (biochimici? nervosi? ormonali?) che portano ALCUNI ad etichettarti come “nervoso, agitato, ansioso, o stressato”.

Siamo ciò che mangiamo – come dice Feuerbach – o forse dovremmo AFFERMARE che siamo ciò che mangia il nostro microbiota intestinale (Cit. Dr. G. Prinzi)?

Fatti la domanda e datti una risposta…

Ho già scritto di questi argomenti SU QUESTA PAGINA di GRATUITA informazione medica e scientifica, dove settimanalmente pubblico per APRIRTI GLI OCCHI su un mondo in rapida evoluzione, così rapida che chi è incapace di aggiornarsi – e rimane al pleistocene – difficilmente può esserti d’aiuto…

E ho intenzione di continuare a scrivere PERCHÉ È IMPORTANTE avere un ruolo attivo in un rapporto di cura: capire in che situazione sei, in che situazione è il tuo intestino, in che situazione è il tuo microbiota.

Per aiutarti a star bene!

Ho intenzione di pubblicare altri post che disvelino quali scoperte vengono celate al singolo cittadino/utente/paziente nei prossimi giorni.
Quindi CONTINUA a seguire la pagina e CONDIVIDI liberaMente tutto ciò che pubblico e che ritieni di pubblica utilità.

Perché la tua salute vale!


Rivoluzione Microbiota:

Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Dott.ssa Livia Emma – dietistaStudio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Immagine: courtesy of TheGuardian.com
Original link:
https://www.theguardian.com/lifeandstyle/2018/jan/29/magical-microbes-how-to-feed-your-gut

LINK all’articolo che ispira questo post
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5848117/

Hai il Colon (Intestino, prego) Irritabile?

Se la risposta è si, c’è da farsi un paio domande:

    1. Cosa irrita il tuo colon (?)
      e …
    2. perchè NESSUNO ha mai dimostrato INTERESSE nel guarirti?

Nella mia attività ambulatoriale in giro per l’Italia, vedo molti pazienti “etichettati” come affetti da due strane patologie dai contorni misteriosi.
Usciti da un romanzo di Arthur Conan Doyle (il padre di Sherlock Holmes).

Sembra di leggere dei trattati di medicine dell’800 quando leggo “gastrite nervosa” e “colite nervosa”.

Si usa forse l’aggettivo “nervosa” per scostarsi dal precedente – famoso grazie al lavoro di Freud – e meno politicamente corretto di “ISTERICA”?
E cosa le caratterizza?

Sintomi sfumati – intestinali ed extraintestinali – che spesso si sovrappongono.
Quasi fossero parte di una “sindrome”…

A conferma, la loro presentazione “classica” è una combinazione di sintomi simili o SOVRAPPONIBILI alla “sindrome dell’intestino irritabile” (non colon, per favore).

Tra questi :

    • dolore addominale (definito “colite” o “colica” o “intestino infiammato”)
    • GONFIORE addominale con digestione lentissima
    • Gastrite e reflusso,
    • anomalie della popò (diarrea o stitichezza)
    • Manifestazioni sistemiche o extra-intestinali come: “mente annebbiata”, mal di testa, astenia, dolori articolari e muscolari, intorpidimento alle gambe o alle braccia, dermatite (eczema o eruzione cutanea), depressione e anemia.

Siamo seri adesso.
Siamo nel 2020.
Siamo a 40 anni dalla scoperta dell’Helicobacter Pylori.

Siano a 15 anni dall’assegnazione del premio Nobel ai due scopritori.
Non perchè LO HANNO SCOPERTO ma perchè hanno dimostrato che le malattie Gastriche e Intestinali SONO LEGATE AD INFEZIONI e non hanno origini “nervose”.
Con buona pace di Freud e di Charcot.

E di sicuro non necessitano di “Psicofarmaci” o goccine o pilloline per l’ansia.

Perché le motivazioni del NOBEL sono chiare e leggibili da tutti: questi due grandi ricercatori Australiani HANNO TOTALMENTE CAMBIATO IL PARADIGMA della scienza moderna.
E non possiamo dimenticarlo se siamo aggiornati ed INTELLETTUALMENTE onesti…

Per alcuni, siamo fermi all’800, famoso per la diagnosi di ISTERIA e l’invenzione del vibratore – dopo che Freud vi identificó una delle cure migliori.

E TROPPI DIAGNOSTI sono ligi al vecchio paradigma – quello di prima del 1979, quello prima del 1984 e quello prima del Nobel del 2005.
Quale paradigma?
Questo:

🦖  Un sintomo ➡ un farmaco.
🦖 🦖  Due sintomi ➡  due farmaci.
🦖 🦖 🦖Tre sintomi… ➡ PSICOFARMACI .

Il risultato?

Nulla ovviamente cambia della patologia di base o dei sintomi.
Nulla cambia delle capacità digestive.
Nulla cambia nella forma o frequenza della popó.

Se non un peggioramento.
Perché gli psicofarmaci agiscono come antibiotici.

E se il problema è un’infezione (1979…1984 … 2005…) ovviamente nessun miglioramento è prevedibile.
Mentre è d’obbligo – per il paziente ligio alle prescrizioni – di diventare schiavo della terapia….

E il paziente che si presenta all’ennesimo medico per una SECOND OPINION … con una precedente prescrizione di Psicofarmaci … viene subito etichettato come ansioso, esagerato, matto.
Ma… MAI VISTO NELLA SUA SOFFERENZA (tacci loro!).

Quindi visto alla luce di una precedente diagnosi, visto con un “preconcetto”… ascoltato a metà… Forse sottovalutato…

E per un attimo mi schiero coi medici.
Forse hanno ragione nel vedere la persona ansiosa o depressa… O confusa.

Ma per un attimo facciamo insieme un esercizio di “immaginazione”.
Immagina con me che il problema di ANSIA o DEPRESSIONE non sia tanto una causa, quanto una conseguenza.
Un fenomeno.

Causato da che??

    1. DA BOMBARDAMENTO MEDIATICO finalizzato a produrre terrorismo psicologico nel popolo, per Vendere farmaci sintomatici (farmaco… Veleno… Ti dice nulla?) che nulla hanno a che fare con l’atto medico e la salute;
    2. DA NOMADISMO DIAGNOSTICO: con Google e Facebook speriamo sempre di aver trovato la strada giusta, il guru giusto. Inizia così spesso il “giro delle 7 chiese”, alla ricerca del “MEDICO/Mago” che ascolti il paziente, comprenda la causa e imposti la terapia PER GUARIRE.
    3. DA RIDONDANZA-PRESSIONE SOCIALE perchè ormai TUTTI sono medici, TUTTI sono diagnosti, TUTTI hanno capacità di fare diagnosi e impostare una terapia.

Ma, tutti chi?
Il vicino di casa, il testimone di nozze, il carnezziere, il verdurario, la suocera, la nuora o il LEONE DA TASTIERA..

Ma non è così…

Siamo la media delle 5 persone che frequentiamo più spesso, e se le tue frequentazioni sono “pessime”… non aspettarti miglioramenti.
Non aspettarti miglioramenti da chi ha la pancia gonfia, la pelle grigia, la lingua larga…o LUNGA 😅

E anche tra i più grandi professionisti la qualità della conoscenza può essere diversa. Diversa per il tipo di scuola.
DIVERSA per il tipo di esperienza fatta e per la qualità di aggiornamento…
Sono aggiornati al 1979, al 1984, al 2005 o al 2020?

Perché SE SAI COME FUNZIONA IL CORPO (anatomia, biochimica, fisiologia, patologia) e SE SAI COSA ANDARE A CERCARE… lo puoi gestire, spegnere, educare.

Sempre ligi al dettame di #Ippocrate che sulla relazione di aiuto ci ricorda che “PRIMA DI GUARIRE QUALCUNO CHIEDIGLI SE E’ DISPOSTO A CAMBIARE LE ABITUDINI CHE LO HANNO FATTO AMMALARE.”

Amico o amica della pagina, quando hai un sintomo o una patologia gastrointestinale, ricorda che IL TUBO DIGERENTE É LUNGO 8 METRI.
Ricorda che parte dalla bocca e arriva all’ano.
Ricorda che è ricoperto dal Microbiota (orale, esofageo, gastrico, intestinale).

E che i sintomi SONO SPESSO CONNESSI AL CIBO CHE ENTRA IN CONTATTO (anche piccole quantità) con la mucosa dell’intestino.

Perché se mi dici che hai IL COLON (intestino, prego) IRRITABILE, io in automatico ti chiederò: COSA ESATTAMENTE IRRITA IL TUO INTESTINO?

Se il tuo diagnosta non te lo chiede, o ti prescrive esclusivamente GASTROPROTETTORE o goccine per l’ansia… sei autorizzato a uscire velocemente da quello studio e cercare consulenza altrove ….

Facciamocele le domande giuste:

    1. Ma la mia dispepsia/gastrite/reflusso/colite da cosa dipende?
    2. sulla base dei miei sintomi, è il gastroprotettore (o le goccine per l’ansia) il FARMACO più adatto?
    3. Ma da quando prendo il farmaco (gastroprotettore o goccine) sto meglio o noto dei peggioramenti?

Perdonami questo sfogo e questa riflessione.
Ma è giusto che qualche “medico delle panze” ti ricordi che solo tu hai potere sulla tua salute, solo tu puoi scegliere di stare bene e che tu sei la persona più interessata a farlo.

E sei anche la persona MAGGIORMENTE interessata a sapere le informazioni che puoi ANCHE mettere in pratica in autonomia.

Continua a commentare, seguire la pagina e
condividere ciò che ritieni di pubblica utilità.
Perché la tua salute vale!

