Dieta e Sindrome Fibromialgica

IL REGIME ALIMENTARE DELLA DOTT.SSA Silvia Maria Lattanzio (con bibliografia)

In riferimento all’articolo di ieri sera, e viste le numerose domande, riporto in questo post ciò che scrive la Collega elvetica (vedi link in fondo al post).

CIBI SI

La dieta del paziente comprende:

      • uova,
      • carne,
      • pesce,
      • vongole,
      • patate, carote, sedano, spinaci, barbabietole, bietole,
      • cioccolato fondente (almeno il 70 +% di cacao),
      • riso,
      • miglio,
      • carruba,
      • noci,
      • olio extravergine, olio di semi d’uva,
      • timo, salvia, rosmarino,
      • caffè, tè verde
      • piccole quantità di mandorle.

Le mandorle, nonostante contengano fruttosio, fanno ancora parte della dieta del paziente, in quanto sono BEN TOLLERATE IN PICCOLE QUANTITÀ.
Si consiglia di consumarle insieme ad una fonte di glucosio, tipicamente riso o patate, per attivare il trasportatore GLUT2 come rimarcato nelle referenze bibilografiche (n.11 della bibliografia)

Qualsiasi alimento, bevanda o erba non presente nell’elenco precedente e non conforme alle linee guida del trattamento è escluso dal protocollo dietetico.

CIBI N0

In particolare, devono essere esclusi gli “alimenti trasformati” contenenti

      • dolcificanti artificiali,
      • sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio,
      • sorbitolo, glutammato e aspartame.
      • bevande analcoliche,
      • succhi di frutta
      • la maggior parte dei dolciumi.

Gli alimenti contenenti FRUTTOSIO LIBERO, come miele e frutta, DEVONO ESSERE ELIMINATI DALLA DIETA DEL PAZIENTE.
Anche la maggior parte dei legumi, del grano e della maggior parte dei cereali e molte verdure che contengono fruttani e inuline devono essere rimosse.

Bisogna prestare attenzione anche agli eccipienti in preparati farmacologici QUALI pillole, sciroppi e soluzioni idroalcoliche.

La dieta del paziente non influisce sull’apporto energetico giornaliero totale (2.200–2.400 kcal / giorno), MA SUL PROFILO NUTRIZIONALE riguardante una RIDUZIONE DEI CARBOIDRATI E UN AUMENTO DELL’ASSUNZIONE DELLE PROTEINE E GRASSI.

La dieta del paziente è quindi composta dal

      • 31–36% di carboidrati,
      • 30–32% di grassi,
      • 25–27% di proteine ​​
      • 9–10% di fibre.

DIARIO ALIMENTARE

Al fine di valutare il suo apporto alimentare, alla paziente è stato chiesto di tenere un diario alimentare.

Questo richiede al soggetto di elencare il cibo consumato e lo stato di salute, segnalando la presenza di “sintomi”:

dolore diffuso, affaticamento, rigidità mattutina, funzionalità intestinale, mal di testa, qualità del sonno, crampi, sensazione di formicolio alle dita delle mani e dei piedi, cambiamenti di umore, ansia e umore depressivo tra gli altri.

Questo metodo:

    1. consente di valutare l’impatto delle modifiche dietetiche in base ai sintomi;
    2. Rende il paziente un SOGGETTO ATTIVO per combattere la malattia, 3) contribuisce notevolmente alla motivazione del paziente e al rispetto del protocollo in quanto rende il paziente consapevole del suo potere sul controllo dei sintomi.

Il paziente ha infranto il protocollo dietetico:

Cibi “non ammessi” sono stati arbitrariamente, deliberatamente e volontariamente assunti (ad esempio, tra gli altri: mangiare una pera, o un fico, o una cipolla, o un asparago).

Queste infrazioni giocano un ruomo come “prova del nove” ed è significativo per tre motivi:

      1. permette di escludere una componente importante del placebo nella remissione dei sintomi,
      2. valuta l’efficacia a breve termine del trattamento,
      3. convalidare il protocollo come cura finale o protocollo di remissione.
        La ricomparsa dei sintomi è correlata ai difetti della dieta.
        Il trattamento porta a una remissione ma “non è una cura definitiva”.

Due mesi dopo l’inizio della dieta il paziente è stato notevolmente migliorato in ogni aspetto.

    1. Ha riacquistato la sua visione mentale positiva.
    2. È tornata alla piena occupazione.
    3. Ha recuperato la sua energia e vitalità come non faceva da anni.

Trovi il lavoro scientifico della Collega elvetica qui:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5936760/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5715322/

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Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Dott.ssa Livia Emma – dietistaStudio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT