Latticini, Calcio ed Ossa

Latticini e Calcio, sono utili nella cura dell’Osteoporosi o nella prevenzione delle fratture?
Assolutamente no.

Una dieta ricca di prodotti lattiero-caseari viene da sempre promossa per prevenire o ridurre la probabilità di fratture da osteoporosi.
Da due a quattro bicchieri di latte al giorno sono stati suggeriti al fine di “risparmiare” il 20% dei costi sanitari dovuti alle fratture, in quanto quest’alimento è ricco in calcio.

Ma è così?
È vero che ne è ricco, ma la domanda dovrebbe essere un’altra: il nostro intestino è capace di assorbirlo?
L’assorbimento di Calcio, Magnesio e Potassio del latte è potenziato dalla presenza dell’enzima intestinale lattasi.
Quindi, chi ha intolleranza al lattosio, il calcio del latte né lo assorbe né lo utilizza molto…

La lattasi digerisce il lattosio, ed è molto presente nei lattanti perché è la FONTE PRINCIPALE di carboidrati – altro che GLUCOSIO o FRUTTOSIO!
Ma ciò che è fisiologico nel neonato non lo è necessariamente nell’adulto.

Il nostro corpo infatti è geneticamente programmato a eliminare i processi metabolici che diventano inutili o sono antieconomici; così intorno ai due anni di età non produce più lattasi perché il latte (materno) ha terminato la sua funzione.

È questo il motivo per cui il 70% dei Siciliani hanno una “intolleranza al Lattosio”.

E non sono soli: a fargli compagnia vi sono almeno il 60% degli Europei.
Il restante 40% della popolazione sono di discendenza nordica, eredi di quei popoli nomadi che 7000 anni fà hanno sviluppato la mutazione responsabile della “resistenza del gene della lattasi”.
In pratica, sono adulti che hanno mantenuto alcune delle caratteristiche dei “picciriddi” (“lattanti” in dialetto siciliano😅 ).

Studiando questa popolazione – L’UNICA che può assorbire efficaceMente il calcio del latte – i ricercatori si sono chiesti se 2/4 bicchieri di latte al giorno erano la giusta quantità per prevenire o ridurre il rischio fratture.
Hanno studiato una popolazione di più di 100.000 Svedesi (61.433 donne e 45.339 uomini) che assumevano mediamente tra 240 e 290 grammi di latte al giorno.
E i risultati – inaspettati – li hanno lasciati a bocca aperta…

In un periodo compreso tra 11 e 20 anni di osservazione, i ricercatori hanno visto UN AUMENTO sia del tasso di MORTALITÀ che di FRATTURA nelle DONNE, e un aumento del tasso di mortalità negli UOMINI (in cui non è stato osservato alcun aumento delle fratture).

Sconvolgente no?
No, non tanto.
Perché anche altri studi hanno concluso che statisticamente vi sono tassi di mortalità da fratture, cardiopatie ischemiche e malattie cardiovascolari PIÙ ALTI in quei paesi con ELEVATO CONSUMO di LATTE (vaccino).
Dati consistenti sembrano anche collegare il maggiore consumo di latte al rischio aumentato di contrarre alcuni tumori.

Ma allora perché nessuno lo ha mai detto?
Perché in TV e sulle riviste si dice tutto il contrario?
Perché alcuni credono sia una bufala quanto piuttosto una leggenda metropolitana?
E perché alcuni studi mostrano tassi di mortalità più bassi e molti altri mostrano valori più alti?

Le migliori e più complete meta-analisi che hanno indagato l’associazione tra assunzione di latte e mortalità e fratture mostrano grandi differenze tra gli studi.

E non puoi fare un confronto “scientificamente onesto” quando vi sono differenze nella progettazione e nei dati rilevati: differenze nel range di esposizione, nel raggruppamento di prodotti lattiero-caseari diversi (latte, yogurt, formaggi), nel metodo utilizzato per la valutazione dietetica, nel regime alimentare generale, nella presenza di intolleranza al lattosio, nella valutazione degli esiti, nelle dimensioni dello studio, eccetera .

Pur non potendo fornire LA PROVA DEFINITIVA DELLA “INUTILITÀ” del LATTE (vaccino) come fonte di calcio, i dati però su una cosa sono chiari: anche se il latte è buonissimo…
Anche se ne sei  dipendente…
Anche se non ne puoi fare a meno…

… L’equivalente di 2/4 bicchieri al giorno HA ZERO EFFETTI sull’osteoporosi.
Però, in compenso, PEGGIORA la frequenza di FRATTURE e MORTALITÀ in generale.

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E a chiunque neghi l’esistenza di questo dato, puoi gentilMente fornire il link al lavoro scientifico eseguito su 100.000 svedesi, e pubblicato sul British Medical Journal appena 4 anni fa?

Eccolo:

www.bmj.com/content/349/bmj.g6015
(Chrome te lo traduce automaticamente in italiano).

Continua a seguire QUESTA PAGINA DI INFORMAZIONE GRATUITA, dove traduco dal medichese – senza supercazzole 😅 – argomenti medici attuali con la finalità di smontare “fake news” mediche, “leggende metropolitane” e i “si è sempre fatto così”, con tanto di letteratura medica a mio supporto.

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