Alla nascita hai ricevuto la tua dose di “microbiota”, “HDP” e “HMO”?

E… Ce li hai ancora?

Potrebbe anche suonare rivoluzionario – o terribile o curioso – ma l’intestino umano è LETTERALMENTE IMMERSO in una comunità di trilioni e trilioni di microrganismi, inclusi batteri, funghi (candide, lieviti), virus e “archaea”.

E coi suoi 8 metri di lunghezza e (almeno) 250 metri quadrati di estensione, rappresenta LA MASSIMA INTERFACCIA di contatto tra noi e l’ambiente.
Per fare un parallelismo, la MASSIMA INTERFACCIA che lo Stato Italiano ha con l’estero è il mare – le coste – che rappresentano più del 90% dei nostri confini.

E se l’intestino tenue (4 metri di intestino che inizia dopo lo stomaco e giunge alla valvola ileocecale) è responsabile della digestione e l’assorbimento dei nutrienti (DA CUI DERIVA LA DIARREA), l’intestino crasso (il colon) è una CAMERA FERMENTATIVA, un “bioreattore” in cui i batteri intestinali svolgono diverse funzioni
Tra cui:

    • l’elaborazione delle fibre alimentari
    • la produzione di metaboliti con vari effetti metabolici e “neurologici”,
    • la maturazione e la regolazione del sistema immunitario … eccetera …

L’intestino – MASSIMA INTERFACCIA con il mondo esterno – ospita la MASSIMA ESPRESSIONE del sistema immunitario, che “vigila” i nostri confini. E deve tenere a bada un Microbiota composto sia da “batteri commensali benefici” che da “microrganismi patogeni” (che deve poter riconosce ed eliminare).

Quando questo equilibrio viene perso – o la composizione del microbiota entra in uno “stato caotico” chiamato Disbiosi – possono manifestarsi tutta una gamma di malattie.

A peggiorare le cose, quando capiti nella mani di “qualcuno” che dovrebbe “curare” questi squilibri ma “non ha occhi per vedere” e scambia lucciole per lanterne, come direbbe Lino Banfi sono “volatili per diabetici”…
… PERCHÉ tra i diversi fattori che alterano o disturbano direttamente la composizione microbica vi sono la DIETA E TANTI FARMACI (sopratutto quando NON UTILI), come i gastroprotettori e i farmaci per il diabete.

COME CI DIFENDE IL NOSTRO SISTEMA IMMUNITARIO?

Lo SPECIFICO SISTEMA DI DIFESA INTESTINALE è composto da:

    1. tessuto linfoide associato all’intestino (GALT) – un singolo strato di cellule “immunitarie” disposte in cripte e villi.
    2. “linfonodi mesenterici” sottostanti e della lamina propria.
    3. “cellule caliciformi” che secernono muco che funge da barriera fisica per mantenere i microrganismi a una distanza di sicurezza dall’epitelio intestinale.
    4. “cellule B” secernenti immunoglobuline (IgA), che contribuiscono al controllo delle comunità microbiche locali.
    5. “cellule di Paneth” specializzate nella produzione di “HDP”.

HDP?
MA CHE SONO?

Gli HDP (“peptidi di difesa umani”) sono le molecole effettrici dell’immunità intestinale, con una potente attività battericida che è stata principalmente testata contro i patogeni intestinali (Gram-positivi e Gram-negativi).

I singoli membri – e le comunità – del microbiota intestinale influenzano l’espressione degli HDP e LA DIETA è UNO DEI FATTORI PIÙ INFLUENTI che determinano la composizione del Microbiota stesso.
La dieta ha profonde implicazioni nella definizione della composizione microbica intestinale.

Un esempio?

Una dieta ricca di fibre di origine vegetale è associata a una maggiore diversità nelle comunità microbiche e – più specificamente – a un aumento dell’abbondanza di Bifidobacterium – regolatore positivo della funzione di barriera intestinale, – e di Lactobacilli, che riducono l’abbondanza di “batteri patogeni”.

Il genere delle Bifidobacteriaceae è ESTREMAMENTE PRESENTE nel latte materno, assieme a zuccheri chiamati HMO (oligosaccaridi del latte umano).

HMO?
MA CHE SONO?

Sono considerati “zuccheri”, ma a dispetto di ciò che ti è stato “inculcato” dai vari spot televisivi (distorcendone il significato) sono zuccheri con un RUOLO DIVERSO DA QUELLO “ENERGETICO”.
Gli HMO apportano, come fonte energetica, appena il 3% al nostro fabbisogno di lattanti. Sono sopratutto “fibre bifidogene” (cioè Prebiotiche, cioè CIBO per i BIFIDI) e contemporaneamente sono “esche” per i patogeni.

Lo spiego meglio nei prossimi post…

Gli HMO sono parte del sistema di difesa del lattante, in un momento della nostra vita in cui il nostro sistema immunitario e “microbiotico” è IMMATURO e NON FUNZIONANTE.

Non è un caso che chi viene CORRETTAMENTE allattato al seno PER IL GIUSTO TEMPO mostra tra 10 e 15 volte meno frequenza di ENTERITI infettive.
Enteriti a cui spessissimo seguono (per ovvie necessità) terapie antibiotiche ad ampio spettro.
L’ AMPICILLINA – penicillina AD AMPIO SPETTRO – è tra quelli più frequentemente usati in pediatria.

Peccato che i batteri più “delicati” e sensibili che abbiamo dentro siamo proprio i bifidobatteri: sono praticamente “introvabili” nel cibo (a differenza dei lattobacilli).
Quindi, anche quando allattati correttamente, gli antibiotici AD AMPIO SPETTRO hanno la capacità di “cancellare” l’allattamento al seno…

In sintesi: bifido e lattobacilli sono fondamentali per sostenere il nostro sistema immunitario intestinale nelle sue funzioni. E quando il nostro sistema immunitario funziona, vigila sui nostri confini portando ORDINE NEL CAOS.

Un “caos” troppo spesso frettolosaMente e superficialMente etichettato come “colon (intestino prego!) irritabile”.
E su cui ti dicono (erroneaMente) che non c’è speranza di cura.

Ecco quindi tre domande per te (le faccio sempre):

    1. Sei stato allattato al seno ABBASTANZA A LUNGO?
    2. Sei stato sottoposto (per necessità) ad antibiotico terapia per enteriti o altre “infezioni” in giovane età?
    3. Hai mai considerato che potresti mancare proprio di quei BIFIDOBATTERI (o lattobacillI) INDISPENSABILI per produrre una parte consistente delle “armi” del tuo sistema difensivo intestinale?

____

Mi rendo conto che scrivo di argomenti che potresti non aver mai sentito e metto in dubbio parecchie cose considerate NORMALI dalla medicina (con la “m” minuscola) moderna.

Ma non sono il solo!
Faccio parte di un PICCOLO ESERCITO (in crescita!) di esercenti una professione sanitaria – medici, farmacisti, nutrizionisti e dietologi, fisioterapisti, osteopati, coach eccetera – che guarda all’UNIVERSO UOMO con approccio Ippocratico.

Amico o amica della pagina, apriamo gli occhi!
C’è un mondo IN RAPIDA EVOLUZIONE ed è sciocco e cieco fare diagnosi basate sulla medicina del secolo scorso!

Aggiorniamoci alle scoperte che legano IL MICROBIOTA a tutte le malattie.

Guardiamo al “tutto” piuttosto che concentrarsi su un SINTOMO spacciato per MALATTIA, come nel caso di GASTRITI (se esistono…) o il REFLUSSO – che SONO SINTOMI della sindrome dell’intestino irritabile (#IBS)!

Pubblico queste considerazioni coi link ai lavori scientifici più recenti ogni giorno, perché CREDO che la tua “cultura” – esattamente come la tua salute – vale!

Condividi liberaMente ogni singolo posto che pubblico se sei d’accordo che è di pubblica utilità 😉


Rivoluzione Microbiota:

Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Dott.ssa Livia Emma – dietistaStudio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Link al lavoro originale (gratuito) che ispira questo post:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7325984/

Siamo davvero ciò che mangiamo?

Viviamo su questo Pianeta da qualche milione di anni, e non da soli.
Un mondo in cui – ci è stato insegnato – la selezione naturale premia i più forti, quelli più capaci di adattarsi.

Così, dalle caverne del paleolitico dove vivevamo (qualcuno ancora ci vive …) ai grattaceli di New York, agli igloo eschimesi, alle stazioni sottomarine – quando non piuttosto sulla stazione spaziale internazionale – l’uomo ha dimostrato la sua capacità di adattarsi a qualsiasi clima e qualsiasi condizione.

Ci siamo così assicurati la nostra sopravvivenza e generato prosperità.

Alla nostra prosperità la scienza ha dato un grande contributo, dimostrandoci (a partire da circa 40 anni fa) che la nostra GRANDEZZA non avrebbe potuto esprimersi senza un PICCOLO AIUTINO.
Piccino piccino piccino…  🦠

Mi riferisco ai microrganismi…🦠🦠🦠

Qualunque sia il tuo grado di cultura, avrai sentito parlare di batteri, lieviti, virus, vermi, parassiti … e probabilmente te ne sarai fatto un’immagine negativa, come di un nemico da combattere.

Ma così come il nostro pianeta viene definito un ecosistema (in cui convivono esseri viventi di specie diverse) così è l’essere umano e i microrganismi che ospitiamo.

O, per meglio dire, che ci ospitano.

Gli studi che hanno sviscerato il DNA umano parlano di un numero di geni compreso tra 28 e 33.000. E ciò ha destato grande stupore tra gli scienziati coinvolti nel progetto “HGP” (Human Genome Project) perché persino il riso e il grano (genere triticum) hanno più “geni” di noi.

Immagina lo stupore quando consideri che Il progetto “MetaHIT” (European Metagenomics of Human Intestinal Tract) ha identificato nel tratto gastrointestinale adulto un’incredibile diversità di specie batteriche (più di 1000) che ospitano un set di geni almeno 150 VOLTE PIU’ GRANDE del genoma umano.

Ciò ha portato alcuni scienziati a proporre di vedere la somma dei microrganismi intestinali come un “organo” (microbico) a sé, con funzioni essenziali per la nostra sopravvivenza.
Tra questi, giusto per ricordarne alcuni:

      1. la capacità di “digerire” ciò che mangiamo,
      2. la capacità di interagire (tramite il nervo vago) con il nostro cervello,
      3. La capacità di difenderci dai “microrganismi cattivi” e di alfabetizzare/potenziare il nostro sistema immunitario,
      4. la capacità di produrre neurotrasmettitori ed ormoni.

Così come NOI ci siamo adattati al pianeta, il microbiota intestinale si adatta a noi e AL CIBO CHE MANGIAMO.
La dieta che facciamo determina chi viene favorito nella sopravvivenza, e i microrganismi dominanti (singolarMente o in consorzio) hanno le loro “preferenze”.

Qualche esempio?

      • La Prevotella cresce meglio con i carboidrati,
      • la fibra alimentare fornisce un vantaggio ai Bifidobatteri,
      • i Bacteroidetes hanno una preferenza per alcuni grassi,
      • l’Akkermansia prospera sui carboidrati secreti (mucine) dalle cellule ospiti,
      • microbi produttori di butirrato, come Roseburia, se la cavano meglio con i polisaccaridici.

I nutrienti che caratterizzano il cibo che mangiamo, quindi, determinano quali microrganismi sopravvivono.
E quando quelli che sopravvivono sono felici e sazi – piuttosto che in squilibrio e “incavolati” – mandano segnali biochimici, nervosi ed ormonali che hanno il potere di manipolare il nostro umore, e generare parte del nostro “benessere”.

Ma anche il nostro discomfort, nervosismo o stress.

Il “benessere” o “malessere” dei microrganismi che ci abitano modula il nostro comportamento attraverso l’asse “microbioma-intestino-cervello”, dove sopratutto un nervo – il nervo vago – è attore centrale.
Esso collega i circa 100.000.000 di neuroni del Sistema Nervoso Enterico (SNE) al cervello e al midollo spinale.
Sia in una direzione che nell’altra.

Ma cosa producono esattamente questi minuscoli microrganismi?

Producono una varietà di “sostanze neurochimiche” analoghe agli ormoni coinvolti nella umore e nel comportamento.
Non è un caso che più del 50% della DOPAMINA e la stragrande maggioranza della SEROTONINA (carente nella FMS) vengono prodotte nell’intestino.

E non è un caso se i “batteri produttori di acido lattico” (quelli umani presenti nel latte materno e quelli animali presenti nello yogurt) producono i neurotrasmettitori ISTAMINA e GABA …
… e quest’ultimo agisce sugli stessi neurorecettori su cui agiscono farmaci anti-ansia come valium e benzodiazepine.

Quindi, a secondo del tipo di microbiota – o “famiglia microbica” dominante – gli effetti su digestione, defecazione, sonno, dolori, umore e stress possono essere dei più vari …
… ma possono anche essere LA CHIAVE DI LETTURA della “sindrome del colon (intestino, prego) irritabile”.

La sindrome DELL’INTESTINO IRRITABILE (IBS) è il disturbo Gastro-Intestinale Funzionale (FGID) più comune al mondo.
È un insieme di condizioni definite come “disturbi dell’interazione tra intestino e cervello”, dovute ad “interruzioni” in numerose vie di segnalazione tra I SISTEMI NERVOSI CENTRALI e quelli GASTROINTESTINALI (SNE).

Qualcuno, al primo mal di stomaco, potrebbe averti detto che il tuo “colon irritabile” te lo devi tenere a vita. O che non c’è speranza di guarigione.

Ma così ha SBAGLIATO TRE VOLTE:

    1. PERCHÉ negli ultimi anni il contributo del Microbiota Gastrointestinale e le variazioni nella sua composizione e funzione hanno iniziato ad essere apprezzati come una COMPONENTE SIGNIFICATIVA nel patogenesi e fisiopatologia di questa sindrome comune.
    2. PERCHÉ se sai esattamente dove si manifesta il “tuo squilibrio” e lo rimetti a posto, hai risolto il tuo problema.
    3. PERCHÉ si dice “INTESTINO IRRITABILE” (dallo stomaco all’ano!) e non “colon irritabile”.

Ed ecco la più importante considerazione da portarti a casa: se soffri di “intestino irritabile” è altamente probabile che verrai “diagnosticato” come soggetto nervoso, agitato, ansioso, o stressato.

E se questo avviene quando mangi “certe cose”, hai tre informazioni:

    • sai cosa piace ai “batteri” che ti fanno star male,
    • sai cosa mangiano i batteri di cui hai bisogno per star bene,
    • ma sopratutto sai che sono “loro” la causa di quegli squilibri (biochimici? nervosi? ormonali?) che portano ALCUNI ad etichettarti come “nervoso, agitato, ansioso, o stressato”.

Siamo ciò che mangiamo – come dice Feuerbach – o forse dovremmo AFFERMARE che siamo ciò che mangia il nostro microbiota intestinale (Cit. Dr. G. Prinzi)?

Fatti la domanda e datti una risposta…

Ho già scritto di questi argomenti SU QUESTA PAGINA di GRATUITA informazione medica e scientifica, dove settimanalmente pubblico per APRIRTI GLI OCCHI su un mondo in rapida evoluzione, così rapida che chi è incapace di aggiornarsi – e rimane al pleistocene – difficilmente può esserti d’aiuto…

E ho intenzione di continuare a scrivere PERCHÉ È IMPORTANTE avere un ruolo attivo in un rapporto di cura: capire in che situazione sei, in che situazione è il tuo intestino, in che situazione è il tuo microbiota.

Per aiutarti a star bene!

Ho intenzione di pubblicare altri post che disvelino quali scoperte vengono celate al singolo cittadino/utente/paziente nei prossimi giorni.
Quindi CONTINUA a seguire la pagina e CONDIVIDI liberaMente tutto ciò che pubblico e che ritieni di pubblica utilità.

Perché la tua salute vale!


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Immagine: courtesy of TheGuardian.com
Original link:
https://www.theguardian.com/lifeandstyle/2018/jan/29/magical-microbes-how-to-feed-your-gut

LINK all’articolo che ispira questo post
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5848117/

Gastrite, Reflusso e Fibromialgia. E la metafora dell’idraulico “di mio cugggino”

Hai presente quando il lavandino della cucina tua cucina si è intasato?
Te ne accorgi perchè l’acqua ristagna nel lavandino, e non defluisce.

È logico immaginare che c’è qualche ostacolo che occlude il deflusso più sotto (nel collo d’oca, nel tubo di giuntura o nel cavedio del palazzo, dove defluiscono metri di tubature).

Così, cosa fai? Chiami l’idraulico. Quello “bravo”, quello di “mio cugggino”.
Che dice: “signora, il suo è un problema legato al lavandino, glielo sostituisco io!”

E ti monta un lavandino nuovo, tutto luccicante, di acciaio inossidabile, bellissimo, con due lavelli. Il top di gamma!
Ma quando va via – dopo averti fatto pagare un conto salato – quello che succede è che continua ad esserci un ristagno, e l’acqua non defluisce.

Ti è mai capitato?

In effetti, l’idraulico “di mio cugggino” avrebbe dovuto valutare si disostruire il lavandino usando l’idraulico liquido o smontando il collo d’oca e pulirlo. O cambiare i tubi e il flessibile se serve.

O controllare ancora più a valle, lungo metri di tubature, se serve a trovare la causa. Perché cambiare il lavandino non è la soluzione: né rimuove – né risolve – la causa.
E trovato e rimosso l’ostacolo (la causa), come per magia il lavandino sarebbe dovuto tornare a funzionare perfettamente.

Ti è mai capitato … vero?

Questo esempio descrive quel “problema di stomaco” che gli italiani – e i “diagnosti” che li curano – chiamano amichevolmente “gastrite”.
Ma che Gastrite non è.

O “colon irritabile” (intestino, prego…). Ma che Colon irritabile non è.

Ma andiamo per gradi.
Lo stomaco è la parte più alta di un tubo lungo 7 e passa metri chiamato “tubo digerente”.
E dalla bocca all’ano, questo tubo è costituito degli stessi tessuti, è innervato dallo stesso (secondo) cervello, è servito dallo stesso sistema vascolare e linfatico. Oltre che:

    • POSSEDERE LA MAGGIORE CONCENTRAZIONE di cellule (e tessuti) del sistema immunitario nell’intero corpo;
    • OSPITARE LA MAGGIORE CONCENTRAZIONE di batteri, virus, miceti, batteriofagi, parassiti, vermi eccetera (per gli amici: il Microbiota) nell’intero corpo.

Lo stomaco è capiente come un piccolo lavandino (4,5 litri), ed è foderato di “acciaio inossidabile” perché deve reggere alla presenza di acido per giorni, mesi, anni.
Per tutta la vita!

Ma il “sifone” che dallo stomaco va verso l’alto (l’esofago) non è rivestito d’acciaio, quindi quando lo stomaco “sfiata” verso l’alto (indigestione o reflusso) l’acido viene percepito quasi subito, e quello che normalmente sarebbe classificato come “reflusso acido” (o biliare) o “rigurgito” la maggior degli Italiani lo definisce Gastrite.

E così una buona parte dei “diagnosti”.
E al tuo “buongiorno” quando entri nel loro ambulatorio, spesso vergano – senza pensieri e frettolosamente – 20 o 40 mg di gastroprotettore sul loro ricettario.
Ma anche 80, se ritengono che tu abbia problemi di ansia o di stress (senza mancare, spesso, di uno psicofarmaco spacciato per procinetico)

A chi pensa che io sia contro l’uso di Gastroprotettori si sbaglia.
Perché sono consapevole che ricerca AVEVA fatto passi da gigante per dare all’umanità i Gastroprotettori, e riconosco che dagli anni ’80 tante malattie “gastriche” si sono ridotte enormemente (emorragie gastriche, ulcere, eccetera) grazie a loro.

Compresa la RIDUZIONE DRASTICA di tanti interventi chirurgici per perforazioni e/o emorragie gastro-duodenali.

Ma…
Ciò che DA ANNI DICONO LE SOCIETÀ SCIENTIFICHE INTERNAZIONALI è che per quante TONNELLATE di Gastroprotettori SONO STATE VENDUTE, la prevalenza di questa patologia è rimasta uguale, se non peggiorata.
Perché gli effetti collaterali sono noti da 20 anni.

Ma se per un attimo cambi prospettiva, usi la tua capacità analitica, e immagini che il reflusso sia l’ultima manifestazione (il sintomo!) di un problema che si trova più a valle (intestino o colon), la metafora dell’idraulico di “mio cuggino” diventa chiara.

Che una strategia terapeutica CHE GUARDA AD UN SINTOMO SCAMBIANDOLO PER MALATTIA è triplamente:

    1. stai spegnendo un sintomo senza occuparti a cercare la causa,
    2. perché la causa continua imperterrita ad andare avanti, si cronicizza e peggiora,
    3. c’è da pagare un conto salato in termini di viste ed esami e paghi sopratutto il costo DEGLI EFFETTI COLLATERALI.

INFATTI, anche il miglior gastroprotettore del mondo – il top di gamma! – quello che riesce a ridurre perfettamente l’acido, sta lavorando su un effetto! Su un sintomo.

Piuttosto che curare la causa di una “malattia”, sta invece silenziando UN SINTOMO.

Quel sintomo che è un CAMPANELLO D’ALLARME del tuo corpo, che ti avvisa che c’è qualcosa che sta avvenendo PIÙ SOTTO, PIU’ IN BASSO nei sette metri e più di intestino.

Perché nessuno ti ha mai detto che QUANDO TI GONFIA LA PANCIA (disbiosi fermentativa?) nello stesso momento, il Colon di destra preme sul Duodeno, provoncando lo sfiato di bile e succo pancreatico su per lo stomaco, l’esofago, fino in gola e in bocca.

E la Disbiosi è un PROPRIO UN EFFETTO COLLATERALE del Gastroprotettore.

Domandati: quanti medici vanno a cercare l’ostacolo nei 7 metri a valle dello stomaco perché IN POCHI sospettano un problema intestinale, una Disbiosi, una allergia alimentare una Sibo o Sifo o altro?

E quanto c’è da fidarsi dell’idraulico di “mio cuggino”???

Caro amico o amica della pagina, quando hai un sintomo o una patologia gastrointestinale, ricorda sempre che IL TUBO DIGERENTE È LUNGO 7 METRI E PASSA.
E che è ricoperto dal Microbiota Intestinale.
E che i sintomi SONO CONNESSI AL CIBO CHE ENTRA IN CONTATTO (anche piccole quantità) con la mucosa che va dalla bocca all’ano.

O alla carenza di micronutrienti (il gastroprotettore ti fa fuori la possibilità di assorbire CALCIO, MAGNESIO, SELENIO e altro…)

E che a volte il tuo corpo fa di tutto per dirti: “questo cibo è merda”.
E tal quale la espelle, per fartelo LETTERALMENTE vedere.
Così, se mi dici che hai IL COLON (intestino, prego) IRRITABILE…
… Io in automatico ti risponderò: COSA IRRITA IL TUO COLON?

    • È il cibo “merdaviglioso” che ingoi senza consapevolezza?
    • Sono le pessime “relazioni” che rendono tossico il tuo ambiente sociale, lavorativo e casalingo?
    • Sono gli effetti collaterali (DIMENTICATI o SOTTOVALUTATI) dei farmaci che ti somministra il SSN (ma sono prescrivibili e gratis) ?

Ascoltati, fatti la domanda, permettiti dei dubbi, datti la risposta.
E trova una soluzione.

ATTENZIONE!
Ho già ampiamente trattato di questi argomenti in diversi post.
Ti prego di non chiedermi quale Gastroprotettore usare al posto di quello che usi già, ti prego 😅😅😅
Perché io cerco le cause.

E fintanto che hai un diagnosta che frettolosamente ti prescrive il Gastroprotettore NON HAI BISOGNO DI ME né dei miei consigli.

Ma hai bisogno di guardare a te, alla tua vita, al tuo corpo, e alle tue relazione IN MODO DIVERSO.
In modo “funzionale”.

Approfondisci l’argomento (numerosi post!), continua a seguire la pagina e condividi liberaMente ogni singolo post che trovi di pubblica utilità.

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I “carboidrati” arricchiscono il Microbiota Intestinale. Ma quali ?

I benefici delle fibre alimentari sono stati a lungo sottovalutati e incompresi nelle classiche diete che si basano sulla favoletta delle chilocalorie…

Assunzioni elevate di alcuni tipi di fibre alimentari sono connesse a:

👍 riduzione di incidenza di malattie cardiovascolari e cura dell’ipertensione;
👍 Riduzione del peso corporeo;
👍 Riduzione e risoluzione della stitichezza;
👍 Prevenzione primaria o secondaria di diverticoli o emorroidi …
… E altre ancora.

Ma… quali fibre esattamente?

Quelle fibre che consideriamo a “caloria zero”, fibre che non siamo capaci di assorbire.
Sono i Polisaccaridi (zuccheri non digeribili) e gli Oligosaccaridi.

Questa famiglia “emulsiona” zuccheri e grassi e ne riduce “meccanimente” l’assorbimento.

Questa famiglia di sostanze non digeribili, è capace allo stesso tempo di stimolare la crescita e/o l’attività delle “famiglie di batteri buoni” presenti nel Colon.
E per tale motivo vengono chiamate Prebiotici.

In pratica, mangiando le aiuti e ti prendi cura del tuo Microbiota, così poi il tuo microbiota si prende cura di te.
Interessante no?

Quali sono complessivamente gli effetti positivi?

❤️INIBIRE la progressione del CANCRO INTESTINALE,
❤️influenzare l’assorbimento dei minerali,
❤️effetti sul metabolismo dei grassi,
💙regolazione del sistema immunitario,
💜stimolare la sintesi di alcune vitamine – ad es. Vitamina B,
💚RIDURRE il COLESTEROLO.

Dove troviamo queste fibre?
E come inserirle nell’alimentazione per averne benefici?

    1. tutti i tipi di lattuga (se sei allergica al nichel scegli quella con meno “costa” possibile, come lattughino, rucola eccetera)
    2. il cacao extrafondente (almeno 40 gr al giorno, dal 72% a salire)
    3. patate e riso, cucinati e raffreddati da almeno un giorno (in estate ottime per le insalate fredde)
    4. nella cicoria (anche caffè di cicoria, o come Inulina da aggiungere ad acqua e cibi)

Perché “amidacei” raffreddati?

Per la presenza dell'”amido resistente”, così chiamato perché resiste alla digestione.

Cucinando un certo cibo amidaceo (pseudocereali, cereali, riso, patate) toglilo dal fuoco “al dente”, lavalo sotto l’acqua (toglie amido in eccesso) poi raffreddalo per almeno un giorno e “ricotto” (ovvero la cottura viene ripetuta . O completata).

E mentre il cibo si raffredda, rende l’amido resistente per poterlo veicolare nel colon.

Amido e carboidrati raffinati sono di solito privi di fibre. Alimentano quindi solo la parte numericamente più piccola del Microbiota intestinale e possono facilitare SIBO (sovracrescita batterica del piccolo intestino) o SIFO.

E lasciano “a digiuno” i batteri buoni del Colon, ghiotti di fibre insolubili, cioè fibre e zuccheri che non possiamo digerire.

Facendo mangiare bene i batteri del Colon, si rende acido l’ambiente intestinale e si rende difficile la crescita dei batteri cattivi, quelli che invece ci rendono tristi.

Terminato il processo di raffreddamento, riscaldare il cibo, ricuocerlo o anche “ripassarlo” rende l’amido ancora più resistente.

Se posso permettermi di consigliarti:

    1. Quando ti siedi a tavola, ricorda che non mangi da sola, non ci sei solo tu ma trilioni di batteri che “pendono” letteralmente dalle tue labbra.
    2. Se proprio non riesci ad eliminare la farina di grano, allenati a sostituirla gradualmente e definitivamente con pseudocereali integrali.
    3. Re-Impara a cucinare in funzione dell’amido-resistenza e rispettosa delle tue “fragilità individuali” (allergia al nichel solfato, allergie al cibo, ipersensibilità a certi cibi, sensibilità al glutine, diabete eccetera)

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Il Glifosato sembra essere causa di Cancro e danneggia seriamente il Microbiota

(Parte 1 di 2)

Tra l’85-95% delle colture geneticamente modificate (GM) in tutto il mondo sono progettate per essere coltivate con erbicidi a base del principio attivo Glifosato.

Gli individui possono essere esposti al Glifosato attraverso varie vie come IL CIBO E L’ACQUA POTABILE, sia in ambito professionale che ambientale.

Non sorprende quindi che residui di Glifosato siano ampiamente presenti nei prodotti alimentari così come NELLE URINE della stragrande maggioranza degli individui testati.

Dimostrando una COSTANTE INGESTIONE GIORNALIERA DI QUESTO PESTICIDA.

Di cui sono pieni i prodotti coltivati FUORI DALL’ITALIA, ma che sono ampiamente e legalmente presenti IN ITALIA.

Senza che la loro presenza venga indicato in etichetta….

Il glifosato uccide le piante inibendo un enzima chiamato “EPSPS”, responsabile della sintesi di alcuni AMMINOACIDI VITALI per la produzione di proteine. Pertanto, quando la sintesi degli aminoacidi viene bloccata dal glifosato, la pianta muore.

Gli esseri umani e altri animali non hanno l’enzima EPSPS.
Così l’industria e l’EFSA sostiene che il Glifosato non è TOSSICO PER l’UOMO.

Nel 2015, la AIRC ha classificato il Glifosato come “PROBABILE CANCEROGENO UMANO” anche se nello stesso anno l’EFSA (Versione europea della FDA americana) ha dichiarato che “è improbabile che il Glifosato costituisca un rischio cancerogeno per l’uomo”.

La controversia sulla classificazione cancerogena del Glifosato si basa su vari aspetti, comprese le differenze di peso attribuite ai risultati degli studi epidemiologici sull’uomo…
… ed intanto si perde tempo a studiare e noi lo ingeriamo.
E come si dice dalle mie parti:

“mentre il medico studia, il paziente muore”.

Due studi scientifici recenti sui topi hanno però dimostrato che il Glifosato inibisce l’enzima EPSPS DEI BATTERI INTESTINALI, portando a uno squilibrio nel Microbioma e quindi a cascata a effetti dannosi sulla salute.

Questi studi hanno riscontrato EFFETTI AVVERSI a tutte le dosi testate, confutando le ipotesi secondo cui “a certi livelli” il glifosato non ha effetti dannosi.
Perché gli effetti del microbioma non sono testati nei test standardizzati eseguiti dall’industria a fini regolatori. E solo chi ha soldi (e interessi) da investire fa ricerche scientifiche serie….

Ma c’è di più!

I ricercatori hanno anche visto altri cambiamenti che INDICAVANO STRESS OSSIDATIVO, squilibrio derivante da un ECCESSO DI OSSIGENO CLINICAMENTE REATTIVO che può portare a mutazioni nel DNA, danni a cellule e tessuti e malattie come il cancro.

Infatti, i batteri intestinali rispondono allo stress ossidativo producendo sostanze che lo combattono: aumenti marcati di certe sostanze (γ-glutamilglutamina, cisteinilglicina e valilglicina) nell’intestino dei ratti alimentati con glifosato dimostrano che si stava verificando uno stress ossidativo.

Lo studio ha anche rivelato che il glifosato ha danneggiato il fegato e i reni dei ratti, anche nel periodo di studio relativamente breve (90 giorni).

Le dosi più alte hanno causato un aumento statisticamente significativo e dose-dipendente di lesioni indicative di malattia del Fegato e necrosi (morte dei tessuti).

Al contrario, nessuno degli animali di controllo ha mostrato gli stessi effetti epatici…
…. ovviamente gli autori affermano che il dato statistico potrebbe essere dovuta al fatto che il numero di animali era troppo basso … o la durata dell’esposizione troppo breve….
ma …

I livelli di Glifosato testati in questo esperimento sono più alti di quelli in genere ingeriti quotidianamente dalle persone.

Tuttavia, uno studio precedente , cui ai ratti veniva somministrata una dose molto bassa di glifosato BEN AL DI SOTTO di quello a cui le persone potevano essere esposte attraverso la dieta, causavano malattie del Fegato.

Pertanto, l’esposizione a lungo termine a una dose molto bassa di Roundup o dosi più elevate per un tempo più breve porta alla stessa tossicità epatica.

Quindi è probabile che la malattia del Fegato Grasso sia una preoccupazione di una tipica assunzione dietetica di Glifosato.

Taccio ovviamente rispetto al “PROBABILE CANCEROGENO UMANO” per cui la Bayer (che ha acquistato l’azienda che produce il glifosato) ha recentemente transato in tribunale quasi UNDICI MILIARDI DI DOLLARI per cause giudiziarie relative a chi il cancro (per esposizione esclusivamente professionale?) se l’è beccato…

Ho già scritto profusamente in QUESTA PAGINA DI GRATUITA DIVULGAZIONE MEDICA E SCIENTIFICA su quale effetto ha su di noi la “CACCA” che mangiamo.
E di come – il padre Ippocrate insegna – tutte le malattie nascono nell’intestino.

Ora abbiamo le prove.
Quindi perché continui a mangiare CACCA?

