Covid, l'oncologo Tirelli scende in campo: "Basta allarmismo, l'emergenza sanitaria è finita"

(Intervista del Gazzettino.it)

PORDENONE - Il professor Umberto Tirelli, luminare pordenonese dell'Oncologia, è intervenuto facendo il punto sull'emergenza sanitaria.

Ecco la versione dell'esperto in un lungo scritto pubblicato sulla sua pagina internet personale.

LE SUE PAROLE

"Che l'epidemia da Covid-19 stia scemando nel nostro paese dovrebbe essere evidente un po' a tutti anche basandoci sull'accesso agli ospedali dove sono pochissimi i pazienti in terapia intensiva per Coronavirus, e già questo da diverse settimane.

Ma purtroppo la paura e l'ansia vengono ancora ben diffusi soprattutto da molti mezzi di comunicazione con, spesso, messaggi del tutto fuorvianti.

Per esempio quando si parla di nuovi contagiati, dovrebbe essere ben chiaro che non si parla di nuovi malati ma di persone che nell'ambito dei vari controlli, in particolare con tamponi, sono risultati positivi, ma soltanto una piccola parte di questi contagiati svilupperanno una malattia da Covid-19, circa il 5-10% al massimo, mentre gli altri sono e rimarranno asintomatici.

Inoltre molti di questi positivi ai tamponi sono poco o per nulla infettivi, come sostiene il Prof. Remuzzi direttore dell'istituto Mario Negri di Milano.

Fortunatamente anche nelle opinioni e nei dati dei virologi, in particolare, per esempio del Prof. Arnaldo Caruso dell'Università di Brescia che è presidente della Società Italiana di Virologia, il virus si è indebolito, depotenziato e così anche diventa meno contagioso.

Per quanto riguarda le prospettive future, nessuno è in grado di prevedere cosa succederà in ottobre-novembre.

Spero non ci sarà alcuna ondata autunnale anche se nessuno lo può escludere e sarà probabilmente possibile avere dei singoli focolai che andranno accuratamente tracciati, isolati come è già d'altra parte avvenuto da noi ma anche in altri paesi, soprattutto per infezioni provenienti da altri paesi, come si sta verificando recentemente.

È ovvio che i clandestini, addirittura positivi, non dovrebbero essere accettati nel nostro paese, come non avviene in nessun altro paese del mondo.

Sarebbe il caso che i telegiornali ed i giornali parlassero soprattutto della nostra situazione che è del tutto tranquillizzante e in via di controllo evidente così come in Francia, Spagna, Germania, etc. che si comportano esattamente come noi e mettessero poi in secondo piano quello che succede anche in Brasile e negli Stati Uniti, altrimenti la gente pensa che tutto quello che succede nel mondo si verifichi anche in Italia, il che non è proprio il caso".

VECCHIO CONTINENTE
"Inoltre l'emergenza sanitaria in Europa è terminata o sta per terminare (in Francia verso il 25 di luglio) mentre da noi è prorogata al 31 luglio e forse al 31 dicembre il che non è un bel messaggio per coloro che volessero venire in Italia per turismo o per lavoro, con tutte le conseguenze negative sulla già disastrata situazione economica italiana.

Vi sono altre problematiche che stanno insorgendo in coloro che sono guariti da Covid-19 e sono spossatezza, nebbia nella testa, disturbi della concentrazione e della memoria, dolori articolari diffusi, che ricordano la Sindrome da Fatica Cronica che è una patologia ben conosciuta e spesso post infettiva e che io ho descritto già 30 anni fa in Italia.

Inoltre la carenza del personale medico ed infermieristico che è stata la causa principale della mancanza di posti letto per trattare il Covid-19 severo all'inizio dell'epidemia con le conseguenze disastrose che abbiamo visto (e molto meno in Germania per esempio dove il personale sanitario era numericamente adeguato), non si deve ripetere per affrontare al meglio le solite emergenze al tempo dell'influenza autunnale (che si ripetono ormai da molti anni, ben prima del Covid-19, con il solito assalto ai pronto soccorso ed ai reparti di medicina e pneumologia che subito si dimostravano insufficienti anche per la mancanza di personale sanitario) ma anche delle ferie estive.

Infine ricordiamoci che tumori, infarti, ictus tra le altre malattie, incidono sulla mortalità molto di più che il Covid-19 nel nostro paese e il loro trattamento è stato spesso inficiato dalla mancanza del personale sanitario che ha portato un ritardo di interventi chirurgici, di indagini PET E TAC e al conseguente ritardo di diagnosi per esempio di tumori maligni, e alla chiusura dei reparti di terapia intensiva per queste patologie".

 

L'intervista completa (più lunga di quanto riportato) la trovi a questo indirizzo:

https://www.ilgazzettino.it/nordest/pordenone/covid_tirelli_emergenza-5361397.html
Author
Gabriele Prinzi

Medico chirurgo spec. in chirurgia d’urgenza, Iscr. all'ordine dei medici di Palermo al num. 13262,