Una nuova epidemia flagella gli italiani

C’è una nuova epidemia che flagella i popoli, sopratutto quello Italiano. E’ un’epidemia riconosciuta dalla “comunità scientifica internazionale”, ma non dal Ministero della Sanità, dai medici di famiglia o dagli specialisti. E’ l’intolleranza alimentare in tutte le sue manifestazioni.

In altri stati della UE – come la Germania – Governo e Ministero della Salute hanno “misurato” la quantità di allergie della popolazione (in Germania ne è affetto un cittadino su tre). Ma in Italia questi dati sono nella migliore delle ipotesi sconosciuti, nella peggiore sono taciuti. Schiere di pazienti – persone dall’aspetto normali come me e te – di cui non si hanno rilevazioni ufficiali – che soffrono a causa del “cibo” che mangiano e di alcuni cibi in particolare.

Sintomi

Pancia gonfia, gastrite e reflusso, flatulenza e diarrea – quando non stitichezza che dura da anni – eritemi cutanei, nausea, tosse e occhi che lacrimano, prurito,  il cuore che palpita, la gola che si chiude, eccetera.

Lista lunga e varia di segni di “infiammazione generale”, di “intossicazione” generale. In alcuni casi si può arrivare a situazioni che mettono a rischio la vita, specialmente quando si fa la diagnosi sbagliata o quando ci si ferma ad immaginare “la malattia che va di moda” (come la celiachia, per fare un esempio).

E così si generano 4 problemi – ovvero problemi su 4 livelli – che hanno un peso sulla salute E SULLE TASCHE dei cittadini Italiani:

 1) Vengono prescritti esami inutili che ingolfano il sistema sanitario aumentando la spesa sanitaria, e che ritardando la diagnosi vera;

2) Vengono prescritti farmaci per “curare” i sintomi – che sono la manifestazione più superficiale della causa – ma non viene curata la causa; 

3) Si assiste ad un doppio danno SULLA SALUTE: quello della “malattia” di base ( non diagnosticata) che va avanti e quello degli effetti collaterali farmaci prescritti per i sintomi, che portano ad un peggioramento della malattia;

4) Si genera un circolo vizioso che alimenta l’opulento mercato della “sanità” e il Business delle Case Farmaceutiche, perché con il passare degli anni vi è la necessità di prescrivere – o comprare – altri farmaci e integratori per tamponare i numerosi effetti collaterali dei farmaci assunti per i sintomi.

La cosa più brutta è che spesso le persone che soffrono di allergie alimentari, quando si trovano di fronte a un medico, si sentono dire che tutto dipende dalla psiche, che dipende tutto dal cervello, che ogni malanno o sintomo che riferiscono è “tutto nervoso”: gastrite nervosa, colite nervosa, diarrea nervosa, stitichezza nervosa, bronchite ed asma nervosi, eccetera. Ma la mente non c’entra per nulla, se non come ORGANO CHE SUBISCE gli squilibri di stomaco ed intestino!

Perché è nell’intestino che vengono prodotti molti neurotrasmettitori che usa il cervello!  Ed è nei 7 METRI DI INTESTINO che vengono assorbite quelle “sostanze” che formano i neurotrasmettitori che servono al cervello per vivere una vita normale. 

Quindi, in quelle situazioni in cui l’intestino non funziona o assorbe male, o c’è diarrea, o c’è una sovrappopolazione di batteri cattivi, i processi di digestione e di assorbimento delle sostanze necessarie al corpo E ANCHE AL CERVELLO non avvengono correttamente!

E il cervello non riceve – per esempio – due neurotrasmettitori come serotonina e dopamina, ormone della felicità il primo, ormone parte del sistema della gratificazione l’altro, che nell’intestino vengono prodotti.

Ed ecco che sintomi come variazioni del tono dell’umore, depressione, stanchezza cronica che si manifesta al mattino appena alzati, il sonno improvviso dopo pranzo, insonnia o cefalea piuttosto che essere CORRETTAMENTE DIAGNOSTICATI come effetti secondari delle malattie intestinali sul cervello, vengono invece interpretati come malattie del cervello, come “malattie nervose”. 

La cura proposta?

Le “goccine” o le “pilloline” per rilassarsi. E mentre ti rilassi l’intestino marcisce. Ecco un caso esemplare di diagnosi sbagliata e di prescrizione sbagliata e superficiale che “ammazza” i sintomi, perpetua la malattia e aumenta la quantità dei danni. Per fortuna una cura c’è!

E non mi riferisco alla cura dei “sintomi”. C’è una cura quasi per tutto! Fatta la giusta diagnosi con gli esami giusti si può passare alla giusta terapia. Su questo blog, e sulla PAGINA FACEBOOK da tempo seguo l’argomento e metto a disposizione dei lettori i consigli più utili e pratici.

Il tuo medico curante, lo specialista o il tuo dietologo/nutrizionista credono o no alle allergie alimentari? Ti trattano in maniera infastidita frettoloso o superficiale? Ti prescrivono farmaci per la psiche o il cervello? Rivalutano mai la tua terapia sulla base sei sintomi o guardano solo agli esami del sangue?

In questo caso, scegli di affidarti a un professionista capace di ascoltare e preparato ad istruire; una consulenza è un investimento. Perché la tua salute vale!