Continua a seguire la pagina, approfodisci l’argomento (link in fondo al post), e condividi liberaMente ciò che ritieni sia di pubblica utilità.

Perché la tua salute vale !


Rivoluzione Microbiota:

Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Dott.ssa Livia Emma – dietistaStudio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

LINK AL POST ORIGINALE:

L’allattamento al seno riduce i virus patogeni nell’intestino del lattante

Non vi é nessun virus al momento del parto.

Alla nascita, l’intestino dei neonati di solito non è colonizzato da virus, i quali iniziano a proliferare durante i primi mesi di vita.

Tuttavia, non è ancora totalmente chiaro come si formi il Viroma – controparte “virale” del Microbioma.

Per questo un team di ricercatori ha di recente
Analizzato virus presenti nelle feci di centinaia di neonati negli Stati Uniti e in Botswana.
Dimostrando che il latte materno può essere protettivo contro le infezioni virali nei neonati.

Ma andiamo per gradi.
Soprattutto per coloro che hanno recentemente acquisito paura della parola “virus”…

Alla nascita, l’intestino infantile è privo di virus. I primi a colonizzarlo sono quelli che “infettano” i batteri che popolano l’intestino.

Ad un mese di vita il numero di virus ha raggiunto il miliardo per grammo di feci.
A quattro mesi di vita, i virus che infettano cellule umane – compresi quelli potenzialmente dannosi – sono rilevanti.

I virus umani sono risultati più abbondanti nelle feci dei bambini nutriti solo con latte artificiale rispetto a quelli alimentati con latte materno e artificiale.

I risultati – pubblicati su Nature – potrebbero favorire lo sviluppo di strategie migliori per la prevenzione delle malattie gastrointestinali nei neonati.

«Questo studio può aiutarci a capire meglio perché alcuni bambini si ammalano e sviluppano infezioni potenzialmente letali nei loro primi mesi di vita», afferma il coordinatore dello studio Frederic Bushman, della University of Pennsylvania (Stati Uniti).

In futuro, il team di ricercatori prevede di studiare la modalità con cui lo sviluppo del viroma influisce sulla crescita di un bambino e come la popolazione virale nell’intestino influenza gli esiti delle nascite pretermine.

La scoperta è interessante in quanto studia il viroma, ma che l’allattamento al seno sia PROTETTIVO per ogni tipo di infezione lo sanno anche i sassi, lo sanno tutti gli specialisti e lo sa l’OMS che consiglia l’allattamento al seno ESCLUSIVO almeno fino al sesto mese.

Evitando latti di altri animali (vacche soprattutto) o cibi INCOMPATIBILI con la nostra evoluzione (biscotti, farine eccetera).

L’ho ampiamente scritto su questa pagina.
Allegando i lavori scientifici di riferimento.
Perché TENGO alla salute delle generazioni future e dei lattanti.

PERCHÉ la tua salute e quella del tuo lattante VALE!


Rivoluzione Microbiota:

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LINK ALL’ARTICOLO IN LINGUS ORIGINALE QUI:

https://www.nature.com/articles/s41586-020-2192-1


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Progressi nella comprensione del microbioma neonatale

Perché chiedo sempre se sei stato allattato al seno?

La “finestra di sviluppo” neonatale è un momento chiave per la creazione del microbiota intestinale.

Il primo contatto con i microrganismi all’interno del tratto gastrointestinale del lattante è l’inizio di una relazione simbiotica fondamentale per la salute a breve e lungo termine.

Ricerche recenti (ma nemmeno tanto…) hanno fornito spunti sul come questi “pionieri microbici” vengono mantenuti nell’ambiente intestinale e su come fattori – QUALI ANTIBIOTICI, PARTO PRETERMINE o ALLATTAMENTO ARTIFICIALE – possono interrompere o MODIFICARE PROFONDAMENTE l’acquisizione, la colonizzazione e il successivo mantenimento del microbiota dei primi anni di vita.

È stato scoperto che il latte materno contiene un sacco di microrganismi.

Molti dei batteri rilevati nei campioni di latte non sono stati trovati nell’intestino del lattante, suggerendo che il latte materno può agire come fonte aggiuntiva di colonizzazione.
L’importanza del microbiota del latte resta da esplorare, come i funghi (miceti, muffe, candide) la cui presenza è stata recentemente segnalata nei campioni di latte umano.

Colonizzato l’intestino del lattante, la composizione di questo “nuovo microbiota” è modellata dalla dieta e dai componenti di quella dieta disponibili per nutrire i batteri presenti, cioè latte materno o formula (o entrambi).

Il latte materno è un fluido biologico complesso con molti componenti nutrizionali e ospiti diversi, come enzimi e anticorpi, e L’ALLATTAMENTO AL SENO ESCLUSIVO PER UN PERIODO DI 6 MESI è SUPPORTATO DALL’OMS E DALL’UNICEF come standard di riferimento per l’alimentazione infantile.

Gli oligosaccaridi del latte umano (HMO) sono oltre 200 tipi diversi di catene di zuccheri presenti nel latte materno.
Non vengono SCOMPOSTI NÉ DIGERITI dagli enzimi digestivi del lattante e passano intatti nel suo intestino.

Gli HMO si sono evoluti insieme per nutrire (sono fibre prebiotiche) i ceppi benefici di Bifidobatteri che producono enzimi speciali per metabolizzare proprio questi zuccheri.
Fungono anche da esche a cui si attaccano i batteri patogeni, ostacolando la loro capacità di colonizzare.

E CHI VIENE ALLATTATO AL SENO IN MODO ESCLUSIVO ha meno frequenza di diarree infettive e malattie da batteri patogeni e parassiti.

Sempre che non arrivi l’immancabile ed onnipresente antibiotico…

A causa del loro forte effetto bifidogenico, l’alimentazione esclusiva con latte materno può avvicinare il microbiota intestinale dei nati da cesareo a quello dei nati da parto vaginale, alimentando selettivamente i Bifidobacteri.

Mentre l’allattamento AL SENO NUTRE I DIVERSI BATTERI nell’intestino del lattante, il trattamento delle infezioni con antibiotici uccide i batteri sensibili. Prima e durante la nascita, anche il trattamento materno con antibiotici profilattici può influenzare la colonizzazione batterica.

Anche il trattamento antibiotico prima della nascita (nelle madri) sembra alterare la composizione del microbiota del lattante…

Quindi… PRIMA DI FARSI CONVINCERE dal Curante di turno a farsi imbottire di antibiotici in gravidanza o durante l’allattamento al seno… Io ci penserei due volte.

Perché la tua salute VALE…
… Ma quella del tuo neonato ANCORA DI PIÙ!


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Letteralmente pieni di batteri dalla nascita

Il Microbiota è la nostra “impronta digitale batterica”

L’allattamento al seno riduce i virus patogeni nell’intestino del lattante

Letteralmente pieni di batteri dalla nascita

Tutti noi veniamo al mondo con un sistema immunitario non-funzionante e non-maturo che “ignora i pericoli del mondo”.

Per questo negli ultimi milioni di anni, per sopravvivere in un PIANETA selvaggio e pericoloso e popolato dai “batteri cattivi”, tutti gli animali hanno adottato la stessa strategia: fornire alla prole i propri microrganismi SPECIE SPECIFICI.

Con alcuni di loro – infatti – abbiamo stabilito dei “protocolli d’intesa” e di reciproca protezione, collaborando con i vari “MICROBIOTI” – parola al plurale, in quanto ci sono diverse “comunità fisiologiche” presenti in distinte parti del corpo (intestino, albero respiratorio, vagina, pelle, vescica, eccetera).

La “colonizzazione microbiotica” del tratto digestivo inizia al momento della nascita, col neonato esposto al microbiota (vaginale e cutaneo) di sua madre?. Anzi, per essere corretti, vi è un MICROBIOTA all’interno della placenta, quindi la colonizzazione batterica inizia molto prima del parto.

La vagina e l’utero non sono sterili, e non stiamo parlando di infezioni.

Per la salute neonatale è fondamentale il microbiota intestinale, e non solo per prevenire la colonizzazione dell’intestino da parte di agenti patogeni. Ma anche per la programmazione e la maturazione del sistema immunitario, per la digestione e l’utilizzo degli alimenti e parecchie altre funzioni.

Questo lavoro lo fanno in tandem i nostri microrganismi e il sistema immunitario: come la polizia alla frontiera controlla chi transita attraverso i confini nazionali, così loro controllano i “documenti” di merci e viaggiatori che transitano, alla ricerca di “cattivi criminali” o di traffici illeciti.

Ma come “proteine” sconosciute (come le proteine del LATTE DI UN’ALTRA SPECIE), Giacché nasciamo INCAPACI DI DIGERIRE e con una FISIOLOGICA PERMEABILITÀ INTESTINALE.

Pattugliano ogni varco, permettono il transito dei batteri buoni (con cui ha stabilito dei protocolli d’intesa, e con cui c’è collaborazione nel “presidiare i varchi”) segnalando, sequestrano o attaccando i “cattivi”.

ANCHE LE PROTEINE CATTIVE E SCONOSCIUTE. E quando li identifica, li arresta o scatena una sparatoria o peggio: una guerra!

Per questo è importante sia il tipo di parto sia l’allattamento al seno per la composizione dei MICROBIOTI e per la competenza del sistema immunitario del neonato.

Perché tramite il PARTO VAGINALE e L’ALLATTAMENTO MATERNO (con cui mammà ci passa antibiotici, probiotici e prebiotici) impariamo a distinguere quelli da accettare, quelli da cui guardarsi le spalle e quelli francamente da attaccare.

Si stima che in 800 ml. di latte materno possa passare tra i 100.000 e 10 milioni di batteri e nel “colostro” sono presenti più di 700 specie di microrganismi, altro che sterile!

Il lattante acquisisce cosi una comunità di microrganismi specializzati nell’abitare L’INTESTINO UMANO (diverso da quello di una VACCA) e questo evolve e cambia durante l’infanzia. Questi cambiamenti si verificano principalmente in risposta a un ambiente nutrizionale in evoluzione, con altri fattori esterni COME GLI ANTIBIOTICI che hanno un impatto significativo (E NEGATIVO) sulla composizione della comunità.

E ricordando che sono gli zuccheri del latte di mammà (HMO) a proteggerci dai “patogeni”.

Ma MOLTI ALTRI FATTORI possono alterare significativamente la composizione del MICROBIOTA: la dieta, il parto cesareo, l’esposizione intrauterina ad antibiotici e uso di latte in formula hanno dimostrato di RITARDARE IL PROCESSO DI MATURAZIONE FISIOLOGICA DEL MICROBIOTA. Quindi del sistema immunitario. Quindi del neonato.

Per esempio, nello stesso studio in cui si riconoscono 700 specie batteriche nel colostro, si vede che neonati da parto vaginale hanno una “colonizzazione” che riflette la flora vaginale materna (come il Lactobacillus), ma quelli nati da parto cesareo (o prematuri) sono colonizzati da batteri di provenienza epidermica piuttosto che vaginali (come Clostridium, Staphylococcus, Propionobacterium e Corynebacterium eccetera).

Qualunque importante cambiamento nello sviluppo equilibrato del MICROBIOTA in questo periodo di vita è stato correlato a un maggior rischio di sviluppare disturbi metabolici e/o immunitari quali intolleranze o allergie alimentari oltre che all’aumento di obesità infantile. Pernon citare le malattie autoimmuni…

Stendiamo quindi – per il momento – un velo pietoso sull’uso indiscriminato e non-utile degli antibiotici e del MODO SCORRETTO IN CUI CI INSEGNANO A FARE LO SVEZZAMENTO AI NEONATI. Ne parlerò più diffusamente nei prossimi post!

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E perché la tua salute vale 🙂

Rivoluzione Microbiota Comicost – Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Il Glifosato danneggia seriamente il Microbiota Intestinale

Tra l’85-95% delle colture geneticamente modificate (GM) in tutto il mondo sono progettate per essere coltivate con erbicidi a base del principio attivo glifosato.

Gli individui possono essere esposti al glifosato attraverso varie vie come IL CIBO E L’ACQUA POTABILE, sia in ambito professionale che ambientale.
Non sorprende quindi che residui di glifosato siano ampiamente presenti nei prodotti alimentari così come NELLE URINE della stragrande maggioranza degli individui testati.

Dimostrando una COSTANTE INGESTIONE GIORNALIERA DI QUESTO PESTICIDA.
Di cui sono pieni i prodotti coltivati FUORI DALL’ITALIA, ma che sono ampiamente e legalmente presenti IN ITALIA.
Senza che la loro presenza venga indicato in etichetta….

Il glifosato uccide le piante inibendo un enzima chiamato “EPSPS”, responsabile della sintesi di alcuni AMMINOACIDI VITALI per la produzione di proteine. Pertanto, quando la sintesi degli aminoacidi viene bloccata dal glifosato la pianta muore.

Gli esseri umani e altri animali non hanno l’enzima EPSPS, quindi l’industria sostiene che glifosato È non TOSSICO PER l’UOMO.

Nel 2015, la IARC ha classificato il glifosato come “PROBABILE CANCEROGENO UMANO” anche se nello stesso anno l’EFSA (Versione europea della FDA americana) ha dichiarato che “è improbabile che il glifosato costituisca un rischio cancerogeno per l’uomo”.

La controversia sulla classificazione cancerogena del glifosato si basa su vari aspetti, comprese le differenze di peso attribuite ai risultati degli studi epidemiologici sull’uomo…
… ed intanto si perde tempo a studiare e noi lo ingeriamo. E come si dice dalle mie parti: “mentre il medico studia, il paziente muore”.

2 studi scientifici recenti sui topi hanno però dimostrato che il glifosato inibisce l’enzima EPSPS DEI BATTERI INTESTINALI, portando a uno squilibrio nel microbioma e quindi a cascata a effetti dannosi sulla salute.

Questi studi hanno riscontrato EFFETTI AVVERSI a tutte le dosi testate, confutando le ipotesi secondo cui “a certi livelli” il glifosato non ha effetti dannosi.
Perché gli effetti del microbioma non sono testati nei test standardizzati eseguiti dall’industria a fini regolatori.
E solo chi ha soldi (e interessi) da investire fa ricerche scientifiche serie….

Ma c’è di più!

I ricercatori hanno anche visto altri cambiamenti che INDICAVANO STRESS OSSIDATIVO, squilibrio derivante da un ECCESSO DI OSSIGENO CLINICAMENTE REATTIVO che può portare a mutazioni nel DNA, danni a cellule e tessuti e malattie come il cancro.

Infatti, i batteri intestinali rispondono allo stress ossidativo producendo sostanze che lo combattono: aumenti marcati di certe sostanze (γ-glutamilglutamina, cisteinilglicina e valilglicina) nell’intestino dei ratti alimentati con glifosato dimostrano che si stava verificando uno stress ossidativo.

Lo studio ha anche rivelato che il glifosato ha danneggiato il fegato e i reni dei ratti, anche nel periodo di studio relativamente breve (90 giorni).

Le dosi più alte hanno causato un aumento statisticamente significativo e dose-dipendente di lesioni indicative di malattia del fegato e necrosi (morte dei tessuti).

Al contrario, nessuno degli animali di controllo ha mostrato gli stessi effetti epatici…
…. ovviamente gli autori affermano che il dato statistico potrebbe essere dovuta al fatto che il numero di animali era troppo basso … o la durata dell’esposizione troppo breve….

… ma…

I livelli di glifosato testati in questo esperimento sono più alti di quelli in genere ingeriti quotidianamente dalle persone.
Tuttavia, uno studio precedente , cui ai ratti veniva somministrata una dose molto bassa di glifosato BEN AL DI SOTTO di quello a cui le persone potevano essere esposte attraverso la dieta, causavano malattie del fegato.

Pertanto, l’esposizione a lungo termine a una dose molto bassa di Roundup o dosi più elevate per un tempo più breve porta alla stessa tossicità epatica.

Quindi è probabile che la malattia del fegato grasso sia una preoccupazione di una tipica assunzione dietetica di glifosato.

 

Taccio ovviamente rispetto al “PROBABILE CANCEROGENO UMANO” e ti invito a considerare ciò che scrivo rispetto a ciò che mangi e alle patologie che hai.

Ho già scritto profusamente in QUESTA PAGINA DI GRATUITA DIVULGAZIONE MEDICA E SCIENTIFICA su quale effetto ha su di noi la “CACCA” che mangiamo.
E di come – il padre Ippocrate insegna – tutte le malattie nascono nell’intestino.

Ora abbiamo le prove.
Quindi perchè continui a mangiare CACCA?

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Perché la tua salute vale !

Comicost – Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

LINK AL POST ORIGINALE:
https://www.gmoscience.org/glyphosate-and-roundup-disrupt-the-gut-microbiome-by-inhibiting-the-shikimate-pathway/

https://www.biorxiv.org/content/10.1101/870105v1

Alcuni dei miei articoli su questo argomento:

Conoscenze attuali per combattere l’infezione da Helicobacter Pylori

Ma c’è solo l’antibiotico oppure … Di meglio?

Helicobacter Pylori, batterio Gram-negativo a forma di spirale, è stato classificato come “cancerogeno di classe I” dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Sebbene la famiglia a cui appartiene sia vasta, è riconosciuto agente causale per ulcere gastriche e duodenali, di gastriti (circa 10% della popolazione infetta), di linfomi del tessuto linfoide associati alla mucosa e cancro gastrico (lo 0,1% degli “infetti”).

A causa del TASSO ALLARMANTE di antibiotico-resistenza – causata dalle generose elargizioni URBI ET ORBI di Ampicillina, Rifampiinina e Levo/ciprofloxacina – l’eradicazione è e rimane una sfida.

Ma su cosa si basa la “tripla terapia”?

  1. Un Inibitore della Pompa Protonica (gastroprotettore)
  2. Claritromicina
  3. Amoxicillina o Metronidazolo.

Tuttavia, l’uso prolungato di questi antibiotici (e i clicli ripetuti che a volte i pazienti devono “subire”) può portare a resistenza agli antibiotici e all’alterazione (disbiosi) del normale microbiota gastrointestinale.

Non lo dico io, ma TUTTI I GASTRO-ENTEROLOGI a livello mondiale.
Ti sfido a smentirlo!

Perché nessuno – in piena sanità mentale e onestà scientifica – potrà mai dirti che gli ANTIBIOTICI sono SUPER-SELETTIVI (cioè, che colpiscono solo l’Helicobacter).
Come nessuno ti dirà mai su quanti distretti (pancreas, cervello, colon eccetera) agisce l’Inibitore di Pompa Protonica.

Ma allora, qual è l’alternativa??

Le medicine complementari e alternative hanno una lunga storia nel trattamento dei disturbi gastrointestinali e vari “composti vegetali” sono stati testati per la loro attività anti- Helicobacter sia in vitro che in vivo; tuttavia, il loro uso efficace negli studi clinici sull’uomo è sporadico.

Cioè: a nessuno interessa investire “soldi” in ricerca per valutare la loro efficacia.

C’è chi si affida al mastice di Chios, chi invece al miele di Manuka, ma pochi hanno letto gli studi di cui si parla della Cannella.

Un lavoro scientifico tra i più chiari è stato scritto nel 2003, in cui un gruppo di ricerca ha analizzato le attività di 60 oli essenziali contro l’Helicobacter identificandone 30 che hanno INFLUENZATO LA SUA CRESCITA IN MODO SIGNIFICATIVO.

Come?

Hanno selezionato diversi “membri” della famiglia Helicobacter e poi vi hanno inserito l’olio essenziale misurando la cosiddetta “zona di inibizione”.
Cioè per quanti centimetri attorno all’olio essenziale l’Helicobacter ha smesso di crescere e prosperare.

Diverse diluizioni degli olii essenziali sono state incubate con Helicobacter per 1 o 24 ore e il numero di “batteri vitali” è stato determinato alla fine del periodo di incubazione.

Quattro diversi olii essenziali (citronella, corteccia di cannella, verbena e semi di carota) hanno dato risultati esaltanti.

Una marcata inibizione della vitalità dell”Helicobacter era già stata osservata dopo 1 ora, indicando che l’effetto è molto veloce.
L’olio essenziale più attivo era l’olio di semi di carota.
Gli effetti inibitori degli olii essenziali sono stati ancora più pronunciati dopo 24 ore di contatto, per gli olii di cannella, verbena e citronella.

Altro che manuka e mastice di chios!

Ma te lo immagini come sarebbe se bastassero 4 oli essenziali per far fuori (in maniera coccolosa e delicata) l’Helicobacter?

E se ci si aggiungesse il NAC (N-acetil cisteina, il famoso “fluimucil”) per perfezionare l’effetto eradicante?

Già … se tutto fosse così facile, economico e naturale … e senza gli effetti DELETERI sul microbiota…?

Sarebbe sicuramente un mondo migliore…?

Scrivo a favore della sopravvivenza dell’Helicobacter da anni, così come sugli effetti deleteri dei “castroprotettori” presi a “membro cinofilo”.

La chimica ha preso eccessivamente campo nelle NOSTRE TERAPIE, e nessuno più si domanda perché c’è un HP nel sangue, nelle feci e nell’ulcera gastrica.

Anzi nessuno si domanda che senso ha CERCARLO nelle feci, dopo 7 metri di tubo digerente, essendo “l’Helicobacter cattivo” esclusivamente quello che provoca ulcere nello stomaco…
… che è ospite inoffensivo nel duodeno e nel digiuno…

E nessuno più si chiede PERCHÉ stai male e se questo è legato (esclusivamente?) all’Helicobacter o alla disbiosi che hanno tutti coloro che si saziano di carboidrati dalla mattina alla sera.

Giacché una disbiosi fermentativa aumenta il reflusso dal duodeno alla bocca, sappi che i batteri e le candide che amano la farina raffinata ti sono grati della dieta che fai!

Siamo rimasti in pochi a trasmettere il messaggio di speranza, ma ci siamo!

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LINK all’articolo originale:

Oli essenziali come componenti di un approccio dietetico alla gestione delle infezioni da Helicobacter

 

Covid19 – 4 buone notizie e “Vaccino” Contro la Paura

 

COVID19 – 4 BUONE NOTIZIE E "VACCINO" CONTRO LA PAURA

COVID19 – 4 BUONE NOTIZIE E "VACCINO" CONTRO LA PAURA .Condivido l'ultima intervista dell'amico e collega (anche nell'AMPAS) Dott. Stefano Manera, fatta in collaborazione con Macrolibrarsi..L'ho ritagliato all'essenziale così che ti arrivino le 4 BUONE NOTIZIE sul COVID-19 e un sostegno rispetto al TRAUMA che tutti noi abbiamo subito.Perchè ANCHE la tua salute mentale VALE! .L'intervista completa (87 minuti) la trovi qui: https://www.facebook.com/watch/live/?v=521606238510169.#latuasalutevale #dottgabrieleprinzi #informareeguarire #ippocrate #metabolicamente #AMIE #dietagift #metodotrabucco #liberidalreflusso #medicinadisegnale #medotocecchetti #ippocratici #ippocrate

Pubblicato da Dr. Gabriele Prinzi su Venerdì 1 maggio 2020

 

Condivido l’ultima intervista dell’amico e collega anche associato ad AMPAS (Associazione medicina di Segnale) Dott. Stefano Manera, fatta in collaborazione con Macrolibrarsi.

L’ho ritagliato all’essenziale così che ti arrivino le 4 BUONE NOTIZIE sul COVID-19 e un sostegno rispetto al TRAUMA che tutti noi abbiamo subito.

Perché ANCHE la tua salute mentale VALE!

L’intervista completa (87 minuti) la trovi QUI.

 

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Batteri, Candide e rischio Malattie Oncologiche? È tutto nel biofilm.

Dopo aver dogmaticamente sostenuto che ci fossero zone sterili nel nostro corpo – e ad eccezione del cervello di alcuni – la comunità scientifica internazionale non ha dubbi:
siamo coperti di microrganismi fin sopra i capelli.
E dentro ogni “pertugio” o superficie che abbia un contatto con l’esterno.

Così, ciò che chiamavamo “organi interni” – a partire dal tubo digerente – sono talmente popolati e ricoperti da microrganismi da doverci chiedere se se non siano piuttosto “organi esterni”…

Il più popolato di tutti?
È il tubo digerente. In cui si annida la massima concentrazione di virus, batteri, parassiti, miceti e candide … dal nome collettivo di “Microbiota”.

Alcuni di loro amano la solitudine e vivono da soli, altri possono scegliere tra due forme: oltre che vivere singolarmente (microrganismi “planctonici”) possono creare una “comunità”.

I Batteri sono organismi “altamente sociali” che comunicano tra loro tramite molecole di segnalazione e per questo possono assumere uno stile di vita multicellulare e costruire una comunità “protetta” da un Biofilm, come se (passami l’esempio) abitassero tutti in un grande edificio, ognuno nel suo appartamento, separati dagli altri da mura di cemento, sotto un tetto comune.

Fino a poco tempo fa, le uniche implicazioni legate al Biofilm erano l‘aumento della antibiotico-resistenza e l’elusione del nostro sistema immunitario. Una spiegazione al perché delle infezioni croniche o recidivanti, a cominciare dall’Helicobacter …

Diversi ricercatori si sono spinti oltre e si sono domandati se il Biofilm non potesse avere un potenziale ruolo nello sviluppo del Cancro del tubo digerente.

Per dare un perché a questa affermazione pesante, ricordo che ci sono già delle forti evidenze che suggeriscono il potenziale legame tra Biofilm Batterico e vari tipi di cancro.

Le prove sono particolarmente convincenti per il Cancro del Colon-retto e il suo precursore – ovvero dai Polipi – che puntano il dito contro diverse specie batteriche dai nomi esotici, ma dalle capacità temibili.
Si chiamano Bacteroides fragilis, Fusobacterium nucleatum e Streptococcus Gallolyticus.

Ricercatori internazionali hanno esteso ulteriormente questa ipotesi a una delle più comuni infezioni batteriche nell’uomo, quella da Helicobacter Pylori, considerata una delle principali cause (NON L’UNICA!) di Cancro Gastrico.

Finora, non ci sono prove dirette che collegano la formazione di Biofilm Gastrico da Helicobacter alla carcinogenesi gastrica.
Tuttavia vi sono abbastanza studi da supportare una tesi secondo cui il Biofilm in cui si nasconde l’Helicobacter (il principale motivo per cui le terapie antibiotiche falliscono) è potenzialmente cancerogeno. .

Questa nuovo riconoscimento delle patologie gastro-intestinali come COLLEGATE alle infezioni batteriche (ovvero alle Disbiosi) possono aprire la possibilità di sviluppare interventi mirati.

Come l’uso della N-Acetilcisteina come GRIMALDELLO per sciogliere il Biofilm.
Peccato che costi due lire e non sia brevettabile, e che quindi pochi la considerino nelle terapia delle Disbiosi più comuni del tratto digerente: la # (legata ai batteri) e la SIFO (legata alle candide).

MA questa è storia per un altro post.
Come è storia che IN ITALIA è iniziata la rivoluzione medica che oggi porta il nome di MEDICINA FUNZIONALE.

È Roma la città in cui nel 1988 nasce “IL GOTHA” dei gastroenterologi mondiali ove si è riunito.
E da allora gli specialisti NON POSSONO NON RIFARSI ai Criteri di Roma.
Criteri diagnostici e terapeutici…

Chiedi dei “Criteri di Roma” al prossimo che ti parla di “colon (intestino, prego) irritabile”.
E chiedi anche che ne pensa dell’asse intestino-cervello (anche questo per il prossimo post).

Approfondisci l’argomento (link in fondo alla pagina), continua a seguire questa pagina di informazioni mediche e scientifiche e CONDIVIDI liberaMente ciò che pubblico, in quanto di pubblica utilità.

Perchè la tua salute vale 😉

Rivoluzione Microbiota:
Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista –Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT, Flavio Leonori – Vivere in Forma,Roberta Garozzo, Emanuela Mortillaro, Dr. Alessandro Felice – Top Your Top, Dr. Giuseppe Compagno, Liberi dal Reflusso

LINK AI LAVORI SCIENTIFICI (Chrome te li traduce in Italiano)

1) https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fmicb.2019.00846/full
2) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5968456/
3) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4452508/

Come i Batteri Intestinali ci aiutano a ingrassare e dimagrire?

Per il 35% degli adulti americani che combattono quotidianamente con l’Obesità, le cause principali della loro condizione sono fin troppo familiari: una dieta malsana, uno stile di vita sedentario e (forse) alcuni geni sfortunati.

Negli ultimi anni, tuttavia, i ricercatori si sono sempre più convinti che “importanti giocatori” si nascondono negli intestini umani: TRILIARDI di Microbi Intestinali.

Che che digeriscono per noi.

Il loro ruolo sembra estendersi oltre la digestione.
Nuove prove indicano che i batteri intestinali AGISCONO sul modo in cui immagazziniamo il grasso, il modo in cui bilanciamo i livelli di glucosio nel sangue e il modo in cui rispondiamo agli ormoni che ci fanno sentire affamati o sazi.

Un mix errato di microbi (#disbiosi) può aiutare a preparare il terreno per l’obesità e il diabete GIA’ dal momento della nascita.

Ognuno di noi inizia a raccogliere la congregazione unica di microrganismi chiamata MICROBIOTA già dentro la pancia di mammà, poi attraversando il canale del parto, poi dall’allattamento ESCLUSIVO AL SENO.
E continuando a raccogliere nuovi membri dall’ambiente per tutta la vita

Un primo indizio che i microbi intestinali potrebbero avere un ruolo nell’obesità è venuto dagli studi che hanno confrontato i batteri intestinali negli individui obesi e magri.

Negli studi sui gemelli che erano entrambi magri o entrambi obesi, i ricercatori hanno scoperto che la comunità intestinale nelle persone magre era come una “foresta pluviale” ricca di molte specie, ma che la comunità nelle persone obese era più simile a uno “stagno sovraccarico” di nutrienti dove relativamente poche specie dominano.

La dieta è un fattore importante nel modellare l’ecosistema intestinale. Una dieta di alimenti altamente trasformati, ad esempio, è stata collegata a una comunità intestinale meno diversificata nelle persone.

L’interazione tra dieta e MICROBIOTA INTESTINALE può predisporre all’Obesità dal giorno in cui nasciamo: studi recenti hanno dimostrato che sia i bambini allattati con latte artificiale che i neonati con taglio cesareo hanno un rischio più elevato di obesità e diabete rispetto a quelli che vengono allattati al seno o nati da parto spontaneo.

I bambini allattati artificialmente presentano uno svantaggio: non riccevono i batteri materni (10.000.000 di bifidobatteri al giorno, in media), gli mancano le sostanze zuccherine (HMO) del latte materno che nutrono questi batteri benefici e che AL CONTEMPO limitano la colonizzazione da parte di quelli dannosi.

Secondo un recente studio canadese, i bambini allattati artificialmente hanno batteri nell’intestino che non si vedono nei bambini allattati al seno se non dal momento dell’introduzione di cibi solidi.

La loro presenza prima che l’intestino e il sistema immunitario siano maturi, potrebbe essere uno dei motivi per cui questi bambini sono più sensibili alle allergie, all’asma, all’eczema e alla celiachia, nonché all’obesità.

Così, prima di prendere un farmaco per il diabete o fare una dieta ipocalorica, valuta attentamente la salute del tuo intestino.
Perché i microrganismi sono così tanti da chiedersi:
chi è ospite di chi?

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E perché la tua salute (e la loro) vale!

FONTI:

Rivoluzione Microbiota:
Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista –Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT, Flavio Leonori – Vivere in Forma,Roberta Garozzo, Emanuela Mortillaro, Dr. Alessandro Felice – Top Your Top, Dr. Giuseppe Compagno, Liberi dal Reflusso

Un farmaco su 4 genera Disbiosi Intestinale In primis i Gastroprotettori

Il corpo umano ospita trilioni di microrganismi.
Il maggior numero dei quali risiede nell’intestino: è il MicroBIOTA intestinale.

La variegata comunità microbica che abita nell’intestino umano ha un vasto repertorio metabolico che INTEGRA l’attività degli enzimi prodotti dal nostro DNA.
E vicaria funzioni essenziali per la nostra digestione.

Il loro numero non è importante quanto il numero dei geni che possiedono. Si stima che sia 150 volte più grande di quello del genoma umano (3-4 milioni di geni rispetto ai nostri 28/30.000).
Grazie ai quali digeriscono ciò che NOI SIAMO INCAPACI DI DIGERIRE (glutine, caseina, vegetali, per citarne alcuni…).

Quindi, il microbiota intestinale SANO ha un forte impatto sulla salute e sulla malattia dell’ospite, ed è OGGI considerato un fattore chiave, non solo nel metabolizzare il nostro cibo MA ANCHE i farmaci che assumiamo.

Un cambiamento nel loro numero o nel numero di specie (inteso come biodiversità) o la loro presenza e/o la concentrazione in “luoghi innaturali” di residenza viene considerata una #disbiosi, uno SQUILIBRIO CON EFFETTI in TUTTE LE LORO FUNZIONI.

