I troppi “vaffa” trattenuti in pancia? Ecco 3 tecniche semplici, gratuite e prive di rischi.

Come restituire – ovvero esternare – i tutti i tuoi “vaffa” trattenuti in pancia e a dosi omeopatiche?

Molti studi dimostrano che scrivere pensieri ed emozioni di getto (scrittura espressiva) o in modo calibrato (scrittura metodica) ha lo stesso effetto che aprire la valvola di sfogo, ed ha quindi un grande potere curativo!

Senza bisogno di psicoterapia (che però sarebbe utile a molti) e senza che la persona a cui stai scrivendo ne sappia nulla.

Secondo i ricercatori della “University of California”, ricorrere a carta e penna nei momenti di disagio emozionale riduce l’attività dell’amigdala (parte del nostro cervello emozionale che si “accende” quando abbiamo paura o siamo arrabbiati) e allo stesso tempo aumenta quella delle regioni cefaliche prefrontali (sede del ragionamento, del “qui-ed-ora”) permettendoci di “gestire” le nostre emozioni, piuttosto che “esserne gestiti”.

Quindi, piuttosto che essere passivi o schiavi ci permette di essere attivi e gestire.

Scrivere (o tenere un diario dei propri momenti più intensi) ha lo stesso effetto che abbassare il fuoco sotto la pentola: aiuta a liberarsi, a chiarirsi le idee, a esplorare i propri lati nascosti e a superare momenti di sofferenza e di depressione.

Ma è anche un potente ed economico stimolo per la mente! Per questo tengo un diario, che a volte leggi su questa pagina.

Riattiva la memoria (eventi passati), permette di ri-elaborare le proprie esperienze e prendere maggiore consapevolezza della natura e delle cause dell’emozione che viviamo.

Scrivere ha il vantaggio di fermare i pensieri che vagano confusi nella nostra mente, favorendo al contempo un distacco dalle emozioni forti.

Gli psicoterapeuti consigliano ai pazienti di scrivere o tenere un diario dei propri momenti emotivamente più intensi.

Ecco tre esempi tra quelle più efficaci.

Tecnica n.1  – La tecnica ABC della psicoterapia cognitivo-comportamentale

Il paziente, nel momento in cui vive un episodio emozionale disturbante, viene invitato ad appuntare

A – le condizioni antecedenti all’episodio (A=Antecedents),

B – le credenze associate (B=Beliefs)

C – le conseguenze (C=Consequences), cioè le reazioni emotive e i comportamenti che mette in atto a seguito di questi pensieri. .

tecnica n.2 – Scrittura Espressiva

Prendi carta e penna (o usa il pc/tablet) e scrivi a “quella persona” significativa della tua vita che si meritava un bel vaffa.

  1. Immagina la persona a cui la vuoi indirizzare e scrivi tutto ciò che emotivamente provi.
  2. Scrivi di te, di cosa provi o cosa hai provato.
  3. Scrivi tutto quello che non gli/le hai mai detto.
  4. scrivi di getto, così è più efficace come “valvola di sfogo”.
  5. Rileggi e prendi consapevolezza di te, di quali bisogni hai, di quali sono le tue fragilità e come sono state ferite o tradite o disattese dall’altra persona.
  6. È una lettera “simbolica”, non verrà mai spedita. Bruciala o cancellala dal pc/tablet; lascia andare quel qualcosa che è dentro di te, simbolicamente, amorevolmente e coraggiosamente bruciando la lettera. Così trasformi un trauma in esperienza e liberi l’altra persona da ogni giudizio.
  7. Inizia a far pratica scrivendo dalle persone più lontane dal tuo nucleo sacro, dalla famiglia .

tecnica n.3

La trovi qui:
Il diario de l'”igenista mentale di quartiere”

Queste tecniche sono pratiche!! Per cui leggerle, rifletterci o pensarci su – senza farle – è insufficiente per raggiungere il tuo risultato.

Se questa pratica all’apparenza può sembrare difficile o complicata, ti invito a fare pratica con i vaffa più piccoli, più insignificanti, più lontani rispetto al nucleo più intimo delle tue relazioni.

Training efficace, rispettoso e gratuito! 😀

Quella persona non saprà mai che gliel’hai scritta e non la leggerà mai.
Così, è priva di “rischi”:

  1. nessun rischio di senso di colpa
  2. nessun rischio di ferire o essere feriti
  3. nessun rischio di perdere o venire persi
  4. nessun rischio di soffrire
  5. nessun rischio di ricorrere alla violenza

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E Perché la tua salute vale!

Vitamina D – Consigli per Pazienti/Utenti della pagina

Carenze vitaminiche – la lezione “dimenticata” dai medici
– Parte 3 –

Amiche ed amici della pagina, come spesso capita, quando pubblico sulla vitamina D,  genero parecchie domande, soprattutto da parte chi si vede negata sia la “prescrizione degli esami” che il corretto dosaggio terapeutico della vitamina D .

Quindi mi permetto di fare un minimo di chiarezza, a cui seguono suggerimenti pratici.

1) Insufficienza – carenza di vitamina D a livello mondiale.

Non facendo più movimento fisico all’aria aperta, stando sempre chiusi a casa in ufficio in macchina senza esporci al sole, l’eccesso di uso di creme solari, il cambiamento delle abitudini alimentari con cibi sterili e privi di nutrienti e l’uso eccessivo di farmaci (soprattutto i temibili gastroprotettori e le statine) e la   Disbiosi intestinale, sono la causa di questa carenza mondiale.

2) C’è un dibattito internazionale sui livelli normali di vitamina D.

Alcuni suppongono che questa carenza mondiale sia dovuta a un errore del cosiddetto “valore normale”, altri ancora pensano che la supplementazione di vitamina D sia una moda.
Le linee guida italiane (SIOMMS) esprimono questi valori:

Interpretazione ng/ml Nmol/l
Grave carenza <10 <25
Carenza 10-20 25-50
Insufficienza 20-30 50-75
Range ideale 30-50 75-125
Possibili effetti indesiderati? 50-150 125-375
Intossicazione >150 >375

3) La vitamina D è un ormone e interviene su centinaia di processi, soprattutto a livello muscolare, osseo, del sistema immunitario.

Attiva il DNA e per questo è considerato un fattore Epigenetico. La sua funzione la sua utilità nelle malattie “Autoimmuni” è conosciuta da tantissimi anni, compresa la Rettocolite Ulcerosa e il Morbo di Crohn.
Ci sono centinaia di lavori scientifici che dimostrano l’utilità della vitamina d nella maggioranza delle malattie Autoimmuni (cerca Protocollo Coimbra) nell’Osteoporosi (ma devi togliere calcio e latticini), nell’Artrite Reumatodie e nella Psoriasi.

4) perché c’è tanta paura tra chi la assume e chi la prescrive?

La paura è legata a casi di intossicazione da Ipercalcemia che si sono registrati a partire dagli anni ’40.
Una parte della comunità scientifica riconosce quindi che non è la vitamina D ad essere tossica ma l’eccesso di calcio.
Ecco che molti se la fanno sotto a prescriverla correttamente (cioè ogni giorno!)

Dopo queste premesse rispondo alle vostre domande :

1)Gli Esami del sangue necessari per valutare la vitamina D e gli ormoni, che da essa sono regolati, sono quattro:

  1. Calcemia,
  2. Vitamina D 25(OH),
  3. Paratormone,
  4. Calcitonina.

Aggiungendo Omocisteina, Vit. B12 e Folati vedi altri effetti della D e vedi indirettamente malassorbimento instestinale e la possibile mutazione del gene MTHFR.
Se non hai fatto almeno i primi quattro, qualunque valutazione sul tuo livello di vitamina D è incompleta, parziale, e rischia di fallire nel suo progetto terapeutico. Quindi, per favore, non farmi domande sulla tua vitamina D se manca uno di questi. .

2)La vitamina D va presa giornalmente.