Rivoluzione Microbiota Comicost – Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Colon Irritabile. Il Glutine la causa in almeno un caso su quattro

Colon irritabile.
Anzi, INTESTINO irritabile.
Ne parlano tutti, e sembra essere alla base dei problemi di salute di una importante fetta della popolazione Italiana.

In almeno il 25% dei casi, la «sensibilità al glutine non celiaca» (in inglese “non celiac gluten sensitivity” o NCGS) – sarebbe all’origine di quei disturbi attribuiti al “colon irritabile” (IBS) disturbo riferito come ‘colite’, come malattia infiammatoria dell’intestino.

La «Sensibilità al Glutine non Celiaca» che sembra interessare il 10% della popolazione italiana – è caratterizzata da sintomi intestinali e non, correlati all’ingestione di Glutine o Cereali IN SOGGETTI NON AFFETTI DA CELIACHIA.

Il soggetto, in seguito all’ingestione di alimenti che contengono glutine e cereali, sviluppa i sintomi IN ASSENZA degli anticorpi specifici per la Celiachia e dell’Atrofia a livello dei villi intestinali (sintomo di celiachia), anche se in alcuni si riscontrano anticorpi anti-gliadina (proteina del glutine).

I sintomi compaiono A BREVE DISTANZA dalla ingestione DI GLUTINE/CEREALI ed altrettanto rapidamente regrediscono quando si interrompe l’assunzione di alimenti che lo contengono.

Essi sono simili a quelli presenti nella sindrome dell’intestino irritabile:

  • dolori e gonfiori addominali,
  • diarrea e/o costipazione,
  • manifestazioni extraintestinali aspecifiche come:

Eczemi, Prurito, Cefalea, mente annebbiata, Affaticamento, Depressione, Anemia, Dolori articolari, Dolori addominali colici che si irradiano alla schiena verso la zona lombare, e che possono anche sovrapporsi alle cause comuni di Lombalgia come traumi, difetti di postura o la classica Ernia del disco.

Un gruppo di esperti si è riunito per la prima volta nel febbraio 2011 a Londra per cercare di definire a stabilire dei criteri diagnostici per la sensibilità al glutine.

Per comprendere quale fosse la reale causa dei disturbi lamentati dai pazienti, i ricercatori li hanno privati dei cibi contenenti glutine per tre settimane.
Dopo questo lasso di tempo, l’alimento è stato reintrodotto ed è per l’appunto emerso che il 25% di costoro ha di nuovo accusato i fastidiosi sintomi.

Pertanto è possibile ipotizzare per queste persone una terapia esclusivamente basata sulla dieta, simile a quella adottata per la malattia celiaca

Lo studio dell’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (°AIGO) ipotizza che i pazienti con Colon Irritabile dovrebbero essere TUTTI SOTTOPOSTI alla dieta ‘gluten free’.
Anche solo per prova (dieta di Challenge).

Ad oggi purtroppo non esistono esami di laboratorio validati e certi per la diagnosi di sensibilità al glutine.
Esami e marcatori, utilizzati per la diagnosi di malattia Celiaca, sono sempre risultati negativi nelle persone affette da sensibilità al glutine.

La diagnosi si basa quindi soprattutto SULLA REMISSIONE DEI SINTOMI QUANDO SONO ESCLUSI GLI ALIMENTI CHE LO CONTENGONO DALLA DIETA.

A differenza della Celiachia – patologia che impone una dieta stretta totalmente priva di glutine – chi soffre di sensibilità a questa sostanza può alternare periodi di astinenza a fasi in cui può RIassumere il glutine.

Nessuno specialista che si occupa di Gastroenterologia, Stomaco, Intestino e diagnosi di IBS può onestamente disconoscere questa entità clinica e questo fenomeno.

Lo dico sopratutto a quei pazienti “figli-di-una-diagnosi-minore” che non vengono creduti quando affermano che, eliminando il glutine, i sintomi scompaiono.

Lo dico sopratutto perché la tua salute vale!

Rivoluzione Microbiota Comicost – Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

FONTI:

Post riveduto e corretto dall’originale pubblicato su The Cancer Medicine (2015):
Colon irritabile: il glutine è sul banco degli imputati in un caso su quattro

La Dieta Senza Glutine per Hashimoto e “Colon Irritabile”. La conferma dell’Università di Palermo.

Come probabilmente sai, sono Palermitano.
Non manco occasione per sottolinearlo.

E quando trovo lavori scientifici prodotti all’Università di PALERMO – e significativi a LIVELLO INTERNAZIONALE – gli do la giusta rilevanza su questa pagina.

Questo lavoro di cui oggi ti parlo è stato pubblicato nel 2015 su Gastroenterology – una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali di Gastroenterologia – ed è firmata dall’equipe del professor Carroccio.

In questo studio, 130 pazienti “sensibili al glutine” (NCGS, sensibilità al glutine non celiaca) sono stati confrontati con pazienti affetti da Celiachia e “Colon irritabile” (IBS).

Lo studio ha dimostrato che la dieta priva di glutine RISOLVEVA COMPLETAMENTE i disturbi intestinali di tutti e tre i gruppi e la reintroduzione del glutine scatenava nuovamente i sintomi.

Curioso no?
Eh no… nemmeno tanto.

Ed è “celiachia”?
No.
È sensibilità al glutine NON CELIACA (NGCS).

Una entità clinica che include i pazienti che hanno problemi causati dall’ingestione di grano e/o glutine MA non hanno diarrea, non hanno Allergia al Glutine o al grano e sono negativi agli Anticorpi Anti-glutine.

E magari non hanno nemmeno la predisposizione genetica alla Celiachia (Alleli HLA DQ2 DQ8).

La comunità scientifica ANNI FA ha coniato il termine di “Non-celiac gluten sensitivity” (sensibilità al glutine non CELIACA o NGCS) per questa EPIDEMIA NOTA dal 1984…
… Ma che spesso sembra non far parte del bagaglio culturale di molti….

Ma qual’è il dato più rilevante?

I pazienti “sensibili al glutine” hanno mostrato di avere CONTEMPORANEAMENTE una ELEVATA FREQUENZA DI PATOLOGIE AUTOIMMUNI associate. Fra esse vi è un’alta prevalenza di TIROIDITE di HASHIMOTO (un paziente su tre).

Ma anche elativamente comuni in questi PAZIENTI vi era presenza di PSORIASI, DIABETE TIPO 1 e SPONDILOARTRITE.
Tutti mostravano SIGNIFICATIVA TENDENZA alle MALATTIE AUTOIMMUNI.

Si fa interessante, no?

I ricercatori Palermitani – ribadendo la necessità di una diagnosi fatta in centri specializzati – suggeriscono però che una ALIMENTAZIONE PRIVA di FRUMENTO/GLUTINE riesce a risolvere cronici sintomi gastrointestinali come diarrea, stipsi, e dolore addominale ricorrente.

Quale è il quadro clinico tipico di questi pazienti “figli-di-nessuna-diagnosi” ?

      1. Dolore addominale, gonfiore, anomalie dell’intestino (diarrea o stitichezza)
      2. manifestazioni sistemiche come:
        – stanchezza,
        – mal di testa,
        – fibromialgia/dolore muscolare ,
        – intorpidimento alle gambe o alle braccia,
        – “annebbiamento mentale”
        – dermatite o eruzione cutanea,
        – depressione, ansia,
        – stomatite aftosa,
        – anemia (da carenza di ferro, di folati o di VITAMINA B12),

TI SUONA FAMILIARE??

Più di un terzo di questi pazienti erano stati etichettati genericamente come affetti da “colon irritabile” (IBS)… per tacere delle farlocche diagnosi di Fibromialgia …
Oltre all’IBS, un terzo dei pazienti con NGCS mostrava ALMENO una intolleranza alimentare (la più frequente è al lattosio).
Circa il 20% aveva un’allergia IgE-mediata; gli allergeni più frequenti erano ACARI, GRAMINACEE, peli di cane/gatto e MOLLUSCHI.

E oltre il 20% mostra segni biochimici di malassorbimento, con BASSI LIVELLI di FERRITINA o ACIDO FOLICO o VITAMINA D.

UN NUMERO relativamente ALTO PRESENTA ALLERGIA al NICHEL SOLFATO. Ma… il 34% DEGLI ITALIANI ha una INTOLLERANZA al nichel solfato (dati Europei del 2004).

Sarà per questo che con una dieta SENZA GLUTINE molti pazienti riescono ridurre i loro sintomi?
Anche ai pazienti con anticorpi o biopsia duodenale negativa?

E tu… Ti sei mai fatta fare le analisi dal tuo medico?
E se non hai anticorpi contro il glutine, hai provato a toglierlo per una dieta di prova?
Anche poche settimane di prova?

E se lo hai fatto e sei stato meglio, sei stato creduto dal tuo curante?

O ti sei sentito ripetere che se escludi il glutine c’è il rischio che vedi gli elefanti rosa, i dischi volanti o esplodi perchè “senza glutine non si può vivere” ..?

Conosco più lavori scientifici che dicono esattamente il contrario.

Alcuni li trovi qui:

    1. High Proportions of People With Nonceliac Wheat Sensitivity Have Autoimmune Disease or Antinuclear Antibodies
    2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6115844/
    3. https://clicksalute-palermo.blogautore.repubblica.it/2015/06/22/la-sensibilita-al-glutine-e-legata-a-patologie-autoimmuni-studio-delluniversita-di-palermo/

Continua a seguire QUESTA PAGINA DI INFORMAZIONE GRATUITA, dove traduco dal medichese argomenti attuali con la finalità di smontare “fake news” mediche, “leggende metropolitane” e anacronismi scientifici di chi ha studiato su libri dei primi del ‘900…

Può risultare SCOMODA PERCHÉ RISVEGLIA LE COSCIENZE, ti fa aprire gli occhi su un mondo in rapida Re-evoluzione e ti allena ad occuparti della manutenzione ordinaria della tua salute, lasciando ai Medici (con la M maiuscola) quella “straordinaria”.