La disbiosi è riconosciuta come CON-CAUSA DI:

  • Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI),
  • Malattie Metaboliche (Obesità e Diabete)
  • Malattie Cardiovascolari (Ipertensione e Aterosclerosi)…

La lista è lunga, con le malattie peggiori a cui riesci a pensare…

Il Microbioma Intestinale è relativamente stabile nel tempo finché “qualcosa” (fattori come il dieta e i farmaci, ) o qualcuno (Dinosauri, ignoranti, sapientoni e chiunque ti dia consigli errati) non influenza la sua composizione e/o funzione.

Essi hanno una capacità metabolica e detossificante sovrapponibile a quella del fegato.

E come il sistema digerente che assorbe i farmaci, o il fegato che li modifica e lì trasforma in forma attiva, i microrganismi intestinali partecipano alla biodisponibilità, all’efficacia e agli effetti collaterali di molti dei farmaci che assumi per via orale.

Il che vuol dire che IN TUTTI QUEI CASI IN CUI SOSPETTI UNA DISBIOSI (e i segni sono tanti, se sai DOVE GUARDARE) avvengono due fatti:

    1. I FARMACI CHE ASSUMI hanno il potere di promuovere, mantenere o peggiorare la disbiosi;
    2. LA DISBIOSI è capace di modificare la biodisponibilita del farmaco che stai prendendo, di disattivarlo o di generarne gli effetti collaterali

Mentre continuiamo ad espandere la nostra comprensione di come il Microbiota Intestinale contribuisca al metabolismo dei farmaci e degli xenobiotici (antibiotici, etanolo, pesticidi e additivi alimentari…) NOI MEDICI dobbiamo avere bene in mente COS’È IL MICROBIOTA e quali i segni evidenti di un suo squilibrio.

E al contempo, mentre passiamo queste competenze ai nostri assistiti, dovremmo sviluppare un APPROCCIO PERSONALIZZATO alla persona e alla manifestazione di squilibrio per definire una TERAPIA ALTRETTANTO PERSONALIZZATA.
Perché il rischio di fallire… Di tenere una persona nell’ansia con terapie inutili o ESAMI COSTOSI… è particolarmente alto.

Nell’attesa che ciò avvenga e diventi PRATICA QUOTIDIANA, ho tre consigli da darti:

    1. LIMITA al minimo indispensabile i farmaci che prendi (soprattutto gastroprotettori, antibiotici e pilloline o goccine per l’ansia). Perché gli effetti collaterali sul microbiota sono tanti e sono terribili…
    2. Fai caso se le tue patologie o i tuoi sintomi sono connessi a ciò che mangi: dopo cosa si manifestano il tuo Reflusso, la Diarrea o la Colite?
    3. Se incontri qualcuno che è facile alle prescrizioni di farmaci… che sottovaluta i sintomi… che ti nega gli esami… che dice che il microbiota o la SIBO non esistono… che la vitamina D è una moda … Che non prescrive né consiglia UNA DIETA in qualsivoglia malattia del metabolismo o dell’apparato digerente…
      .. valuta di cercartene un’altro.

Perché la tua salute vale!

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Un caro saluto mattutino SICULO (da Palermo) dal tuo affezionato “medico delle panze siculo” e DEPRESCRITTORE di quartiere.

Rivoluzione Microbiota Comicost – Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

FONTI (Chrome le traduce automaticamente in Italiano):

Gastroprotettore e Disbiosi. Certezze attuali e aspetti da chiarire

Gli IPP o Inibitori della Pompa Protonica (i Gastroprotettori cari ai maghi del marketing) sono farmaci comuni nella “Gastroenterologia”.

Agiscono attraverso INIBIZIONE IRREVERSIBILE della pompa H+/K+ nelle cellule parietali Gastriche, e vengono utilizzati nel trattamento di numerosi disturbi correlati all’acido.

Agiscono anche INIBENDO IRREVERSIBILMENTE le stesse “pompe” presenti nel Duodeno, nel Pancreas, nell’Intestino Tenue, nel Colon e sono capaci di passare DIRETTAMENTE attraverso la barriera che il Cervello dovrebbe protegge, agendo anche lì sopra …

Sono generalmente ben tollerati ma, attraverso la riduzione a lungo termine della secrezione di acido gastrico, AUMENTANO IL RISCHIO di squilibrio del microbiota intestinale (Disbiosi).

Cos’è il Microbiota Intestinale?

E’ un organo diffuso, un ecosistema complesso in cui i micro-organismi coesistono e interagiscono con noi.
E sono necessari per molteplici funzioni vitali, come

➡ il metabolismo dei nutrienti e dei farmaci,

➡ la produzione di energia,

➡ la difesa contro i patogeni,

➡ la modulazione del sistema immunitario e

➡ l’integrità della barriera mucosa intestinale.

Quindi favorire il loro squilibrio A CAUSA DI PRESCRIZIONI superficiali, protocollari o INAPPROPRIATE (malattie iatrogene ti suona familiare?) non è proprio il miglior consiglio che ti aspetti da un medico …
… perché ogni cambiamento nell’ecosistema intestinale è stato collegato a una maggiore suscettibilità o peggioramento di vari disturbi gastrointestinali.

A partire dallo stomaco che dovrebbero proteggere….

Gli IPP hanno effetti sfavorevoli sulle funzioni gastriche e sui meccanismi difensivi dell’ospite, CAUSANDO UNO SVUOTAMENTO GASTRICO RITARDATO, una ridotta viscosità del muco gastrico, UN AUMENTO DELLA CARICA BATTERICA e un aumento della traslocazione batterica .

È importante tenere presente che l’ipocloridria (lo spegnimento della produzione di acido) promuove una riduzione della diversità microbica e aumenta la crescita di microbi che hanno un potenziale Genotossico, – cioè con aumento delle funzioni batteriche Nitrato/Nitrito Reduttasi coinvolte nello sviluppo del cancro.

Inoltre, alti valori di PH gastrico possono dare origine a un diverso equilibrio batterico caratterizzato da un significativo aumento dei batteri orali.
Attraverso l’induzione di diverse vie metaboliche, tali batteri potrebbero avere un ruolo nella progressione del cancro gastrico …

Il ruolo degli IPP nello sviluppo di cancro gastrico è al momento al centro di una discussione internazionale – con studi e meta-analisi che riportano un aumento del rischio fino a 2,4 volte maggiore di svilupparlo in coloro che fanno terapia con IPP a lungo termine.
Il rischio sembra essere comunque aumentato anche se ti hanno fatto fuori l’Helicobacter Pylori con 2, 3 o 4 antibiotici…

Si potrebbero scrivere lunghe pagine su questo argomento perché è davvero lungo il lavoro scientifico (Giugno 2019!) da cui tiro fuori quest’articolo.
Ma penso di avere toccato il punto.

È l’ora di farti tre domande:

  1. Sei consapevole che questo farmaco che stai assumendo in maniera indefinita sta solo zittendo un sintomo legato a QUALCOSA che mangi, a qualche ABITUDINE sbagliata o alla presenza di relazioni intossicanti nella tua vita?
  2. Sei consapevole che non basta far fuori l’Helicobacter per avere la certezza di evitare una brutta brutta malattia?
  3. Sei convinto che l’attuale sistema sanitario o il professionista che ti consiglia ti abbia detto TUTTA LA VERITA’ sugli effetti collaterali PREVEDIBILI E PREVENIBILI conosciuti a livello internazionale, e collegati alla terapia a lungo termine?

Poniti la domanda e datti una risposta….
… sai dove trovarmi quando comprenderai che la tua salute vale…

Ne avevo già parlato qui:

Microbiota e dialogo tra intestino, Vagina e Vescica.

Dovremmo riconsiderare il significato delle infezioni?

Quando un muratore entra a casa tua per ristrutturare, la prima cosa che fa è abbattere le mura.
Modifica lo spazio su cui poi dovrà fare le modifiche richieste.
Prima destruttura, poi ristruttura.

Così, il corpo in un processo di guarigione prima distrugge per poi ricostruire.

In medicina C’è stato insegnato a vedere alcuni processi come sbagliati, come patologici.
Prendiamo la CANDIDOSI VAGINALE, per fare un “esempio provocatorio”…
Se invece si rivelasse che la Candida vaginale crea uno strato protettivo per riparare una mucosa vaginale in Disbiosi?

Se fosse parte di un “sistema riparatore” A NOI SCONOSCIUTO O INCOMPRESO, (piuttosto che una malattia sessualmente trasmessa) che esiste da millenni… cosa cambierebbe nel nostro modo di fare terapia?

In questo caso… una terapia antimicotica – la migliore del mondo, la più efficace – non starebbe interferendo con un processo autoriparativo FISIOLOGICO (incompreso) che coinvolge il micro-MICO-biota vaginale ?

Se la si vede così, intervenire su un processo sconosciuto significa avere effetti collaterali a breve e lungo termine (locali e sistemici) anch’essi sconosciuti…

Se estendiamo il concetto dalla Vagina alla Vescica e ai Reni, e lì vedessimo come un MACROSISTEMA in comunicazione con l’intestino …
… E facessimo riferimento alla prescrizione di QUINTALATE DI ANTIBIOTICI oggi RITENUTI DANNOSI …

… Questo spiegherebbe LE FREQUENTI RECIDIVE sia delle Vaginosi, che delle Candidosi che delle infezioni urinarie da ESCHERICHIA COLI?

Certo, con gli antibiotici abbiamo cambiato la medicina e le patologie.

Ma con la scoperta del:

🦠 Microbiota Orale🦠Microbiota Vaginale🦠Microbiota Vescicale
🦠 Microbiota Intestinale🦠 Microbiota  Gastrico
🦠 Microbiota Dermico🦠Microbiota Polmonare🦠 Microbiota Nasale,

stiamo scoprendo che L’UOMO è un ecosistema complesso che comprende più batteri (virus, Miceti, archeae, eccetera) che cellule nel corpo.

E che le patologie non sono locali o settoriali, ma sistemiche, nell’ottica della inter-comunicazione tra organi, tra sistemi, ed anche tra microorganismi.

Quando ho iniziato lo studio del Microbiota le specie erano circa 500… oggi sono parecchie migliaia, della metà dei quali non sappiamo né funzione né nome.
Fanno parte di noi da milioni di anni.
Si sono integrati col sistema immunitario.
Sviluppano il cervello del neonato nei 9 mesi dopo il parto.
Ma fanno anche tanto altro.

Farli fuori con una bomba atomica non è proprio la mossa più intelligente, no?

Forse è il momento di ABBANDONARE LA VISIONE RIDUZIONISTICA della medicina e cominciare a parlare di MEDICINA DEI SISTEMI COMPLESSI E DEGLI ORGANI DIFFUSI.

BENVENUTA/O NELLA RIVOLUZIONE MICROBIOTA! 

Siamo un piccolo esercito di professionisti sanitari che sta reimpostando la propria visione della medicina e dell’ecosistema umano alla luce delle scoperte scientifiche degli ultimi anni. 

Ci stiamo svezzando da una medicina miope e RIDUZIONISTICA che vede il particolare, sposando invece l’approccio BIO-PSICO-SOCIALE raccomandato DALL’OMS.
Siamo… Selezionati per sostituire i dinosauri…

Felice di avere ascoltato – quasi un anno fa – la relazione dei Prof. Ettore Palma 🙂 : Se avessi bisogno di un ginecologo EVOLUTO su Roma, mi rivolgerei a lui. Qui puoi ascoltarlo in una intervista radiofonica:

www.facebook.com/2057684810946381/videos/542617096276633/ 

Buon giorno da Torino a te che segui questa pagina
(anche ai leoni da tastiera) 🙂
Perché la tua salute vale! 

AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti, Medicina di Segnale, Metodo Cecchetti, Metodo Trabucco, Liberi dal Reflusso, METABOLICAmENTE, Gabriele Prinzi

Il Microbiota è la nostra “impronta digitale batterica”

LA NOSTRA VITA NON È NOSTRA…
DA GREMBO A TOMBA SIAMO LEGATI AD ALTRI, PASSATI E PRESENTI.

E DA OGNI “CRIMINE” E OGNI “GENTILEZZA”
GENERIAMO IL NOSTRO FUTURO.

Questa frase in maiuscolo è una citazione tratta dal film “Cloud Atlas”.

In questa scena, la protagonista diventa consapevole di quanto tutto ciò che siamo è legato a ciò che siamo stati e a ciò che abbiamo fatto.
O cose che altri sono stati o hanno fatto.

Ciò comporta inevitabilmente che siamo noi a nostra volta responsabili – coi nostri atti e col nostro essere noi stessi – di ciò che saranno e faranno le generazioni a seguire.
A partire dai nostri figli.

Prendete due gemelli siamesi.
Stessi occhi, stessi capelli, stessa altezza. Stesso DNA.
Ma mai saranno esattamente uguali né sovrapponibili.
Perché uno dei due è nato prima dell’altro, perché avranno passioni e gusti diversi.
Perché accumuleranno esperienza diverse…
… E perché hanno IMPRONTE DIGITALI DIVERSE.

Hanno un’altra cosa che li rende diversi.
Il loro Microbiota, la comunità di microrganismi che ci accompagna per tutta la vita: dal grembo alla tomba letteralmente.
Ognuno di noi nasce con un microbiota ben determinato.
Ci identifica in maniera univoca perchè non è uguale a quello di nessun altro.
È la nostra “impronta digitale batterica”.

Fondamentalmente è dentro la pancia della mamma che si forma, perchè li dentro nulla è “sterile”.
Anzi, nessuna superficie esposta al mondo è sterile.
Se c’erano dubbi su quest’argomento, la comunità scientifica internazionale ha confermato che alla nascita il cordone ombelicale è popolato di batteri.

E anche il meconio.
E anche la “vernice” che ricopre il neonato alla nascita.
E anche il liquido amniotico.

Ma non è un’infezione.
È una manifestazione fisiologica e naturale di un aspetto fondamentale della nostra vita.
Perché in assenza di batteri non potremmo vivere.
Così come tutti gli esseri/animali del pianeta.

Le qualità del microbiota vaginale ed endometriale sono determinanti nel meccanismo dell’impianto dell’ovulo femminile una volta che questo viene fecondato dallo spermatozoo maschile.

E questo è assodato: gli studi internazionali sul microambiente VAGINALE e la fertilità della donna hanno permesso di comprendere meccanismi solo fino a pochi anni fa inspiegabili.
Compresi i problemi di sterilità.

Tutto questo è il background, la base che viene poi trasmesso al neonato.
E tutto ciò che ha il potere di modificarlo – dalla disbiosi presente al momento del concepimento, al cibo che mangia, ai farmaci e agli antibiotici che prende la futura mamma – modifica in quel momento (e nel futuro) il suo microbiota (orale, VAGINALE e intestinale).

Ed ecco che la citazione dal film assume un significato più ampio:
“con ogni crimine e ogni gentilezza generiamo il nostro futuro”.
Perché ciò che cambia la madre o ne influenza il microbiota, segna e caratterizza il futuro neonato.

Pensa un attimo a quello che vuol dire a livello di comprensione dell’universo umano.

Lo studio del Microbiota Intestinale è più complicato, più invasivo e meno facilmente interpretabile (capirai, 8 metri di tubo digerente, di cui almeno 4 metri di tenue irraggiungibile).
Per questo moltissimi lavori si stanno concentrando sul microbiota VAGINALE perché è più facilmente “studiabile”.

Perché ognuno di noi porta al suo interno il microbiota di nostra mamma.
I microbi che erano già presenti nella vagina e nell’endometrio, quelli presenti sulla sua pelle, quelli presenti sulla sua saliva, quelli presenti all’interno dei dotti galattofori del suo seno, quelli che dall’intestino – durante l’allattamento al seno – passano in circolo e da lì nel latte che ci ha nutrito.

Eccetera.

Per un discorso di parità, facciamo finta che il nostro microbiota è per metà paterno e metà materno.

Una delle ricerche più affascinanti degli ultimi anni – è c’è una sola pubblicazione al momento! – ha studiato il ruolo dei “germi” che vengono trasmessi durante il rapporto sessuale dal partner maschile, perché così come risale il seme del “futuro papà” verso le ovaie, così risale il suo microbiota (spermatico/sessuale) “maschile”.
Che va a incontrarsi – e a colonizzare – col microbiota vaginale ed endometriale della “futura mamma”.

Comunque, non è emozionante se pensi che ti porti addosso e dentro di te almeno il 50% di tua mamma?
Che a sua volta si portava addosso e dentro il microbiota di sua madre (tua nonna), e così via per chissà quante generazioni?

Ed ecco il collegamento da grembo a tomba, l’emozionante legame intergenerazionale indissolubile che ci lega al matriarcato, da Eva a noi attraverso le donne della nostra Famiglia.
lo costruiamo nella pancia di nostra madre.

Lei ci costituì al seno con il primo determinante microbiota che ci dà l’imprinting e per tutta la vita ci porteremo quella caratteristica, perché ci vogliono 1000 giorni per formare quello definitivo.
E non puoi non saperlo.

Siamo un piccolo esercito di professionisti sanitari (Medici, Psicologi, Nutrizionisti, eccetera) impegnati a RE-IMPARARE LA MEDICINA per sostituire i dinosauri.

Questo post è stato “partorito” durante il corso (ma anche la sera prima… 😅) tenuto dal Prof. Ettore Palma insieme al Prof. Marcello Romeo a Torino, il 21/01/19.
A cui sono grato per avermi arricchito nella mia adesione alla Rivoluzione Microbiota!

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Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

IMMAGINE PRESA DA:

La funzione del nostro microbiota: chi c’è là fuori e cosa fanno?

 

Helicobacter Pylori, Gastriti, Reflusso e …

La scoperta dell’Helicobacter Pylori (HP) nel 1978-1983 è stata una svolta nel campo della medicina.
Perché lo stomaco era considerato sterile e l’identificazione dell’HP ci ha portato a uno SPOSTAMENTO CONCETTUALE verso la colonizzazione gastrica di microrganismi.
Come in tutto il resto del corpo.

Ma ancora di più lo ha sancito il Nobel ai due scopritori nel 2005 che dimostra che la GASTRITE È CAUSATA DA UNA INFEZIONE e non ha nulla a che fare con ansia o altri squilibri “psicosomatici” che si tenta di curare ANCORA OGGI con goccine e pilloline per l’ansia.

Sebbene sia il più noto, l’HP non è l’unico abitante della mucosa gastrica, perché è stata indentificata UNA COMUNITA’ MICROBICA non-HP che costituisce – ASSIEME all’HP – il Microbiota Gastrico umano.

Circa l’80% di questi microorganismi non è coltivabile e solo l’applicazione di “approcci molecolari” ci ha fornito informazioni affidabili negli ultimi 6 anni.

Vi sono diversità regionali e tra pazienti e pazienti, ma di certo lo squilibrio del Microbiota Gastrico umano (e non la presenza di HP) è un fattore scatenante di diverse malattie dello stomaco.

Per esempio:

GASTRITE ATROFICA:
la riduzione della barriera acida gastrica (e la prescrione INAPPROPRIATA di gastroprotettore) consente la colonizzazione dello stomaco da parte di più microbi (sia di provenienza alimentare che intestinale) di quanto si verificherebbe in condizioni di una secrezione fisiologica di acido.

TUMORE GASTRICO:
I microbi possono iniziare e mantenere lo sviluppo di percorsi cancerogeni attraverso diversi meccanismi tra cui: stimolazione dell’infiammazione, aumento della proliferazione cellulare, disregolazione della fisiologia delle cellule staminali, produzione di diversi metaboliti.

Sebbene HP sia il fattore di rischio microbico più rilevante, altri componenti del microbiota gastrico sono SENZA DUBBIO coinvolti nella carcinogenesi gastrica.

MALATTIA DA REFLUSSO GASTROESOFAGEO:
Uno studio Cinese sperimentale su topi infetti da HP ha dimostrato che il Microbiota Esofageo era significativamente ridotto dopo la terapia di eradicazione antibiotica.

Gli autori hanno ipotizzato che i cambiamenti microecologici osservati possano indurre RILASSAMENTO DELLO SFINTERE ESOFAGEO INFERIORE ED ESOFAGITE da reflusso a seguito della terapia di eradicazione (Tian et al, 2015).

Oltre a questi risultati, uno studio israeliano ha valutato i Batteri del Fluido Gastrico in soggetti sani e pazienti con malattia da Reflusso Gastroesofageo (esofago/esofagite da reflusso/Barrett) HA CONFERMATO che le comunità microbiche esofagee e gastriche erano SIGNIFICATIVAMENTE DIVERSE prima e dopo il trattamento con gastroprotettore (Amir et al 2014).

…Ovviamente, se questi cambiamenti dopo la terapia con Gastroprotettore siano benefici o dannosi per l’esofago, è necessario un ulteriore studio …

CANCRO ESOFAGEO:
Un costante aumento degli Adenocarcinomi della giunzione Gastroesofagea e dell’Esofago (cancro gastrico) è stato documentato negli ultimi due decenni ed è attribuito a Reflusso Gastro-Esofageo, al fumo e al consumo di alcol.

Al contrario, HP PUÒ PROTEGGERE da questi tipi di tumori, attraverso il suo effetto sull’Atrofia Gastrica, che porta alla perdita di acido, citochine o deregolazione ormonale e alterazione del Microbioma.

Due studi dell’ultimo anno hanno sottolineato l’esistenza di diversi modelli di Microbiomi correlati al Carcinoma Esofageo (Adenocarcinoma e Carcinoma a cellule squamose) e alla Displasia Squamosa.

In uno, gli autori concludevano che gli individui con bassa ricchezza microbica avevano maggiori probabilità di avere Gastrite Atrofica Cronica e Displasia Squamosa.

Nel secondo studio, condotto nella provincia del Golestan nell’Iran settentrionale (situato nella “cintura del cancro esofageo”), il Microbiota Gastrico dalla mucosa del fondo gastrico è stato valutato in controlli sani e pazienti con Carcinoma Esofageo a cellule squamose.
Una maggiore abbondanza di certi batteri (Clostridiales ed Erysipelotrichalesgli) erano significativamente associati alla Displasia Squamosa precoce e al Carcinoma a cellule squamose esofagee.

Già nel 2014, l’HP era lungi dall’essere considerato l’unico abitante microbico dello stomaco, grazie all’analisi della composizione del Microbiota Intestinale.

L’evidenza sottolinea il ruolo potenziale dei micro-organismi NON-HP del Microbiota Gastrico nelle malattie gastriche ed extragastriche.

Al contrario, alcuni componenti del Microbiota Ggastrico hanno dimostrato di esercitare proprietà antibatteriche e probiotiche, che possono essere sfruttate per il trattamento delle malattie gastriche.

Quindi… cosa dirai al tuo curante-diagnosta quando cercandoti l’HP nella cacca nel sangue e nel respiro ti obbligherà – PENA IL TERRORISMO PSICOLOGICO – di prendere 2, 3 o 4 antibiotici per farlo fuori?

Esci fuori dagli schemi. Esci fuori dal vecchio paradigma fermo all’800… o quello precedente alla scoperta dell’HP (o dell’assegnazione del Nobel).

Fai un passo avanti, ricerca, studia e smetti di fidarti di chi applica ancora protocolli vecchi di parecchi anni.
Perché se lo fai fuori, stai solo augurandoti brutte brutte malattie.

Non lo dico solo io.
Quello che leggi è estratto da un lavoro del Prof. Gasbarrini (noto gastroenterologo di fama mondiale) di appena 5 anni fa.
L’originale (google lo traduce per te) è qui:

Gastric Microbiota – Gianluca Ianiro, Javier Molina‐Infante, Antonio Gasbarrini

 

E adesso a chi crederai?
Sarò ottimista ma credo che sei sufficentemente sveglio o sveglia da comprendere che la tua salute vale 😉

Rivoluzione Microbiota Comicost – Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Scacco al Diabete e al Colesterolo – con mandorle e pistacchi negli spuntini

Per tacere delle “chilocalorie”…

Per gli amanti delle diete ipocaloriche, mandorle e pistacchi sono considerati tabù o quasi, perché troppo “grassi”.

Così, spesso, per mantenere la conta calorica, gli scienziati che amano affidarsi a concetti “paleolitici”…. Favoriscono le irrinciabili chilocalorie di pane pasta e pizza – con impatto paragonabile allo #zucchero #puro nei diabetici – rispetto ai grassi buoni della frutta secca.

Un esempio proviene da un lavoro scientifico del 2013 sfata molti “falsi miti” sui grassi delle mandorle, consigliandone l’assunzione alle persone sovrappeso, perchè
Placano l’appetito e riducono la glicemia.

140 pazienti sovrappeso/obesi hanno assunto 40 gr. Di mandorle al giorno per 4 settimane.
I risultati?o…).

👍 Riduzione dell’appetito

Mangiare mandorle sia con i pasti che a solo (come “merenda”) ha portato una riduzione della fame in attesa del pasto successivo.

Gli effetti delle mandorle sulla riduzione della fame erano maggiori quando venivano ingeriti come spezzafame tra i pasti.
Un intervallo di sazietà maggiore tra i pasti riduce il desiderio di mangiare fuori pasto e in assenza di fame.

👍Riduzione della glicemia dopo il pasto.
Le fibre riducono la glicemia ostacolando l’assorbimento e la diffusione degli zuccheri (in pratica riducendo la disponibilità di carboidrati nell’intestino). . I grassi delle mandorle emulsionandosi con gli zuccheri rallentano i tempi di svuotamento dello stomaco (diminuzione del tasso di assorbimento degli zuccheri).

👍Nessun impatto sul peso in 4 settimane.
I cambiamenti di peso corporeo nei gruppi che consumavano mandorle non erano differenti rispetto a chi non le mangiava – nonostante il contributo di 250 kcal quotidiane per 4 settimane!

Su questi ultimi due punti, – quindi – va a farsi benedire il calcolo calorico.

Questo risultato è coerente con le osservazioni secondo cui gli esseri umani compensano l’energia delle mandorle in modo comportamentale (compensazione dietetica) e fisiologicamente (le fibre e i grassi diminuiscono l’assorbimento di kcal e aumentano la termogenesi).

Perché un essere umano non é né un robot, né una bomba calorimetrica!

Per questo il calcolo delle kilocalorie è fallace ed inesatto.

In numerosi altri lavori scientifici, l’assunzione di mandorle (ma anche pistacchi) ha dimostrato:

😎 un miglioramento della Glicemia a digiuno (abbassa il carico glicemico totale del pasto);

😎 una riduzione dell’uso dell’Insulina nei Diabetici;

😎 una riduzione dei Trigliceridi, del Colesterolo totale e del Colesterolo LDL;

😎 che nutre i batteri del Microbiota (in quanto Prebiotico).

Qual è dunque la lezione da portarsi a casa?

I farmaci a volte sono essenziali e – anche se portano temibili effetti collaterali – se hai una “malattia inguaribile” i farmaci ti servono, e gli effetti collaterali vanno messi in conto (anche economico).

Ma…
Come sarebbe se il tuo problema fosse guaribile?

Perché la Insulino-resistenza e il Diabete di tipo 2 (alimentare o acquisito) si curano con l’alimentazione adottando diete efficaci come quelle a basso indice glicemico (Lowcarb).
Anche sport, attività fisica e camminate possono abbassare la glicemia!

Così ci dice l’OMS.
Ma in italia… Tutti muti. Solo farmaci e … Pane pasta pizza.
Gnam gnam gnam!

Ironico pensare che alcuni dinosauri prescrivono ancora diete basate sulle Kilocalorie .
Forse efficaci nel dimagrire, ma che sono squilibrate e dannose nei diabetici, specie se anziani e con pluri-patologie.

Così non fidarti di chi non studia, chi non si aggiorna e non si evolve in un ambito così delicato come è quello della salute.
Perché il dr. Jenkins parlava di indice glicemico già nel 1981 …
E siamo nel 2020!

Credo che tutto ciò esposto, sia abbastanza per caldeggiare l’introduzione di una ventina di mandorle nella tua giornata alimentare, distribuiti tra colazione e spuntini/snack.
Magari accompagnate da una buona quota di cioccolato extrafondente (>70%) e di frutta fresca a basso e medio Indice glicemico.

Su quali scelte alimentari abbassano la glicemia e nutrono il Microbiota ne avevo già scritto ampiamente qui:

Continuerò a scrivere contro la “favoletta “ delle chilocalorie fin quando avrò fiato.
Tu invece approfondisci l’argomento su google cerca “indice glicemico” o “low carb”.

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Perché la tua salute vale !

Rivoluzione Microbiota:
Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Dott.ssa Livia Emma – dietistaStudio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Fonte:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24084509 24084509

Scritto in collaborazione con la collega e amica Dott.ssa Livia Emma – dietista che mi sostiene, mi “supporta” nei vari convegni in giro per l’Italia e mi “sopporta”! 😅

 

 

 

 

Slavine e Microbiota

SLAVINE E MICROBIOTA.. Gradualmente i medici (e i media) stanno rivelando al pubblico il cambiamento rivoluzionario degli ultimi anni in medicina, che siamo in piena rivoluzione e pieni di microrganismi fino ai capelli. .La comunità scientifica e medica ha iniziato a "digerire" il concetto di #microbiota, che intende la "somma" dei microrganismi – batteri, lieviti , candide, virus, parassiti eccetera – che vivono con noi. E non vi è "cunicolo" o organo del corpo (compreso lo stomaco) che non ne sia STRApopolato. . A volte il nome usato è #microbioma, che contraddistingue però il totale dei loro geni, che sono centinaia di volte superiori ai nostri. . La parte difficile è stata far capire che NON siamo mai stati sterili e NON POSSIAMO VIVERE STERILI, e che la nostra è una convivenza "forzata". .Cioè non potremmo vivere sterili a lungo….. Se ci pensi, ogni essere vivente sulla terra è coperto dai microrganismi perché ne è pieno il pianeta. Da almeno 3,5 MILIARDI di anni. Loro sono state le prime forme di vita e noi siamo gli ultimi arrivati (pochi milioni di anni). . Così, per sopravvivere ad un mondo "sporco e STRApopolato, non abbiamo avuto altra scelta che "alzare bandiera bianca" e proporre CONVIVENZA basata su "trattati di pace". .Noi gli diamo spazio, calduccio, cibo, e loro in cambio ci mantengono in vita. Perché a loro la nostra sopravvivenza conviene…. Come conviene anche a noi: se proponiamo la nostra superficie corporea a qualcuno che ci protegge, quella superficie viene tolta ai "cattivi", a quelli che non comprendono il termine "convivenza". .E se non puoi vincerli è meglio farseli alleati no? . E non vi è specie vivente sulla Terra dove le madri non passino alle generazioni successive i batteri selezionati nel corso di migliaia o milioni di anni, microorganismi specie-specifici. .Tranne forse noi. Che con parti cesarei e antibiotici dalla prima infanza siamo riusciti a creare un mondo OBESO … … Ma questo è per un altro post… . Bene, ti domanderai, ma che cavolo c'entra l'immagine di una slavina con il microbiota? .È l'immagine che meglio permette di passare il concetto microbiota intestinale. Giacché il tubo digerente – dalla bocca all'ano – presenta la maggiore superficie corporea esposta verso il mondo esterno.Stimata (a secondo dei testi e degli autori) tra 250 e 450 metri quadrati. . Molti se la immaginano come tanti esserini seduti direttamente a contatto con la superficie intestinale, ma la verità è più dinamica. Perché tutto il tubo digerente è ricoperto da muco, una sostanza che quegli esserini fa in modo di tenerli a debita distanza. . Questo muco è costantemente prodotto a difesa del nostro tubo digerente, che si muove costantemente: impasta il cibo e lo trasporta dalla bocca verso l'ano. Ed ecco l'immagine della slavina che ho inserito in questo post. . Questa per me la migliore immagine del microbiota: uno strato di muco, ricoperto da microrganismi, in costante e lento movimento. Ed È quando questo movimento si interrompe (quando si ha la pancia gonfia da scoppiare anche con un crackers) che iniziano i guai….Continua a seguire la pagina e condividi liberaMente ogni singolo post che trovi interessante perché è di pubblica utilità. E perché la tua salute vale. . #latuasalutevale #dottgabrieleprinzi #informareeguarire #ippocrate #metabolicamente #AMIE #dietagift #metodotrabucco #liberidalreflusso

Pubblicato da Dr. Gabriele Prinzi su Lunedì 2 dicembre 2019

 

Gradualmente i medici (e i media) stanno rivelando al pubblico il cambiamento rivoluzionario degli ultimi anni in medicina, che siamo in piena rivoluzione e pieni di microrganismi fino ai capelli.

La comunità scientifica e medica ha iniziato a “digerire” il concetto di Microbiota, che intende la “somma” dei microrganismi – batteri, lieviti , candide, virus, parassiti eccetera – che vivono con noi.
E non vi è “cunicolo” o organo del corpo (compreso lo stomaco) che non ne sia STRApopolato.

A volte il nome usato è Microbioma, che contraddistingue però il totale dei loro geni, che sono centinaia di volte superiori ai nostri.

La parte difficile è stata far capire che NON siamo mai stati sterili e NON POSSIAMO VIVERE STERILI, e che la nostra è una convivenza “forzata”.
Cioè non potremmo vivere sterili a lungo….

Se ci pensi, ogni essere vivente sulla terra è coperto dai microrganismi perché ne è pieno il pianeta.
Da almeno 3,5 MILIARDI di anni.
Loro sono state le prime forme di vita e noi siamo gli ultimi arrivati (pochi milioni di anni).