Questa splendida vitamina ha una emivita in circolo di 24 ore. Cioè si dimezza ogni 24 ore. Le Megadosi prese una volta alla settimana, una volta ogni due settimane, una volta al mese, o “una volta ogni morte di Papa” (scusa Francesco…), sono inappropriate.
Ciò spiega perché a distanza di un anno di somministrazione fatta a “casaccio”, i tuoi valori sono stabili, e non si sono mossi di una virgola.

3)La quantità di vitamina D da integrare dipende da tantissimi fattori.

Da qual è il valore di partenza, dal valore degli “altri esami”, dalle malattie che hai, dai problemi di malassorbimento, dai farmaci che prendi, dal fatto se sei normopeso o obeso eccetera.
Il che vuol dire, che in un post o via email – in assenza di questi dati – non potrò dare una risposta.
L’assunzione di qualunque “farmaco terapia” va cucita addosso al paziente, un abito va fatto su misura, e quante volte te lo devo dire, che io non sono d’accordo con i protocolli uguali per tutti?

4)Una sola forma di vitamina D?

In commercio ne esistono almeno 5, due delle quali vengono date specificatamente a pazienti che hanno problemi epatici e problemi renali (Didrogil e Rocaltrol) e necessitano di prescrizione medica.
Nuovamente, torniamo all’abito che va cucito su misura…

5) Si può comprare la vitamina D3 in Farmacia, Parafarmacia, Erboristeria e su Internet.

Se il farmacista non vuole vendertela o il medico non vuole prescrivertela, la spesa è di pochi euro al mese (quella che prescrivo io sublinguale, in olea d’oliva , ha un costo di 24.90 euro per 4 mesi di terapia).
Quindi per favore non piangetemi nei commenti che il vostro curante non vuole prescrivertela.

Un ultima cosa, per i detrattori.

Quelli che non sono d’accordo che io dica queste cose, quelli che scientificamente pensano che sto sbagliando, quelli che pensano che sono matto, o quelli a cui hanno fatto terrorismo psicologico (peccato che non lo facciano con statine, gastroprotettori e antibiotici)…

…Mi rendo conto che una pagina di divulgazione medica gratuita come questa qui può dare fastidio a molti, perché risveglia le coscienze e ci riporta al sacrosanto diritto di occuparci della nostra salute.

A costoro dico che -“mai il dottor Prinzi scriverà qualcosa che non sia confermata dalla scienza e dai lavori scientifici e che non sia indicata dalle società scientifiche Internazionali o Nazionali.”
Con tanto di bibliografia. 😉

A “quei” signori ricordo, che il sottoscritto ha giurato su Ippocrate, che avrebbe curato e seguito i pazienti in scienza e coscienza e che risponde alle leggi dello Stato, le quali  impongono responsabilità civile e penale – etica e morale – di tutto quello che faccio.

Perché sennò a che cacchio servono i lavori scientifici?

Per questo io invito tutti, te compreso, ad informarti e ad approfondire quello che scrivo.

Quindi, rimani collegato/a alla pagina, approfondisci, informati, e condividi liberamente ogni singolo post che trovi interessante perché è di pubblica utilità.
E perché la tua salute vale!

Qui tutti i miei articoli sulla vitamina D

Troppi “vaffa” trattenuti in pancia, come in una pentola a pressione…

O apri la valvola di sfogo, o rischi che… Imploda.

Tutti noi abbiamo ricevuto un’educazione religiosa rispettosa dell’altro. Forse anche troppo rispettosa.

E travisando un’illuminante passo della vangelo (Luca 6,27-42) ci è stato fatto credere che è “porgendo l’altra guancia” che ci sarebbero state aperte le porte del paradiso.

Ma una cosa è porgere l’altra guancia, un’altra è stare male per tutti gli schiaffi ricevuti, no?
Perché poi le nostre emozioni generano pensieri.
Ed emozioni e pensieri fanno parte di quei fattori Epigenetici che hanno un’influenza sulle nostre cellule.