Perché UN intero ESERCITO di esercenti una professione sanitaria ha studiato tutto ciò che è stato pubblicato dopo il 1984.
E non smette di studiare e mettere in pratica.

Io li chiamo confratelli in Ippocrate.
Tu se vuoi puoi chiamarli Avengers 😉

Il mondo sta cambiando.
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RIVOLUZIONE MICROBIOTA:

Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Batteri, Candide e rischio Malattie Oncologiche? È tutto nel biofilm.

Dopo aver dogmaticamente sostenuto che ci fossero zone sterili nel nostro corpo – e ad eccezione del cervello di alcuni – la comunità scientifica internazionale non ha dubbi:
siamo coperti di microrganismi fin sopra i capelli.
E dentro ogni “pertugio” o superficie che abbia un contatto con l’esterno.

Così, ciò che chiamavamo “organi interni” – a partire dal tubo digerente – sono talmente popolati e ricoperti da microrganismi da doverci chiedere se se non siano piuttosto “organi esterni”…

Il più popolato di tutti?
È il tubo digerente. In cui si annida la massima concentrazione di virus, batteri, parassiti, miceti e candide … dal nome collettivo di “Microbiota”.

Alcuni di loro amano la solitudine e vivono da soli, altri possono scegliere tra due forme: oltre che vivere singolarmente (microrganismi “planctonici”) possono creare una “comunità”.

I Batteri sono organismi “altamente sociali” che comunicano tra loro tramite molecole di segnalazione e per questo possono assumere uno stile di vita multicellulare e costruire una comunità “protetta” da un Biofilm, come se (passami l’esempio) abitassero tutti in un grande edificio, ognuno nel suo appartamento, separati dagli altri da mura di cemento, sotto un tetto comune.

Fino a poco tempo fa, le uniche implicazioni legate al Biofilm erano l‘aumento della antibiotico-resistenza e l’elusione del nostro sistema immunitario. Una spiegazione al perché delle infezioni croniche o recidivanti, a cominciare dall’Helicobacter …

Diversi ricercatori si sono spinti oltre e si sono domandati se il Biofilm non potesse avere un potenziale ruolo nello sviluppo del Cancro del tubo digerente.

Per dare un perché a questa affermazione pesante, ricordo che ci sono già delle forti evidenze che suggeriscono il potenziale legame tra Biofilm Batterico e vari tipi di cancro.

Le prove sono particolarmente convincenti per il Cancro del Colon-retto e il suo precursore – ovvero dai Polipi – che puntano il dito contro diverse specie batteriche dai nomi esotici, ma dalle capacità temibili.
Si chiamano Bacteroides fragilis, Fusobacterium nucleatum e Streptococcus Gallolyticus.

Ricercatori internazionali hanno esteso ulteriormente questa ipotesi a una delle più comuni infezioni batteriche nell’uomo, quella da Helicobacter Pylori, considerata una delle principali cause (NON L’UNICA!) di Cancro Gastrico.

Finora, non ci sono prove dirette che collegano la formazione di Biofilm Gastrico da Helicobacter alla carcinogenesi gastrica.
Tuttavia vi sono abbastanza studi da supportare una tesi secondo cui il Biofilm in cui si nasconde l’Helicobacter (il principale motivo per cui le terapie antibiotiche falliscono) è potenzialmente cancerogeno. .

Questa nuovo riconoscimento delle patologie gastro-intestinali come COLLEGATE alle infezioni batteriche (ovvero alle Disbiosi) possono aprire la possibilità di sviluppare interventi mirati.

Come l’uso della N-Acetilcisteina come GRIMALDELLO per sciogliere il Biofilm.
Peccato che costi due lire e non sia brevettabile, e che quindi pochi la considerino nelle terapia delle Disbiosi più comuni del tratto digerente: la # (legata ai batteri) e la SIFO (legata alle candide).

MA questa è storia per un altro post.
Come è storia che IN ITALIA è iniziata la rivoluzione medica che oggi porta il nome di MEDICINA FUNZIONALE.

È Roma la città in cui nel 1988 nasce “IL GOTHA” dei gastroenterologi mondiali ove si è riunito.
E da allora gli specialisti NON POSSONO NON RIFARSI ai Criteri di Roma.
Criteri diagnostici e terapeutici…

Chiedi dei “Criteri di Roma” al prossimo che ti parla di “colon (intestino, prego) irritabile”.
E chiedi anche che ne pensa dell’asse intestino-cervello (anche questo per il prossimo post).

Approfondisci l’argomento (link in fondo alla pagina), continua a seguire questa pagina di informazioni mediche e scientifiche e CONDIVIDI liberaMente ciò che pubblico, in quanto di pubblica utilità.

Perchè la tua salute vale 😉

Rivoluzione Microbiota:
Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista –Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT, Flavio Leonori – Vivere in Forma,Roberta Garozzo, Emanuela Mortillaro, Dr. Alessandro Felice – Top Your Top, Dr. Giuseppe Compagno, Liberi dal Reflusso

LINK AI LAVORI SCIENTIFICI (Chrome te li traduce in Italiano)

1) https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fmicb.2019.00846/full
2) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5968456/
3) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4452508/

La Sindrome dell’Intestino Iirritabile… Esiste?

È uno dei DISTURBI DIGESTIVI FUNZIONALI più diffusi, con una prevalenza globale dell’11%.

I sintomi sono frequenti e cronici: il 50% delle persone con #IBS (sindrome dell’intestino irritabile) ha sintomi da più di dieci anni e il 57% li ha ogni giorno.

I limiti dei mezzi diagnostici e le scarse opzioni terapeutiche rappresentano le sfide nella gestione dell’IBS.

Le attuali raccomandazioni degli esperti per la diagnosi incoraggiano la valutazione dei sintomi clinici COME RICONOSCIUTI dai “criteri di Roma IV” (Quarta conferenza internazionale dei Gastroenterologi, che si svolge ogni 4 anni a Roma).

TUTTAVIA, nella pratica clinica, LE LINEE GUIDA DIAGNOSTICHE SPESSO NON VENGONO ADOTTATE.

Ma perchè?
Perché i medici ritengono che LA DIAGNOSI DI IBS vada fatta per esclusione, e spesso prescrivono test diagnostici per escludere altre diagnosi.

La FORMA/CONSISTENZA delle feci (Bristol SCALE) viene utilizzata per differenziare l’IBS in vari sottotipi – IBS con costipazione, IBS con diarrea o IBS con sintomi misti di costipazione e diarrea – utilizzati per dirigere IL TRATTAMENTO.

Quale trattamento ti chiederai?
IL TRATTAMENTO PIU’ FREQUENTEMENTE ADOTTATO SI LIMITA AI SINTOMI.

È a base di antispastici e antidepressivi per il dolore, è a base di Loperamide e Aalosetron per ridurre la frequenza intestinale, è a base di fibre solubili per IBS con stipsi, eccetera.

Non sorprende quindi che i trattamenti manchino di efficacia: infatti MENO DEL 25% DEI PAZIENTI RIPORTANO un COMPLETO SOLLIEVO di uno qualsiasi dei sintomi.

Queste terapia hanno, inoltre, EFFETTI COLLATERALI SIGNIFICATIVI, con molti pazienti che cercano assistenza medica o perdono giorni di lavoro o di scuola (ma anche uscite sociali) a causa DEGLI EFFETTI COLLATERALI O DI SINTOMI IATROGENI.

RICAPITOLANDO:

  1. i medici si impegnano a zittire i sintomi…
  2. i pazienti si accollano gli effetti collaterali…

Ma A CHI IMPORTA DAVVERO di cercare e curare le cause del problema?

Carenze nella diagnosi e nella terapia hanno una spiegazione: la IBS non è una malattia ma UNA SINDROME, cioè un “ombrello” di sintomi e manifestazioni simili ma che raggruppa cause di tipo diverso, che sono IDENTIFICABILI E CURABILI se sai come chiedere e dove guardare…

LA fisiopatologia dell’IBS è eterogenea, con vari meccanismi patologici responsabili delle caratteristiche patologiche centrali, come le alterazioni della motilità gastrointestinale e della funzione sensoriale viscerale, responsabili dei sintomi clinici.

In un contesto clinico, QUESTA VISIONE ETEROGENEA dell’IBS POTREBBE ESSERE AFFRONTATA DALLA MEDICINA FUNZIONALE, che personalizza la cura del paziente, che si focalizza sullo stato unico di un individuo piuttosto che sulle tradizionali definizioni istopatologiche o cliniche della malattia.

Uno studio retrospettivo – per esempio – ha scoperto che il 98% dei 303 pazienti con IBS predominante in diarrea (IBS-D) aveva una spiegazione alternativa per i loro sintomi, tra cui diarrea indotta da Acido Bbiliare, Intolleranza ai Carboidrati, Enteropatia da Glutine e Intolleranza al Glutine Non Celiaca e ha risposto molto bene ai trattamenti corrispondenti alla loro nuova diagnosi.

Curioso no?

In particolare, questo studio ha supportato l’ipotesi che “l’IBS-D” e la diarrea funzionale non sono vere entità cliniche come si pensava in precedenza, ma una raccolta di condizioni mediche diverse e separate..