Così, per sopravvivere ad un mondo “sporco e STRApopolato non abbiamo avuto altra scelta che “alzare bandiera bianca” e proporre CONVIVENZA basata su “trattati di pace”.
Noi gli diamo spazio, calduccio, cibo, e loro in cambio ci mantengono in vita.

Perché a loro, la nostra sopravvivenza conviene…

Come conviene anche a noi:
se proponiamo la nostra superficie corporea a qualcuno che ci protegge, quella superficie viene tolta ai “cattivi”, a quelli che non comprendo il termine “convivenza”.
E se non puoi vincerli è meglio farseli alleati no?

E non vi è specie vivente sulla Terra dove le madri non passino alle generazioni successive i batteri selezionati nel corso di migliaia o milioni di anni, microorganismi specie-specifici.
Tranne forse noi.
Che con parti cesarei e antibiotici dalla prima infanzia, siamo riusciti a creare un mondo OBESO …
… Ma questo è per un altro post…

Bene, ti domanderai, ma che cavolo c’entra l’immagine di una slavina con il Microbiota?

È l’immagine che meglio permette di passare il concetto Microbiota intestinale.
Giacché il tubo digerente – dalla bocca all’ano – presenta la maggiore superficie corporea esposta verso il mondo esterno Stimata (a secondo dei testi e degli autori) tra 250 e 450 metri quadrati.

Molti se la immaginano come tanti esserini seduti direttamente a contatto con la superficie intestinale, ma la verità è più dinamica.
Perché tutto il tubo digerente è ricoperto da muco, una sostanza che quegli esserini fa in modo di tenerli a debita distanza.

Questo muco è costantemente prodotto a difesa del nostro tubo digerente, che si muove costantemente:
impasta il cibo e lo trasporta dalla bocca verso l’ano.
Ed ecco l’immagine della slavina che ho inserito in questo post.

Questa per me, la migliore immagine del Microbiota:

uno strato di muco, ricoperto da microrganismi,
in costante e lento movimento.

Ed è quando questo movimento si interrompe, quando si ha la pancia gonfia da scoppiare, anche con un crackers, che iniziano i guai…

Continua a seguire la pagina e condividi liberaMente ogni singolo post che trovi interessante perché è di pubblica utilità.
E perché la tua salute vale.

La Fibromialgia…

…È il nuovo “Colon Irritabile”?

LA FIBROMIALGIA……E' IL NUOVO "COLON IRRITABILE"?.Ambulatorio di Roma.Uno di quelli in esplico la mia attività di consulenza clinica..Entra una giovane donna e mi racconta la sua storia.Da due anni ha dolori generalizzati nel corpo. Sopratutto in regione cervicale e lateralmente alla schiena..Per questo motivo, si reca dal primo specialista, che senza neanche toccarla e in 5 minuti le dice che lei ha la fibromialgia e che deve andare da un reumatologo. .E lesto le prescrive il cymbalta..La giovane donna, frastornata, in metropolitana legge che il cymbalta è un antidepressivo, e decide di non prenderlo..Così, va dal reumatologo, che in 5 minuti, senza toccarla, conferma la diagnosi, e ai suoi dubbi sul cymbalta le dice di non assumerlo. Ma le prescrive altri due farmaci..La donna in metropolitana legge su google che uno di quei due è il "generico" del cymbalta" e decide di non assumerlo..E mi domanda: "dottore, ma perchè hanno pensato che sono fibromialgica? Per i dolori? Ma perchè nessuno ha cercato di capire qual'è la causa?".E tra la documentazione che porta e la raccolta anamnestica (tutta la visita sarà durata 60-70 minuti…) viene fuori un'altra storia..Figlia di genitori allergici, asmatica dalla prima infanzia – latticini, penso subito – mi mostra i suoi esami allergologici (prick test e patch test) che evidenziano una poliallergia ai pollini e allergie cutanee a diverse sostanze..Leggo pomodoro, noce, kiwi… e subito il mio occhio va ai lobi delle orecchie: lei è senza orecchini!Le chiedo: "è allergica alla bigiotteria?"Si, mi dice…..Leggo allergia alle graminacee e – sul prick test – allergia al grano – Gluten sensitivity, penso! Ma gli esami sono del 2004….E all'ultimo, ecco che esce fuori il foglio degli esami ematici recenti (la vitamina D appena sopra 20) con una delle 5 immunoGlobuline contro il glutine positiva in maniera "sospetta"….Al che le chiedo: "ma qualcuno le ha mai detto che tutte queste allergie puntano al cibo come causa dei suoi dolori?Che è il colon che spinge sulla schiena e le da dolori?E che da li i dolori si manifestano sulla cervicale?"."Ma lo sa che lei ha sicuramente un problema attinente allo spettro celiaco?".Lei mi guardava come si guarderebbe un alieno.Perchè nessuno prima aveva mai sospettato che ci potesse essere un collegamento….Ho così vergato una delle mie ricette prestampate (dove ci sono tutti gli esami che prescrivo) segnandole nuovamente tutte le ImmunoGloblunine per certificare la celiachia, il DQ2 e DQ8 (per vedere se c'è una predisposizione genetica) e le IgE per le LTP di grano (ma lei mi diceva di avere problema con la pesca e ho segnato anche le LTP di pesca per sicurezza)..Le ho anche segnato un esame (recaller) che valuta/conferma sia la gluten sensitivity, che l'allergia al nichel solfato che i problemi con i latticini (in quanto non allattata al seno…).Se n'è andata frastornata, perchè nemmeno io le ho "toccato la pancia" nè l'ho pesata nè gli ho prescritto alcuna dieta da fare.Perchè se le dico di togliere il glutine e i latticini e i cibi contenente nichel, c'è il rischio che l'esame prescrittole risulto negativo, e non mi permetterebbe di farle una diagnosi "difensiva"..E cos'è la diagnosi "difensiva"?.Ho percepito il bisogno di questa paziente di essere "protetta" rispetto ad altre diagnosi, inappropriate e sbagliate… E dall'assalto di coloro ("fibromialgisti") che – come gli uccelli di questo post – attendono qualcuno da etichettare come fibromialgica senza alcun tipo di anamnesi..E senza esami che questa diagnosi possono possano confermarla o smentirla..Perciò, su carta intestata, ho scritto ciò che penso.Ovvero che lo spettro celiaco, le poliallergie e il loro rapporto con il cibo erano la causa dei dolori..Penso di aver fatto un buon lavoro investigativo, clinico, di rassemblare ciò che era sparso per fare una DIAGNOSI di causa.Ma se devo essere totalmente sincero, penso se ne sia andata via delusa….Mi ha però lasciato tante domande.Per esempio, quale meccanismo automatico anima alcuni professionisti nella facilità di fare la diagnosi superficiale e prescrivere una cura senza una diagnosi certa?.MA mi fermo qui…E mi domando se è capitato anche a te qualcosa di simile..Di episodi come questo ne parla spesso in questa piccola comunità italiana di Professionisti esercenti un'Arte liberale sanitaria, fatta di medici, nutrizionisti, dietisti, fisioterapisti, farmacisti, osteopati, coach … … questo piccolo esercito che cresce ogni giorno di più …… che studia l'universo UOMO (ma anche donna) alla luce degli insegnamenti di #ippocrate …… e delle recenti scoperte del micro e MICObiota..Questi eroi anticonformisti che si pongono sotto la bandiera della MEDICINA FUNZIONALE, e che rifiutano l'idea della diagnosi di superficie, che vanno alla ricerca delle cause profonde e che si trovano in tutta ITALIA..E si stanno riunendo..Sai cos'ho deciso? Te li farò conoscere.Uno per uno.Specialità per specialità..Perchè CI SIAMO ROTTI I CABBASISI delle cose fatte in fretta e fatte male.Perchè ci siamo rotti … che si rovini il rapporto medico-paziente e la salute della popolazione..E perchè siamo tutti convinti che la tua salute vale!.Scritto a mezzanotte… se ha un senso per te, condividilo liberaMente :).#dottgabrieleprinzi #latuasalutevale #metabolicamente #amie #dietagift #liberidalreflusso #metodotrabucco.

Pubblicato da Dr. Gabriele Prinzi su Giovedì 21 novembre 2019

Ambulatorio di Roma.
Uno di quelli in esplico la mia attività di consulenza clinica.

Entra una giovane donna e mi racconta la sua storia.
Da due anni ha dolori generalizzati nel corpo.
Sopratutto in regione cervicale e lateralmente alla schiena.

Per questo motivo, si reca dal primo specialista, che senza neanche toccarla e in 5 minuti le dice che lei ha la Fibromialgia e che deve andare da un reumatologo.

E lesto le prescrive il Cymbalta.

La giovane donna, frastornata, in metropolitana legge che il Cymbalta è un antidepressivo, e decide di non prenderlo.

Così, va dal reumatologo, che in 5 minuti, senza toccarla, conferma la diagnosi, e ai suoi dubbi sul Cymbalta le dice di non assumerlo.
Ma le prescrive altri due farmaci.

La donna in metropolitana legge su google che uno di quei due è il “generico” del Cymbalta” e decide di non assumerlo.

E mi domanda:
“dottore, ma perché hanno pensato che sono Fibromialgica?
Per i dolori?
Ma perché nessuno ha cercato di capire qual è la causa?”

E tra la documentazione che porta e la raccolta anamnestica (tutta la visita sarà durata 60-70 minuti…) viene fuori un’altra storia.

Figlia di genitori allergici, asmatica dalla prima infanzia – latticini, penso subito – mi mostra i suoi esami allergologici (prick test e patch test) che evidenziano una poliallergia ai pollini e allergie cutanee a diverse sostanze.

Leggo pomodoro, noce, kiwi… e subito il mio occhio va ai lobi delle orecchie: lei è senza orecchini!
Le chiedo: “è allergica alla bigiotteria?”
Si, mi dice….

Leggo allergia alle graminacee e – sul prick test – allergia al grano – Gluten Sensitivity, penso!
Ma gli esami sono del 2004…

E all’ultimo, ecco che esce fuori il foglio degli esami ematici recenti (la vitamina D appena sopra 20) con una delle 5 immunoGlobuline contro il glutine positiva in maniera “sospetta”…

Al che le chiedo: “ma qualcuno le ha mai detto che tutte queste allergie puntano al cibo come causa dei suoi dolori?
Che è il Colon che spinge sulla schiena e le da dolori?
E che da li i dolori si manifestano sulla cervicale?”

“Ma lo sa che lei ha sicuramente un problema attinente allo spettro celiaco?”

Lei mi guardava come si guarderebbe un alieno.
Perché nessuno prima aveva mai sospettato che ci potesse essere un collegamento…

Ho così vergato una delle mie ricette prestampate (dove ci sono tutti gli esami che prescrivo) segnandole nuovamente tutte le ImmunoGloblunine per certificare la celiachia, il DQ2 e DQ8 (per vedere se c’è una predisposizione genetica) e le IgE per le LTP di grano (ma lei mi diceva di avere problema con la pesca e ho segnato anche le LTP di pesca per sicurezza).

Le ho anche segnato un esame (recaller) che valuta/conferma sia la Gluten Sensitivity, che l’allergia al Nichel solfato che i problemi con i latticini (in quanto non allattata al seno…) .
Se n’è andata frastornata, perché nemmeno io le ho “toccato la pancia” né l’ho pesata né gli ho prescritto alcuna dieta da fare.
Perché se le dico di togliere il glutine e i latticini e i cibi contenente Nichel, c’è il rischio che l’esame prescrittole risulti negativo, e non mi permetterebbe di farle una diagnosi “difensiva”.

E cos’è la diagnosi “difensiva”?

Ho percepito il bisogno di questa paziente di essere “protetta” rispetto ad altre diagnosi, inappropriate e sbagliate… E dall’assalto di coloro (“fibromialgisti”) che – come gli uccelli di questo post – attendono qualcuno da etichettare come Fibromialgica senza alcun tipo di anamnesi.

E senza esami che questa diagnosi possono possano confermarla o smentirla.

Perciò, su carta intestata, ho scritto ciò che penso.
Ovvero che lo spettro celiaco, le poliallergie e il loro rapporto con il cibo erano la causa dei dolori.

Penso di aver fatto un buon lavoro investigativo, clinico, di riassemblare ciò che era sparso per fare una DIAGNOSI di causa.
Ma se devo essere totalmente sincero, penso se ne sia andata via delusa…

Mi ha però lasciato tante domande.
Per esempio, quale meccanismo automatico anima alcuni professionisti nella facilità di fare la diagnosi superficiale e prescrivere una cura senza una diagnosi certa?

MA mi fermo qui…
E mi domando se è capitato anche a te qualcosa di simile.

Di episodi come questo ne parla spesso in questa piccola comunità italiana di Professionisti esercenti un’Arte liberale sanitaria, fatta di Medici, Nutrizionisti, Dietisti, Fisioterapisti, Farmacisti, Osteopati, Coach …
… questo piccolo esercito che cresce ogni giorno di più …
… che studia l’universo UOMO (ma anche donna) alla luce degli insegnamenti di Ippocrate …
… e delle recenti scoperte del Micro e MICObiota.

Questi eroi anticonformisti che si pongono sotto la bandiera della MEDICINA FUNZIONALE, e che rifiutano l’idea della diagnosi di superficie, che vanno alla ricerca delle cause profonde e che si trovano in tutta ITALIA.

E si stanno riunendo.

Sai cos’ho deciso?
Te li farò conoscere.
Uno per uno.
Specialità per specialità.

Perché CI SIAMO ROTTI I CABBASISI delle cose fatte in fretta e fatte male. Perché ci siamo rotti … che si rovini il rapporto medico-paziente e la salute della popolazione.

E perché siamo tutti convinti che la tua salute vale!

Scritto a mezzanotte… se ha un senso per te, condividilo liberaMente 🙂

Rivoluzione Microbiota:

Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

La vitamina D ha un ruolo protettivo nella salute dell’intestino

La VITAmina D è UN pro-ormone sintetizzato dalla pelle a partire dal 7deidro-COLESTEROLO sotto l’influenza dei raggi UVB.
Ed è esponendo il proprio corpo alle radiazioni UVB (in certi momenti della giornata, in certe stagioni, a certe latitudini) per 15-20 minuti si possono produrre fino a 250 mcg di vitamina D (pari a 10.000 UI).

E chissà quante volte ti è capitato in estate di produrne molto di più 😉

Ed ecco che coloro che – per stagione, latitudine … o perché chiusi dentro casa (di riposo?) – hanno un’esposizione minima o assente alla luce solare, PER OTTENERE la VITAmina D devono farlo attraverso dieta o integrazione.

Per buona pace dei “guru puristi”….

La VITAmina D promuove l’assorbimento intestinale di calcio e fosfato ed è fondamentale per la crescita e il rimodellamento osseo, ma gli EFFETTI FISIOLOGICI si estendono BEN OLTRE il suo ruolo classico nell’Omeostasi delle Ossa.

Per questo il MINISTERO e AIFA dovrebbero AGGIORNARE il loro “sistema operativo” alla letteratura più moderna e piuttosto che vedere uno spreco nella prescrizione fatta “a membro cinofilo” (tipo una o due volte al mese) delle fiale di VITAmna D (che costano 4 volte più delle gocce…).

E dovrebbero piuttosto punire L’ECCESSO DI GASTROPROTETTORI STATINE E ANTIBIOTICI che NonCeLaFaccioPiùADirloInTutt’italia! 🙂

Si avrebbe un risparmio di risorse pubbliche molto superiore che non …FRENARE … la terapia con la VITAmina D.
Perché poi …. A dire castronerie … e a passare per ignoranti non aggiornati … ci vuole un attimo, minando così il rapporto tra paziente, medico e Ministero della Sanità/AIFA …

Ma andiamo per ordine.

La VITAmina D gioca un ruolo vario e dinamico nella regolazione del sistema immunitario, nella promozione di cellule anti-infiammatorie e stimola effetti antimicrobici dei macrofagi.

Non dovrebbe sorprendere quindi che stia emergendo come FATTORE CHIAVE nella patogenesi di vari disturbi autoimmuni. Come nelle malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD): Crohn e rettocolite ulcerosa (RCU) in testa.

La VITAmina D ha dimostrato di agire su più livelli del tratto gastrointestinale: sulla barriera intestinale, sulla immunità intestinale e sul Microbiota intestinale.

1) BARRIERA INTESTINALE

La VITAmina D protegge l’integrità della barriera intestinale contro gli “attacchi” infettivi e pro-infiammatori.Ad esempio, topi carenti di vitamina D, sottoposti ad infezione da E. coli e “colite indotta sperimentalmente” presentano disfunzione della barriera intestinale.

Studi simili hanno dimostrato che nelle cellule del COLON UMANO danneggiate da E. coli o lipopolisaccaride (LPS)l’aggiunta di VITAmina D riduce sensibilmente il danno.

Sempre su cellule umane (biopsie di pazienti con RCU) il trattamento in vitro con VITAmina D protegge la barriera intestinale regolando le proteine delle giunzioni strette (che rendono la barriera impermeabile, giungendo strettamente le cellule tra loro).

2) SISTEMA IMMUNITARIO

La vitamina D ha effetti su due “sistemi” immunitari: quello innato (che nasce con noi) e quello adattivo (che impara nel corso del tempo).
Nei monociti umani e nelle cellule epiteliali stimola l’espressione di molecole pro-difensive e antimicrobiche, come la cathelicidina, che sono risultate aumentate nel pazienti con RCU e Crohn in due studi randomizzati e controllati (RCT).

La vitamina D può anche svolgere un ruolo nel promuovere la tolleranza immunitaria ed ha effetti sulla riduzione delle citochine proinfiammatorie (IL-23) e aumenta quelle anti-infiammatorie.
Nel sistema immunitario “adattativo”, la VITAmina D controlla la proliferazione delle cellule coinvolte nell’infiammazione gastrointestinale, inibendo le cellule pro-infiammatorie e promuovendo quelle anti-infiammatorie.

3) MICROBIOTA INTESTINALE

Il microbiota intestinale è un altro potenziale bersaglio terapeutico della VITAmina D: la perdita di segnalazione da parte del recettore della VITAmina D (VDR) provoca disbiosi microbica nei topi, disbiosi che regredisce proprio con la VITAmina D …

Un recente studio in adulti sani ha esplorato il cambiamento della composizione del microbiota intestinale e i livelli sierici di vitamina D, dimostrando che gli individui con il più alto apporto di VITAmina D avevano maggiore presenza di Prevotella e Megasphaera, e minore abbondanza di Haemophilus e Veillonella (non proprio “batteri buoni”…)

In un altro studio, l’integrazione di VITAmina D ad alte dosi ha aumentato la ricchezza batterica nel tratto gastrointestinale superiore con consensuale diminuzione dell’abbondanza di Gammaproteobacteria (non proprio “batteri buoni”…).

Studi più ampi che esplorano l’effetto della vitamina D sulla composizione e funzione del microbioma intestinale e i conseguenti effetti sulla IBD clinica sono necessari per avere risultati più che consistenti.

Adesso, se consideri che le malattie infiammatorie croniche dell’intestino sono basate su un eccesso di “infiammazione”, sono caratterizzate da una disbiosi e dalla conseguente “rottura” e “permeabilità” della parete intestinale …
… e che le ALTERAZIONI GENETICHE del recettore (VDR) della VITAmina D sono una delle alterazioni PIÙ FREQUENTI NELLA RCU e nel Crohn …
… sarebbe da sciocchi non approfittare di questa SPLENDIDA ed ECONOMICA VITAmina, no?

Ho già scritto in un altro post (vedi link alla fine) i miei tre consigli su come integrare con VITAminaD, N-acetilcisteina e curcumina.

A questo aggiungo TRE SUGGERIMENTI:

      1. Cerca un dietista-nutrizionista che sappia gestire una DIETA ANTI-INFIAMMATORIA.
        Se hai una IBD e non ti hanno suggerito UNA DIETA ANTI-INFIAMMATORIA, cambia curante e cambia ospedale.
        La letteratura INTERNAZIONALE da indicazioni su DIETA come fonte principale della terapia in OGNI MALATTIA GASTROINTESTINALE.
        Cerca un dietista-nutrizionista per la DIETA ANTI-INFIAMMATORIA, ce ne sono di validi in tutt’italia.
      2. INTEGRA CON CURE PROBIOTICHE E PREBIOTICHE.
        Sapendo che la disbiosi è PARTE INTEGRANTE del meccanismo della malattia, devi cercare chi ti imposta il giusto protocollo su misura.
        E NON CHIEDETEMI QUAL È IL MIGLIOR PROBIOTICO, perché ce ne sono tantissimi in commercio (alcuni farlocchi, altri inutili e costosi, altri efficaci!)
      3. CONTINUA A SEGUIRE questa pagina di grauita divulgazione medica e scientifica.
        È AMPLIFICATORE del malcontento di un esercito di esercenti una professione sanitaria (medici, nutrizionisti, dietisti, fisioterapisti, osteopati, naturopati eccetera) ma anche di SEMPLICI CITTADINI che si sentono ORFANI di un sistema sanitario TOTALMENTE IN MANO A BUROCRATI politici.

Se anche tu ti senti SFRUTTATO o dimenticato dal (già morente) SSN, condividi liberaMente ogni singolo post che riteni utile, interessante o di pubblica utilità.

Perché la tua salute VALE !

Rivoluzione Microbiota:

Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Dott.ssa Livia Emma – dietistaStudio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT


LINK ai miei post su RCU CROHN E VITAMINA D

    1. Rcu, Crohn e l’importanza della assunzione giornaliera di vitamina D
    2. 4.000 UI di Vitamina D al giorno? Tolgono la Rettocolite Ulcerosa di torno!
    3. Qui tutti i miei articoli sulla vitamina D

LINK AI LAVORI ORIGINALI:

Tutte le malattie nascono nell’intestino …

E tutti i medici si dovrebbero aggiornare costanteMente!

lo diceva Ippocrate più di duemila anni fa che tutte le malattie nascono dell’intestino.
Oggi – anzi dobbiamo parlare degli ultimi anni – abbiamo una conferma scientifica ratificata dalla letteratura internazionale, che nell’intestino si gioca la partita per la prevenzione di tutte le malattie.
Tutte tutte?
Si tutte!
Genetiche, metaboliche, degenerative, allergiche, autoimmuni, tumorali.
Tutte legate all’infiammazione.

Se ne parli col tuo curante si metterà a ridere.
Se gli dici Intestino Permeabile, Disbiosi o Microbiota, stai certo che la sua mano correrà immediatamente a vergare – sul suo ricettario – la miglior composizione di pilloline o goccine per l’ansia, per lo stress, o la depressione.

O, se sei fortunato, i migliori farmaci sintomatici che il mercato ti offre e il SSN ti passa gratis.
Peccato che dalle mie parti si dice che di quello che è gratis ti devi fidare poco…

Avendo avuto l’onore, oggi, di seguire un meraviglioso Congresso Scientifico con personaggi italiani meravigliosi, lo posso affermare con più decisione di ieri:
Più voci hanno confermato che la classe medica non è omogenea per preparazione e aggiornamenti.

Ne scriverò nei prossimi post.
E ti posterò anche la video relazione del Prof Alessio Fasano, autorità mondiale sulla Celiachia, che oggi ha emozionato tutti noi presenti qui 🥰

Grato all’universo di essere accompagnato in questo viaggio istruttivo da amici e colleghi validi, come Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista e Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista.

Continua a seguire la pagina e condividi liberamente tutto quello che pubblico in quanto di pubblica utilità.
E perché la tua salute vale!

 

Obesità, Diabete, Microbiota… La sfatiamo la favoletta delle chilocalorie?

 

OBESITÀ, DIABETE, MICROBIOTA … LA SFATIAMO LA FAVOLETTA DELLE CHILOCALORIE? . In questa intervista di APPENA 5 ANNI FA il Prof Gasbarrini – Professore Ordinario di Gastroenterologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, Policlinico Gemelli di Roma – smonta la favoletta delle chilocalorie. . Spiega che nei pazienti obesi il #microbiota intestinale è molto diverso dai pazienti non obesi, e lo stesso si è visto dei pazienti diabetici. . Ma come fanno questi "esserini ini ini" a farci ingrassare? . Semplice .Tramite un sistema di segnalazione tra colon e cervello-fegato-pancreas-tessuto adiposo (nutrient sensor pathway) con cui semplicemente comunicano: "TUTTO QUELLO CHE MANGI ASSORBILO". . Come. Spiegarlo semplicemente?. Prendiamo la colazione tipica Italiana come ce la "spaccia" il Tg2 dell'altro giorno – cornetto e cappuccio per intenderci – che contiene ZERO FIBRE, ed è ricco di ZUCCHERI e GRASSI a rapido assorbimento. Il microbiota colico si nutre di FIBRE e sentendo che NON GLI ARRIVA il CIBO, manda segnali tramite il "nutrient sensor patway" per fare in modo che TUTTO QUELLO CHE SI MANGERA' A PRANZO O A CENA venga totalmente assorbito ("effetto del secondo pasto"). . Questo cosa vuol dire? . Che il concetto di CALORIA ha poco senso. E se il tuo nutrizionista ti propone il latte scremato e tre fette biscottate col velo di marmellata… Sai già che devi cercartene un altro… .E SE FINO A 10/15 ANNI FA ERANO POCHI I PROFESSIONISTI CHE SI OCCUPAVANO DI MICROBIOTA, ADESSO SE NE OCCUPANO PRATICAMENTE TUTTI.Ma chi si dovrebbe occupare di microbiota SECONDO l'opinione del prof. GASBARRINI (5 anni fa)? . TUTTI I PROFESSIONISTI CHE HANNO A CHE FARE CON L'APPARATO DIGERENTE. . 1) Quelli che si occupano di gastrite e helicobacter pilory (che solamente in una parte dei pazienti è causa di ulcere, gastriti e cancro), . 2) quelli che si occupano di esofagite da reflusso, esofagite causata dai batteri, . 3) quelli che si occupano della malattia celiaca, perché se la barriera intestinale è danneggiata quei batteri traslocano dall'intestino verso il "dentro"… . 4) quelli che si occupano di COLON IRRITABILE (intestino please), Crohn e RCU perché sono malattie caratterizzata da abnorme reazione immunitaria contro i batteri intestinali, . 5) quelli che si occupano di diverticolite, di obesità, di diabete, di sindrome metabolica eccetera eccetera… . E quando domani domanderai al tuo terapeuta/nutrizionista/curante informazioni sul microbiota… E potresti sentirti rispondere: "micro… Che?"Oppure: "è impossibile" o "non c'entra niente".O la peggiore delle risposte: "No, non ci credo al microbiota" (come un ateo convinto…)…. ti suggerirei di scappar via il più velocemente possibile….Anzi, stai attento, perchè se pronunci "microbiota", "disbiosi" o "vitamina D"… le goccine e/o le pilloline per l'ansia vengono immediatamente vergate sul ricettario..Per questa epidemia di riduzionismo dogmatico, la prima soluzione sarebbe l'aggiornamento obbligatorio (ECM) dei diagnosti e dei curanti. .O un aggiornamento del sistema operativo all'era moderna….So che queste cose non le dice nessuno, e non te le dirà nessuno.Ma io sono diverso.E Questa pagina è diversa.. Perché dopo 25 anni di studi sul microbiota che sono accessibili GRATUITAMENTE ONLINE o nei corsi di aggiornamento…. Nessuno può IN PIENA ONESTÀ INTELLETTUALE dire "NON CI CREDO". . Ne avevo già parlato qui: m.facebook.com/story.php?story_fbid=2574055706174989&id=1586526338261269. Se giungi per la prima volta su QUESTA PAGINA DI GRATUITA DIVULGAZIONE MEDICA E SCIENTIFICA, sappi che è gestita da UN CHIRURGO ADDOMINALE D'URGENZA siculo (sentirmi chiamare gastroenterologo mi offende), che si occupa delle panze dei suoi assistiti..Che è stato educato ed addestrato a cercare nell'intestino le cause di ansia, depressione e di tutte le patologie connesse all'intestino irritabile (non "colon irritabile", per favore).E che oggi può finalmente affermare che QUESTE COSE NON LE DICO SOLO IO..C'è un esercito di ESERCENTI una professione sanitaria – biologi, medici, nutrizionisti, osteopati, fisioterapisti, psicologi, coach AGGIORNATI – che legge la letteratura che fa della medicina una SCIENZA ma anche UN'ARTE. . E che la pensa come me Sono gli ATTORI della #rivoluzione #microbiota :).Continua a seguire questa pagina e condividi liberamente ogni singolo posto che trovi interessante.Perchè è di pubblico interesse..E perchè cosi agisci il ruolo attivo di AMPLIFICATORE umano di quello che oggi sappiamo dell'uomo, ma che altri (per interessi? Per motivi economici?) vogliono che tu non sappia..Perchè un paziente guarito è un cliente perso.E perchè la tua salute vale !.#latuasalutevale #dottgabrieleprinzi #ippocrate #amie #metabolicamente #amie #dietagift #metodotrabucco #liberidalreflusso.P.s: questo il commento"contenuto" dell'amico e collega Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista sulle sciocchezze pseudoscientifiche dietologiche del Tg2: www.facebook.com/511379718999958/posts/1535557456582174/

Pubblicato da Dr. Gabriele Prinzi su Mercoledì 6 novembre 2019

In questa intervista di APPENA 5 ANNI FA il Prof Gasbarrini – Professore Ordinario di Gastroenterologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, Policlinico Gemelli di Roma – smonta la favoletta delle chilocalorie.

Spiega che nei pazienti obesi il Microbiota intestinale è molto diverso dai pazienti non obesi, e lo stesso si è visto dei pazienti diabetici.

Ma come fanno questi “esserini” a farci ingrassare?

Semplice .
Tramite un sistema di segnalazione tra Colon e Cervello-Fegato-Pancreas-tessuto adiposo (Nutrient Sensor Pathway) con cui semplicemente comunicano: “TUTTO QUELLO CHE MANGI ASSORBILO”.

Come.
Spiegarlo semplicemente?

Prendiamo la colazione tipica Italiana come ce la “spaccia” il Tg2 dell’altro giorno – cornetto e cappuccio per intenderci – che contiene ZERO FIBRE, ed è ricco di ZUCCHERI e GRASSI a rapido assorbimento.
Il Microbiota Colico si nutre di FIBRE e sentendo che NON GLI ARRIVA il CIBO, manda segnali tramite il “Nutrient Sensor Patway” per fare in modo che TUTTO QUELLO CHE SI MANGERÁ A PRANZO O A CENA venga totalmente assorbito (“effetto del secondo pasto”).

Questo cosa vuol dire?

Che il concetto di CALORIA ha poco senso.
E se il tuo nutrizionista ti propone il latte scremato e tre fette biscottate col velo di marmellata…
Sai già che devi cercartene un altro…

E SE FINO A 10/15 ANNI FA ERANO POCHI I PROFESSIONISTI CHE SI OCCUPAVANO DI MICROBIOTA, ADESSO SE NE OCCUPANO PRATICAMENTE TUTTI.
Ma chi si dovrebbe occupare di Microbiota SECONDO l’opinione del prof. GASBARRINI (5 anni fa)?

TUTTI I PROFESSIONISTI CHE HANNO A CHE FARE CON L’APPARATO DIGERENTE.

➡ Quelli che si occupano di Gastrite e Helicobacter Pilory (che solamente in una parte dei pazienti è causa di Ulcere, Gastriti e Cancro),

➡ quelli che si occupano di Esofagite da reflusso, Esofagite causata dai batteri,

➡ quelli che si occupano della malattia Celiaca, perché se la barriera intestinale è danneggiata quei batteri traslocano dall’intestino verso il “dentro”…

➡ quelli che si occupano di COLON IRRITABILE (intestino please), Crohn e RCU perché sono malattie caratterizzata da abnorme reazione immunitaria contro i batteri intestinali,

➡ quelli che si occupano di diverticolite, di obesità, di diabete, di sindrome metabolica eccetera eccetera…

E quando domani domanderai al tuo Terapeuta/Nutrizionista/Curante informazioni sul Microbiota…
E potresti sentirti rispondere: “micro… Che?”
Oppure: “è impossibile” o “non c’entra niente”.
O la peggiore delle risposte: “No, non ci credo al Microbiota” (come un ateo convinto…).

… ti suggerirei di scappar via il più velocemente possibile… .

Anzi, stai attento, perché se pronunci “Microbiota”, “Disbiosi” o “Vitamina D”… le goccine e/o le pilloline per l’ansia vengono immediatamente vergate sul ricettario.

Per questa epidemia di riduzionismo dogmatico, la prima soluzione sarebbe l’aggiornamento obbligatorio (ECM) dei diagnosti e dei curanti.

O un aggiornamento del sistema operativo all’era moderna…

So che queste cose non le dice nessuno, e non te le dirà nessuno. Ma io sono diverso.
E Questa pagina è diversa.

Perché dopo 25 anni di studi sul Microbiota che sono accessibili GRATUITAMENTE ONLINE o nei corsi di aggiornamento….
Nessuno può IN PIENA ONESTÀ INTELLETTUALE dire “NON CI CREDO”.