Ed ecco che un’emozione come la rabbia – considerata “fisiologica” se è a piccole dosi “omeopatiche” – rischia di diventare una forza esplosiva se trattenuta troppo a lungo.

Perché, o esplode verso l’esterno o implode verso l’interno.

Ecco quindi che quando vorremmo reagire alla rabbia con un bel (terapeutico e catartico) “vaffa”, spesso agiamo in due modi: uno è l’esternarlo, l’esprimerlo o il portarlo all’attenzione dell’altra persona (senza che sfoci mai in violenza fisica!) mentre l’altro è “inghiottirselo”…

Vaffa “inghiottiti” o “trattenuti in pancia” sono spesso cose che avremmo voluto dire ad un’altra persona (c’è sempre un’altra persona…) ma che per paura di soffrire – o di far soffrire – abbiamo preferito tacere ed inghiottire.

Così, portiamo quella discussione nella nostra testa con dialoghi e monologhi continui in cui rivanghiamo il passato, commentiamo, critichiamo e giudichiamo l’altro, proiettando il tutto nel futuro.
Questi monologhi, quando ce li portiamo dentro, generano “pre-occupazioni”. E le pre-occupazioni attivano l’asse dello stress.

Questi monologhi sono come il vapore che si genera dentro una pentola a pressione: per ridurre la pressione o apriamo la valvola di sfogo o abbassiamo la fiamma sotto la pentola.
Altrimenti esplode (o, nel caso degli organi interni, implode!)

Il primo e più colpito organo che “esplode implodendo” è lo Stomaco.
Nella Medicina Cinese lo stomaco è l’organo che caratterizza lo svezzamento.

Cioè mi rende capace di “digerire” cose diverse dal latte di mia mamma “riducendole” (grazie alla sua funzione di “macina” e alla produzione di acido) ad una “misura” compatibile con chi sono io dentro.

Nella mentalità cinese, lo stomaco mi rende capace di digerire le cose del mondo ovvero di “fare il mondo a mia misura”.
Questo modo di vedere, a mio avviso spiega “tutte le cose che non riesco ad inghiottire” ovvero “le cose che mi restano sullo stomaco” quanto piuttosto le cose che “mi fanno vomitare”
O come direbbero i romani, “le cose che mi si ripropongono”

Perché dietro i detti popolari c’è una cultura antica…

Ci sarebbe da scrivere fiumi di parole, ma stamattina mi limito a darti tre consigli tre che ti permettono di digerire meglio.

  1. Goditi ciò che mangi prima di inghiottirlo.
    Il cervello capisce cosa stai per mangiare se lo vede e lo annusa. In questo modo pre-avvisa gli organi preposti a produrre i succhi digestivi più opportuni. Ed in particolare per i carboidrati, la digestione avviene nella bocca perché superata la bocca non avremo una seconda possibilità di sminuzzare bene il cibo, di impastarlo con la saliva (che contiene amilasi) e non avremo una seconda possibilità di godere il gusto di ciò che stiamo masticando.
  2. Evita le fonti di stress.
    Quando mangi fai del tuo meglio per staccarti da tablet, smartphone e tv. Perché quando il cervello è impegnato a pensare a cose che generano pre-occupazione (o rimuginiamo sui “vaffa”) si riduce la capacità di digerire per attivazione dell’asse dello stress.
  3. Per questi motivi, abituati gradualmente a mangiare in silenzio anche se in ottima compagnia, e allontana le fonti di stress.

Nessuno nasce perfetto (né “imparato”) quindi l’unica cose che ti aiuta è la pratica quotidiana.

Impara a concederti il tempo che meriti per goderti ciò che mangi, continua a seguire la pagina e condividi liberamente ogni singolo post.
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Bruciori di stomaco, Perché?

Bruciore di stomaco.
In molti si domandano se è gastrite o reflusso gastroesofageo?
Io invece mi domando perché ce l’hai.