Allo stesso modo, un altro gruppo di ricerca ha condotto un’analisi retrospettiva di un test che identifica le cause potenzialmente trattabili di IBS nelle persone che soddisfano i “criteri di Roma III” e ha scoperto che fino al 94% ha risultati che suggeriscono un problema funzionale.

Lo stesso gruppo ha anche dimostrato che tali test hanno ridotto significativamente i costi procedurali medici e gastrointestinali migliorando l’assistenza ai pazienti.

È fortuna?
Io credo proprio di no…

Collettivamente, queste nuove e convergenti visioni della fisiopatologia, della valutazione e della gestione dell’IBS suggeriscono che l’IBS non è di per sé un’entità patologica e sostengono la domanda: “ma esiste l’IBS?”.

In effetti, è stato proposto che catalogare i sintomi gastrointestinali funzionali inspiegabili come una malattia distinta “generi un pensiero pigro e impedisce il progresso”.

E permettere la sopravvivenza dei dinosauri LIGI ai protocolli dell’età della pietra…

L’ IBS ha infatti diagnosi differenziali ben consolidate, in particolare la Celiachia, la Pseudoceliachia, la Sensibilità NON CELIACA al glutine (pieno di glifosato e altre schifezze ) la Malattia Infiammatoria Intestinale, la Colite Microscopica e la Giardiasi Cronica.

Sebbene sarebbe carino chiedere l’opinione dei Curanti che prescrivono Ansiolitici o pilloline e goccine per l’ansia quando il trattamento non funziona.
Perché se gli esami sono a posto ma la terapia non ha effetti su di te, allora – per loro – sei ansioso o stressato.

Ma non sarebbe piuttosto PIÙ FUNZIONALE chiedersi:

  • “COSA NON HO CONSIDERATO DI QUESTA PERSONA CHE HO DAVANTI?”
  • “Quale esame ho dimenticato?”
  • “Quale presunzione o pregiudizio (anche per risparmio …) ha guidato le scelte diagnostiche e terapeutiche?”Ti lascio con questa domanda ….
    Datti una risposta…

Intanto, continua a seguire questa pagina e condividi liberamente ogni singolo posto che trovi interessante.
Perché è di pubblico interesse.

E perché cosi agisci il ruolo attivo di AMPLIFICATORE umano di quello che oggi sappiamo dell’uomo, ma che altri (per interessi? Per motivi economici?) vogliono che tu non sappia.

Perché un paziente guarito è un cliente perso.
E perché la tua salute vale !

Rivoluzione Microbiota Comicost – Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

FONTE originale:

https://www.mdpi.com/2624-5647/1/3/27/htm

Colon, cervello, disbiosi e “intestino irritabile”.

– Parte 1 –

Sembra che in Italia e nel mondo ci sia in corso una epidemia caratterizzata da digestione lenta, pancia gonfia subito dopo aver mangiato, percezione del reflusso e alvo variabile dal diarroico andante fino ad una volta ogni 7 giorni…

La presenza costante o quotidiana di questi sintomi (a volte anche notturni o al risveglio) pesano sulla tua qualità di vita: perché ti da fastidio, perché ti preoccupa, perché peggiora quando mangi “certe cose” o bevi “certe cose”… o perché semplicemente un “alvo imprevedibile” può rendere catastrofica una semplice uscita al cinema, figuriamoci altro…

Se ne parli con il medico, ma anche col vicino di casa, col giornalaio, il carnezziere o i tuoi amici più intimi, avranno tutti una diagnosi bella pronta ed impacchettata.

Ti diranno: è Colon (“intestino”, per favore) Irritabile.

Benissimo, dirai tu.
Ora che lo so cos’è, posso risolverlo e tornare ad avere una qualità di vita (lavorativa e sociale) normale.
Giusto?

Eh no…

Perché al di la del fatto che CHIUNQUE (anche chi non ha né titolo né esperienza per parlarne) si riempie la bocca con questa etichetta “semantica”, essa è generica…

E non aggiunge nulla di nuovo ai dubbi.

A differenza di diagnosi come “influenza” – in cui sai che è un virus, che gli antibiotici non servono ad una mazza, e che devi riposarti a casa finché non sfebbri – “colon irritabile” (“intestino”, per favore) non incorpora l’idea di una causa.
Non porta con sé l’idea di una soluzione.

Perché è una SINDROME.

Una “sindrome” è caratterizzata da tantissimi sintomi, ma da nessuna causa specifica…
Ovvero tante cause diverse possono portare alla stessa manifestazione.

Potrebbe essere il lattosio, ma più spesso i latticini e i cereali (e le loro proteine), o il Nichel solfato, o una Disbiosi Intestinale, o un trauma emotivo recente (ne scrivo nel prossimo post).

Ed ecco che i “diagnosti”, il carnezziere, il giornalaio e gli amici – come pronto accomodo – ti consigliano il Gastroprotettore per forza (‘tacci loro!), e se non basta ti dicono: raddoppia le dosi!
E se non basta ti dicono di quadruplicare le dosi.

E se ancora non basta ti dicono di provarlo a supposte (che funziona meglio e agisce prima).

E se ancora non funziona, provi il Procinetico, poi l’Antibiotico (sempre lo stesso, in tutta ITALIA, sempre la stessa molecola, sempre lo stesso nome commerciale, curioso no?).

E poi gli inutili ed immancabili “fermenti lattici” (se non sono Probiotici, non sono umani, quindi non fanno colonie dentro di te).

Ma se non si trova nessun miglioramento dai farmaci, ecco che:

😈 Ti propongono un’ecografia (spesso inutile, ma nella paura la paghi perché le liste d’attesa sono ad un anno).

😯 Oppure ti propongono di farti infilare un tubo dove non batte il sole (e spesso quest’esame lo paghi tu per lo stesso motivo di sopra).

😕 Oppure ti fanno fare i classici esami gli esami del sangue e delle feci (che ovviamente devi pagare tu). O la TAC …

E quando gli esami non mostrano nulla “li”, piuttosto che cercare altrove, ti arriva la risposta più deludente ed ansiogena: “NON HAI NULLA”.

E pensi: come? non ho nulla???

Ma i miei dolori, i fastidi, la popò come palline di capra (o come quella di vacca), l’insonnia, la tachicardia e la pancia gonfia??

E mica lo capiscono che dopo mesi o anni di fastidi, dolori e qualità di vita di cacca l’ansia è normale!
E anche la paura, giacché sono proprio medici e TV a generare paura tramite terrorismo psicologico.

Ma ecco che ligi alla “regola aurea”, i diagnosti e i curanti applicano il protocollo terapeutico “classico”.

Ecco qual’è🦖

🦖  Un sintomo ➡ un farmaco.
🦖 🦖  Due sintomi ➡  due farmaci.
🦖 🦖 🦖Tre sintomi… ➡ PSICOFARMACI .
Perché se gli esami sono negativi, allora sei tu che sei stressato.

Se il farmaco (gastroprotettore procinetico antibiotico esticazzico eccetera) non funziona sui tuoi sintomi, allora i tuoi sintomi sono “psicologici” e tu ansioso, nervoso o stressato…

Ancora ancora, se usassero il termine “sintomi psicosomatici” sarebbero molto più vicini alla diagnosi, ma lo stress viene piuttosto visto come “fuffa”, immaginario… come se non avesse effetti sugli ORMONI DELLO STRESS, sulla glicemia, sul ritmo del sonno, sul drenaggio epatico, o sul SISTEMA IMMUNITARIO (infezioni, herpes, candida) o sul Microbiota (che se si “sfascia” sono dolori…) .
Anzi, potresti sentirti rispondere: “micro… Che?” Oppure “è impossibile” o “non c’entra niente”.
O la peggiore delle risposte.
“No, non ci credo al Microbiota” (come un ateo convinto…)

Nel caso di quest’ultima risposta ti suggerirei di scappar via il più velocemente possibile…

Anzi, stai attento, perché se pronunci “Microbiota”, “Disbiosi” o “Vitamina D”… le goccine e/o le pilloline per l’ansia vengono immediatamente vergate sul ricettario…

Per questa epidemia, la prima soluzione sarebbe l’aggiornamento obbligatorio (ECM) dei diagnosti e dei curanti.
O un aggiornamento del sistema operativo.
Questo sarebbe sicuramente un vaccino efficace…

Perché almeno ci permetterebbe di parlare una lingua comune, nel comune lavoro di diagnosi e cura di milioni di Italiani.

Ma questi sono argomenti per il prossimo post.

So che queste cose non le dice nessuno, e non te le dirà nessuno.
Ma io sono diverso.
E Questa pagina è diversa.
E’ gestita da UN CHIRURGO ADDOMINALE D’URGENZA siculo (sentirmi chiamare gastroenterologo mi offende), che si occupa delle panze dei suoi assistiti.

Che ha lasciato la sala operatoria perché da 10 anni studia l’affascinante mondo del Microbiota Intestinale, e la sua connessione con i maggiori organi e sistemi del nostro corpo.

Cervello compreso.

Che è stato educato ed addestrato a cercare nell’intestino le cause di ansia, depressione e di tutte le patologie connesse all’intestino irritabile (non “colon irritabile”, per favore) .
E che oggi può finalmente affermare che QUESTE COSE NON LE DICO SOLO IO.

C’è un esercito di ESERCENTI una professione sanitaria – Medici, Nutrizionisti, Osteopati, Fisioterapisti, Psicologi, Coach – che la pensa come me e che oggi ha la possibilità di dirlo.

E sono gli ATTORI della Rivoluzione Microbiota 🙂

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Perché un paziente guarito è un cliente perso per loro…

E perché la tua salute vale !

Nel 1800 era definita “Isteria”. Oggi è “Colon Irritabile”.