Ne avevo già parlato qui:

Colon, cervello, disbiosi e “intestino irritabile”– Parte 1 –

Se giungi per la prima volta su QUESTA PAGINA DI GRATUITA DIVULGAZIONE MEDICA E SCIENTIFICA, sappi che è gestita da UN CHIRURGO ADDOMINALE D’URGENZA siculo (sentirmi chiamare gastroenterologo mi offende), che si occupa delle panze dei suoi assistiti.

Che è stato educato ed addestrato a cercare nell’intestino le cause di ansia, depressione e di tutte le patologie connesse all’intestino irritabile (non “colon irritabile”, per favore) .
E che oggi può finalmente affermare che QUESTE COSE NON LE DICO SOLO IO.

C’è un esercito di ESERCENTI una professione sanitaria – Biologi, Medici, Nutrizionisti,  Osteopati, Fisioterapisti, Psicologi, Coach AGGIORNATI – che legge la letteratura che fa della medicina una SCIENZA ma anche UN’ARTE.

E che la pensa come me Sono gli ATTORI della Rivoluzione Microbiota 🙂 Continua a seguire questa pagina e condividi liberamente ogni singolo posto che trovi interessante.
Perché è di pubblico interesse.

E perché così agisci il ruolo attivo di AMPLIFICATORE umano di quello che oggi sappiamo dell’uomo, ma che altri (per interessi? Per motivi economici?) vogliono che tu non sappia.

Perché un paziente guarito è un cliente perso.
E perché la tua salute vale !

Ps:
Questo il commento “contenuto” dell’amico e collega Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista sulle sciocchezze pseudoscientifiche dietologiche del Tg2:

www.facebook.com/511379718999958/posts/1535557456582174/

Rivoluzione Microbiota: Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

 

Adotta ed ama il tuo Microbiota

Sei un’amante di cani e gatti abbandonati ?
Allora non puoi non amare i miliardi di “animaluzzi” che vivono dentro e sopra di te.

Esiste una “creatura” che condivide con te cibo e abitudini, ti segue nei viaggi e si è evoluta con te dalla nascita, fino a sapere esattamente cosa ti piace e cosa no.

Suonerà strano ma è responsabile del tuo umore, comprese ansia, depressione o felicità.
E ti dice cosa mangiare e cosa no, agendo sulle tue emozioni e sul circuito inconscio della gratificazione (gluteomorfine e caseomorfine) , fino al punto di spingerti ad aprire il frigo alle tre di notte!
No, non sto parlando del tuo cane o gatto, dei tuoi figli o della suocera, ma del tuo Microbiota.

Una enorme comunità di “esserini” (batteri, lieviti, protozoi, eccetera) milioni di volte più piccoli, invisibili a occhio nudo, e “indifesi”.
Forme di vita primitive, i primi abitanti della terra, che abitano “sopra e dentro” di noi dalla nascita dell’uomo, e che fanno lo stesso “sopra e dentro” ogni essere appartenente al genere “animalia”.
Sono piccoli teneri ed indifesi e cercano le tue coccole ?
Se pensi che sono così piccoli da non avere influenza sul corpo e sulla salute umana, sappi che non esiste informazione più sbagliata!

Per anni li abbiamo ignorati o sottovalutati, ligi al preistorico dogma che l’unico batterio buono è quello morto, finché non abbiamo scoperto che non possiamo vivere senza di loro.
Trasmessi dalla mamma alla prole, senza di loro ci sviluppiamo male e predisposti alle malattie.

Queste informazioni, a cui nessuno può onestamente negare di avere accesso accademico e formale, sono purtroppo sconosciute a parecchi medici e specialisti, che conoscono solo l’antibiotico anche per le ferite ad un dito.
Antibiotici, con cui fanno danni incalcolabili e imprevedibili (ma prevenibili, se non hai il cervello di un brontosauro).

La dieta che fai, gli antibiotici che assumi (anche con il cibo che mangi) e l’ambiente in cui vivi, le emozioni tossiche che vivi, possono influenzarne la qualità e quindi le funzioni.
Anzi, un quarto dei farmaci più comunemente usati li “fa fuori” o ha effetti sulla crescita di – almeno – una specie del Microbioma. I gastroprotettori in testa, ma anche farmaci per l’ipertensione e il diabete e l’ansia.

Quindi i farmaci inutili – frutto di diagnosi frettolose e sbagliate – peggiorano le malattie quando invece non le producono…

Se ti hanno fatto una diagnosi di gastrite 10 o 20 anni fa, e ancora prendi un gastroprotettore – che ci vuole un’eternità per digerirlo – e non riesci a staccarlo, allora devi approfondire negli articoli qui sotto.:

Amoxicillina, Claritromicina e Pilera eradicano l’Helicobacter da mane a sera.

 

Lo stomaco è sterile?

L’allattamento al seno protegge il lattante, la saliva del lattante protegge la mamma

Leggi, approfondisci e condividi liberamente ogni singolo post che trovi interessante perché è di pubblica utilità.
E perché la tua salute vale!

Rivoluzione Microbiota: Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Come la candida controlla il metabolismo

La storia dell’uomo che autoproduceva alcol

Per la serie “cose incredibili ma vere”, stamattina ti racconto questa.

Un uomo di circa 40 anni viene fermato con l’accusa di guida in stato di ebrezza. Giurava e spergiurava di non avere toccato un goccio di alcol, ma i poliziotti non gli hanno chiaramente creduto.

Sottoposto all’alcol test in ospedale, nemmeno i medici – almeno all’inizio – hanno creduto alla sua versione: sembrava avesse bevuto un sacco di alcol!

Alla fine, i ricercatori dell’università di New York sono arrivati alla verità: nel suo intestino hanno trovato un lievito (muffa o candida) che convertiva i carboidrati, ingeriti come alimenti, in alcol.

Praticamente un lievito che fermentava gli zuccheri in alcol.

Come quando mangi frutta a stomaco vuoto, ma questa volta nell’intestino.

Così, a questo signore, è stata diagnosticata una condizione medica rara nota come “Auto-Brevery Syndrome” o ABS (nulla a che fare coi freni della macchina!) o “Sindrome della Fermentazione Intestinale”.

La cosa è stata pubblicata sul British Medical Journal come condizione rara.

Ma come ci sono arrivati?

I ricercatori del Richmond University Medical Center hanno capito il problema (altro che cattedratici italiani…) hanno ipotizzato che gli antibiotici assunti anni prima dal paziente per curare un’infezione al pollice, avessero alterato il suo Microbioma Intestinale, permettendo ai funghi di crescere nel suo tratto intestinale.

E allora io mi domando:
👿 ma come diavolo fai a prescrivere un antibiotico per bocca a uno che ha una ferita al pollice?
👿 Non sai che ci sono antibiotici per uso locale?

Mi riferisco a te, che oggi mi hai scritto un’Email ed hai interrotto una cura probiotica perché il curante ti ha prescritto una terapia antibiotica per bocca per una ferita ad un dito .

E nel 2019, come fai onestamente a non conoscere gli effetti degli Antibiotici sul Microbiota?
Come può onestamente un curante permettersi oggi di non essere aggiornato sul Microbiota ?

Perché gli Antibiotici fanno scattare la sovrappopolazione di Candide e Funghi e Muffe nell’Intestino, mentre gli Antimicotici (dati allegramente alle donne con infezioni vaginali) fanno invece spostare l’equilibrio verso un eccesso di batteri.

In entrambi i casi si ha uno squilibrio.

Ma con i quintali di farmaci che prendono gli italiani come se ne accorgono?

Il segno è la pancia gonfia dopo pochi minuti da un pasto (riduzione di Bifidobatteri, riduzione di Lattobacilli).

Se aggiungi che con ogni Antibiotico molti curanti aggiungono il Gastroprotettore, inutile se non dannoso in questi casi. (così dicono AIGO, AIFA e FIMMG) .

Con le quintalate di Gastroprotettori che in Italia i pazienti assumono a comando – senza farsi domande – se ti gonfia la pancia quando mangi pasta pane pizza o dolci…
Chissà, forse non è poi così rara questa sindrome.
No?

Siamo nel 2019, chi non conosce il Microbiota necessita di un aggiornamento serio.
Aggiornamento culturale.
Aggiornamento cerebrale.
Abbandona il pleistocene e chi ci vive, per carità!
Te lo ripeto in quasi ogni post.

Cerca un vero Medico Ippocratico se hai bisogno, uno aggiornato, uno serio, che ti ascolta e ti fa domande.
Che capisce dov’è il problema e te lo risolve.

Perché una visita medica è né più né meno che una consulenza.
E la consulenza va fatta con professionisti capaci.
Altrimenti la paghi due volte…
Perché la tua salute vale!

 

Link all’articolo del corriere:

La storia dell’uomo sempre ubriaco che autoproduce birra nel suo corpo

 

Sapevi che il cacao contrasta l’infiammazione e abbassa i trigliceridi?

L’assorbimento dei Flavonoli del Cacao nell’Intestino Tenue è limitato.

E raggiunge il colon dove diventa cibo del Microbiota residente (i batteri “buoni”).

I prebiotici rappresentano il “mangime” dei batteri; stimola la loro crescita e i batteri buoni ne vanno letteralmente ghiotti!

In uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato del 2011 è stata valutato il consumo giornaliero di una bevanda a base di cacao per 4 settimane.

Questa bevanda ha aumentato significativamente i Bifidobatteri, e i Lattobacilli e al contempo diminuito significativamente la quantità di Clostridi (batteri cattivissimi che si beccano quelli che assumono Gastroprotettori da anni). Cioè, sono aumentati i batteri buoni, sono diminuiti i batteri cattivi. .

Questi cambiamenti del Microbiota sono anche stati accompagnati da significative riduzioni dei Trigliceridi e dalla riduzione della proteina C-Reattiva (PCR), un indicatore epatico dell’infiammazione sistemica e generalizzata. Ed un indicatore per il rischio di infarti. .

Questo vecchio studio del 2011 mostra, per la prima volta, che il consumo di Flavanoli di Cacao può influenzare in modo significativo il crescita della Microflora Intestinalee che i Lattobacilli riducono il rischio cardiologico!
Ma… Il Cacao e il Cioccolato sono due cose diverse…

Anche se molti studi scientifici confermano che il Cacao è cibo Probiotico per i nostri Microbiomi Intestinali, il Cacao non è uguale al Cioccolato, anzi è spesso un ingrediente minore  🙁

Gli estratti di Cacao utilizzati nelle ricerche scientifiche però non contengono gli alti livelli di Zucchero e Grasso saturi presenti delle barrette di Cioccolato.

Giacché il nostro Cervello è stato studiato approfonditamente, e le aziende sanno che lo Zucchero crea 8 volte più dipendenza della Cocaina, parecchie aziende usano alte dosi di dolcificanti e grassi proprio per creare dipendenza nei bambini (non solo a loro… ).

Polvere di Cacao senza zucchero o Cioccolato Fondente ad alto contenuto di Cacao (almeno superiore all’85%) sono le alternative più vicine al Cacao utilizzato in questi studi. .

Consumato in moderazione, il Cioccolato favorisce i batteri buoni e in intestino sano. .

Le quantità “scientificamente” più opportune?
Dipende molto dallo stato di salute e dalle caratteristiche personali di ciascuno di noi.

Affidati ad un esperto e continua a seguire la pagina. E condividi liberamente ogni singolo post che trovi interessante.

Perché la tua salute vale!


Rivoluzione Microbiota:

Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Dott.ssa Livia Emma – dietistaStudio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

La carne fa bene o fa male? Qual è la verità? Risponde il dott. Andrea Delemont

 

 

LA CARNE FA BENE O FA MALE? QUALE LA VERITÀ? RISPONDE IL DOTT. ANDREA DELEMONT..E' da anni ormai che le notizie riguardo la carne – se fa bene o fa male – si rìncorrono tra TV, riviste, specialisti… e hanno il potere di farci spaventare e preoccupare..MA qual'è la verità?.L'univa verità è che esistono più tipi di carne, di cui una (#Grassfed) molto pregiata e ricca di micronutrienti, con proprietà molto diverse da quella che mangia il 99% delle persone..E anche se ti rifornisci da un macellaio fidato, magari un tuo amico o un familiare, fai comunque attenzione! Perchè sono ancora pochissime le macellerie che vendono questo tipo di carne, che per le sue caratteristiche è ancora difficile da trovare nella grande distribuzione..Gli studi scientifici più recenti suggeriscono che i micronutrienti di questa carne possano aiutare nel DIMAGRIRE, AVERE più ENERGIE, e prevenire malattie quali il DIABETE, giusto per citarne una..Però, perchè molti nutrizionisti e medici suggeriscono di mangiarne poca?Interessi economici? Ignoranza? Altro???.Dopo il video del Dott. Troiani – cardiologo – sulla vitamina K2, ti presento Il Dott. Andrea Delemont, specialista in nutrizione umana, altro membro del direttivo della #AMIE (Associazione Italiana Medici Evoluzionisti), di cui mi onoro di far parte..In questa breve intervista spiega chiaramente che esistono più tipi di carne, di cui una molto pregiata e ricca di micronutrienti..Questo è il link al video originale: www.rainews.it/tgr/rubriche/officina-italia/video/2019/10/ContentItem-a0fd8b16-0caf-4f1f-9008-a2daec8cd790.html.Questa è la sua pagina personale https://www.facebook.com/dottor.delemont.E questo il link alla pagina della neonata AMIE https://www.facebook.com/medicievoluzionisti/.Se sei qui per la prima volta, ti ricordo che questa PAGINA DI GRATUITA DIVULGAZIONE MEDICA E SCIENTIFICA – gestita da un "medico delle panze" siculo – è parte di un network di professionisti ESERCENTI UNA PROFESSIONE SANITARIA – medici, psicologi, biologi nutrizionisti, fisioterapisti, osteopati, ostetriche, farmacisti eccetera..Siamo un piccolo esercito in crescita, attenti alla valutazione dell'UNIVERSO UOMO in toto, attenti alla lezione del Padre Ippocrate e alle lezioni dell'Evoluzione umana, con un orecchio attento alle scoperte scientifiche PIÙ ATTUALI..Benvenuta/o nella #rivoluzione #microbiota..Condividi liberaMente ciò che pubblichiamo perchè è di pubblico interesse e deve raggiungere più persone possibili..Perchè la tua salute vale 🙂 ;).#latuasalutevale #dottgabrieleprinzi #Ippocrate #metabolicamente #metodotrabucco #dietagift

Pubblicato da Dr. Gabriele Prinzi su Domenica 20 ottobre 2019

 

È da anni ormai che le notizie riguardo la carne – se fa bene o fa male – si rincorrono tra TV, riviste, specialisti… e hanno il potere di farci spaventare e preoccupare.

MA qual è la verità?

L’univa verità è che esistono più tipi di carne, di cui una (Grassfed) molto pregiata e ricca di micronutrienti, con proprietà molto diverse da quella che mangia il 99% delle persone.

E anche se ti rifornisci da un macellaio fidato, magari un tuo amico o un familiare, fai comunque attenzione!
Perché sono ancora pochissime le macellerie che vendono questo tipo di carne, che per le sue caratteristiche è ancora difficile da trovare nella grande distribuzione.

Gli studi scientifici più recenti suggeriscono che i micronutrienti di questa carne possano aiutare nel DIMAGRIRE, AVERE più ENERGIE, e prevenire malattie quali il DIABETE, giusto per citarne una.

Però, perché molti nutrizionisti e medici suggeriscono di mangiarne poca? Interessi economici?
Ignoranza o Altro?

Dopo il video del Dott. Troiani – cardiologo – sulla vitamina K2, ti presento Il Dott. Andrea Delemont, specialista in nutrizione umana, altro membro del direttivo della AMIE (Associazione Italiana Medici Evoluzionisti), di cui mi onoro di far parte.

In questa breve intervista spiega chiaramente che esistono più tipi di carne, di cui una molto pregiata e ricca di micronutrienti.

Riferimenti:

Se sei qui per la prima volta, ti ricordo che questa PAGINA DI GRATUITA DIVULGAZIONE MEDICA E SCIENTIFICA – gestita da un “medico delle panze” siculo – è parte di un network di professionisti ESERCENTI UNA PROFESSIONE SANITARIA – Medici, Psicologi, Biologi Nutrizionisti, Fisioterapisti, Osteopati, Ostetriche, Farmacisti eccetera.

Siamo un piccolo esercito in crescita, attenti alla valutazione dell’UNIVERSO UOMO in toto, attenti alla lezione del Padre Ippocrate e alle lezioni dell’Evoluzione umana, con un orecchio attento alle scoperte scientifiche PIÙ ATTUALI.

Benvenuta/o nella Rivoluzione Microbiota.

Condividi liberaMente ciò che pubblichiamo perché è di pubblico interesse e deve raggiungere più persone possibili.

Perché la tua salute vale 🙂 😉

Metodo Cecchetti, Metodo Trabucco, Luca Speciani – DietaGIFT, AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti, Gabriele Prinzi, METABOLICAmENTE

Alcuni “carboidrati ” arricchiscono il Microbiota Intestinale

 

I benefici delle fibre alimentari sono stati a lungo sottovalutati e incompresi nelle classiche diete che si basano sulla favoletta delle chilocalorie.

Assunzioni elevate di alcuni tipi di fibre alimentari sono connesse alla:

  • Riduzione dell’incidenza di malattie cardiovascolari e cura dell’ipertensione;
  • Riduzione del peso corporeo;
  • Riduzione e risoluzione della stitichezza;
  • Prevenzione primaria o secondaria di diverticoli o emorroidi
  • E altre ancora

Ma quali fibre esattamente?

Quelle fibre che consideriamo a “caloria zero”, fibre che non siamo capaci di assorbire . Sono i polisaccaridi (zuccheri non digeribili) e gli oligosaccaridi.
Questa famiglia “emulsiona” zuccheri e grassi e ne riduce “meccanimente” l’assorbimento.
Questa famiglia di sostanze non digeribili, è capace allo stesso tempo di stimolare la crescita e/o l’attività delle “famiglie di batteri buoni” presenti nel colon. E per tale motivo vengono chiamate prebiotici.

In pratica, mangiandole, aiuti e ti prendi cura del tuo microbiota, così poi il tuo microbiota si prende cura di te. Interessante no?

Quali sono complessivamente gli effetti positivi?

  • INIBIRE la progressione del CANCRO INTESTINALE ed Esofageo
  • influenzare l’assorbimento dei minerali
  • effetti sul metabolismo dei grassi
  • regolazione del sistema immunitario
  • stimolare la sintesi di alcune vitamine – ad es Vitamina B
  • RIDURRE il COLESTEROLO

Dove troviamo queste fibre? E come inserirle nell’alimentazione per averne benefici?

  1. In tutti i tipi di lattuga (se sei allergica al nichel scegli quella con meno “costa” possibile, come lattughino, rucola eccetera)
  2. Nel cacao extrafondente (almeno 40 gr al giorno, dal 72% a salire)
  3. In patate, pasta e riso, cucinati e raffreddati da almeno un giorno (in estate ottime per le insalate fredde)
  4. Nel pane raffermo
  5. Nella cicoria (anche caffè di cicoria, o come inulina da aggiungere ad acqua e cibi)
  6. Nelle banane verdi (cioé non troppo mature)

Perché “amidacei” raffreddati?

Per la presenza di “amido resistente“, così chiamato perché resiste alla digestione.

Cucinando un certo cibo amidaceo (pseudocereali, cereali, riso, patate) toglilo dal fuoco “al dente”, lavalo sotto l’acqua (toglie amido in eccesso), poi raffreddalo per almeno un giorno e “ricotto” (ovvero la cottura viene ripetuta o completata).
Terminato il processo di raffreddamento, riscaldare il cibo.
Ricuocerlo o anche “ripassarlo” rende l’amido ancora più resistente per poterlo veicolare meglio nel colon.

Amido e carboidrati raffinati sono di solito privi di fibre, alimentano quindi, solo la parte numericamente più piccola di batteri del microbiota intestinale e possono facilitare SIBO (sovracrescita batterica del piccolo intestino) o SIFO lasciando “a digiuno” i batteri buoni del colon, ghiotti di fibre insolubili, cioè fibre e zuccheri che non possiamo digerire.

Facendo mangiare bene i batteri del colon, si rende acido l’ambiente intestinale e si rende difficile la crescita dei batteri cattivi, quelli che influiscono sul tono dell’umore rendendoci  tristi.

Se posso permettermi di consigliarti:

  1. Quando ti siedi a tavola, ricorda che non mangi da sola/o, non ci sei solo tu ma trilioni di batteri che “pendono” letteralmente dalle tue labbra
  2. Se proprio non riesci ad eliminare la farina di grano, allenati a sostituirla gradualmente e definitivamente con pseudocereali integrali
  3. Re-Impara a cucinare in funzione dell’amido-resistenza e rispettosa delle tue “fragilità individuali” (allergia al nichel solfato, allergie al cibo, ipersensibilità a certi cibi, sensibilità al glutine, diabete eccetera)

Perché la tua salute vale!

Lo stomaco è sterile?

Assolutamente no !

Ecco ciò che alcuni “diagnosti” nascondono, e la scienza dimostra da anni che lo stomaco non è un ambiente sterile, ma abitato da batteri.

C’è in giro in Italia una ignoranza talmente spessa che si potrebbe tagliare con il coltello. Come la nebbia che ieri mattina incorniciava Urbino.

L’ignoranza potrebbe essere accettabile se non si trattasse di “professionisti” che l’ignoranza non se la possono permettere.

Per questo il ministero della sanità e la FNOMCeO obbligano alla educazione continua in medicina (Ecm).
E’ infatti, è giunto il momento, per chi ancora crede che ci siano nicchie anatomiche sterili nel corpo umano, di fare un aggiornamento del “sistema operativo” del proprio cervello, che potrebbe essere fermo alla vecchia versione (aggiornata al pleistocene).

Peccato che negli Ecm non si contempli l’obbligo all’aggiornamento del “sistema operativo” proprio.

Lo dico indignato per ciò che mi ha riferito una utente di questa pagina (venuta a sentirmi parlare di gastrite e reflusso). Infatti, per il suo “curante” (gastroenterologo) non esiste un Microbiota Gastrico né una Disbiosi Gastrica.
Secondo questo “tizio” lo stomaco è sterile!

Purtroppo per lui, quello che noi chirurghi conosciamo benissimo, la scienza lo ha definitivamente dimostrato: nessuna zona del nostro corpo e’ sterile (tranne forse il cervello di quelli che hanno smesso di studiare).

Che lo stomaco non fosse un ambiente sterile lo avevamo già capito 36 anni fà (nel 1983) con la scoperta dell’Helicobcter Pylori (HP).
In anni recenti è stata poi identificata una comunita’ microbica gastrica che costituisce il cosiddetto Microbiota Gastrico.

È il Microbiota Intestinale che colonizza tutto il tratto gastrointestinale (da bocca ad ano), Stomaco compreso.
E anche se l’ambiente gastrico è particolarmente difficile da colonizzare (l’acido serve a qualcosa, no?) e la quantità di microbi è ridotta rispetto al resto dell’intestino, le specie batteriche maggiormente presenti – in condizioni di perfetta salute sono:

  • Clostridium sp,
  • Lactobacillus sp
  • Veillonella sp

Ma se c’è un Microbiota Gastrico in Eubiosi, quando questo equilibrio viene disturbato o squilibrato da farmaci ed alimenti, allora abbiamo una Disbiosi Gastrica.
E come direbbe il buon Lino Banfi, sono “volatili per diabetici”.
Perchè?
Tre sono i motivi:

  1. Da anni è in atto una campagna mediatica e medica a favore dei “gastroprotettori”, nome coccoloso creato dai “maghi del marketing” per farti digerire il nome vero: “inibitori di pompa protonica” (IPP).
    Pompa protonica che oltre ad essere nello Stomaco si trova anche nel Duodeno, nel Pancreas, nell’Intestino Tenue, nel Colon e nel Cervello (il bugiardino di questi farmaci riporta chiaramente gli effetti collaterali a livello cerebrale).
  2. Questa campagna pubblicitaria ha creato la falsa idea che il Gastroprotettore cura tutto, che non crea alcun danno a lungo termine, e che se questo farmacon (in greco = “veleno”) non funziona su di te, allora la colpa è tua oppure sei stressato/a.
  3. L’uso del Gastroprotettore crea una Disbiosi Gastrica e Duodenale se lo prendi anche solo per pochi mesi.
    E se ti hanno trovato positivo all’HP e ti hanno prescritto 2, 3 o 4 antibiotici non puoi onestamente credere che la Disbiosi Gastroduodenale non peggiori.
    E più gastroprotettore prendi, maggiore sarà il livello di “disbiosi”.

La Disbiosi si muove dal basso verso l’alto.

Come in un vaso che si va riempiendo, essa parte dal colon e raggiunge l’intestino tenue.
Da qui, raggiunge il duodeno e dal duodeno risale allo stomaco.
E dallo Stomaco all’Esofago e alla cavità orale il passo è breve (hai presente le afte e il sapore di bile?).

So che queste informazioni possono suonare stonate, strane o rivoluzionarie e che nessuno te l’ha mai detto così chiaramente come me, ma purtroppo, essendo chirurgo, vengo criticato da un “gruppo fb” di farmaco-dipendenti da Gastroprotettore (so che siete li a leggermi, vi “compatisco” ma vi voglio anche bene!) perché per loro non essendo un Gastroenterologo non avrei diritto di parlare.
A favore di costoro (e a confermare che vi voglio bene e vi “compatisco”), alla fine di questo post troverete link a due lavori originali del prof. Gasbarrini, gastroenterologo italiano, docente universitario e primario a Roma, nonché rinomato e rispettato conferenziere nel mondo.
Lascio alle sue parole e ai suoi lavori scientifici la validazione di ciò che ho appena scritto.

Lo sentirete parlare in video qui:
Quando blocchiamo l’acidità gastrica… .

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Perché la tua salute vale!

Fonti :

RIVOLUZIONE MICROBIOTA: Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Nel 1800 era definita “Isteria”. Oggi è “Colon Irritabile”.

Lezione dimenticata della psichiatria?

Nel 1807, il padre della moderna psichiatria – il francese Philipe Pinel (1745-1828) – dopo aver lavorato a lungo con pazienti affetti da svariati disturbi mentali concluse che:
“la principale sede da cui provengono i disturbi mentali era il tratto gastrointestinale”.

Ma questa lezione, i moderni psichiatri se la sono dimenticata…

Non è sorprendente apprendere che il tratto gastrointestinale umano ospiti 1.000.000.000.000.000 di batteri (e chissà quanti virus, muffe e parassiti) in un “fisiologico” equlibrio? (Eubiosi)
Un numero ben superiore a quello di tutte le nostre cellule messe insieme!

Questi batteri arrivano quando siamo dentro la pancia della mamma – in gravidanza – poi col parto vaginale, e poi col latte materno, questo per chi ancora nasce naturalmente e viene allattato al seno.
Lì, se il ginecologo, il neonatologo o il pediatra non hanno avuto motivo di intromettersi,  nasce un’associazione simbiotica cruciale, necessaria e fisiologica per la vita da esseri umani: il core microbiota.
(A patto che non ci riempiano di antibiotici e di cibo sterile…)

L’equilibrio che si instaura è essenziale per “difenderci” dalla flora patogena esterna e gli immunologi ne sono a conoscenza da molto tempo.

Il Microbiota svolge anche un ruolo importante nell’assorbimento e nel metabolismo di tutti i nutrienti.
La flora commensale facilita l’assorbimento e il metabolismo dei nutrienti, fornisce sostanze nutritive e vitamine altrimenti inaccessibili, è essenziale per il corretto sviluppo del sistema immunitario mucoso e sistemico, ma anche per lo sviluppo e la funzione del sistema nervoso centrale.

La ricerca in ambito gastrointestinale ha evidenziato per molti anni l’importanza dell’ “Asse Intestino-Cervello”, soprattutto in relazione ai disturbi intestinali funzionali come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS) e le sindromi disfunzionali dispeptiche o gastro-esofagee (scambiate per gastrite e reflusso).

Inoltre, nella lunga storia della medicina, oltre agli psichiatri, anche i gastroenterologi e gli internisti si sono più volte imbattuti negli effetti collaterali di certi farmaci e di come cambiano l’assetto psichico.
È questo il caso degli antibiotici.

I farmaci antibiotici sono selezionati sulla base della loro “tossicità selettiva” nei confronti di certi batteri.

Tuttavia, mostrano effetti avversi multipli, noti da anni! Una moltitudine di questi effetti collaterali coinvolge il sistema nervoso centrale, giacché gli antibiotici, a concentrazioni clinicamente rilevanti, interagiscono con molte delle stesse molecole usate nella farmacologia psichiatrica.

Quando tali eventi sono dimenticati o sottovalutati dal medico (art. 13 del codice deontologico) si può arrivare alla diagnosi errata di un disturbo psichiatrico o neurologico.

Purtroppo, nel 2019 accade ancora troppo spesso ed è una sconfitta sia per il paziente, colpito da una errata diagnosi, che per i familiari che devono sostenerne le spese.
Una ulteriore sconfitta, infine, per i costi sociali che gravano sul morente sistema sanitario nazionale. 

Gli effetti neuropsichiatrici dei farmaci antimicrobici sono ampiamente documentati in letteratura.

Numerosi sono i “farmaci antimicrobici” col potenziale di esercitare effetti sul sistema nervoso centrale.
Ad esempio:

  • effetti sul sistema gabaergico (beta-lattamici, chinoloni e claritromicina),
  • effetto sul sistema nmda (d-cicloserina, aminoglicosidi e forse chinoloni),
  • effetti sulla inibizione delle mao (linezolid, metronidazolo e isoniazide )
  • meccanismi non meglio precisati (trimetoprim, isoniazide, Etambutolo, rifampicina e tetracicline).

Non sarebbe per nulla strano vedere pazienti psichiatrici che migliorano (senza farmaci!) quando gli dai la giusta alimentazione, e gli fornisci un supporto batterico specifico per i loro disequilibri microbiotici. 

Ma l’azione più veloce la vedi togliendo la farina raffinata e i latticini ed inserendo fibre prebiotiche nella dieta. 

Approfondisci l’argomento leggendo dal link in fondo alla pagina perché ti servirà quando il tuo diagnosta o curante ti proporrà un farmaco psichiatrico o ansiolitico o un antibiotico per curare i tuoi disturbi intestinali.
P
robabilmente ansia e depressione non sono dovuti ad un difetto dentro il cervello, ma ad uno squilibrio di quei batteri che digeriscono per te e che se trattati bene producono quei neurotrasmettitori che ti permettono di vivere una vita umana di buona qualità.

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E perché la tua salute vale ! 

Fonti:

Rivoluzione Microbiota: Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

I farmaci creano Squilibrio Intestinale e i Batteri ne alterano l’efficacia

Un farmaco su quattro genera squilibro dei batteri intestinali.
E i batteri “squilibrati” alterano l’efficacia dei farmaci.

Il corpo umano ospita trilioni di microrganismi.
Il maggior numero dei quali risiede nell’intestino:
è il Microbiota intestinale.

Come numero, superano quello delle nostre cellule (con proporzioni diverse, a secondo del lavoro scientifico esaminato).
Ma a livello di DNA non vi sono dubbi:
possiedono oltre 4.000.000 di Geni rispetto ai nostri 28/30.000 (ad essere generosi).
Grazie ai quali digeriscono ciò che noi siamo incapaci di digerire (glutine, caseina, vegetali, per citarne alcuni…)

Negli ultimi 25 anni, migliaia di studi hanno dimostrato che la comunità Microbiota intestinale ha profondi effetti sulla salute generale:

  •  la sintesi di Vitamine,
  •  lo sviluppo e la modulazione del Sistema Immunitario,
  •  la difesa rispetto ai “batteri cattivi”,
  •  il Metabolismo del cibo
    (giusto per citare le più essenziali).

Un cambiamento nel loro numero o nel numero di specie (inteso come biodiversità) o la loro presenza e/o la concentrazione in “luoghi innaturali” di residenza viene considerata una Disbiosi, uno squilibrio con effetti in tutte le loro funzioni.

La Disbiosi è riconosciuta come con-causa di:

  • Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI),
  • Malattie Metaboliche (Obesità e Diabete)
  • Malattie Cardiovascolari (Ipertensione e Aterosclerosi)

La lista è lunga, con le malattie peggiori a cui riesci a pensare… 

Il Microbioma Intestinale è relativamente stabile nel tempo finché “qualcosa” (fattori come il dieta e i farmaci, ) o qualcuno (dinosauri, ignoranti, sapientoni e chiunque ti dia consigli errati) non influenza la sua composizione e/o funzione.

Essi hanno una capacità metabolica e detossificante sovrapponibile a quella del fegato.
Ed è come il sistema digerente che assorbe i farmaci, o il fegato che li modifica è lì trasforma in forma attiva, i microrganismi intestinali partecipano alla biodisponibilità, all’efficacia e agli effetti collaterali di molti dei farmaci che assumi per via orale.

Il che vuol dire che in tutti quei casi in cui sospetti una Disbiosi (e i segni sono tanti, se sai dove guardare) avvengono due fatti:

  1.  i farmaci che assumi hanno il potere di promuovere, mantenere o peggiorare la Disbiosi;
  2.  la Disbiosi è capace di modificare la biodisponibilità del farmaco che stai prendendo, di disattivarlo o di generarne gli effetti collaterali.