Per anni, i termini “Gastrite” e “Reflusso Gastroesofageo” sono stati usati come sinonimi. La pubblicità che ci raggiunge via TV, riviste e social è stata poco chiara nel chiarirci la differenza. Persino la terapia utilizzata era la stessa, e lo è ancora:
GASTROPROTETTORE e ANTIACIDI a go-go.
Come se non ci fosse un domani. Come se non ci fosse una alternativa…

Ma ci eravamo sbagliati doppiamente, tutti…

Anche la comunità scientifica si era sbagliata, passando – o favorendo – un messaggio generalizzato, parziale e “riduzionistico”, in cui si guardava al sintomo senza chiedersi il “perché” di quel bruciore… di quel reflusso…

Generando così – negli ultimi anni – un allarme mondiale per gli EFFETTI COLLATERALI NEGATIVI sulla SALUTE DEI PAZIENTI.
Per prima la Disbiosi.

Qual’e’ l’origine del doppio sbaglio? La diagnosi, e la terapia.

La GASTRITE, infatti, è una “infiammazione” dello stomaco generata da quei fattori che aumentano l’acidità gastrica o riducono i “fattori protettivi” dello stomaco, per esempio con l’eccesso di farmaci anti-infiammatori.

Questa condizione, quando non diagnosticata, può generare ulcere e le ulcere possono perforarsi o portare ad emorragie. Per questo – e per favorire la guarigione delle ulcere – la terapia con Inibitori di Pompa Protonica è stata usata per anni per ridurre la produzione di acido gastrico fino alla guarigione. Perché – sebbene non perfetta come classe di farmaci – questi inibitori sono riconosciuti come la MIGLIOR TERAPIA FARMACOLOGICA PER LA GASTRITE.

MA VALE LO STESSO PER IL REFLUSSO?

Il Reflusso Gastroesofageo è la risalita dei succhi gastrici e del cibo oltre lo stomaco e fino alla gola. È causato da qualunque fattore (fisico o pressorio) che rende lo sfintere esofageo inferiore (la “bocca dello stomaco”) incontinente.
Anche uno “scivolamento” di quello sfintere al di fuori della sua zona, al di fuori del suo luogo anatomico (Ernia Iatale, per esempio) crea un bruciore.

Questo sfintere muscolare (nell’immagine) se perde tono o rimane aperto (anche l’allergia o l’infiammazione da cibo lo causano) favorisce l’uscita dell’acido dallo stomaco.
E nell’esofago – dove manca la protezione contro i succhi gastrici – viene percepito come PIROSI (bruciore o dolore urente) e a lungo può provocare la dolorosissima Esofagite o l’esofago di Barrett.

NESSUN FARMACO PUO’ GUARIRE IL REFLUSSO – perché non esiste un farmaco che fa “chiudere” lo sfintere esofageo. Quando si ha una grande Ernia Iatale o un profondo scivolamento assiale del Cardias, si propone l’intervento chirurgico. Che per ovvi motivi non sempre da risultati risolutivi (fattelo dire dal chirurgo…)

Eppure, la soluzione è molto meno invasiva di ciò che pensi.

Infatti, piccoli accorgimenti e PICCOLI CAMBIAMENTI nello stile di vita e NELLA DIETA riescono a tenere sotto controllo i disturbi.

Basta sapere cosa mangiare, quali alimenti evitare, e quali accorgimenti usare in cucina.

TRE CERTEZZE sul reflusso:

  1. NESSUNA PILLOLINA DI GASTROPROTETTORE potrà mai guarirti se non scopri le cause e le guarisci.
  2. Si ha la conferma SCIENTIFICA su QUANTI DANNI fa il gastroprotettopre se lo prendi troppo a lungo e soprattuto … se lo prendi inutilmente .. o per il motivo sbagliato….
  3. Spessissimo, la causa della gastrite o del reflusso la si ritrova nel piatto…

Va aggiunto che una giusta riabilitazione della struttura muscolo-osseo-tendinea su cui si inserisce l’esofago ha dimostrato di essere altrettanto efficace (o anche di più) rispetto alla alternativa chirurgica (fundoplicatio di Nissen).