Lezione dimenticata della psichiatria?

Nel 1807, il padre della moderna psichiatria – il francese Philipe Pinel (1745-1828) – dopo aver lavorato a lungo con pazienti affetti da svariati disturbi mentali concluse che:
“la principale sede da cui provengono i disturbi mentali era il tratto gastrointestinale”.

Ma questa lezione, i moderni psichiatri se la sono dimenticata…

Non è sorprendente apprendere che il tratto gastrointestinale umano ospiti 1.000.000.000.000.000 di batteri (e chissà quanti virus, muffe e parassiti) in un “fisiologico” equlibrio? (Eubiosi)
Un numero ben superiore a quello di tutte le nostre cellule messe insieme!

Questi batteri arrivano quando siamo dentro la pancia della mamma – in gravidanza – poi col parto vaginale, e poi col latte materno, questo per chi ancora nasce naturalmente e viene allattato al seno.
Lì, se il ginecologo, il neonatologo o il pediatra non hanno avuto motivo di intromettersi,  nasce un’associazione simbiotica cruciale, necessaria e fisiologica per la vita da esseri umani: il core microbiota.
(A patto che non ci riempiano di antibiotici e di cibo sterile…)

L’equilibrio che si instaura è essenziale per “difenderci” dalla flora patogena esterna e gli immunologi ne sono a conoscenza da molto tempo.

Il Microbiota svolge anche un ruolo importante nell’assorbimento e nel metabolismo di tutti i nutrienti.
La flora commensale facilita l’assorbimento e il metabolismo dei nutrienti, fornisce sostanze nutritive e vitamine altrimenti inaccessibili, è essenziale per il corretto sviluppo del sistema immunitario mucoso e sistemico, ma anche per lo sviluppo e la funzione del sistema nervoso centrale.

La ricerca in ambito gastrointestinale ha evidenziato per molti anni l’importanza dell’ “Asse Intestino-Cervello”, soprattutto in relazione ai disturbi intestinali funzionali come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS) e le sindromi disfunzionali dispeptiche o gastro-esofagee (scambiate per gastrite e reflusso).

Inoltre, nella lunga storia della medicina, oltre agli psichiatri, anche i gastroenterologi e gli internisti si sono più volte imbattuti negli effetti collaterali di certi farmaci e di come cambiano l’assetto psichico.
È questo il caso degli antibiotici.

I farmaci antibiotici sono selezionati sulla base della loro “tossicità selettiva” nei confronti di certi batteri.

Tuttavia, mostrano effetti avversi multipli, noti da anni! Una moltitudine di questi effetti collaterali coinvolge il sistema nervoso centrale, giacché gli antibiotici, a concentrazioni clinicamente rilevanti, interagiscono con molte delle stesse molecole usate nella farmacologia psichiatrica.

Quando tali eventi sono dimenticati o sottovalutati dal medico (art. 13 del codice deontologico) si può arrivare alla diagnosi errata di un disturbo psichiatrico o neurologico.

Purtroppo, nel 2019 accade ancora troppo spesso ed è una sconfitta sia per il paziente, colpito da una errata diagnosi, che per i familiari che devono sostenerne le spese.
Una ulteriore sconfitta, infine, per i costi sociali che gravano sul morente sistema sanitario nazionale. 

Gli effetti neuropsichiatrici dei farmaci antimicrobici sono ampiamente documentati in letteratura.

Numerosi sono i “farmaci antimicrobici” col potenziale di esercitare effetti sul sistema nervoso centrale.
Ad esempio:

  • effetti sul sistema gabaergico (beta-lattamici, chinoloni e claritromicina),
  • effetto sul sistema nmda (d-cicloserina, aminoglicosidi e forse chinoloni),
  • effetti sulla inibizione delle mao (linezolid, metronidazolo e isoniazide )
  • meccanismi non meglio precisati (trimetoprim, isoniazide, Etambutolo, rifampicina e tetracicline).

Non sarebbe per nulla strano vedere pazienti psichiatrici che migliorano (senza farmaci!) quando gli dai la giusta alimentazione, e gli fornisci un supporto batterico specifico per i loro disequilibri microbiotici. 

Ma l’azione più veloce la vedi togliendo la farina raffinata e i latticini ed inserendo fibre prebiotiche nella dieta. 

Approfondisci l’argomento leggendo dal link in fondo alla pagina perché ti servirà quando il tuo diagnosta o curante ti proporrà un farmaco psichiatrico o ansiolitico o un antibiotico per curare i tuoi disturbi intestinali.
P
robabilmente ansia e depressione non sono dovuti ad un difetto dentro il cervello, ma ad uno squilibrio di quei batteri che digeriscono per te e che se trattati bene producono quei neurotrasmettitori che ti permettono di vivere una vita umana di buona qualità.

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E perché la tua salute vale ! 

Fonti:

Rivoluzione Microbiota: Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Ma è davvero tutta colpa dell’Helicobacter o ci nascondono qualcosa?

Caro diario, oggi scrivo amareggiato per tutta una serie di domande ricevute negli ultimi giorni, tutte accomunate dal sintomo “reflusso” – che gli italiani scambiano per “gastrite”.
Permettimi questo sfogo.
Da quando la pubblicità ci ha donato i “gastroprotettori”, questo il nome coccoloso che i maghi del marketing hanno sostituito al meno compresibile “Inibitore della Pompa Protonica”(IPP), la malattia gastrica avrebbe dovuto essere scomparsa.
E invece non è così…

Gli inibitori della pompa protonica (PPI) sono da sempre utilizzati per il trattamento delle gastriti con ulcere peptiche (cioè da acido gastrico) e hanno dimostrato altissime percentuali di efficacia nella cura delle ulcere anche in meno di due mesi!

Anche quando somministrati per un breve periodo a protezione dello stomaco durante terapie di un certo tipo, hanno dato un grande sostegno.

Ma l’estensione del loro uso al Reflusso Gastroesofageo, che con la gastrite non c’entra una nulla, e a qualsiasi altro disturbo gastroduodenale legato all’acido, ha messo in allarme i sistemi sanitari di tutto il mondo.

La letteratura è chiara: gli IPP sono fantastici a bloccare la produzione di acido gastrico, ma usarli a lungo – cronicamente per anni – per dei SINTOMI che cambiano appena si cambia Alimentazione, può rendere gli effetti del FARMACON (in greco: veleno) peggiori della malattia che dovrebbe curare .

Ed usarli per anni non fa assolutamente bene.

A peggiorare la cosa, TUTTI temono la presenza dell’Helicobacter Pylori (HP) senza ricordare che SOLAMENTE il 20% dei pazienti si porta addosso “uno di quelli pericolosi” (ureasi positivi) che può dare un tumore allo stomaco.

Sono tutti convinti che sia l’HP la causa dei problemi e piuttosto che cambiare alimentazione, accettano di assumere terapie antibiotiche duplici o triplici – raccomandate per l’eradicazione dell’HP dallo stomaco umano – convinti che così si risolveranno i loro problemi.

Ma dopo il malessere tipico da antibiotico-terapia, anche se L’HP lo hai eliminato, spesso i sintomi sono gli stessi.

E i farmaci prescritti sono gli stessi.

E i pazienti si chiedono angosciati: a che cosa è servito?

    • Spesso i sintomi addirittura peggiorano ed aumentano del 60% il reflusso e del 40% l’asma.
    • La digestione peggiora, dura secoli.
    • La pancia si gonfia come se fossi incinta nel giro di pochi minuti, anche mangiando pochissimo.
    • Sintomi curiosamente sovrapponibili al “colon irritabile”.

Con l’aumento esponenziale della prescrizione di IPP e le “eradicazioni” dell’HP assistiamo, a livello mondiale, ad una riduzione del Tumore Gastrico ed è un bene, ma a livello epidemiologico assistiamo ad un aumento del Tumore dell’Esofago ed è molto male!

Perché tutto questo?
Come si spiega dal punto di vista clinico ed epidemiologico?

L’Helicobacter Pylori è un vecchio amico, ce lo portiamo addosso da almeno 100.000 anni (Dottor Blaser docet) e se da un lato, sembra essere implicato nel tumore dello stomaco (solo nel 20% dei pazienti affetti da HP), dall’altro ci proteggere dal Tumore all’Esofago.

Ed ucciderlo, significa aumentare il Reflusso Gastroesofageo del 60%, come si legge in letteratura dal 1995.
(dott. Blaser MJ).

Quindi… Cosa dice la letteratura internazionale?
Che l’Helicobacter Pylori è causa di gastrite e cancro allo stomaco.
Ma la letteratura internazionale è totalmente d’accordo, oltre ogni ragionevole dubbio?

Purtroppo no…

A dispetto di quello che dicono i media e il vicino di casa, non è universalmente chiaro come la presenza di HP influenzi la composizione della comunità Microbica gastro-duodenale (batteri nello stomaco) quando invece SI SA CON CERTEZZA CHE la somministrazione di GASTROPROTETTORE CAUSA ALTERAZIONE del MICROBIOTA GASTRICO in direzione di una comunità di microbi più cancerogeno.

Cioè, dominato da batteri che predispongono a infiammazione e cancro.
E non solo allo stomaco.

Suggerendo così, che H. Pylori potrebbe essere solo un indicatore, ma non la causa di queste alterazioni.

Quindi, perché ci ostiniamo a guardare solo a questo batterio ma non guardiamo ad altre cause, come le schifezze che mangiamo (sostanze cancerogene nei cibi bruciati e negli insaccati) o lo stile di vita che facciamo?

E soprattutto perché non guardiamo a tutti gli altri batteri del tubo digerente, senza i quali non vivremmo?
Batteri, che quando sono in Squilibrio (Disbiosi) danno, tra le altre cose, Gastrite, Reflusso, digestione lenta e pancia gonfia.