Mentre continuiamo ad espandere la nostra comprensione di come il Microbiota Intestinale contribuisca al metabolismo dei farmaci e degli Xenobiotici (antibiotici, etanolo, pesticidi e additivi alimentari…) noi medici dobbiamo avere bene in mente cos’è il Microbiota e quali sono i segni evidenti di un suo squilibrio e al contempo, mentre passiamo queste competenze ai nostri assistiti, dovremmo sviluppare un approccio personalizzato alla persona e alla manifestazione di squilibrio per definire una terapia altrettanto personalizzata.
Perché il rischio di fallire e di tenere una persona nell’ansia con terapie inutili o esami costosi è particolarmente alto.

Nell’attesa che ciò avvenga e diventi pratica quotidiana, ho tre consigli da darti:

  1. limita al minimo indispensabile i farmaci che prendi (soprattutto gastroprotettori, antibiotici e pilloline o goccine per l’ansia).
    Perché gli effetti collaterali sul Microbiota sono tanti e sono terribili.
  2. fai caso se le tue patologie o i tuoi sintomi sono connessi a ciò che mangi: dopo quale cibo ingerito si manifesta  il tuo Reflusso, la diarrea o la colite?
  3. se incontri un medico che è facile alle prescrizioni di farmaci, che sottovaluta i sintomi, che ti nega gli esami, che dice che il Microbiota o la Sibo non esistono o che la vitamina D è una moda, che non prescrive né consiglia una dieta in qualsivoglia malattia del metabolismo o dell’apparato digerente, cambialo.

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Perché la tua salute vale!

Un caro saluto mattutino siculo (direzione Marsala) dal tuo affezionato “medico delle panze siculo” e deprescrittore di quartiere. 😉 😀

Fonti (chrome le traduce automaticamente in italiano):

La paura del Colesterolo è reale o è frutto di una strategia fatta a tavolino?

Caro diario, ti riapro e vergo nuovamente le tue pagine vergini …
… è così terapeutico e distensivo!

Stasera ti scrivo per il riscontro avuto DAGLI UTENTI DELLA PAGINA su ciò che pubblico per sfatare il “falso mito” dell’effetto salutare dello zucchero, e quello “terrorizzante” sui livelli di colesterolo.

Ancora oggi, la letteratura scientifica si interroga sugli effetti che l’amido e gli zuccheri contenenti fruttosio hanno su trigliceridi e ipercolesterolemia. Scordandosi che è dal fruttosio (economica ed ubiquitaria presenza nei “cibi industriali”) che si producono grassi aterogeni.

Cioè, grassi che producono danni devastanti all’organismo.

È dagli anni ’60 che ci ROMPONO I CABBASISI tentando di convincerci del fatto che il “grasso saturo” SIA L’ UNICO FATTORE responsabile delle malattie cardiache e cerebrovascolari.

E non importa che gli studi INTERNAZIONALI non hanno MAI DIMOSTRATO – ogni oltre ragionevole dubbio – questo fatto.

Il colesterolo viene visto come unico responsabile.
E chi se ne frega del resto ??

Cosi il mercato DEL CIBO è stato invaso da prodotti “finti ligth”, ricchi di zucchero e ricchi di grassi trans-idrogenati, che hanno avuto impatti imprevedibili sulla salute mondiale.

Erano gli anni’ 60 quando – CON LAVORI EPIDEMIOLOGICI FALSATI – Ancel Keys e i suoi colleghi hanno dettato le linee guida internazionali.

Le linee guida hanno COSTANTEMENTE ABBASSATO il livello di colesterolo considerato pericoloso e hanno COSTANTEMENTE AMPLIATO il numero di individui per i quali si raccomandava la TERAPIA, prima con i fibrati (un diserbante) e poi con le statine.

Suggerendo diete ricche di Carboidrati e povere di Grassi avremmo dovuto avere una riduzione del numero di Infarti, giusto?

Ma la cosa strana è che gli infarti sono aumentati e …
… la cosa strana è che aumentata l’obesità nel mondo.
… la cosa strana è che è aumentata la malattia da eccesso di Trigliceridi.
… la cosa strana è che diabete ed l’insulino-resistenza sono a livelli da epidemia…

Curioso no? Ma c’è una spiegazione?

Sembra che Molte “industrie” siano state coinvolte nel finanziamento della ricerca, che ha magari portato a interpretazioni favorevoli sugli effetti di:

💊 FUMO (le Camel sponsorizzavano le riviste mediche e i medici sponsorizzavano le Camel),

💊 effetti terapeutici dei farmaci (laboratori privati, università private, necessità di finanziatori…),

💊 relazione tra bevande zuccherate e aumento di peso o obesità.

Una fra tante: l’industria dello Zucchero.

La “Sugar Research Foundation” (SRF) ha segretamente finanziato una “revisione” del 1967 pubblicata sul New England Journal of Medicine (NEJM), che SCARTAVA LE PROVE che collegavano il consumo di zucchero e saccarosio alla malattia coronarica e al rischio di infarto.

Sembra che nascondesse anche il ruolo della Disbiosi nell’Ipertrigliceridemia indotta da saccarosio.

E che il consumo di saccarosio avrebbe potuto essere associato al cancro della vescica (come i fibrati, usati come terapia del colesterolo).

Ma in generale gli studi finanziati dall’industria alimentare e delle bevande – o condotti da AUTORI CON CONFLITTI DI INTERESSE nel settore alimentare e delle bevande – sono sempre stati critici verso le prove che dimostravano che il fruttosio ha effetti metabolici nocivi.

Peccato che diversi cardiologi hanno ribadito che i benefici delle statine sono stati grossolanamente esagerati (soprattutto come prevenzione primaria), mentre i loro rischi sono stati costantemente sottostimati.
Perché i rischi ci sono e le statine hanno effetti collaterali negativi ben conosciuti.

Bloccano la produzione dei più potenti ANTI-RADICALI LIBERI DEL NOSTRO ORGANISMO.

UN esempio?

😶44 studi randomizzati controllati (RCT) di interventi farmacologici o dietetici per abbassare le LDL che non mostrano alcun beneficio sulla mortalità.

😶lo studio ACCELERATE – studio controllato randomizzato in doppio-cieco condotto di recente – non ha dimostrato ALCUNA RIDUZIONE VISIBILE negli eventi INFARTUALI o nella MORTALITÀ , nonostante un aumento del 130% del colesterolo HDL ed un calo del 37% dell’LDL.

La maggior parte di questi studi hanno riportato DANNI SIGNIFICATIVI. Innescando un rinnovato scetticismo sulla veridicità dell’ipotesi del colesterolo.

Alcuni sostengono che la preponderanza delle prove sulle statine sia stata contaminata da “sponsorizzazioni industriali”, influenzate da “inganni statistici” e inframmezzate da “metodologia imperfetta”.
Nonostante miliardi investiti nello sviluppo di medicinali per ridurre il colesterolo LDL, non vi è alcuna evidenza di beneficio clinico rispetto a eventi o mortalità. Tranne quelli economici…

Avevo già scritto su questa pagina e su questo argomento.
E ho intenzione di continuare a farlo.
Sento di voler portare agli utenti che mi leggono ALMENO TRE CONSIGLI:

1) abolisci più che puoi gli zuccheri, ricordando che più di 25 gr. Al giorno SONO SCONSIGLIATI dall’OMS in quanto “potenzialmente aterogeni”.

2) ricorda che IL COLESTEROLO CI SERVE ed è molecola vitale, e che oltre una certa età e negli anziani il fegato È INCAPACE DI PRODURNE TANTO come in gioventù (infatti lo produce il cervello), quindi perché bloccarne la produzione?

3) il primo passo per abbassare il colesterolo SENZA USARE FARMACI è abbondare con olio “veramente evo”, mangiare frutta secca, pesce azzurro e verdure.
Vi sono anche integrazioni Fitoterapeutiche davvero efficaci.
E non parlo di Riso Rosso fermentato, ma di Tarassaco, Ribes Nigrum, Ficus Carica e Berberina.

La dieta fa molto.
Anche lo stile di vita.
Ricorderò a chi mi legge che per chi ha dubbi è utile affidarsi agli esperti.

Quali esperti?
Non quelli che prescrivono le statine solo guardando gli esami… Non quelli che si infastidiscono se chiedi informazioni nutrizionali…
Non quelli che nemmeno ti guardano la lingua…
… Sono ormai tantissimi gli operatori sanitari che vivono la Rivoluzione Microbiota.
Ne ho incontrati parecchi e mi fa piacere sapere che NON SONO PIU’ IL SOLO ad avere i cabbasisi rotti…

Chi sono?
Sono Medici, Farmacisti, Nutrizionisti, Fisioterapisti ed Osteopati e Coach….

Si riconoscono tra loro.
Si riconoscono da ciò che scrivono.
Si riconoscono dalla passione che mettono in ciò che fanno.
Moderni emuli del padre Ippocrate.
Quelli sono i veri esperti.

Grazie per raccogliere i miei pensieri.
Concludo.
Ti chiudo.
Ti riaprirò domani (speriamo).

Metodo Cecchetti, Metodo Trabucco, Luca Speciani – DietaGIFT, AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti, Gabriele Prinzi, METABOLICAmENTE

Altri miei articoli sul Colesterolo

 

Parto Cesareo e Allattamento artificiale

Ciò che le mamme non sanno sui Bifidobatteri

Il Microbiota stabilisce una convivenza utile e benefica con noi dalla nascita.
Il suo “assemblaggio” si verifica durante i primi tre anni di vita, a partire dalla nascita, quando vi è un rapido tasso di colonizzazione dei batteri intestinali verso il dominio di Firmicutes e Bacteroidetes.

Lo sviluppo della comunità microbica procede di pari passo con la sinaptogenesi (processo che porta alla formazione delle sinapsi, strutture specializzate in cui avviene il passaggio di informazioni tra due cellule nervose) e lo sviluppo della corteccia cerebrale.

Questo “periodo critico” per lo sviluppo del Sistema Nervoso Centrale inizia durante le prime fasi della vita ma continua fino all’adolescenza.
Pertanto, qualsiasi perturbazione della colonizzazione intestinale del microbiota in questo periodo influenza lo sviluppo del cervello e della personalità.

Queste perturbazioni (oltre quelle Iatrogene e Farmacologiche) sono sopratutto legate a fattori ambientali.
Tra questi:

    1. il trasferimento batterico da madre a figlio
    2. la modalità di parto
    3. il tipo di alimentazione (di madre e figlio)

Trasferimento batterico da madre a figlio

Il trasferimento da madre a figlio dei batteri commensali nell’utero influenza lo sviluppo del sistema immunitario del neonato.
Per esempio, sulla DERMATITE ATOPICA, somministrare probiotici alla madre PRIMA DEL PARTO modula l’espressione dei geni legati all’immunità, e NE RIDUCE LA FREQUENZA.
La Terapia Probiotica orale pre e post-natale è un METODO EFFICACE DI INTERVENTO per prevenire patologie come Allergie, malattie Atopiche e disturbi del Neurosviluppo.
Usare antibiotici (a cavolo!) avrebbe invece L’EFFETTO OPPOSTO.

Trasmissione materno-infantile durante il parto

Due sono le modalità di trasmissione materno-infantile durante il parto:

    1. VERTICALE – in cui i microbi vaginali vengono trasferiti fisiologicamente durante il parto.
    2. ORIZZONTALE – in cui i microbi vengono prelevati dall’ambiente per i bambini nati da taglio cesareo.
      I neonati con Taglio Cesareo hanno più probabilità di soffrire di diverse malattie:
      Asma, Obesità o Allergie in età adulta.

Il tipo di alimentazione (di madre e figlio)

Il terzo fattore ambientale forte che influenza lo sviluppo microbico intestinale del neonato e il neurosviluppo è L’ALIMENTAZIONE.
Il latte materno è la fonte di alimentazione ottimale, poiché fornisce tutti i fattori nutrizionali di cui un neonato ha bisogno per uno sviluppo sano.

Diversi studi hanno riportato che l’allattamento al seno ha effetti benefici sullo sviluppo neuropsicologico del bambino.

Il LATTE MATERNO infatti, NON È STERILE, durante l’allattamento, i batteri della pelle e della ghiandola mammaria della madre vengono trasferiti al bambino.

I bambini allattati al seno tendono a contenere una popolazione più uniforme di microbi intestinali dominati da Bifidobacteri e Lactobacilli (con funzioni benefiche per l’ospite, come l’accelerazione della maturazione della risposta immunitaria, limitazione di un’infiammazione eccessiva, il miglioramento della permeabilità intestinale)

I neonati “nutriti con formula” mostrano invece proporzioni elevate di BATTERI CATTIVI (Bacteroides, Clostridium, Streptococcus, Enterobacteria e Veillonella spp.)

Meditate mamme, meditate.
Continuerò a scrivere questi articoli.

Quindi segui la pagina, leggi, approfondisci e condividi liberaMente.
Perché la tua salute vale!
(come quella di tuo figlio!)

Ogni farmaco modifica i batteri intestinali. E i batteri intestinali modificano l’efficacia del farmaco

Il corpo umano ospita centinaia trilioni di microrganismi tanto che ci si domanda chi è ospite di chi, se consideri il loro numero di molto maggiore rispetto a quello delle cellule umane.

Nell’intestino i batteri formano il Microbiota Intestinale – i cui geni (oltre 4.000.000) hanno una notevole capacità metabolica (nota come Microbioma).

Negli ultimi 25 anni, migliaia di studi hanno dimostrato che la comunità Microbiota Intestinale ha profondi effetti sulla salute generale:

  • la sintesi di vitamine B e K
  • lo sviluppo e la modulazione del sistema immunitario ovvero la difesa rispetto ai “batteri cattivi”
  • il metabolismo del cibo (lo digeriscono loro)

E tanto altro…

Un cambiamento nel loro numero o nel numero di specie (inteso come biodiversità) o la loro concentrazione in “luoghi innaturali” di residenza (una Disbiosi) sono associati ad una vasta gamma di stati patologici:

  • malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici)
  • malattie metaboliche (Obesità e Diabete)
  • malattie Cardiovascolari (Ipertensione e Aterosclerosi)
  • malattie Autoimmuni

La lista è lunga ed è connessa con le malattie peggiori a cui riesci a pensare. Quindi è prioritario preservarli in salute per preservare la nostra salute.

Il Microbioma intestinale è relativamente stabile nel tempo finché “qualcosa” (la finta dieta mediterranea o i farmaci) o qualcuno (Dinosauri, ignoranti, sapientoni, vicini, familiari e chiunque ti da consigli errati) non influenza la sua composizione e funzione, direttamente o indirettamente.

Studiandoli bene, si è scoperto come tra il sistema digerente, che assorbe i farmaci, e il fegato, che li modifica e lì trasforma in forma attiva, i microrganismi intestinali partecipano alla biodisponibilità, all’efficacia e agli effetti collaterali di molti dei farmaci che assumi per via orale.

Cioè determinano se quel farmaco su di te avrà un effetto maggiore o minore rispetto ad altri.

Lo stesso lavoro lo fanno sugli integratori alimentari, sui Fitocomposti e sugli Xenobiotici (sostanze che entrano in noi ma che noi non produciamo, come antibiotici, etanolo, pesticidi e additivi alimentari).

Ciò vuol dire che in tutti quei casi in cui sospetti una Disbiosi (e i segni sono tanti, se sai dove guardare) avvengono due fatti:

  1. I farmaci che assumi hanno il potere di promuovere, mantenere o peggiorare la Disbiosi;
  2. La Disbiosi è capace di modificare la biodisponibilità del farmaco che stai prendendo, disattivandolo o rinforzandone l’effetto. Questo spiega perché lo stesso farmaco ha effetti diversi su persone diverse.

In uno studio pubblicato su Nature l’anno scorso (vedi sotto) su poco più di 1000 farmaci analizzati, il 24% crea uno squilibrio della flora intestinale. Lo avremmo immaginato degli antibiotici, ma stupisce che lo facciano tutti i gastroprotettori, i farmaci per il diabete, quelli per la depressione e i calcio antagonisti (largamente prescritti dai cardiologi).

Quindi, ecco una proposta per te, una proposta in due tempi

Noi medici (chi ci sta) ci dobbiamo impegnare a sviluppare un approccio personalizzato ed ippocratico per definire l’impatto complessivo di una terapia sul paziente e sul suo Microbiota.

Il paziente dovrebbe:

  1. limitare al minimo indispensabile i farmaci che prende (soprattutto gastroprotettori, antibiotici e pilloline o goccine per l’ansia).
    Perché gli effetti collaterali sul Microbiota sono tanti e sono terribili.
    E quel professionista che non lo sa o non te lo dice sta violando il 13° articolo del codice deontologico medico.
  2. fare caso se le patologie o i sintomi sono connessi a ciò che si mangia (latticini e farina raffinata sono le prime a cui fare attenzione) .
  3. se incontri un medico che è facile alle prescrizioni di farmaci, che sottovaluta i sintomi, che ti nega gli esami di vitamina D o altro e che dice che il Microbiota o la Sibo non esistono, che non prescrive né consiglia una dieta in qualsivoglia malattia del metabolismo o dell’apparato digerente, in quel caso cercatene subito un’altro.

In conclusione, ogni terapia inutile è anche dannosa perché altera i batteri intestinali che riducono l’efficacia del farmaco.

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Perché la tua salute vale!

Fonti (in inglese)

 

Ansia e disturbi dell’umore? La causa è nel colon!

Hai due cervelli, sono in connessione diretta al punto che la pancia produce importanti neuro-trasmettitori  indispensabili al tuo cervello: la Serotonina e la Dopamina. Ma non basta. La scienza fornisce l’ulteriore conferma, ovvero che importanti regioni del nostro cervello – in particolare quelle legate alle emozioni  – sono sotto il controllo dai batteri intestinali. 

Ma andiamo per gradi.

Il microbiota intestinale è quell’organo “nascosto” che è fatto di 2 chili (più del fegato) di batteri e microrganismi residenti lungo i 7 e passa metri del nostro sistema digerente (dalla bocca fino all’ano).
E non è l’unico “microbiota” che ci portiamo addosso.

Questi batteri non sono cattivi, anzi ci difendono dalle aggressioni esterne; noi gli diamo spazio nell’intestino e loro in cambio ci aiutano nella digestione, nella elaborazione e nell’assorbimento mattoni fondamentali (grassi zuccheri proteine eccetera) che costituiscono il nostro corpo.
Di più: collaborano con il nostro sistema immunitario giacché il 70% del nostro sistema immunitario si trova nel tubo digerente.

Questa visione dell’uomo come ecosistema complesso che interagisce coi batteri cambia completamente la medicina moderna e il modo di fare diagnosi e terapia! 

Infatti, quei pazienti che soffrono di Colon irritabile, Celiachia o altre malattie intestinali come Crohn o Rettocolite Ulcerosa, hanno certamente un problema a livello di composizione e/o equilibrio dei batteri intestinali. Quindi tutte queste malattie – curabili se si sa come fare! – hanno in comune uno squilibrio, e questo spiega diversi sintomi. Anche quelli legati a depressione o a disturbi dell’umore.

Era già stato dimostrato un “dialogo” tra il Cervello Emotivo e il Microbiota, adesso ricercatori irlandesi hanno trovato una connessione tangibile: i batteri presenti nell’intestino – dichiara Gerard Clarke, uno degli autori dello studio – influenzano la produzione di alcune molecole (mRNA) dell’amigdala e della corteccia pre-frontale, regioni del sistema nervoso centrale fortemente implicate nell’ansia e nella depressione (qui il lavoro in inglese)

Mentre un gruppo di ricercatori Chongqing Medical University, in Cina hanno ipotizzato che il microbioma intestinale è in grado di influenzare l’espressione del DNA nell’ippocampo, e di influire sulla funzionalità di questa porzione di cervello. Cosa è rivoluzionario in tutto questo? Che piuttosto che vedere un sintomo e dare ai pazienti le famose “goccine per l’ansia” un’alternativa valida per curare l’ansia o la depressione dovrebbe essere mirata all’equilibrio del Microbiota Intestinale! 

Più semplice, ma sopratutto più efficace, no? 

Il tuo medico curante, lo specialista o il tuo dietologo o nutrizionista vedono o no i tuoi problemi connessi con il cibo e con la salute intestinale? Ti prescrivono esami inutili oppure farmaci per la psiche o il cervello? Rivalutano mai la tua terapia sulla base sei sintomi o guardano solo agli esami del sangue? 

Scegli di affidarti a un professionista capace di ascoltare e preparato ad istruire; una consulenza è un investimento. 

Perché la tua salute vale!

Farmaci, carenze vitaminiche e malassorbimento. Leggere la lingua per evitare la frattura del femore.

La lingua è considerata uno specchio della salute in generale. Ma è sopratutto indicatore dello stato della salute del tubo digerente.

Quando la lingua è gonfia e liscia – a volte così gonfia da portare sui lati i segni dei denti – è tipicamente correlata a uno stato di “deficit nutrizionale”.

Anche la presenza di Afte, una patina biancastra o di altri colori, la sensazione di bocca secca o amara.

Qualsiasi variazione può essere indicativa di una “malattia sistemica” e va investigata a fondo!

La bocca e la lingua diventano così un’area diagnostica importante e riconoscere questi segni attraverso un banale esame orale, svolge un ruolo cruciale nel capire cosa ha un paziente (diagnosi) e come curarlo al meglio.

In quali casi si può manifestare?

  • carenze nutrizionali: vitamine B1, B3, B6, B9, B12, Ferro e Zinco;
  • abuso di alcol (la malnutrizione è tipica di un paziente alcolizzato e una carenza di vitamina B12 è di solito un segno di questa malnutrizione);
  • malattie gastrointestinali: Diarrea per esempio, ma anche Celiachia e Gluten Sensitivity, due delle principali cause nel determinare carenze nutrizionali (causa scarso assorbimento dei nutrienti con carenza di vitamina B12, Acido Folico e Ferro).
  • ma anche in tutte le manifestazioni di Disbiosi dell’intestino;
  • ma anche e sopratutto: effetti collaterali dei farmaci.

I farmaci determinano un malassorbimento dei nutrienti e possono interferire nella “metabolizzazione” di specifiche vitamine.

Nella lista dei farmaci spiccano chemioterapici e radioterapia. E siamo tutti d’accordo che non se ne può fare a meno… Perchè sono terapie necessarie.

Nella lista ci sono anche farmaci per il Diabete, Contraccettivi orali, Gastroprotettori e Antiacidi, farmaci per l’Ipertensione, farmaci per la Depressione, per l’Ansia, farmaci neurologici, psichiatrici …E altri.

In aggiunta, alcuni farmaci portano ad una condizione “atrofica” della lingua a causa dello sviluppo di Candidosi.

Quindi, se la diagnosi che ti hanno fatto è corretta e hai bisogno di un farmaco a vita, devi sapere dal tuo medico quali sono gli effetti collaterali.
Perchè sono prevedibili e curabili.

Quando è necessario assumere un farmaco “salva-vita”, quando necessiti di una terapia a vita, se gli effetti collaterali sono conosciuti e studiati a livello internazionale, e se questi effetti collaterali sono prevedibili e curabili con banali integrazioni di Vitamine o con un’alimentazione più accorta, non sarebbe più corretto esserne informati e prevenire?

Non sarebbe più corretto sapere come far fronte a quegli effetti collaterali?

Alcuni diagnosti non hanno tempo per dirtelo, altri pensano sia una perdita di tempo o un aumento di costi per il SSN, ma la verità è che un paziente informato degli effetti collaterali li controlla e li corregge riducendo così il peso assistenziale sul SSN.

Un esempio?
Negli anziani che prendono 10 pillole o più al giorno, l’assunzione contemporanea di farmaci per la pressione, gastroprotettore e farmaci per il Colesterolo portano a dolori articolari e muscolari e instabilità nel movimento e mente annebbiata.

E se cadono e si rompono un femore devono essere portati al pronto soccorso (in macchina o con il 118). E poi essere operati. E dopo l’operazione andare in una lungodegenza o a fare riabilitazione ortopedica.
Tutti costi per il SSN.

Ma se sai di avere una Carenza Vitaminica o di Elettroliti e questa carenza la integri, viene a mancare il dolore, il giramento di testa e quindi anche la caduta. Pertanto, se non si rompe un femore, nessuna necessità di 118, pronto soccorso, sala operatoria, degenza in reparto o lungodegenza. E nemmeno farmaci o riabilitazione.

Ma sai quanto faresti risparmiare al SSN?

Anche perché la maggior parte delle integrazioni sono a carico tuo. E magari AIFA ed SSN smetterebbero di stringere la cinghia sulla corretta integrazione di Vitamina D .

Per me, bisogna sapere queste cose e darti la possibilità di operare una scelta! Agire proattivamente per la salvaguardia della tua salute. E in questo nessuno è più motivato di te.

Se non se ne occupa il tuo medico, le linguacce devi farle tu. Davanti lo specchio del bagno…

Ed è importante seguire una pagina di gratuita divulgazione medica e scientifica per istruirti. Sapere come fare a evitare gli effetti collaterali.

Ho già scritto di questi argomenti in questa pagina perchè ho a cuore la tua istruzione. Perchè so che vai su Google e nei Social a cercare quelle risposte che i medici non hanno tempo di darti (o che tu temi di ricevere).

Questa pagina è parte di un network di professionisti della sanità: Medici, Psicologi, Nutrizionisti, Osteopati eccetera – che studia l’universo uomo alla luce delle antiche tradizioni Ippocratiche e delle nuove scoperte sul Microbiota, con la specifica finalità di riportare alla gente il diritto e la capacità di occuparsi della manutenzione ordinaria della propria salute.

Benvenuta/o nella Rivoluzione Microbiota 🙂

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Perché la tua salute vale! .

Fonti :

  1. www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/pmc5123136/
  2. www.microbioma.it/gastroenterologia/studio-nature-rivela-un-farmaco-su-quattro-altera-il-microbiota-intestinale/ le/

Una gravidanza lunga 18 mesi

UNA GRAVIDANZA LUNGA 18 MESI..Sebbene la cultura popolare – e un tempo la medicina – credeva che la gravidanza fosse lunga 9 mesi, negli ultimi anni gli studi sul microbiota ci hanno dovuto fare ricredere. .Infatti una gravidanza dura in media 18 mesi: 9 dentro e 9 fuori dal ventre materno. . Lo sviluppo del cervello del neonato inizia nel terzo trimestre intrauterino.E il cervello comincia a formarsi e crescere. .Ma per permettere a quella testolina di uscire attraverso il canale del parto, lo sviluppo del cervello deve continuare fuori dalla pancia della mamma, dove il seno e il latte materno sostituiscono il cordone ombelicale. . Tutte le cellule cerebrali sono già presenti nel cervello al momento della nascita, e all'esterno inizia lo sviluppo definitivo delle connessioni tra neuroni e neuroni, e tra i vari distretti del corpo. . Il latte materno è un biofluido estremamente complesso e altamente variabile e SI È EVOLUTO NON A CASO nel corso dei millenni per nutrire i neonati e proteggerli dalle malattie mentre va maturando il suo sistema immunitario. .Perché nasce "immaturo" sotto diversi punti di vista. E non ha mai "incontrato il mondo" se non per il tramite della "protezione" della panza materna. . Naasce con un intestino "fisiologicamente permeabile" e senza microbiota; in più non sa digerire le proteine. Il latte materno e l'allattamento esclusivo al seno per i primi nove mesi apportano molteplici vantaggi al neonato. Che viene "supportato" almeno fino quasi al gattonamento. . La composizione del latte materno? Cambia in risposta a molti fattori, corrispondentialle specifiche esigenze del bambino in base alla sua età e ad altre caratteristiche;ma se volessimo riassumere potremmo dire che:1) fino al 40% delle proteine del latte materno nelle prime settimane è formato da "colostro", un potente antibiotico;. 2) il microbiota intestinale (se non quello che riceve dalla vagina, dalle secrezioni fecali e dalla pelle materne) lo si riceve dal seno della mamma: fino a 10.000.000 di batteri probiotici a poppata (dipende da caso a caso, e è varia con il tempo);. 3) manca della capacità di digerire (enzimi digestivi) ma le proteine del latte di mamma sono semplificate, quasi come se fossero predigerite;.4) i batteri che ricoprono l'intestino (ma anche le immunoglobuline di membrana materne) e costituiscono una importante "stampella" di alla immuno-incompetenza del neonato;.5) il latte contiene 130 zuccheri umani (HMO) indigesti e inassorbibili da parte dell'intestino neonatale, ma che sono un ottimo PREBIOTICO per il microbiota intestinale. . I numerosi componenti antimicrobici e immunomodulatori del latte materno sono necessari per compensare le carenze nel sistema immunitario neonatale e EVITARE L'INSEDIAMENTO DI BATTERI e/o altri agenti PATOGENI nel tratto gastrointestinale. E da lì nel resto del Corpo..Numerosi lavori scientifici confermano le differenze in termini di salute e/o predisposizione alle malattie TRA i bambini nati da parto vaginale rispetto a quelli nati da cesareo; tra bambini allattati al seno e quelli allattati in formula; tra quelli che sono stati sottoposti ad antibiotici nei primi mesi di vita per necessità… E è quelli che non ne hanno avuto bisogno. . Qual'e' la lezione da portarsi a casa? 1) ogni volta che si può scegliere, per preferite l'allattamento al seno: nessun latte in formula lo eguaglia2) mai svezzare un neonato troppo presto (mancano gli enzimi digestivi) 3) quando lo svezzare con cibi diversi dal latte, e fate sempre una rotazione a tre giorni (esempio : lunedì riso, martedì tapioca, mercoledì mais, e poi ripetete). . Se qualcuno ci ha progettato così, se ci siamo evoluti così, ci sarà un motivo dannatamente importante.E la tua salute vale! . Buona serata a te che segui questa pagina dal volo Palermo -Torino. . #latuasalutevale #dottgabrieleprinzi #informareeguarire #ippocrate #metabolicamente

Pubblicato da Dr. Gabriele Prinzi su Venerdì 17 maggio 2019

 

Sebbene la cultura popolare – e un tempo la medicina – credeva che la gravidanza fosse lunga 9 mesi, negli ultimi anni gli studi sul microbiota ci hanno dovuto fare ricredere.

Infatti una gravidanza dura in media 18 mesi: 9 dentro e 9 fuori dal ventre materno.

Lo sviluppo del cervello del neonato inizia nel terzo trimestre intrauterino.
E il cervello comincia a formarsi e crescere.

Ma per permettere a quella testolina di uscire attraverso il canale del parto, lo sviluppo del cervello deve continuare fuori dalla pancia della mamma, dove il seno e il latte materno sostituiscono il cordone ombelicale.

Tutte le cellule cerebrali sono già presenti nel cervello al momento della nascita, e all’esterno inizia lo sviluppo definitivo delle connessioni tra neuroni e neuroni, e tra i vari distretti del corpo.

Il latte materno è un biofluido estremamente complesso e altamente variabile e SI È EVOLUTO NON A CASO nel corso dei millenni per nutrire i neonati e proteggerli dalle malattie mentre va maturando il suo sistema immunitario.

Perché nasce “immaturo” sotto diversi punti di vista.
E non ha mai “incontrato il mondo” se non per il tramite della “protezione” della panza materna.

Nasce con un intestino “fisiologicamente permeabile” e senza Microbiota; in più non sa digerire le proteine.
Il latte materno e l’allattamento esclusivo al seno per i primi nove mesi apportano molteplici vantaggi al neonato.
Che viene “supportato” almeno fino quasi al gattonamento.

La composizione del latte materno?
Cambia in risposta a molti fattori, corrispondenti alle specifiche esigenze del bambino in base alla sua età e ad altre caratteristiche; ma se volessimo riassumere potremmo dire che:

  1. fino al 40% delle proteine del latte materno nelle prime settimane è formato da “colostro”, un potente antibiotico;
  2. il Microbiota Intestinale (se non quello che riceve dalla vagina, dalle secrezioni fecali e dalla pelle materne) lo si riceve dal seno della mamma: fino a 10.000.000 di batteri probiotici a poppata (dipende da caso a caso, ed è varia con il tempo); 
  3. manca della capacità di digerire (enzimi digestivi) ma le proteine del latte di mamma sono semplificate, quasi come se fossero predigerite; 
  4. i batteri che ricoprono l’intestino (ma anche le immunoglobuline di membrana materne) e costituiscono una importante “stampella” di alla immuno-incompetenza del neonato; 
  5. il latte contiene 130 zuccheri umani (HMO) indigesti e inassorbibili da parte dell’intestino neonatale, ma che sono un ottimo PREBIOTICO per il microbiota intestinale. 

I numerosi componenti antimicrobici e immunomodulatori del latte materno sono necessari per compensare le carenze nel sistema immunitario neonatale e EVITARE L’INSEDIAMENTO DI BATTERI e/o altri agenti PATOGENI nel tratto gastrointestinale.
E da lì nel resto del Corpo.