Evitando l’intervento chirurgico…

Qui trovi i piccoli accorgimenti da applicare nella dieta e nello stile di vita per controllare il reflusso.

Felice di avere trovato colleghi che hanno compreso il mio messaggio e di non essere piu solo.

In compagnia, oggi, di Luca Speciani – DietaGIFT e della sua crew.

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Carenza di Vitamina D. Quale dose, e con che frequenza di somministrazione?

Rispondo alle tantissime domande sulla somministrazione di Vitamina D3.

  • Quante Unità Internazionali (UI)?
  • Con quale frequenza?

A causa di dinosauri che se la fanno addosso della paura a prescriverla, vi riporto il bugiardino di un prodotto “x”.
Il nome non importa tanto quanto la sostanza.

Da 5.000 a 10.000 UI al giorno – negli adulti
Da 2.000 a 4.000 UI al giorno – nei bambini.

Nessuna casa farmaceutica si mette sotto scacco.
Nessuno casa farmaceutica è interessata ad avere delle cause per effetti collaterali.
Perché – come direbbe Antonio de Curtis, in arte Totó – ‘CCA NISCIUNO È FESSO.

Quindi, se una casa farmaceutica ti scrive che quelle sono le unità DA ASSUMERE GIORNALMENTE, puoi stare certa che sono almeno il doppio. Adesso è tutto chiaro?
Ti sei resa/o conto di quanto è dinosauro il terapeuta che ti ha prescritto la vitamina D ogni tre settimane? O una volta al mese?

Care amiche e amici della pagina …

So che molti hanno paura di prescrivere la vitamina D come se fosse veleno…
mentre non si preoccupano di scrivere gastroprotettori, antibiotici e psicofarmaci…
come fossero caramelline senza effetti collaterali… 

I dati scientifici su danni ed effetti collaterali sono chiari.
Quindi, non saperli è atto di imprudenza o imperizia.
Due atti CONTRARI AL PRIMO PRECETTO IPPOCRATICO che recita: “Primum, non nuocere”.

Per tale motivo sulla mia pagina di gratuita divulgazione medica traduco i lavori scientifici internazionali più attuali perché MI SONO ROTTO GLI ZEBEDEI 🤬🤬🤬 delle innumerevoli “fake news mediche”, delle leggende metropolitane e dei “si è sempre fatto così” sulla Vitamina D.

Ecco dove approfondire:

🌞VITAMINA D PERCHÉ I MEDICI HANNO PAURA A PRESCRIVERLA GIORNALMENTE?

🌞4.000 UI DI VITAMINA D AL GIORNO TOLGONO LA RETTOCOLITE ULCEROSA DI TORNO

🌞 UNA SPREMUTA DI SOLE OGNI GIORNO

🌞VITAMINA D PER PER PREVENIRE DEMENZA E ALZHEIMER.

🌞COLESTEROLO ALTO, USO DI STATINE, BASSA VITAMINA D… E RISCHIO FRATTURE 

QUESTA PAGINA è apertamente schierata A FAVORE DELLA PRESCRIZIONE DI VITAMINA D, a favore dei pazienti e della loro salute.

Può risultare SCOMODA PERCHÉ RISVEGLIA LE COSCIENZE.
Ma qualcuno deve pur dirtele queste cose no??
Allora meglio che sia un MEDICO specialista delle “malattie delle panze” che ti fa aprire gli occhi su un mondo in rapida Re-evoluzione e ti allena ad occuparti della manutenzione ordinaria della tua salute, lasciando ai MEDICI quella “straordinaria”.

Il mondo sta cambiando.
E c’è bisogno del tuo aiuto consapevole.
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Qui tutti gli articoli sulla vitamina D

Gastrite e Reflusso – I miei consigli

Si può vivere meglio se sai cosa e come mangiare.

Dato che i sintomi da Reflusso gastroesofageo sono legati al passaggio di acido dallo stomaco verso l’alto, la prima cosa che ANDREBBE PROPOSTA a chi soffre di questo disturbo sono CAMBIAMENTI NELLO STILE DI VITA e nel regime ALIMENTARE.
Così come consiglierebbero l’OMS e le maggiori società scientifiche Italiane.

L’obiettivo è rendere il pasto più digeribile, così da produrre meno acido e per il minor tempo possibile. Perché già col gastroprotettore digerisci peggio, visto che riduce la capacità dello stomaco di fare il suo lavoro…

Eccovi dunque, dei piccoli accorgimenti da applicare nella dieta e nello stile di vita:

I miei consigli alimentari

EVITA O RIDUCI QUESTI CIBI:

  • CIBI ad alto contenuto di GRASSI IN GENERALE: fritture, maionese, insaccati, burro, margarina, strutto, ecc.
  • EVITA le carni grasse (salsiccia, carne macinata, pollo con la pelle, maiale ecc)
  • Agrumi (limone, arancia, pompelmo, ecc, ma anche succhi da essi derivano)
  • Latte e derivati (anche formaggi)
  • Cioccolato (sopratutto quello al latte o con burro di cacao)
  • Aglio e Cipolla crudi.
  • Spezie piccanti e alimenti piccanti.
  • Menta.
  • Pomodoro e derivati (come la passata) o i cibi che lo contengono (pasta al sugo o pizza margherita).
  • Melanzane, peperoni, patate e carote cotte (sono solanacee, ricchi di istamina).
  • Tè e caffè (anche deteinati e decaffeinati).
  • Bevande gassate e alcolici di ogni tipo e gradazione.
  • EVITA la frittura favorendo la cottura alla griglia (senza bruciature!) o in padella o al vapore.

Dall’altro lato è utile evitare quei comportamenti (anche alimentari) che fanno aprire lo sfintere esofageo inferiore (la bocca dello stomaco).

I CONSIGLI:

  1. PERDI PESO (non è strano che tutti gli obesi soffrono con il reflusso?)
  2. Evita ABITI STRETTI o CINTURE STRETTE.
  3. Evita o RIDUCI il FUMO e quei FARMACI che riducono il tono muscolare dello sfintere esofageo inferiore: FANS e anti-infiammatori, calcio-antagonisti, anticolinergici, dopamina.
  4. EVITA quelle attività fisica che aumentano la pressione all’interno della pancia (panca, addominali) o fai attività fisica a stomaco vuoto.
  5. Fai PASTI PICCOLI e frequenti (diminuisci le porzioni) e SEMPLIFICA IL PASTO (in arrivo il post sulla lavatrice!)
  6. EVITA la LATTUGA e gli INSALATONI la sera (i succhi gastrici hanno grande difficoltà a digerire la cellulosa).
  7. EVITA la FRUTTA a STOMACO PIENO.
  8. Mastica lentamente e GODITI ciò CHE MANGI (riscopri i sapori).
  9. MANGIA in SILENZIO, spegni la TV, staccati dal cellulare e EVITA DI LITIGARE o di rimuginare su pensieri negativi.
    Altri consigli, soprattutto per la sera, sono:
  10. EVITA di andare a dormire in piena digestione
  11. Dormi con un cuscino in più o eleva la testiera del letto di almeno 30 cm;
  12. Dormi sul FIANCO SINISTRO.

NOTA BENE:

Ognuno ha una reazione diversa ai singoli alimenti e può capitare che assumendo caffè tu stia bene, ma che magari hai acidità dopo aver mangiato broccoli. Nell’ambito di uno stile dietetico per minimizzare i disagi, è molto UTILE CREARSI un “DIARIO ALIMENTARE PERSONALE” per capire effettivamente quali alimenti ti disturbano e quali no, quali TI FANNO GONFIARE LA PANCIA oppure ti portano INDIGESTIONE.

La cena è il pasto più pericoloso per chi soffre di reflusso, perché gli organi digestivi la sera funzionano meno e perché quando ti distendi lo stomaco e l’esofago sono allo stesso livello.

Quindi questi consigli sono  DA METTERE IN PRATICA sopratutto LA SERA.

 

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