Perché?

Nella nostra mentalità riduzionistica e drogata dalla pubblicità, crediamo che i 2-3-4 antibiotici facciano effetti solo sull’HP.

Come se, per gli altri batteri fossero solo acqua fresca.

Non consideriamo gli effetti a 360 gradi su un tubo lungo 8 metri con 450 metri quadrati di superficie ricoperta da migliaia di specie batteriche che convivono in equilibrio dinamico.

I Bifidobatteri e i Lattobacilli non si trovano in natura ed i cibi confezionati del supermercato sono sterili, per ovvie ragioni.

Indipendentemente dai meccanismi con cui gli IPP influenzano i microbi, spegnere il meccanismo che produce acido gastrico, oltre che RENDERE PIÚ LUNGA E DIFFICOLTOSA LA DIGESTIONE, aumenta il numero di batteri diversi dall’H. Pylori sia nella mucosa gastrica che nel lume dello stomaco.

E spegnere l’acido permette ai batteri cattivi di entrare dentro di noi con il cibo.

Provocando reflusso biliare (e batterico) duodeno-gastrico e gastro-esofageo. Così i pazienti che sentono amaro in bocca o reflusso non acido non si preoccupano, e si sbagliano…

Sono convinto che, sia nel caso in cui è davvero l’HP la causa del problema, sia nel caso in cui indichi una Disbiosi, il fuoco vada combattuto con il fuoco, ovvero con i Probiotici.

Perché se antibiotici e gli IPP RISCHIANO DI PEGGIORARE e cronicizzare il tutto – i batteri è meglio farseli alleati.
Ed usarli terapeuticamente quando possibile.

Quindi, riassumendo:

Se cerchi di eliminare l’HP, non togli il problema, stai solo zittendo un indicatore di qualcos’altro.
Come se staccassi la spia della benzina della macchina: quella spia non ti da più fastidio, ma tu rimarrai fermo in mezzo la strada con la macchina che non riparte. E non saprai perché…

Infatti, indipendentemente dai meccanismi con cui i gastroprotettori influenzano i microbi, spegnere il meccanismo che produce acido gastrico, oltre che rendere piú lunga e difficoltosa la digestione, aumenta il numero di batteri diversi dall’H. Pylori , sia nella mucosa gastrica che nel lume dello stomaco.

In pratica, il gastroprotettore fa’ danni sulla composizione dei batteri.
Danni che cronicizzano il problema, ma che ti permette di mangiare ciò che vuoi senza avvertire il bruciore.
Bello no?

È quello che vuoi?
Se si, allora continua a prendere il tuo gastroprotettore.

Altrimenti, devi impegnarti a capire cosa fa’ sul tuo organismo quello che mangi , per capire cosa il tuo corpo sta tentando di dirti…

Per questo consiglio sempre di farsi tre domande a chi ha il “colon irritabile” (che sempre si accompagna a gastrite e reflusso):

    1. Chiedersi QUALE CIBO IRRITA IL MIO COLON, identificarlo e provare a toglierlo anche per un periodo breve.
    2. I sintomi da Gluten Sensitivity non celiaca (NCGS) si sovrappongono spessissimo ai sintomi del colon irritabile. Chiedersi se è possibile che togliendo i cereali, anche solo per breve periodo, tu possa sentirti meglio.
    3. A chi assume IPP da anni, giacché è altamente probabile che si sia creato uno squilibrio dei batteri dell’intestino con problemi di candida o coi lieviti chiedersi se non sia il caso di fare un esame che definisce con esattezza qual è lo squilibrio batterico e come curarlo.

Se segui questa pagina di divulgazione e informazione medica gratuita sai anche che risveglia le coscienze di chi ha detto basta al malessere e alla “medicina superficiale” la quale guarda ai sintomi senza curare le cause.

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E perché la tua salute vale!

Fonte:
articolo del Prof. Gasbarrini, un grande Gastroenterologo di fama internazionale, che stimo molto.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/pmc5086557/ (articolo del 2016) .

Ansia e disturbi dell’umore? La causa è nel colon!

Hai due cervelli, sono in connessione diretta al punto che la pancia produce importanti neuro-trasmettitori  indispensabili al tuo cervello: la Serotonina e la Dopamina. Ma non basta. La scienza fornisce l’ulteriore conferma, ovvero che importanti regioni del nostro cervello – in particolare quelle legate alle emozioni  – sono sotto il controllo dai batteri intestinali. 

Ma andiamo per gradi.

Il microbiota intestinale è quell’organo “nascosto” che è fatto di 2 chili (più del fegato) di batteri e microrganismi residenti lungo i 7 e passa metri del nostro sistema digerente (dalla bocca fino all’ano).
E non è l’unico “microbiota” che ci portiamo addosso.

Questi batteri non sono cattivi, anzi ci difendono dalle aggressioni esterne; noi gli diamo spazio nell’intestino e loro in cambio ci aiutano nella digestione, nella elaborazione e nell’assorbimento mattoni fondamentali (grassi zuccheri proteine eccetera) che costituiscono il nostro corpo.
Di più: collaborano con il nostro sistema immunitario giacché il 70% del nostro sistema immunitario si trova nel tubo digerente.

Questa visione dell’uomo come ecosistema complesso che interagisce coi batteri cambia completamente la medicina moderna e il modo di fare diagnosi e terapia! 

Infatti, quei pazienti che soffrono di Colon irritabile, Celiachia o altre malattie intestinali come Crohn o Rettocolite Ulcerosa, hanno certamente un problema a livello di composizione e/o equilibrio dei batteri intestinali. Quindi tutte queste malattie – curabili se si sa come fare! – hanno in comune uno squilibrio, e questo spiega diversi sintomi. Anche quelli legati a depressione o a disturbi dell’umore.

Era già stato dimostrato un “dialogo” tra il Cervello Emotivo e il Microbiota, adesso ricercatori irlandesi hanno trovato una connessione tangibile: i batteri presenti nell’intestino – dichiara Gerard Clarke, uno degli autori dello studio – influenzano la produzione di alcune molecole (mRNA) dell’amigdala e della corteccia pre-frontale, regioni del sistema nervoso centrale fortemente implicate nell’ansia e nella depressione (qui il lavoro in inglese)

Mentre un gruppo di ricercatori Chongqing Medical University, in Cina hanno ipotizzato che il microbioma intestinale è in grado di influenzare l’espressione del DNA nell’ippocampo, e di influire sulla funzionalità di questa porzione di cervello. Cosa è rivoluzionario in tutto questo? Che piuttosto che vedere un sintomo e dare ai pazienti le famose “goccine per l’ansia” un’alternativa valida per curare l’ansia o la depressione dovrebbe essere mirata all’equilibrio del Microbiota Intestinale! 

Più semplice, ma sopratutto più efficace, no? 

Il tuo medico curante, lo specialista o il tuo dietologo o nutrizionista vedono o no i tuoi problemi connessi con il cibo e con la salute intestinale? Ti prescrivono esami inutili oppure farmaci per la psiche o il cervello? Rivalutano mai la tua terapia sulla base sei sintomi o guardano solo agli esami del sangue? 

Scegli di affidarti a un professionista capace di ascoltare e preparato ad istruire; una consulenza è un investimento. 

Perché la tua salute vale!

Pillole di consapevolezza Prinziana da oggi in video.

Colon irritabile e …
… Ritorno in video.

 

COLON IRRITABILE E …… RITORNO IN VIDEO..Pillole di consapevolezza Prinziana da oggi in video. .C'è un argomento in particolare che ti incuriosisce ti interessa? Scrivi sinteticamente qui nei commenti, mi aiuterà a capire su quali argomenti mi devo orientare per i prossimi video.Perché la tua salute vale :D.Buona giornata da Roma ;).#dottgabrieleprinzi #ippocrate #metabolicamente #latuasalutevale

Pubblicato da Dr. Gabriele Prinzi su Lunedì 8 aprile 2019

 

C’è un argomento in particolare che ti incuriosisce ti interessa?
Scrivi sinteticamente qui nei commenti, mi aiuterà a capire su quali argomenti mi devo orientare per i prossimi video.
Perché la tua salute vale 😀

Buona giornata da Roma 😉

Connessione tra Colon Irritabile (IBS) e Disbiosi del piccolo (SIBO) e grande intestino.

Anche se non molti medici ne parlano, nella recente revisione di Roma IV – il meeting di Gastroenterologia che detta le linee guida mondiali – l’importanza della Disbiosi è stata riconosciuta da diversi esperti internazionali.

Cos’è la DISBIOSI?
È una alterazione-squilibrio del normale assetto dei batteri del nostro tubo digerente.
Perché l’intestino ospita triliardi di microorganismi, che sono 10 più numerosi del numero totale di cellule del corpo umano!

In effetti tutti gli organi e le superfici del nostro corpo sono colonizzate, ma l’organo che lo è più in assoluto è l’intestino, e la quantità (densità) di batteri aumenta gradualmente dallo stomaco (dove non c’è solo l’helicobacter) verso il colon che ne ospita più del 70% del totale.
I batteri sono la più grande popolazione di microbiota intestinale (tra 500 e 1000 specie batteriche), ma vi sono anche funghi (Candida ad esempio) e virus residenti.

Ma la domanda vera è: ma che cacchio ci fanno tutti questi batteri nel mio intestino?

Le funzioni sono tantissime e non basta un post per elencare, ma in sintesi: digeriscono per noi, producono vitamine, ci proteggono dai batteri cattivi, sono fondamentali per lo sviluppo normale del cervello e del sistema immunitario a 360 gradi.