Numerosi lavori scientifici confermano le differenze in termini di salute e/o predisposizione alle malattie TRA i bambini nati da parto vaginale rispetto a quelli nati da cesareo; tra bambini allattati al seno e quelli allattati in formula; tra quelli che sono stati sottoposti ad antibiotici nei primi mesi di vita per necessità…
E è quelli che non ne hanno avuto bisogno.

Qual’e’ la lezione da portarsi a casa?

  1. ogni volta che si può scegliere, per preferite l’allattamento al seno: nessun latte in formula lo eguaglia;
  2. mai svezzare un neonato troppo presto (mancano gli enzimi digestivi);
  3. quando lo svezzare con cibi diversi dal latte, e fate sempre una rotazione a tre giorni (esempio : lunedì riso, martedì tapioca, mercoledì mais, e poi ripetete).

Se qualcuno ci ha progettato così, se ci siamo evoluti così, ci sarà un motivo dannatamente importante.
E la tua salute vale!

Buona serata a te che segui questa pagina dal volo Palermo -Torino

“A casa capi quantu voli u patrúni”

Io sono siciliano.
E dalle mie parti, questo detto é molto popolare.
Tradotto letteralmente vuol dire “Una casa è grande quanto vuole il padrone”.

Ma cosa vuol dire esattaMente ?
Che la “casa” può essere resa capiente a sufficienza per accogliere tanti ospiti graditi… ma allo stesso tempo può essere chiusa agli ospiti indesiderati!

In questo modo, una volta che sai distinguere tra simpatici ed antipatici, ti viene riconosciuto – a casa tua – il diritto di agire una scelta.

Questa metafora ha molto in comune con il nostro corpo.
E con quegli “ospiti” che consideriamo “graditi” o “indesiderati”.

Hai mai sentito parlare di batteri?
Hai presente quegli esserini che ricoprono il pianeta, che erano già qui prima della nascita dell’uomo e che sono considerati la causa di parecchie malattie?

Dall’800 ad oggi, grande enfasi è stata posta sull’utilità degli antibiotici per eliminare quelli più cattivi e pericolosi.
E così tantissime malattie sono scomparse, altre si sono ridotte.
Ma TANTE ALTRE SONO DIVENTATE FREQUENTISSIME!

Un esempio?
Obesità, Diabete, Sindrome Metabolica, Malattie Autoimmuni, Malattie Infiammatorie Croniche (Chron, Rettocolite Ulcerosa), Allergia…
Per tacere dell’aumento della frequenza di Celiachia, Autismo e Tumori.

Ti chiederai: ma questo che c’azzecca con la casa e gli ospiti?
La domanda che dovresti farti invece è:
CHI È PADRONE A CASA MIA?
E CHI SONO GLI OSPITI?

Perchè – che tu lo sappia o no – stai ospitando TRILIONI di batteri (solo nell’intestino pesano 2 kg!) su ogni superficie del tuo corpo: pelle, mucose, polmoni, vagina, utero, reni eccetera.

Questi “esserini” si sono adattati a te nel corso degli ultimi 6 milioni di di anni, e senza di te non vivrebbero.
Ma la cosa é reciproca: senza di loro non vivremmo.
Ovvero, moriremmo facilmente vivendo una vita piena di malanni.

Sai perché?
Perché per ripagarti dell’ospitalità che inconsapevolMente hai sempre dato loro, ti proteggono dai batteri cattivi (Patobionti) e provvedono a svolgere per te quei servizi di cui il tuo DNA è sprovvisto.

Infatti, se noi abbiamo 28.000 geni nel nostro genoma, loro in dote portano poco più di 3.000.000 di geni.
Ecco perché sempre di più la comunità scientifica si domanda CHI È OSPITE DI CHI?

… Beh… Non proprio tutta la comunità scientifica, perché mentre moltissimi curano il corpo usando strategicaMente i Probiotici, altri ritengono la loro presenza esclusivamente negativa e il loro supporto potenziale trascurabile. Questi medici… Si sono auto-esclusi dalla Rivoluzione Microbiota….

Per questo ne avevo già scritto su questa pagina:

Parto cesareo e allattamento artificiale. Ciò che le mamme non sanno sui bifidobatteri.

La miniera d’oro e il manager “furbo” !

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Intestino Irritabile e “S.I.B.O.” Come la Disbiosi spiega la “sindrome”!

La “Sindrome” dell’intestino irritabile (IBS) è uno dei disturbi di più comune riscontro nella pratica della Gastroenterologia.
Partiamo con lo spiegare cosa è una sindrome: è un “minestrone” ampio di sintomi considerati comuni a parecchie condizioni funzionali e/o patologiche diverse.

La IBS si manifesta classicamente con gonfiore addominale e/o dolore/disagio addominale, difficoltà digestive e cambiamenti nella frequenza e nella consistenza delle feci, così che si definiscono 3 diversi sottogruppi di IBS:

1) stitichezza predominante,

2) diarrea predominante,

3) IBS con “abitudini miste” (diarrea alternantesi a stitichezza).

Per moltissimi anni è stata considerata una patologia di origine prevalentemente psicologica o legata alla psiche e ha visto impegnati anche TROPPI MEDICI a diagnosticare inesistenti gastriti e coliti “nervose” e a prescrivere a chiunque le famigerate pilloline per l’ansia e lo stress.
E TROPPI PAZIENTI – che magari hanno davvero ridotto ansia e stress – hanno continuato imperterriti a patire per questa “sindrome”.
Bel risultato, eh?

A livello internazionale, però, la IBS è adesso intesa come “MULTIFATTORIALE”.
Ed è connessa al Microbiota intestinale.
Giacché la Fondazione di Roma (Criteri diagnostici Roma IV) ha introdotto il concetto di profilo clinico multidimensionale nella diagnosi e nella gestione dei disturbi funzionali gastrointestinali (compresa L’IBS).

E sebbene le modalità esatte di come si sviluppa e come procede rimangano in gran parte enigmatiche, prove recenti dimostrano che la Disbiosi contribuisce ampiamente allo sviluppo dei sintomi almeno in un sottogruppo di pazienti.
Quelli con caratteristica tendenza alla IBS con diarrea.

Ma cos’è la Disbiosi?
Siccome siamo pieni di microbi su ogni superficie corporea disponibile (il 70% si trova nel colon) la Disbiosi comprende UN’ALTERAZIONE QUALITATIVA della flora intestinale ma anche il suo cambiamento QUANTITATIVO, come la più nota “eccessiva crescita batterica del piccolo intestino” (SIBO) – che causa gli stessi sintomi dell’IBS.

28 diversi studi scientifici – giusto per citarne alcuni – hanno valutano che la frequenza di SIBO tra i pazienti con IBS variava tra il 4% e il 78%, rispetto ai “controlli sani” dove era presente tra l’1% e il 40%.
Il che suggerisce un’associazione significativa tra SIBO e IBS.

Alcuni fattori predisponenti che devono fare sospettare la SIBO sono:

💊genere femminile ed età avanzata,

💊Predominanza – tra i sintomi – di gonfiore, flatulenza e alvo diarroico,

💊assunzione di gastroprotettori (causa Disbiosi per tutta una serie di motivi),

💊assunzione di narcotici (causa Disbiosi a causa del rallentamento della motilità intestinale),

💊sintomi come Anemia, Emoglobina inferiore alla norma o carenza di Ferro.

In generale, i soggetti di età avanzata sono più suscettibili alla SIBO a causa della ridotta motilità gastrointestinale, di pregressi interventi chirurgici intestinali, della presenza di Diverticolosi e dell’assunzione di più farmaci.
A peggiorare la cosa, in pazienti di età superiore ai 55 anni, il gonfiore addominale e la flatulenza possono venire ANCHE dalla produzione eccessiva di gas da iper-fermentazione Batterica, oltre che dalla SIBO.

Quale conferma abbiamo della genesi batterica e di come curarla?
Arriva da studi che hanno valutato terapia a base di antibiotici e/o probiotici sui batteri intestinali, confermando che non tutti i sintomi di IBS hanno origine nel cervello ma piuttosto nell’intestino.
Quindi, curando la SIBO si va a curare fino al 78% dei pazienti con IBS con diarrea predominante o con “abitudini miste”.

Oltre i fattori che devono far nascere il sospetto, gli esami con la migliore sensibilità sono i BREATH TEST al Glucosio e al Lattulosio.

Se il tuo curante non sa cosa sono i batteri intestinali, cosa sono la Disbiosi e la SIBO e si ostina a volerti prescrivere l’ansiolitico…
Ecco dove “dovresti mandarlo” (a studiare):

www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27144617 

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Può risultare SCOMODA PERCHÉ RISVEGLIA LE COSCIENZE.
Ma qualcuno deve pur dirtele queste cose no??
Allora meglio che sia uno specialista delle “malattie delle panze” che ti fa aprire gli occhi su un mondo in rapida Re-evoluzione e ti allena ad occuparti della manutenzione ordinaria della tua salute, lasciando ai MEDICI quella “straordinaria”.

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Umani al 10% – Chi è padrone a casa mia? E chi sono gli ospiti?

A CASA CAPI QUANTU VOLI LU PATRÚNI.

Per chi non lo sapesse, io sono siciliano.
E dalle mie parti, questo detto é molto popolare.
Ti è mai capitato di sentirlo?

Tradotto letteralmente vuol dire

“Una casa è grande quanto vuole il padrone”.

Ma cosa vuol dire esattaMente ?
Che la “casa” può essere resa capiente a sufficienza per accogliere tanti ospiti graditi…
ma allo stesso tempo può essere chiusa agli ospiti indesiderati!

In questo modo, una volta che sai distinguere tra simpatici ed antipatici, ti viene riconosciuto – a casa tua – il diritto di agire una scelta.

Questa metafora ha molto in comune con il nostro corpo.
E con quegli “ospiti” che consideriamo “graditi” o “indesiderati”.
Hai mai sentito parlare di Batteri?
HAI presente quegli esserini che ricoprono il pianeta, che erano già qui prima della nascita dell’uomo e che sono considerati la causa di parecchie malattie?

Dall’800 ad oggi, grande enfasi è stata posta sull’utilità degli antibiotici per eliminare quelli più cattivi e pericolosi.

E così tantissime malattie sono scomparse, altre si sono ridotte.

Ma TANTE ALTRE SONO DIVENTATE FREQUENTISSIME!

Qualche esempio?
Obesità, Diabete, Sindrome Metabolica, Malattie Autoimmuni, Malattie Infiammatorie Croniche (Chron, Rettocolite Ulcerosa), Allergia…
Per tacere dell’aumento della frequenza di Celiachia, Autismo e Tumori.

Ti chiederai: ma questo che c’azzecca con la casa e gli ospiti?

La domanda che dovresti farti invece è:

CHI È PADRONE A CASA MIA?
E CHI SONO GLI OSPITI?

Perché – che tu lo sappia o no – stai ospitando TRILIONI di batteri (solo nell’intestino pesano 2 kg!) su ogni superficie del tuo corpo: pelle, mucose, polmoni, vagina, utero, reni eccetera.

Questi “esserini” si sono adattati a te nel corso degli ultimi 6 milioni di di anni, e senza di te non vivrebbero.
Ma la cosa é reciproca: senza di loro non vivremmo.
Ovvero, moriremmo facilmente vivendo una vita piena di malanni.
Sai perché?

Perché per ripagarti dell’ospitalità che inconsapevolMente hai sempre dato loro, in cambio ti proteggono dai batteri cattivi (Patobionti) e provvedono a svolgere per te quei servizi di cui il tuo DNA è sprovvisto.

Infatti, se noi abbiamo 28.000 geni nel nostro genoma, loro in dote portano poco più di 3.000.000 di geni.
Ecco perché sempre di più la comunità scientifica si domanda CHI È OSPITE DI CHI?

… Beh… Non proprio tutta la comunità scientifica, perchè mentre moltissimi curano il corpo usando strategicaMente i Probiotici, altri ritengono la loro presenza esclusivamente negativa e il loro supporto potenziale trascurabile.
Questi medici…
Si sono auto-esclusi dalla Rivoluzione Microbiota….

Per questo ne avevo già scritto su questa pagina:

 

Continua a seguire QUESTA PAGINA DI INFORMAZIONE GRATUITA CHÉ RISVEGLIA LE COSCIENZE e risulta SCOMODA PER CERTI INDIVIDUI (laureati in Google o Facebook).
Ti farà aprire gli occhi su un mondo in rapida evoluzione mentre assistiamo alla scomparsa e/o estinzione dei dinosauri …

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Rivoluzione Microbiota Comicost – Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Hai due “server cerebrali”. E i batteri sono i “tecnici informatici” specializzati

Il nostro organismo è il frutto di miliardi di anni di evoluzione.
Partendo da singole cellule che hanno scoperto che l’unione fa’ la forza e la cooperazione è vincente quando vi è un obbiettivo comune:
primum sopravvivere, deinde prosperare.

Nella specializzazione delle cellule in ORGANI, gli animali superiori sono il risultato di un intestino che si è dotato di un cervello.
In quest’ordine, e non il contrario!
Perché il Sistema Nervoso è nato dall’esigenza di un “sistema specializzato” che potesse “guardarci le spalle” mentre eravamo impegnati nella alimentazione e nella digestione.

Quindi è in quest’ordine che li sviluppa l’embrione umano che cresce nella pancia della sua mamma.

Questi due “tubi” – il tubo Neuronale e il tubo Digerente – si sviluppano dallo stesso tipo di cellule primordiali e anche se apparentemente lontani, sono interconnessi.
A dirla tutta, il cervello e il Sistema Nervoso Centrale (SNC) agiscono come un computer, un SERVER centrale cablato con tutti gli organi e tessuti, con cui vi è un costante interscambio di informazioni.
E questa non è una novità .
Non lo è nemmeno aver dimostrato – 20 anni fa – che possediamo un altro SERVER che non è proprio “secondario”…

Un SISTEMA NERVOSO, chiamato “enterico” (ENS), che contiene più Neuroni di tutti quelli presenti nel midollo spinale o nell’intero “sistema nervoso periferico” (Furness, 2012).

Le cellule nervose nell’intestino agiscono con la stessa “intelligenza” (neuromediatori, ormoni eccetera) delle cellule nervose cerebrali e regolano il “movimento coordinato” di tutto l’intestino (Peristalsi) e la Digestione, INDIPENDENTEMENTE DAL SERVER CENTRALE.

La grande rivoluzione moderna?
Dal 2004 le prove dell’interazione del Microbiota Intestinale in questa comunicazione bidirezionale tra i due server.

Da allora una vasta ricerca sugli effetti che il Microbiota Intestinale ha sulla funzione cerebrale e sull’impatto di questo su umore e comportamento viene portata avanti in tutto il mondo … fornendo INFORMAZIONI SCONVOLGENTI sulla “stretta interazione” tra il Sistema immunitario e quello Endocrino – associati all’intestino – e come si relazionano e influenzano le funzioni cerebrali.

Queste evidenza hanno portato la comunità scientifica a coniare il termine “ASSE INTESTINO-CERVELLO”, che nella metafora dei server, vede i batteri intestinali come “tecnici informatici”.

Lo squilibrio di quest’asse – a causa della Disbiosi – svolge un ruolo importante nelle Patologie Gastrointestinali e in tutta una serie di patologie legate alla salute mentale come Depressione, Disturbo Ossessivo-Compulsivo, Ansia e Disturbi dello Spettro Autistico…
E sempre maggiori ricerche si stanno concentrando sulla connessione con Parkinson e Alzheimer. 

Così, per curare il Cervello si passa da Stomaco e Intestino 🙂

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Tumori: dieta, microbiota e fattori ambientali. Non è nella genetica il tuo destino…

Molti si riempiono la bocca a sproposito, parlando di Genetica.
O di Familiarità…
Nell’opinione di costoro, siamo tutti “bombe ambulanti” pronte ad esplodere.

Ma… è vero che le malattie gastriche… Quelle dell’intestino… Quelle Metaboliche… Quelle cardiache… Quelle tumorali… Dipendono tutte dalla genetica o dal DNA?

Nel caso del Tumore del Colon – il secondo più comune nelle donne e il terzo più comune negli uomini in tutto il mondo – più del 70% dei casi si sviluppa da “polipi precancerosi”.
Solamente alcune forme sono ereditarie: meno del 5% del totale.

Teorie? Opinioni?
Beh… per me… Ciò che non è riproducibile è frutto di opinioni… O di superficialità.
Perché se ci pensi, una predisposizione genetica è una specie di maledizione, no?

Ma se vai oltre il DNA, i veri fattori di rischio sono il cibo, la dieta, lo stile di vita e l’inquinamento ambientale.
E se lo vuoi… puoi modificarli in direzione della tua salute.

Puoi farlo se lo sai e se lo vuoi. Ma sopratutto… solo se lo vuoi.
E se lo vuoi… Continua a leggere 😉

Il tumore del colon (CRC) è considerata una malattia “occidentalizzata”, in quanto ha i più alti tassi di incidenza in Nord America, Australia, Nuova Zelanda ed EUROPA.

Oltre ai fattori Genetici ed Epigenetici, vari fattori Ambientali (inclusa la DIETA) svolgono un ruolo importante nello sviluppo del cancro del colon-retto (CRC).

Ad esempio, UN’ELEVATA ASSUNZIONE di FIBRE ALIMENTARI è associata a un RIDOTTO RISCHIO o di CRC, mentre un ELEVATO CONSUMO di CARNE rossa e carne lavorata è ASSOCIATO ad un AUMENTATO RISCHIO di CRC.

L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) e l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), hanno segnalato il rischio di consumo eccessivo di carne rossa e carne lavorata.
Uno studio sul rischio di Cancro al Colon in immigranti giapponesi mostrava cambiamenti progressivi nell’incidenza di Cancro dopo che i giapponesi migravano alle Hawaii.

Queste evidenze supportano una FORTE RELAZIONE tra DIETA e SVILUPPO di CRC.
Sono dati stra-noti; lo riportavo già nella mia tesi di laurea 18 anni fa, usando lavori scientifici di parecchi anni prima.
Quindi non è una novità.

Qual è allora la novità?
Il crescente interesse per il Microbiota Intestinale come fattore di rischio ambientale per CRC!
Perché LA DIETA INFLUENZA ANCHE La composizione del MICROBIOTA INTESTINALE!

Il microbiota comprende oltre 100 miliardi di microbi.
Questi prosperano grazie ai residui alimentari non digeriti presenti nell’intestino (si mangiano ciò che a noi non serve… si nutrono della cacca praticamente).
E producono vari metaboliti.
Ed è oggi noto che i “fattori di rischio dietetici” per il CRC sono secondari alla Disbiosi (squilibrio) del nostro Microbiota Intestinale e dei metaboliti che produce.
O che non produce, per la Disbiosi.

Per esempio, è stato dimostrato che un’elevata assunzione di carne rossa – rispetto a frutta e verdura – è associata alla crescita dei batteri che possono contribuire a un ambiente intestinale più “ostile”.

Alcuni batteri – o popolazioni batteriche – con nomi esotici sono associati ad un maggior rischio di CRC.
Mentre altri sono associati ad un minor rischio: ad esempio i batteri produttori di Butirrato (dai noti effetti anti-tumorali) e gli Acidi Grassi a catena corta (SCFA).

Questi Acidi Grassi sono il substrato energetico preferito delle cellule del Ccolon e aiutano a mantenere la salute della mucosa del Colon.

Quindi, se da un lato abbiamo la perdita dei batteri che producono Butirrato (nonché la mancanza del loro “cibo preferito”) e poi abbiamo l’aumento dei batteri patogeni favorenti la cancrogenesi… abbiamo la ricetta perfetta per favorire il tumore.

E SE… Tu… volessi intervenire Su un processo che NON È GENETICO… cosa saresti disposta a fare per evitare un tumore?

Ti lascio la fonte bibliografica (Chrome e Google la traducono in italiano con 1 click):

Intestinal microbiota, chronic inflammation, and colorectal cancer

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Rivoluzione Microbiota Comicost – Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Studio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti –Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

P. S.
Ne avevo già parlato… Nei post che trovi in questa pagina 😉

Quello che mangi, determina la tua salute. Ecco la conferma!

I benefici delle fibre alimentari sono stati a lungo sottovalutati e incompresi nelle classiche diete delle chilocalorie (che non esistono!)

Assunzioni elevate di alcuni tipi di fibre alimentari sono connesse a:

👍 Riduzione di incidenza di malattie cardiovascolari e cura dell’ipertensione;

👍 Riduzione del peso corporeo;

👍 Riduzione e risoluzione della stitichezza;

👍 Prevenzione primaria o secondaria di diverticoli o emorroidi …

… E altre ancora.

Ma… quali fibre esattamente???

I polisaccaridi (zuccheri non digeribili) e gli oligosaccaridi.
Questa è la famiglia dei Prebiotici, sostanze non digeribili, capaci di stimolare la crescita e/o l’attività di uno o più “famiglie di batteri buoni” (Probiotici) presenti nel Colon.

In pratica, se ti prendi cura del tuo Microbiota, il tuo Microbiota si prende cura di te.
Interessante no?

Gli effetti positivi?
INIBIRE la progressione del CANCRO INTESTINALE, influenzare l’assorbimento dei minerali, effetti sul metabolismo dei grassi, regolazione del sistema immunitario, stimolare la sintesi di alcune vitamine (ad es. Vitamina B) e RIDURRE il COLESTEROLO!!

Dove troviamo queste fibre?
E come inserirle nell’alimentazione per averne benefici?
È semplice.

Eccoti una proposta:

➡ tutti i tipi di lattuga (se sei allergica al nichel scegli quella con meno “costa” possibile, come lattughino, rucola eccetera)

➡ il cacao extrafondente (almeno 40 gr al giorno, dal 72% a salire)

➡ patate, pasta e riso raffreddati da almeno un giorno (in estate ottime per le insalate fredde)

➡ nella cicoria (anche caffè di cicoria, o come Inulina da aggiungere ad acqua e cibi).

Le fonti sono numerose.

Ne avevo già scritto sulla mia pagina:

Approfondisci l’argomento, cerca “amido invertito” o “amido resistente” su Google.

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Un modo “dolce” per far star bene il tuo intestino? Mandorle, pistacchi e cioccolato

. . Come iniziare bene un lunedì?

Con delle “notizie belle” che ti fanno sentire coccolata/o!

La notizia di oggi è che …
Mandorle e pistacchi …
Sono un supercibo che aiuta il tuo intestino a star bene!

Anche se, nel corso degli anni, i migliori nutrizionisti e dietisti del mondo hanno scritto che – a causa delle chilocalorie – la frutta secca andava tolta dalle diete, oggi hai un motivo in più per mandarli a quel paese.

Infatti, siccome le chilocalorie sono un metodo superficiale e grossolano per valutare un regime alimentare (sono state disconosciute da chi le aveva inventate appena 3 anni dopo averle scoperte).
Adesso puoi inserire nella tua dieta giornaliera roba buona, e gustosa senza sentirti in colpa!

Butta via gli insipidi grissini e le fette di riso soffiato (scusa il francesismo, ma come gusto fanno letteralmente cagare…) e usa mandorle e pistacchi come “merendina”.

Perché studi scientifici recenti dimostrano che il consumo di mandorle induce cambiamenti positivi nella composizione del Microbiota intestinale umano.

La dieta è uno dei principali fattori che contribuisce allo sviluppo di numerose malattie (Obesità, Malattie Cardiovascolari, Diabete, Malattie Infiammatorie Intestinali eccetera) e sempre più spesso queste sono associate ad un Microbiota Gastrointestinale “squilibrato”.

Le fonti dello squilibrio?
Farmaci (gastroprotettori, antibiotici, farmaci per il colesterolo e il diabete) inutili o prescritti inappropriatamente e …
Dieta occidentale (troppo ricca in cibo industriale e raffinato). .

Questo alimenta i batteri dell’intestino tenue, crea le condizioni della Sibo, e lascia a digiuno i “batteri buoni” del colon.

I batteri del colon ci proteggono, producono grassi buoni, cambiano il Ph dell’intestino, producono ormoni e neurotrasmettitori che ti fanno sentire bene. E “fanno le scarpe” ai batteri cattivi.

Come possiamo aiutarli? Come possiamo nutrirli?
Con l’aumento dell’assunzione di diversi tipi di alimenti vegetali ricchi in Prebiotici.
Ovvero mandorle e pistacchi (con la pellicina),  lattuga, amido invertito, cacao.

Sull’amido invertito o amido-resistente, avevo già scritto qui:
Alcuni carboidrati agiscono come Pre-Biotici. Ma come?

Sul cacao avevo già scritto qui:
Il cacao contiene sostanze gradite ai batteri buoni dell’intestino

Che le mandorle, i pistacchi e il cacao extrafondente
addolciscano le tue giornate!
Perché la tua salute vale, ma anche il palato !

Il consumo e l’elaborazione delle mandorle influiscono sul Composizione del microbiota gastrointestinale di uomini e donne adulti sani: un caso Prova controllata

Lattuga, Quercetina e buon umore.

Potrebbe suonare banale, anche troppo economico, ma la lattuga in tutte le sue varietà – e sono 140 – può influenzare positivamente la nostra salute, allungare la nostra vita, e migliorare il nostro umore.

Questa verdura, presente nei nostri mercati praticamente tutto l’anno è considerata un Supercibo.
E non sono da noi.
È citata nei papiri egiziani, collegata alla divinità (Min) protettrice della fecondità.

Era ben conosciuta anche dagli antichi romani, che ne facevano scorpacciate per riprendersi dalle fatiche dei lunghi viaggi.

Il famoso medico Galeno non andava a dormire senza averne mangiata in abbondanza, poiché affermava che la lattuga gli assicurava sonni tranquilli. (Ma non mangiarla a cena se hai il reflusso!)

Avevano tutti ragione. La scienza riconosce che questo potere legato a una sostanza in essa contenuta, la Quercetina.
Ma non solo.

Consumala fresca in insalata e appena colta per sfruttare il contenuto di Clorofilla, associata ad altre sostanze depurative, antiossidanti e drenanti, come vitamina C e sali minerali come Magnesio e Potassio.

Cos’altro fa?

🥗 Favorisce la produzione degli ormoni del benessere,

🥗 Le fibre di cui è ricca la lattuga puliscono l’intestino dai depositi dannosi e aiutano il corpo a liberarsi delle tossine che lo avvelenano,

🥗 Nutre il microbiota del colon

🥗 Aiuta a dormire bene depurando in profondità.

Quando la mangi, mi raccomando, usa dosi generose di Olio (quello buono,siciliano!) e senza pane.
Perché la tua salute vale!

Buona domenica 🙂

 

Alcuni carboidrati agiscono come Pre-Biotici. Ma come?

Con L’ESTATE e l’aumento della temperatura sicuramente è SCONSIGLIATO CONSUMARE PIATTI CALDI, specie nelle ore infuocate della giornata.
Entrano così in gioco le INSALATE FREDDE di pasta, riso, orzo, quinoa, amaranto.

Queste, oltre ad essere più gustose – e sicuramente più digeribili della pasta al forno e della parmigiana di melanzane (particolarmente presenti nelle spiagge palermitane!) – nascondono un altro grande beneficio: la presenza dell'”amido resistente”, così chiamato perché resiste alla digestione.

L’amido e i carboidrati raffinati – presenti ovunque nella nostra dieta – essendo privi di fibre, vengono assorbiti velocemente nella prima parte dell’intestino (il tenue) senza raggiungere il colon.
Quindi, “alimentano” solo la parte numericamente più piccola del Microbiota Intestinale e possono – in caso di Disbiosi – condurre ad una SIBO.
Dall’altro lato, lasciano a digiuno i batteri Probiotici del Colon, perché vengono consumati prima.
Li lasciamo praticamente a digiuno, poveri animaletti 🙁

Ma i batteri nel Colon hanno bisogno di energia e di cibo perché LA LORO SALUTE è fondamentale per LA NOSTRA SALUTE.

Non appena “mangiano bene”, rendono acido l’ambiente intestinale e così è difficile la crescita dei batteri cattivi, quei batteri che ci rendono tristi. (Avevo già scritto in altri post di disbiosi e depressione).

Comportandosi come fibre vegetali – cioè diminuendo l’assorbimento degli zuccheri – prebiotici e amido resistente sembrano essere indicati nella prevenzione del diabete.
Alcuni studi hanno dimostrato infatti un miglioramento relativo alla variazione dell’insulina dopo 4 settimane in cui sono stati consumati 15/30 grammi di amidi resistenti al giorno.

Dove si trova l’amido invertito?
Negli “avanzi”!

Quando si cucina un certo cibo amidaceo, come riso bianco, pasta o patate e poi si raffredda in frigorifero, il cibo sviluppa amidi resistenti.
Mettilo nel frigo e, mentre il cibo si raffredda, li rende resistenti per essere poi digerito nel colon.
Anche se il cibo lo riscaldi di nuovo, mantiene la presenza di amido resistente. . Avevo già scritto sui Prebiotici qui:

Il Microbiota intestinale, come i pesci dell’acquario, per vivere ha bisogno del suo “mangime”.
I “Pro-Biotici”.

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La stitichezza connessa a Parkison, Chron e Disbiosi Intestinale.

Il Microbiota – organo formato dai miliardi di miliardi di batteri nel corpo umano – suscita un grande interesse tra i ricercatori che si occupano di Parkinson.
Ed è li che si cerca la causa (E LA SOLUZIONE) a questa malattia.

I pazienti affetti da questa patologia hanno una composizione peculiare dei microbi intestinali e trapiantandoli in topi di laboratorio “predisposti al Parkinson” peggiora i sintomi motori della malattia e aumenta il numero dei “Corpi di Levy” nel loro cervello.

Sarkis Mazmanian, microbiologo del California Institute of Technology, ritiene che questi batteri agiscano tramite le molecole che producono.
Come gli acidi grassi a catena corta (SFCA).
Che nei topi da laboratorio attivano (sarebbe giusto dire INFIAMMANO) le “cellule immunitarie” del cervello attraverso il nervo Vago o il Sangue.

Che connessione con le patologie infiammatorie???
Il Prof. Inga – epidemiologo della School of Medicine del Mount Sinai – ha studiato 144.018 persone con malattia di Crohn o RettoColite Ulcerosa e ha rivelato che la presenza del Parkinson era MAGGIORE rispetto a soggetti sani.
Questo studio conferma ulteriormente la teoria secondo cui la INFIAMMAZIONE INTESTINALE potrebbe influenzare la genesi del Parkinson (e non solo).

Ne avevo scritto qui:

Il morbo di Parkinson? Nasce nell’intestino con la stitichezza

Un intestino cronicamente infiammato può essere punto di partenza di un’infiammazione in tutto il corpo, e potrebbe aumentare la permeabilità dell’intestino (Intestino Permeabile).

Ma cos’è questa DANNATA INFIAMMAZIONE ??
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FONTE:

https://www.scientificamerican.com/article/does-parkinsons-begin-in-the-gut/

Il morbo di Parkinson? Nasce nell’intestino con la stitichezza

Nel 1817, il CHIRURGO J. Parkinson descrive 6 casi clinici di pazienti AFFETTI DA STIPSI e con una condizione descritta come “PARALISI AGITANTE”.
In uno dei sei casi, il trattamento dei disturbi gastrointestinali sembrò alleviare i problemi legati ai movimenti agitati…

In qualsiasi libro di Medicina, leggeresti che nel morbo di Parkinson, la stitichezza è un Sintomo connesso al “funzionamento improprio” del sistema nervoso autonomo, parte integrante del sistema nervoso enterico (il “secondo cervello”).
Quest’ultimo è responsabile dell’attività della contrazione coordinata della muscolatura liscia che “impasta” il cibo che viene digerito e lo sposta dalla bocca verso l’ano (peristalsi).

Quindi, se quello non funziona correttamente, e non funziona la peristalsi (i movimenti dell’intestino), ecco apparire la stitichezza.

LA STITICHEZZA è uno dei SINTOMI PIÙ COMUNI del Parkinson!
Si manifesta in circa metà degli individui e spesso PRECEDE DI ANNI l’insorgenza dei “disturbi del movimento”.
Tuttavia – per molti decenni – la ricerca sul Parkinson si è esclusivamente focalizzata sul cervello, studiando i neuroni che producono DOPAMINA – una molecola coinvolta in molte funzioni, incluso il movimento.

E siccome gli scienziati si sono sempre concentrati sul Cervello e sul Sistema Nervoso, la loro attenzione non poteva non essere attratta dalla scoperta dell’Asse Intestino-Cervello mediato dal Microbiota Intestinale.

Le scoperte conseguenti potrebbero permettere DIAGNOSI PRECOCE, prevenzione e TERAPIA PERSONALIZZATA del Parkinson. E dal 2003, un gruppo di neuro-anatomisti Tedeschi porta avanti una ricerca interessantissima!

Il lavoro del gruppo del Prof. Heiko Braak (Università di Ulm)
evidenzia come i cambiamenti patologici nei pazienti si sviluppano secondo STADI PREVEDIBILI.
MA piuttosto che iniziare nel Cervello e proseguire verso l’intestino, le lesioni caratteristiche del Parkinson seguono la DIREZIONE OPPOSTA: INIZIANO NELL’INTESTINO per POI spingersi a fare danni AL CERVELLO.

