Vitamina D, la grande incompresa (a iniziare dai medici)

Non si capisce perché, ma molti terapeuti hanno gravi difficoltà rispetto a come e quanta vitamina D somministrare.
Specialmente quelli che non leggono i lavori scientifici più attuali, più moderni e che sono chiari sugli effetti della vitamina D.

Per esempio, che adeguati livelli di vitamina D possono aiutare a proteggerci da un certo numero di MALATTIE, comprese alcune forme di TUMORE.

Cedric Garland – professore di Epidemiologia del Dipartimento di medicina della famiglia e preventiva – afferma che «un livello sierico di vitamina D tra 40 e 60 ng/ml è necessario per la riduzione sostanziale nel rischio di molte malattie, tra cui:
– cancro al seno – tumore del colon-retto – sclerosi multipla – diabete di tipo 1 .

E a volte chi dovrebbe essere competente nella prescrizione, si dimentica che delle tante vitamine di questa famiglia, la VITAMINA D3 è quella attiva come ormone su tantissime parti del DNA e su 600 processi metabolici, e che ha una emivita di 24 ore (cioè ogni giorno diventa la metà rispetto al giorno prima).
Così ecco i primi problemi. Così inizia la grande confusione.

Quale è il livello normale? Quante UI vanno somministrate? Con che frequenza? È vero che si rischiano i calcoli renali?

Se cercate on line il bugiardino dell’integratore più noto e venduto in Italia, per valori di D3 inferiori a 30ng, si fa SOMMINISTRAZIONE GIORNALIERA:

  • Da 5000 a 10000 UI al giorno negli adulti (per 1-2 mesi).
  • Da 2000 a 4000 UI ai bambini (per 6-7 mesi).

Nessuna casa farmaceutica si mette sotto scacco. Nessuna casa farmaceutica è interessata ad avere delle cause legali per gli effetti collaterali.
Perché – come direbbe Antonio de Curtis, in arte Totó – ‘CCA NISCIUNO È FESSO.

Quindi, se una casa farmaceutica ti scrive che quelle sono le unità da ASSUMERE GIORNALMENTE, puoi stare certa che sono almeno il doppio. Adesso è tutto chiaro? Ti sei resa conto di quanto è Dinosauro il terapeuta che ti ha prescritto la vitamina D ogni tre settimane? O una volta al mese?

Se il timore dei calcoli renali fa paura a chi vi cura, tranquillizzatelo.

Uno studio su 2000 pazienti dissipa quest’ansia: monitorati i partecipanti per 19 mesi, i ricercatori ne hanno trovato solo 13 coi calcoli renali.

Mentre vengono confermati i fattori determinanti nello sviluppo dei calcoli renali – età avanzata, sesso maschile e elevato indice di massa corporea – viene confermato che ASSUMERE VITAMINA D NON AUMENTA il RISCHIO .

L’assunzione di Vitamina D specificate dalla National Academy of Sciences (cioè 4000 UI AL GIORNO per le persone di età compresa tra 9 anni e 24 anni) sono un punto di riferimento per l’esame da parte dei medici.

Care amiche e amici della pagina …
So che molti hanno paura di prescrivere la vitamina D come se fosse veleno, mentre non si preoccupano di scrivere gastroprotettori, antibiotici e psicofarmaci come fossero caramelline senza effetti collaterali…

I dati scientifici su danni ed effetti collaterali sono chiari. Quindi, non saperli è atto di imprudenza o imperizia.
Due atti contrari al Primo Precetto Ippocratico che recita:

“Primum, non nuocere”.

Per tale motivo sulla mia pagina di gratuita divulgazione medica traduco i lavori scientifici internazionali più attuali perché mi sono veramente stancato di leggere 🤬🤬🤬 le innumerevoli “fake news mediche”, delle leggende metropolitane e dei “si è sempre fatto così” sulla Vitamina D.

Ecco dove approfondire:

🌞VITAMINA D PERCHÉ I MEDICI HANNO PAURA A PRESCRIVERLA GIORNALMENTE?

🌞4.000 UI DI VITAMINA D AL GIORNO TOLGONO LA RETTOCOLITE ULCEROSA DI TORNO

🌞 UNA SPREMUTA DI SOLE OGNI GIORNO

🌞VITAMINA D PER PER PREVENIRE DEMENZA E ALZHEIMER.

🌞COLESTEROLO ALTO, USO DI STATINE, BASSA VITAMINA D… E RISCHIO FRATTURE 

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