La Disbiosi quindi – che comprende un’alterazione qualitativa o quantitativa o di “posizione” della flora intestinale – può spiegare tutta una serie ampia di sintomi e manifestazioni. E di malattie.

La SIBO però – lo squilibrio dei microbi impropriamente residenti nell’intestino tenue che si accompagna spesso al COLON IRRITABILE (IBS) – non è l’unica forma di disbiosi… Intanto, prima di spiegarti punto per punto, vediamo i danni che fa la SIBO in sintesi:

🤬 CATTIVA DIGESTIONE DEI CARBOIDRATI,

🤬 Produzione di gas fementativi,

🤬 Effetti ENTEROTOSSICI e Intestino permeabile,

🤬 Malassorbimento di sostanze fondamentali,

🤬 Diarrea (+stipsi).

1) CARBOIDRATI , MALASSORBIMENTO E GAS TOSSICI.

Nella SIBO, i batteri si trovano in un posto in cui non dovrebbero stare (intestino tenue) e tra i residenti abbondano i batteri “fermentanti”. Proprio come per il vino, producono fermentazione batterica dal cibo che ami di più (I CARBOIDRATI E GLI ZUCCHERI) e che è costantemente presente nella tua DIETA.

La carenza congenita o secondaria di disaccaridasi (ad es. Lattasi) è ben nota nei pazienti con SIBO e già questo si traduce in CATTIVA DIGESTIONE di CARBOIDRATI come lattulosio, saccarosio e Sorbitolo.
E quanti più zuccheri questi batteri trovano nell’intestino tenue, maggiore è la quantità di cibo che fermentano…

Fermentare vuol dire che produrre temibili gas quali IDROGENO, METANO e ANIDRIDE CARBONICA, che già di loro spiegano la distensione addominale, la flatulenza, il dolore addominale, il gonfiore, eccetera.
A peggiorare la cosa, il metano è noto per rallentare il transito intestinale, causando stitichezza, anche se la SIBO è più spesso associato a DIARREA.

La fermentazione dei carboidrati porta alla formazione di acidi grassi a catena corta (acido acetico, acido propionico e acido butirrico) che sono FONDAMENTALI per la salute del colon.
Ma quando vengono prodotti nel tenue, inibiscono l’assorbimento dei nutrienti e inibiscono la motilità digiunale (freno ileale) attraverso la liberazione di ormoni.

2) METABOLITI BATTERICI, INFIAMMAZIONE E PERMEABILITÀ INTESTINALE.

Non solo gli acidi grassi, ma anche pezzettini della parete batterica (lipopolisaccaride) possono influenzare la motilità gastrointestinale e quella del colon, peggiorando la stipsi.

Tra l’altro, i batteri fermentanti si mangiano una parte dei sali biliari (de-coniugazione dei sali biliari) e ciò che resta ha un effetto tossico sulle cellule intestinali (effetto enterotossico dei metaboliti batterici) con aumento della permeabilità intestinale del tenue, è infiammazione di basso grado della mucosa del piccolo intestino.

I batteri inoltre mangiano alcune proteine ​​e ne producono ammoniaca e un alto numero di composti tossici (peptidoglicani, D-lattato e siero amiloide A), che favoriscono l’infiammazione, potendo ulteriormente danneggiare le cellule del piccolo intestino e peggiorare la permeabilità intestinale.

Inoltre, mediatori della risposta immunitaria dell’ospite attivano il sistema nervoso enterico che modifica la motilità gastrointestinale e porta a “ipersensibilità viscerale” , realizzando i principali MECCANISMI FISIOPATOLOGICI del COLON IRRITABILE.

Se gli squilibri della Flora batterica e ciò che mangi sono le cause del tuo problema, è chiaro che quello deve essere il cardine della terapia.
Valutare la presenza di Disbiosi/Sibo (test di indicano, Breath Test), valutazione del grado e della posizione dello squilibrio, modificare la dieta, associare una terapia batterica.
Punto.
C’è n’è abbastanza per domandarsi che qualità di trattamento hai ricevuto fino ad oggi…

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Intestino Irritabile e “S.I.B.O.” Come la Disbiosi spiega la “sindrome”!

La “Sindrome” dell’intestino irritabile (IBS) è uno dei disturbi di più comune riscontro nella pratica della Gastroenterologia.
Partiamo con lo spiegare cosa è una sindrome: è un “minestrone” ampio di sintomi considerati comuni a parecchie condizioni funzionali e/o patologiche diverse.

La IBS si manifesta classicamente con gonfiore addominale e/o dolore/disagio addominale, difficoltà digestive e cambiamenti nella frequenza e nella consistenza delle feci, così che si definiscono 3 diversi sottogruppi di IBS:

1) stitichezza predominante,

2) diarrea predominante,

3) IBS con “abitudini miste” (diarrea alternantesi a stitichezza).

Per moltissimi anni è stata considerata una patologia di origine prevalentemente psicologica o legata alla psiche e ha visto impegnati anche TROPPI MEDICI a diagnosticare inesistenti gastriti e coliti “nervose” e a prescrivere a chiunque le famigerate pilloline per l’ansia e lo stress.
E TROPPI PAZIENTI – che magari hanno davvero ridotto ansia e stress – hanno continuato imperterriti a patire per questa “sindrome”.
Bel risultato, eh?

A livello internazionale, però, la IBS è adesso intesa come “MULTIFATTORIALE”.
Ed è connessa al Microbiota intestinale.
Giacché la Fondazione di Roma (Criteri diagnostici Roma IV) ha introdotto il concetto di profilo clinico multidimensionale nella diagnosi e nella gestione dei disturbi funzionali gastrointestinali (compresa L’IBS).

E sebbene le modalità esatte di come si sviluppa e come procede rimangano in gran parte enigmatiche, prove recenti dimostrano che la Disbiosi contribuisce ampiamente allo sviluppo dei sintomi almeno in un sottogruppo di pazienti.
Quelli con caratteristica tendenza alla IBS con diarrea.

Ma cos’è la Disbiosi?
Siccome siamo pieni di microbi su ogni superficie corporea disponibile (il 70% si trova nel colon) la Disbiosi comprende UN’ALTERAZIONE QUALITATIVA della flora intestinale ma anche il suo cambiamento QUANTITATIVO, come la più nota “eccessiva crescita batterica del piccolo intestino” (SIBO) – che causa gli stessi sintomi dell’IBS.

28 diversi studi scientifici – giusto per citarne alcuni – hanno valutano che la frequenza di SIBO tra i pazienti con IBS variava tra il 4% e il 78%, rispetto ai “controlli sani” dove era presente tra l’1% e il 40%.
Il che suggerisce un’associazione significativa tra SIBO e IBS.

Alcuni fattori predisponenti che devono fare sospettare la SIBO sono:

💊genere femminile ed età avanzata,

💊Predominanza – tra i sintomi – di gonfiore, flatulenza e alvo diarroico,

💊assunzione di gastroprotettori (causa Disbiosi per tutta una serie di motivi),

💊assunzione di narcotici (causa Disbiosi a causa del rallentamento della motilità intestinale),

💊sintomi come Anemia, Emoglobina inferiore alla norma o carenza di Ferro.

In generale, i soggetti di età avanzata sono più suscettibili alla SIBO a causa della ridotta motilità gastrointestinale, di pregressi interventi chirurgici intestinali, della presenza di Diverticolosi e dell’assunzione di più farmaci.
A peggiorare la cosa, in pazienti di età superiore ai 55 anni, il gonfiore addominale e la flatulenza possono venire ANCHE dalla produzione eccessiva di gas da iper-fermentazione Batterica, oltre che dalla SIBO.

Quale conferma abbiamo della genesi batterica e di come curarla?
Arriva da studi che hanno valutato terapia a base di antibiotici e/o probiotici sui batteri intestinali, confermando che non tutti i sintomi di IBS hanno origine nel cervello ma piuttosto nell’intestino.
Quindi, curando la SIBO si va a curare fino al 78% dei pazienti con IBS con diarrea predominante o con “abitudini miste”.

Oltre i fattori che devono far nascere il sospetto, gli esami con la migliore sensibilità sono i BREATH TEST al Glucosio e al Lattulosio.

Se il tuo curante non sa cosa sono i batteri intestinali, cosa sono la Disbiosi e la SIBO e si ostina a volerti prescrivere l’ansiolitico…
Ecco dove “dovresti mandarlo” (a studiare):

www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27144617 

Continua a seguire QUESTA PAGINA apertamente schierata a favore della tua salute.
Può risultare SCOMODA PERCHÉ RISVEGLIA LE COSCIENZE.
Ma qualcuno deve pur dirtele queste cose no??
Allora meglio che sia uno specialista delle “malattie delle panze” che ti fa aprire gli occhi su un mondo in rapida Re-evoluzione e ti allena ad occuparti della manutenzione ordinaria della tua salute, lasciando ai MEDICI quella “straordinaria”.

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Ansia, depressione e disturbi dell’umore: la causa è nel colon?

E’ finita l’era in cui i pazienti affetti da colon irritabile (IBS) erano bollati come “ansiosi”, “nevrotici”, “auto-assorbiti” o semplicemente “bisognosi di una buona chiacchierata”. Non vengonoOK(o non dovrebbero) essere più bollati come malati “psicosomatici o ansiosi”.

La “sindrome del colon irritabile” (IBS) – che ha ricevuto riconoscimento e dignità clinica a livello mondiale – non è una nuova malattia ma una sindrome che si presenta sopratutto nelle donne con una varietà di sintomi. Mancando uno specifico “marcatore” umorale o fecale, l’IBS è definita dai suoi sintomi dominanti e l’impatto clinico è variabile: per alcuni è una seccatura, per altri distrugge ogni aspetto della loro vita quotidiana: lavoro, scuola, relazioni personali e sociali. Perché è un disordine “reale” e invalidante – con un impatto personale e sociale – che merita un serio studio clinico.