Questa EVIDENZA SCIENTIFICA è sostenuta da un numero crescente di prove, ma la questione di COME i cambiamenti nell’intestino portano alla Neurodegenerazione del cervello è un’area di studio ancora molto attiva.

Le ipotesi più studiate?

Alcuni suggeriscono che gli ammassi di Alfa-sinucleina (corpi di Levy) si muovano dall’Intestino al Cervello attraverso il Nervo Vago. Altri suggeriscono che attraverso il Vago viaggino anche PRODOTTI DI DEGRADAZIONE BATTERICA.

L’unica CERTEZZA?
È che l’intestino influenza il cervello attraverso i mediatori dell’infiammazione. Che sono presenti in TUTTE le MALATTIE INFIAMMATORIE, nel COLON IRRITABILE e nelle patologie AUTOIMMUNI – come la Tiroidite di Hashimoto, le ARTROPATIE sieronegative, la PSORIASI, la Fibromialgia, eccetera.

Ancora una conferma che il CAMPO DI BATTAGLIA della “guerra terapeutica” che come MEDICI dobbiamo combattere è l’intestino.
Lo diceva Ippocrate 2500 anni fa…

Nei prossimi giorni continuerò a tradurre (dal “medichese”) PER TE i più interessanti ed attuali risvolti della connessione tra Microbiota, nascita, e asse intestino-cervello.
Anche su AUTISMO, ADHD e PARKINSON!

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FONTE:

https://www.scientificamerican.com/article/does-parkinsons-begin-in-the-gut/

L’essere umano e il Microbiota Intestinale

Anche se la notizia è vecchia di più di 100 anni, negli ultimi 20 e passa anni la scienza ha dimostrato che abbiamo un organo in più – un organo nascosto e non visibile all’occhio umano – diffuso un pò in tutto il corpo.

È il  microbiota intestinale e noi siamo suoi “ospiti”.

Ogni essere umano è la decima parte di un ecosistema complesso con cui nasciamo e con cui conviviamo fino alla morte.
Letteralmente! 

Questo “ecosistema” è fatto di batteri, e sono tantissimi!
Infatti, noi possediamo nel corpo circa diecimila miliardi di cellule (miliardo più miliardo meno) e abbiamo tra cento e mille volte più batteri che cellule nel corpo, la maggior parte dei quali (90-95%) nel tubo digerente, e il restante 5-10% sulla pelle e altri “anfratti” anatomici.

Il microbiota pesa tra 1,5 e 2 kg, più del fegato (1,5 kg) e ha, rispetto a quest’organo nobile, funzioni metaboliche altrettanto complesse e alcune sovrapponibili. 

Infatti, dalla composizione equilibrata di questi batteri dipende l’equilibrio dell’apparato digerente, lo sviluppo e il funzionamento del sistema immunitario, la suscettibilità alle infezioni , la sensibilità agli agenti allergenici e ai batteri assimilati con la dieta e anche la “salute mentale”! 

Non solo non viviamo in un mondo “sterile”, ma siamo circondati (anzi sovrastati) dai batteri.
E al contrario di quello che pensavi, i batteri ti proteggono.

Questi batteri ricoprono tutto il nostro corpo e sono una specie di “mantello protettivo” contro gli agenti esterni e contro i “batteri cattivi”.

Infatti ricoprono la pelle (Microbiota Cutaneo) ma anche la parte interna del corpo (le mucose) che sono a contatto con l’esterno e con l’aria:

    • le orecchie,
    • il naso,
    • l’albero respiratorio, l
    • a vagina (flora di Doderlein) 
    • e, sopratutto, ricoprono la superficie del tubo digerente (Microbiota Intestinale) dalla bocca all’ano per un totale di 450-600 metri quadrati di superficie, passando per lo stomaco, che non è sterile come si credeva anni fa!

Noi abbiamo stabilito con questi batteri – milioni di anni fa – una relazione simbiotica: cioè noi aiutiamo loro e loro aiutano noi.

I batteri del MICROBIOTA INTESTINALE contribuiscono a funzioni che non non siamo in grado di fare:
digeriscono alimenti che il nostro sistema non è in grado di digerire, producono gruppi di vitamine (o le trasformano in forma attiva) come la vitamina K – che svolge un ruolo essenziale nella coagulazione del sangue – o la vitamina B12, che serve ad assimilare il ferro per il sangue. 

Il microbiota ci detossifica da sostanze che non siamo in grado di “smantellare”, e svolge importantissime funzioni di immuno-modulazione.

Infatti tra il 2000 e il 2004 la scienza ha dimostrato che il microbiota intestinale funge da regolatore fondamentale delle risposte immunitarie e permette la maturazione di tutto il sistema immunitario da dentro il tubo digerente.

Infatti, i batteri buoni che ricoprono il tubo digerente svolgono funzioni di protezione dai microrganismi cattivi perché la mucosa intestinale su cui “abitano” è una grossa porta di accesso al nostro corpo, è la principale zone di contatto (per la sua estensione) con i batteri cattivi e gli agenti esterni, ed è quindi la prima barriera che si pone nei confronti dei batteri cattivi.

Il Microbiota riconosce la differenza tra buoni e cattivi, e cura la “alfabetizzazione” del nostro sistema immunitario: in pratica insegna al nostro sistema immunitario a distinguere tra i batteri buoni – che non vanno attaccati – e quelli cattivi, da cui bisogna proteggersi!

Il microbiota si forma al momento della nascita:

il neonato passando attraverso la vagina viene “colorato” dalla flora di Doderlein e riceve batteri e immunoglobuline dal latte materno.
E fino ai 12 mesi (per alcuni studiosi fino a 3 anni) questo processo alfabetizza il sistema immunitario del neonato (maggiori dettaglio in un prossimo post).

Ma non è tutto:
l’aspetto più sorprendente è che possiamo affermare, senza alcun dubbio, che esiste una relazione fondamentale tra intestino e sistema nervoso, e che il MICROBIOTA INTESTINALE ha un ruolo interessantissimo!

Infatti tra le sostanze che producono vi sono componenti complesse che hanno il potere di alterare il nostro comportamento.

Un Microbiota Intestinale equilibrato regola la secrezione di Serotonina e Dopamina. 

Questi due  ormoni importanti per il tono dell’umore (sopratutto la Serotonina) sono prodotti dalla pancia, nell’ordine per il 90% e per il 50%, per cui è logico vedere come  molte malattie gastrointestinali (con squilibrio del MICROBIOTA) sfociano in depressione e ansia.

Sulla base della letteratura scientifica più recente, gli squilibri del Microbiota sono connesse – oltre che alle malattie gastrointestinali – anche alle allergie alimentari, alle malattie autoimmuni (prima fra tutte la Celiachia e le sue varianti) all’obesità e anche alle malattie mentali.

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Parto cesareo, allattamento artificiale, antibiotici e disbiosi intestinale del neonato

La composizione e il grado di maturazione del microbiota intestinale dei neonati al primo anno di vita sono significativamente influenzati dal tipo di parto, dal tipo di nutrizione e dall’esposizione agli antibiotici nei primi tre mesi di vita.

Questa importante correlazione è stata dimostrata  da un team di ricerca canadese attraverso uno studio condotto su 166 neonati, tutti nati a termine del periodo fisiologico di gestazione.

Infatti il microbiota intestinale cambia dopo la nascita registrando un aumento di bifidobacteria e di generi Firmicutes e Bacteroidetes.
Mentre vanno a diminuire quelle del genere Enterobacteria, primo colonizzatore intestinale.

È stato anche osservato che parto cesareo, esposizione intrauterina ad antibiotici e uso di latte in formula possono comportare un ritardo nel processo di maturazione fisiologica.

Un mancato sviluppo del microbiota in questo periodo di vita è stato inoltre più volte correlato a un maggior rischio di sviluppare disturbi metabolici e/o immunitari quali intolleranze o allergie alimentari oltre che all’aumento di obesità infantile.

I bambini coinvolti nello studio sono stati suddivisi in sette sottogruppi a seconda del tipo di parto (naturale o cesareo), di nutrizione (allattamento al seno o in formula) e all’esposizione o meno ad antibiotici durante la gestazione o entro i tre mesi di vita.

Gli autori hanno raccolto i campioni fecali a 3 mesi e un anno d’età.
I risultati ottenuti da un’idea di come sia diversificato e facilmente condizionabile lo sviluppo del microbiota intestinale dei neonati e di come questo determini conseguenze anche a lungo termine influenzando.

Ad esempio, l’instaurarsi di disordini metabolici o di patologie infiammatorie croniche soprattutto a carico dell’intestino del neonato.
Da cui si può facilmente sviluppare la dermatite atopica. 

Lo studio ha ovviamente alcune limitazioni, come il ridotto numero di soggetti in alcuni sottogruppi e la provenienza dei bambini da una ristretta area geografica.

Ma si può affermare come durante il primo anno di vita il cambiamento e la maturazione del microbiota intestinale dei neonati siano fortemente influenzati da fattori esterni:

il tipo di parto, la nutrizione e l’esposizione ad antibiotici i quali riducono la biodiversità.

E possono essere la causa di antibiotico-resistenza.

Questo lavoro scientifico – che conferma ricerche precedenti – può  essere un valido supporto per ricerche più approfondite con l’obiettivo di prevenire le patologie che potranno instaurarsi nel corso della vita dell’individuo.

Riferimenti

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5622971/


Rivoluzione Microbiota:

Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Dott.ssa Livia Emma – dietistaStudio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

Ansia, depressione e disturbi dell’umore: la causa è nel colon?

E’ finita l’era in cui i pazienti affetti da colon irritabile (IBS) erano bollati come “ansiosi”, “nevrotici”, “auto-assorbiti” o semplicemente “bisognosi di una buona chiacchierata”. Non vengonoOK(o non dovrebbero) essere più bollati come malati “psicosomatici o ansiosi”.

La “sindrome del colon irritabile” (IBS) – che ha ricevuto riconoscimento e dignità clinica a livello mondiale – non è una nuova malattia ma una sindrome che si presenta sopratutto nelle donne con una varietà di sintomi. Mancando uno specifico “marcatore” umorale o fecale, l’IBS è definita dai suoi sintomi dominanti e l’impatto clinico è variabile: per alcuni è una seccatura, per altri distrugge ogni aspetto della loro vita quotidiana: lavoro, scuola, relazioni personali e sociali. Perché è un disordine “reale” e invalidante – con un impatto personale e sociale – che merita un serio studio clinico.

E’ un reperto di comune in questi pazienti trovare una alta frequenza di depressione e ansia, disturbi che possono anche avere un impatto sulla funzione intestinale. Ma la domanda vera è: ansia e depressione sono causati dalla malattia del colon – e sono quindi sintomi – o sono essi stessi la causa principale degli squilibri intestinali?

Il concetto di asse intestino-cervello (gut-brain axis) – canale bidirezionale di comunicazione tra il “grande cervello” (SNC) e il “piccolo cervello” (ENS o sistema nervoso enterico) nella pancia – era stato già introdotto negli anni ’80 (lavori scientifici in inglese qui e qui).  Ma la capacità del “cervello stressato” di disturbare la funzione del colon era già stata elegantemente descritta da Almy e i suoi colleghi 70 anni fa (lavoro scientifico in inglese qui).  

Da allora, praticamente tutti gli organi gastrointestinali e ogni funzione intestinale hanno dimostrato di essere vulnerabili agli effetti dello stress. Giacché la “morfologia e la funzione” dell’ENS sono state completamente descritte, è chiaro come ENS e SNC condividono molte caratteristiche. Più di recente, le connessioni tra l’intestino (ENS) e cervello (SNC) sono state estese per includere il microbiota, che porta al concetto dell’asse microbiota-intestino-cervello.

Prove sono emerse da modelli animali per suggerire che i batteri dell’intestino potrebbero avere un impatto sul “grande cervello” e persino contribuire alla malattia neurologica e neuropsichiatrica.  Di conseguenza i batteri dell’intestino sono potenziali bersagli terapeutici anche nel morbo di Parkinson e nella depressione, mentre molti altri disturbi neuropsichiatrici, (Alzheimer, sclerosi laterale amiotrofica, autismo) sono stati collegati, in un modo o nell’altro, a squilibri del microbiota.

La descrizione dell’asse intestino-cervello e la sua adozione per comprendere le varie manifestazioni dell’IBS è servito come modello prezioso, non solo per l’investigatore clinico ma anche per il malato, a cui fornisce una spiegazione accessibile e personalmente significativa dei suoi sintomi. Studi clinici hanno continuato a dimostrare la particolare sensibilità dei soggetti con IBS agli effetti gastrointestinali motori, sensoriali e secretori di fonti di stress acute e croniche.

Quindi agire separatamente soltanto sui sintomi gastrointestinali, o soltanto sui sintomi ansiogeni o psicogeni con goccine e pilloline per l’ansia e l’insonnia senza guardare alla connessione e allo squilibrio dei batteri intestinali è la premessa di un’alta probabilità di fallimento di qualunque processo di cura.

Il tuo medico curante, lo specialista o il tuo dietologo/nutrizionista vedono o no i tuoi problemi connessi con il cibo e con la salute intestinale? Ti prescrivono esami inutili oppure farmaci per la psiche o il cervello? Rivalutano mai la tua terapia sulla base sei sintomi o guardano solo agli esami del sangue?

Scegli di affidarti a un professionista capace di ascoltare e preparato ad istruire; una consulenza è un investimento. Perché la tua salute vale!

Microbiota dalla nascita

Veniamo al mondo con un sistema immunitario non-funzionante e non-maturo che “ignora i pericoli del mondo”.
E Il latte (E I BATTERI) della mamma possono proteggerci e passarci informazioni utili.
Ecco come!

Avrai sicuramente sentito dire la frase “combattere il fuoco con il fuoco”, o anche “se non puoi farteli amici, alleati”.

Ed è cosi che hanno fatto negli ultimi 4 milioni di anni gli ominidi per sopravvivere in un mondo selvaggio e pericoloso, ricco di insidie e popolato dai “batteri cattivi”. 

Ci siamo integrati con dei batteri buoni con cui abbiamo stabilito dei “protocolli d’intesa” e di reciproca protezione, collaborando con vari “MICROBIOTI” – parola al plurale, in quanto ci sono diverse “comunità fisiologiche” singole presenti in posti distinte del corpo (intestino, albero respiratorio, vagina, pelle, eccetera). 

Immagina il sistema immunitario “competente e maturo” come la polizia di frontiera, che controlla chi transita attraverso un confine nazionale.
Per “frontiera” si intende qualunque varco dal quale uno straniero può accedere ad un paese; la polizia pattuglia ogni via di ingresso: dai porti, agli aeroporti alle autostrade.

E si occupa della tenuta in sicurezza della frontiera: controlla i “documenti” di merci e viaggiatori che transitano (il passaporto, o la carta d’identità) alla ricerca di “cattivi criminali” o di traffici illeciti.
E quando li identifica, li arresta o, scatena una sparatoria o una guerra!

Il sistema immunitario maturo e competente pattuglia ogni varco (pelle, apparato respiratorio, sistema digerente eccetera) controllando i “documenti” dei batteri. Accetta e permette il transito dei batteri buoni (con cui ha stabilito dei protocolli d’intesa, e con cui c’è collaborazione nel “presidiare i varchi”) e segnala, sequestra o spara ai “cattivi”.

Questa capacità di identificare buoni e cattivi è come il database dell’Interpol e si mette insieme nel corso della vita.
La polizia di frontiera riconosce già (a causa dei famosi protocolli d’intesa) i documenti dei batteri del MICROBIOTA, e li inserisce nel database come “buoni”.

E mano a mano che incontra altri batteri, confronta i loro documenti con quelli presenti nel database discriminando quelli “conosciuti” (i “Miei”) da quelli sconosciuti” (gli “altri”).

Quelli “sconosciuti” vengono etichettati come “cattivi”, e ad ogni “cattivo” vengono scattate le foto segnaletiche (genera una memoria cellulare) decidendo a chi sparare e a chi no, chi arrestare e chi no sulla base del database, che cosi si arricchisce mentre viviamo questa eterna lotta che è la vita sul nostro pianeta! 

Dire che questa attività e questa capacità iniziano alla nascita è dire una mezza verità… permettimi di spiegartelo.

Siamo stati bravissimi a “catalogare” i MICROBIOMI umani  – tipo di batteri, numeri, composizione, eccetera – ma abbiamo dei limiti tecnico-morali (legati alla sperimentazione) su come esattamente si stabilisce il microbioma umano nel neonato. 

Cioè come e da chi esattamente viene addestrata la polizia di frontiera?
Quasi esclusivamente dalla mamma!

La “colonizzazione” del tratto digestivo, respiratorio e uro-genitale (così come della pelle) inizia al momento della nascita, col neonato esposto al microbiota (vaginale e cutaneo) di sua madre​.

Studi recenti evidenziano un MICROBIOTA persino all’interno della placenta. La colonizzazione batterica inizia molto prima del parto e non stiamo parlando di infezioni!

Il tipo di parto e l’allattamento al seno sono fondamentali per la composizione dei MICROBIOTI e per la competenza del sistema immunitario del neonato (incompetente almeno fino ai 12 mesi, se non fino ai 3 anni).

La madre rifornisce il neonato di batteri cutanei e vaginali, anche attraverso il latte materno. 

Nel 2012 è stato scoperto che nel “colostro” sono presenti più di 700 specie di microrganismi: questi “batteri del latte”  sono tra i primi ad entrare nel corpo umano. 

Si stima che in 800 ml. di latte materno possa passare tra i 100.000 e 10 milioni di batteri.

Con il latte, la madre passa al neonato anche le “immunoglobuline”, proteine specializzate che sono “armi” del sistema immunitario.
Metaforicamente sono una fotocopia delle foto segnaletiche e dei documenti presenti nel “database materno”.
Quindi, la madre sostiene la polizia di frontiera passando i batteri buoni e le loro carte d’identità, e le foto segnaletiche dei “cattivi”. 

Ecco dove stà l’importanza dell’allattamento al seno!

Ma molti fattori possono alterare significativamente la composizione del latte, del MICROBIOTA cutaneo e di quello vaginale.  

La dieta, il parto cesareo, l’esposizione intrauterina ad antibiotici e uso di latte in formula hanno dimostrato di ritardare il processo di maturazione fisiologica del microbiota, quindi del sistema immunitario, quindi del neonato.

Per esempio, nello studio del 2012 si vede che neonati da parto vaginale hanno una “colonizzazione” che riflette la flora vaginale materna (come il Lactobacillus), ma quelli nati da parto cesareo (o prematuri) sono colonizzati da batteri di provenienza epidermica (dalla pelle) piuttosto che vaginali (come Clostridium, Staphylococcus, Propionobacterium e Corynebacterium eccetera). In più, il latte delle madri obese tende a contenere una comunità batterica diversa, meno diversificata, rispetto al latte delle madri di peso normale.
(puoi scaricare il lavoro scientifico QUI)

Qualunque importante cambiamento nello sviluppo equilibrato del MICROBIOTA in questo periodo di vita è stato correlato a un maggior rischio di sviluppare disturbi metabolici e/o immunitari quali intolleranze o allergie alimentari oltre che all’aumento di obesità infantile.

Per il momento stendiamo un velo pietoso sull’uso indiscriminato e non-utile degli antibiotici.
Ne parlerò più diffusamente nei prossimi post!

I gastroprotettori modificano la flora batterica

Gli inibitori di pompa protonica (PPI), tra i farmaci più usati nel trattamento di patologie e disturbi legati al reflusso gastroesofageo, alterano il microbiota orale e quello intestinale! Queste sono le conclusioni di un team di ricercatori giapponesi condotto su volontari sani ai quali sono stati somministrati PPI per 4 settimane (per gli “amanti delle fonti”, il lavoro è scaricabile qui).

Un numero sempre crescente di evidenze dimostrano che anche il microbioma orale è coinvolto in una vasta serie di patologie tra le quali, diabete mellito o polmonite batterica. Ed è  un segno di disbiosi dell’intestino tenue (la temibile SIBO).

Denti, gengive e lingua, oltre che la saliva, hanno infatti una peculiare composizione batterica. Nonostante le prescrizioni di PPI continuino ad aumentare negli ultimi anni si stanno registrando un certo numero di eventi collaterali più o meno gravi che coinvolgono anche il microbioma orale.

In seguito al trattamento del reflusso gastroesofageo con questi farmaci infatti si è registrato un aumento del pH salivare che può generare uno squilibrio dell’omeostasi batterica. A livello intestinale inoltre si è osservato un aumento di infezioni da Clostridium difficile. 

La somministrazione inappropriata di antibiotici fa il resto è porta all’alterazione del microbiota intestinale a causa degli stessi antibiotici. I sintomi più comuni?

  1. Pancia gonfia appena mangi

  2. Eruttazione e flatulenze 

  3. Diarrea o stitichezza

Ma cosa cambia nel microbioma orale durante il trattamento del reflusso gastroesofageo? I risultati mostrano una significativa differenza in termini di biodiversità nel microbiota salivare, ridotta dopo la somministrazione di PPI; l’incremento maggiore lo si sia registrato nei campioni fecali con una crescita di oltre quattro volte rispetto alla sua concentrazione nel pre-trattamento!

Nel microbioma salivare, maggiormente espresso dopo 4 settimane è risultato anche il Fusobacterium e, nel fluido gengivale, Leptotrichia. Questi dati preliminari sembrerebbero correlazione l’uso a lungo termine sei comuni PPI e le alterazioni microbiota orale e intestinale.

Ulteriori studi sarebbero necessari su un campione più ampio di soggetti, ai fini di determinare l’effettivo meccanismo con cui  farmaci così ampiamente utilizzati per disturbi gastrointestinali in modo da prevenire ulteriori patologie legate alla alterazioni dei microbioti.

Anche il tuo specialista dopo un minuto di conversazione ti prescrive gastroprotettori come fossero acqua fresca? O ti dice che il problema è  tutto nell’ansia? E intanto il tuo problema continua ? Affidati a un professionista capace di ascoltare e preparato ad istruire, ha un valore incalcolabile. Perché la tua salute vale!

Tenere dentro di se rabbia e rancore nuoce al sistema digerente

Ecco una soluzione semplice.

Le emozioni che tratteniamo dentro hanno la capacità giorno dopo giorno, anno dopo anno, di farci il fegato marcio e predisporre alla “gastrite”.

La Medicina Cinese – branca Medica riconosciuta dall’OMS – e la Psicosomatica – Specializzazione riconosciuta dal MIUR – spiegano perchè queste “emozioni” represse portano a patologie in “organi specifici”:

Fegato e vie biliari sono la sede della “rabbia”, lo stomaco invece delle frustrazioni, delle cose della vita che “non riesco a mandare giù”…

Dall’altro lato, l’educazione che riceviamo – e l’etica Cristiana – ci frenano dall’esprimere apertamente rabbia e rancore – perché la società le considera “sbagliate”.
Si sviluppa così la paura di “fare la cosa sbagliata”, ma anche paura di “ferire” o di “perdere” qualcuno che ci è caro.
Perché troppo spesso la persona verso cui sono dirette queste emozioni è una PERSONA MOLTO CARA, o MOLTO VICINA oppure … non più nella nostra vita …
E si genera così il “senso di colpa”.

 

 

 

In ultima analisi, che si tratti di “perdita”, di “ferita” o di “senso di colpa”, la verità è che ABBIAMO PAURA DI SOFFRIRE a causa delle cose che potremmo fare e potremmo dire. O delle loro conseguenze.
Così, invece di dirle o farle ce le teniamo “dentro la pancia”.
Ti suona familiare?

Ma siccome i “vaffa” che AVREMMO DOVUTO DIRE nel corso della nostra vita – troppo spesso taciuti o inghiottiti – NON si possono dire apertamente in faccia alle persone care (o al datore di lavoro…), la psicoLogia ci viene in AIUTO con una tecnica SEMPLICISSIMA, gratuita e priva di “rischi”:

1) Nessun rischio di senso di colpa.
2) Nessun rischio di ferire o essere feriti.
3) Nessun rischio di perdere o venire persi.
4) Nessun rischio di soffrire…

Qui trovi un ulteriore approfondimento:

I troppi “vaffa” trattenuti in pancia? Ecco 3 tecniche semplici, gratuite e prive di rischi.

E qui la tecnica:
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2133381450242419&id=1586526338261269

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Perché la tua salute vale!

Il Microbiota intestinale, come i pesci dell’acquario, per vivere ha bisogno del suo “mangime”. I “Pro-Biotici”.

I Prebiotici sono sostanze organiche non digeribili, capaci di stimolare la crescita e/o l’attività di uno o più “famiglie di batteri buoni” presenti nel #colon.

Gli effetti positivi?
Sono nel funzionamento del Colon (Grosso Intestino); tra questi la capacità di INIBIRE la progressione del CANCRO INTESTINALE, influenzare l’assorbimento dei minerali, avere effetti sul metabolismo dei grassi e la regolazione del sistema immunitario.

Uno studio ha dimostrato che la somministrazione giornaliera di una bevanda contenente 494 mg di Flavanoli del cacao ha aumentato significativamente la crescita di Lattobacilli e Bifidobatteri specifici .
L’aumento della crescita di Lattobacilli è associato a EFFETTI BENEFICI SULL’INTESTINO, inclusa la capacità di prevenire la crescita di organismi patogeni (batteri cattivi).

L’aumento della crescita dei Bifidi è stato fortemente associato ad effetti positivi nel Colon, per la loro capacità di inibire la crescita di agenti patogeni (batteri cattivi), stimolare la sintesi di alcune vitamine (ad es. Vitamina B ) e RIDURRE le concentrazioni plasmatiche di COLESTEROLO!

Inoltre, entrambe le famiglie batteriche stimolano la produzione di acidi organici benefici (lattato e acetato) e inibiscono la colonizzazione da parte di batteri patogeni (cattivi).

C’è anche un interesse emergente nella COMUNICAZIONE dei batteri Probiotici CON IL SISTEMA IMMUNITARIO.
I Flavanoli potrebbero essere in parte responsabili delle riduzioni della PCR (proteina C reattiva) un esame del sangue che ci comunica infiammazione, un segno distintivo della “risposta della fase acuta” ed un predittore specifico del rischio di “eventi cardiovascolari in soggetti sani”, collegando così l’assunzione di Flavanoli e L’AUMENTO DI BIFIDOBATTERI E LATTOBACILLI a benefici cardiovascolari!

Oltre ai cambiamenti nei Batteri Probiotici, questa bevanda ha anche indotto una diminuzione significativa del gruppo del Clostridium Histolyticum, che ha suggerito che i flavanoli del cacao hanno anche un effetto inibitorio sulla crescita di questi batteri cattivi – tra cui il Clostridium pefringens, un patogeno coinvolto nella progressione del cancro del colon e dell’insorgere della malattia infiammatoria intestinale.

Prenditi cura del tuo Microbiota, e il tuo Microbiota si prende cura della tua salute.
Perché la tua salute VALE !!!

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Il Cacao contrasta l’infiammazione e abbassa i Trigliceridi – Contiene sostanze gradite al batteri buoni dell’intestino

I batteri che ricoprono il nostro intestino e ci fanno vivere vanno ghiotti di Cacao.
Dico davvero 😀

Le “fibre” che li nutrono (fibre prebiotiche) sono il “mangime” dei batteri e stimolano la loro crescita sin dall’allattamento al seno.
Il latte materno ne contiene quasi 150 (HMO) e i batteri buoni ne vanno letteralmente ghiotti!

Cos’ha a che fare questo con il Cacao?
E sopratutto… “cioccolata” e “cacao” sono la stessa cosa?

I flavonoli (o flavonoidi) sono sostanze considerate anti-ossidanti.
Si trovano in molti dei cibi che amiamo. (vino rosso, te, caffè, cacao).
I flavonoli del cacao vengono assorbiti molto poco a livello dell’intestino tenue così raggiungono il colon (grande intestino) dove possono essere metabolizzati dal Microbiota residente (i famosi batteri “buoni”).

Certo, se ciò che ti hanno spacciato per Cacao contiene più zuccheri e proteine del latte che altro, ti suggerisco di non continuare a leggere questo post…

Perché uno studio del 2011 ha valutato il potenziale Prebiotico dei Flavanoli di Cacao: in uno studio randomizzato, in doppio cieco controllato (cioè, inattaccabile secondo la scienza moderna!) è stata valutato l’effetto del consumo giornaliero di una bevanda a base di Cacao per 4 settimane.

E contrasta anche l’infiammazione sistemica e i Trigliceridi del sangue.
I risultati?
Questa bevanda ha aumentato significativamente le popolazioni di Bifidobatteri, e Lattobacilli e al contempo diminuito significativamente la quantità di Clostridi (batteri cattivissimi che si beccano quelli che assumono Gastroprotettori da anni).
Cioè, sono aumentati i batteri buoni e sono diminuiti i batteri cattivi.

Questi cambiamenti del Microbiota sono anche stati accompagnati da significative riduzioni dei Trigliceridi e dalla riduzione della proteina C-Reattiva (PCR), un indicatore epatico dell’infiammazione sistemica e generalizzata.
Ed un indicatore per il rischio di infarti.

Inoltre, è stato misurato che i cambiamenti nella proteina C-Reattiva (PCR), erano legati ai cambiamenti dei Lattobacilli: aumentando questi, diminuiva la PCR.
Questo vecchio studio del 2010 mostra, per la prima volta, che il consumo di Flavanoli di cacao può influenzare in modo significativo il crescita della Microflora Intestinale Umana e suggerisce il potenziale beneficio Prebiotico associato all’inclusione alimentare di cibi ricchi di Flavonoli.
E che i Lattobacilli riducono il rischio cardiologico.

Gli estratti di Cacao utilizzati nelle ricerche scientifiche però non contengono gli alti livelli di zucchero e grasso saturi presenti delle barrette di cioccolato.

Giacché il nostro cervello è stato studiato approfonditamente, e le Aziende sanno che lo zucchero (assieme a grassi e sale) crea 8 VOLTE PIÙ DIPENDENZA DELLA Cocaina, parecchie aziende usano alte dosi di dolcificanti e grassi proprio per creare dipendenza nei bambini (non solo a loro…)

Polvere di cacao senza zucchero o cioccolato fondente ad alto contenuto di cacao (almeno superiore all’85%) sono le alternative più vicine al cacao utilizzato in questi studi.
Ancora meglio se sono FAVE DI CACAO NON TOSTATE.

Le quantità “scientificamente” più opportune? Dipende molto dallo stato di salute e dalle caratteristiche personali di ciascuno di noi.

Perché nessuno è uguale all’altro.
E non esiste la stessa terapia/dose uguale per tutti.

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Perché la tua salute vale!

P.S.
Il cacao non tostato ha quantità di nichel infinintesimali.

Ma Il cacao e il cioccolato sono due cose diverse.
Lo spiego in questo articolo

FONTE:

Valutazione prebiotica di flavanoli derivati ​​dal cacao in esseri umani sani utilizzando uno studio di intervento randomizzato, controllato, in doppio cieco, crossover

Lo studio è vecchio (2010) … ma per la fortuna degli amanti del “cacao vero”, non è l’unico.


Rivoluzione Microbiota:

Dott. Giulio Maria Ranalli – Biologo Nutrizionista – Dott.ssa Greta Venturini – Biologa Nutrizionista – Scuola Microbioma – Dott.ssa Livia Emma – dietistaStudio Medico Orlandini – Nutrizionista Dott.ssa Novella Gerini – Riccardo Cecchetti Osteopata e Fisioterapista – Centro Trabucco Fisioterapia e Benessere – AMIE-Associazione Medici Italiani Evoluzionisti – Medicina di Segnale – Luca Speciani – DietaGIFT

 

Microbioma o …”microbiomi”?

 

Siamo totalmente – e letteralmente – ricoperti da batteri in ogni singola superficie corporea, sia all’esterno che all’interno.
La scoperta dei rapporti “simbiotici” tra questi batteri e il nostro corpo è la più grande rivoluzione nel campo scientifico e medico degli ultimi 30 anni. .

Questa “relazione” è fondamentale e vitale per l’uomo; per citare solo alcune funzioni:

    • digestione e salute intestinale;
    • protezione e salute cerebrale (produzione di neuropeptidi e neurotrasmettitori);
    • sistema immunitario (dalla nascita!);
    • metabolismo (diabete obesità eccetera).

Questa rivoluzione scientifica (chi non ci crede vada – O torni – a studiare) è andata avanti, riconoscendo PIÙ POPOLAZIONI MICROBIOTICHE (capelli, Pelle, Vagina, albero respiratorio eccetera) che convivono in “delicato equilibrio” con il VIROMA (VIRUS residenti) e il MICOBIOMA (FUNGHI residenti).

L’uomo è oggi riconosciuto come un ECOSISTEMA complesso, relazione tra noi e i batteri che ospitiamo (o che… ci ospitano).

SAPERLO SIGNIFICA GESTIRE E “GUARIRE” DA TANTISSIMI MALANNI. Queste realtà sono riconosciute scientificamente e supportate da dati certi.

Puoi approfondire coi link qui sotto e condividere liberamente! .

Microbiota dalla nascita

Parto cesareo, allattamento artificiale, antibiotici e disbiosi intestinale del neonato

L’essere umano e il Microbiota intestinale