E’ un reperto di comune in questi pazienti trovare una alta frequenza di depressione e ansia, disturbi che possono anche avere un impatto sulla funzione intestinale. Ma la domanda vera è: ansia e depressione sono causati dalla malattia del colon – e sono quindi sintomi – o sono essi stessi la causa principale degli squilibri intestinali?

Il concetto di asse intestino-cervello (gut-brain axis) – canale bidirezionale di comunicazione tra il “grande cervello” (SNC) e il “piccolo cervello” (ENS o sistema nervoso enterico) nella pancia – era stato già introdotto negli anni ’80 (lavori scientifici in inglese qui e qui).  Ma la capacità del “cervello stressato” di disturbare la funzione del colon era già stata elegantemente descritta da Almy e i suoi colleghi 70 anni fa (lavoro scientifico in inglese qui).  

Da allora, praticamente tutti gli organi gastrointestinali e ogni funzione intestinale hanno dimostrato di essere vulnerabili agli effetti dello stress. Giacché la “morfologia e la funzione” dell’ENS sono state completamente descritte, è chiaro come ENS e SNC condividono molte caratteristiche. Più di recente, le connessioni tra l’intestino (ENS) e cervello (SNC) sono state estese per includere il microbiota, che porta al concetto dell’asse microbiota-intestino-cervello.

Prove sono emerse da modelli animali per suggerire che i batteri dell’intestino potrebbero avere un impatto sul “grande cervello” e persino contribuire alla malattia neurologica e neuropsichiatrica.  Di conseguenza i batteri dell’intestino sono potenziali bersagli terapeutici anche nel morbo di Parkinson e nella depressione, mentre molti altri disturbi neuropsichiatrici, (Alzheimer, sclerosi laterale amiotrofica, autismo) sono stati collegati, in un modo o nell’altro, a squilibri del microbiota.

La descrizione dell’asse intestino-cervello e la sua adozione per comprendere le varie manifestazioni dell’IBS è servito come modello prezioso, non solo per l’investigatore clinico ma anche per il malato, a cui fornisce una spiegazione accessibile e personalmente significativa dei suoi sintomi. Studi clinici hanno continuato a dimostrare la particolare sensibilità dei soggetti con IBS agli effetti gastrointestinali motori, sensoriali e secretori di fonti di stress acute e croniche.

Quindi agire separatamente soltanto sui sintomi gastrointestinali, o soltanto sui sintomi ansiogeni o psicogeni con goccine e pilloline per l’ansia e l’insonnia senza guardare alla connessione e allo squilibrio dei batteri intestinali è la premessa di un’alta probabilità di fallimento di qualunque processo di cura.

Il tuo medico curante, lo specialista o il tuo dietologo/nutrizionista vedono o no i tuoi problemi connessi con il cibo e con la salute intestinale? Ti prescrivono esami inutili oppure farmaci per la psiche o il cervello? Rivalutano mai la tua terapia sulla base sei sintomi o guardano solo agli esami del sangue?

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Colon irritabile? diagnosi inventata a tavolino!

Quello che per molte persone è un lieve disturbo funzionale è stato spacciato come una malattia grave che merita un’etichetta semantica e un farmaco, con tutti i danni e i costi associati. Si possono fare un mucchio di soldi quando fai credere alle persone sane che sono malate.

Le aziende farmaceutiche sponsorizzano le malattie e le promuovono a medici e consumatori. Ray Moynihan, Iona Heath e David Henry forniscono esempi di “trafficanti di malattie” (disease mongering).

All’interno di molte categorie di malattie sono emerse “alleanze” tra il personale di un’azienda farmaceutica, medici e gruppi di consumatori. Queste alleanze tendono a promuovere una visione di una particolare condizione come “un malattia diffusa, seria e curabile”.

Queste campagne di “sensibilizzazione alla malattia” sono comunemente collegate alle strategie di marketing delle Aziende Farmaceutiche per espandere prodotti farmaceutici in nuovi mercati. Prendiamo il caso della sindrome del colon irritabile: il fenomeno è collegato ad una quantità di sintomi che ognuno di noi ha avvertito almeno una volta nella vita: dolori addominali, gorgoglii intestinali, diarrea, flatulenza, eccetera.

E’ stato a lungo considerato un disturbo funzionale comune e una “diagnosi di esclusione” che copriva una gamma di sintomi, ma che alla fine degli anni ’90 ha iniziato a vivere una “seconda vita, un “rifacimento globale”. Molte persone affette da questa condizione morbosa sono disabilitate a causa dei sintomi, e l’arrivo di nuovi farmaci ha visto i produttori farmaceutici cercare di cambiare il modo in cui il mondo pensava alla sindrome del colon irritabile.

Un documento confidenziale trapelato da una società di comunicazioni mediche – la “In Vivo Communications” – descriveva un “programma di educazione medica” di tre anni per creare una nuova percezione della sindrome del colon irritabile come una “malattia credibile, comune e concreta”.  

La proposta faceva parte della strategia di marketing per il farmaco Lotronex (alosetron cloridrato) di GlaxoSmithKline. La In Vivo – una delle poche società specializzate in “educazione medica” – fornisce in questo document una rara visione del mondo altamente segreto della promozione dei farmaci, con enfasi sulla “formazione” dell’opinione pubblica e medica sulle ultime malattie.

LA STRATEGIA

FASE 1: istituire un “Advisory Board” composto da un KOL [opinion leader chiave] di ogni stato dell’Australia, col “ruolo di fornire consulenza agli sponsor aziendali sull’opinione corrente in gastroenterologia e sulle opportunità per la formazione.”

FASE 2: sviluppo di “linee guida sulle migliori pratiche” per diagnosticare e gestire la sindrome dell’intestino irritabile e partecipare a riunioni all’estero. Un’altra strategia era produrre una newsletter nel periodo pre-lancio per “stabilire il mercato” e convincere il “mercato specialistico” che la condizione è una “malattia grave e credibile”.

FASE 3: per i medici di base, la In Vivo raccomanda una serie di annunci nelle principali riviste mediche, con interviste ai membri del comitato consultivo dell’azienda, perché “l’imprimatur dei membri [del board] è inestimabile per rassicurare [i medici generici] che il materiale che ricevono è clinicamente valido.” Altri gruppi da destinare a materiale promozionale includono farmacisti, infermieri, pazienti e una fondazione medica descritta come già in “rapporto stretto” con la In Vivo. Per il 2002-3 era previsto anche un “programma di supporto al paziente.”

Senza minimizzare questo disturbo, questo documento mostra come le organizzazioni sponsorizzate da una compagnia farmaceutica possono contribuire a formare l’opinione pubblica e medica.
Sebbene GlaxoSmithKline abbia sostenuto che la sua sponsorizzazione era finalizzata a migliorare le prescrizione dei medici (comunicazione del 7 marzo 2002), il conflitto di interessi è ovvio e potenzialmente pericoloso. Evidentemente, l’interesse principale della compagnia farmaceutica era generare un’opinione sulla sindrome del colon irritabile per massimizzare le vendite dei suoi farmaci.

Gli addetti ai lavori dell’industria farmaceutica confermano che le strategie proposte per la promozione della sindrome del colon irritabile della “In Vivo” non erano assolutamente eccezionali.

Una “guida pratica” (pubblicata dalla rivista britannica Britain’s Pharmaceutical Marketing nel 2002) sottolineava che gli obiettivi chiave nel periodo pre-lancio erano “stabilire un bisogno” per un nuovo farmaco e “creare il desiderio” tra i prescrittori per  “avviare una revisione del modo in cui viene gestita una particolare malattia” (Cook J. Practical guide to medical education. Pharmaceutical Marketing. 2001;6:14–22).

Indicato come piano di educazione medica?  Il documento – parte della strategia di marketing Lotronex – stabiliva esplicitamente che tutte le pubblicazioni e i manoscritti dovevano essere approvati dai dipartimenti marketing, medico e legale dell’azienda farmaceutica.
Il documento chiarisce anche il ruolo dei media nel cambiare la percezione pubblica della sindrome del colon irritabile, affermando che “le relazioni pubbliche e le attività dei media sono cruciali per una campagna a tutto tondo, per consapevolezza dei consumatori”.

Per gli onori della cronaca, la campagna è stata interrotta a causa del ritiro di Lotronex dal mercato nel 2000, dopo segnalazioni alla FDA (Food and Drug Administration) di reazioni avverse gravi e talvolta fatali. E’ purtroppo di nuovo in commercio.

Noi medici dobbiamo ritornare la ruolo di educatori, insegnare ai loro pazienti come loro stessi possono mettere in pratica ciò che serve per guarire dalla “gastrite”, o dall’intestino irritabile. Basta sapersi gestire nel mangiare, imparare certi comportamenti, e abbandonare per sempre le famose “pilloline” e le colonscopie inutili!

Il tuo medico curante o lo specialista ti fanno le domande giuste? Indagano le tue abitudini alimentari e sociali? Credono alle allergie alimentari o ti trattano come un ritardato (capita anche a me)?
E rivalutano mai la tua terapia sulla base sei sintomi? O anche tu hai uno specialista da “9 minuti”? Se non sei soddisfatto del tuo medico o del tuo specialista, Affidati a un professionista capace di ascoltare e preparato ad istruire, ha un valore incalcolabile. Anche una sola consulenza è un investimento. Perché la tua salute vale!